L’anno del fiscalista


Sta per terminare un altro anno, ancora pochi giorni e poi in tutte le case e in tutti gli uffici, verrà compiuto il rituale gesto della sostituzione del calendario.

Esiste però una ristretta categoria di soggetti che, loro malgrado, non misurano il trascorrere del tempo con il calendario Gregoriano, ma adottano lo scadenziario fiscale!

Non mi riferisco al calendario inteso come oggetto (cartaceo o multimediale che sia) da esporre e consultare all’occorrenza, ma a quella curiosa deformazione professionale che colpisce gli operatori che esercitano la nobile arte della consulenza fiscale, che progressivamente degenera la zona cerebrale deputata alla elaborazione della percezione temporale e all’associazione mnemonica tempo/ricordi.

Raffinate ed elaborate ricerche mediche stanno affrontando il fenomeno, cercando di chiarire come l’avvicendarsi delle stagioni astronomiche, o il susseguirsi delle ricorrenze, venga cadenzato nella mente di un fiscalista.

 

In attesa di un serio e definitivo protocollo scientifico proviamo ad interrogarci da soli sul fenomeno:

 

Quanti di noi associano l’arrivo di una nuova primavera con il primo passaggio di rondini, o l’approssimarsi di un’altra Santa Pasqua con lo scambio delle palme benedette?

Sicuramente pochi… per la maggioranza di noi, l’arrivo della primavera non è preannunciato dallo sbocciare dei fiori di mandorlo, è più familiarmente il “periodo dei bilanci”!

Ripensando a qualche evento importante della nostra vita, a quanti sarà capitato di associare la data di nascita di un figlio al “l’epoca dell’introduzione dell’Irap”, o l’anniversario di matrimonio con l’abolizione dell’elenco clienti e fornitori….

Dove sei stato in vacanza due estati fa? Dunque…. Due 770 fa… Si… ero a Rimini!

Quanti anni ha tua figlia? Eh… i figli crescono che neanche te ne accorgi, sembra ieri che è nata…, ma sono passate già 8 dichiarazioni Iva e due Intrastat!

Scusami se sono indiscreto, ma di che anno sei? Eh… non sono più un ragazzo, sono “classe“ Introduzione IVA!

Quanti anni ho io? Sono un po’ vanitoso… diciamo che ho smesso di contarli una volta arrivato al Codice della Privacy!

Il carnevale lo ricordiamo per l’odore delle frittelle e i colori dei coriandoli, o per le comunicazioni annuali Iva? Ho visto un collega un anno mascherarsi da DPS della Privacy, aveva un francobollo appiccicato sulla fronte con timbro postale per simulare l’autoprestazione postale per la data certa.

Quest’anno dove vai per il ponte del saldo ICI? Mah… volevo andare a sciare, ma quest’anno la neve non si vede… eh.. è cambiato il clima, mi ricordo ai tempi dell’INVIM, al momento degli acconti IRPEF c’erano già due metri di neve, e la stagione sciistica si prolungava fino a tutto l’approvazione dei bilanci!

 

E quanti di noi ormai sotto l’ombrellone ad Agosto, tra un tuffo e l’altro si rilassano leggendo l’ultima legge di stabilità?

E se il partner cerca di distrarci magari ci si arrabbia pure!:

Se già l’hai letta non mi dire come va a finire” (una volta si poteva affermare con sufficiente margine di precisione “è stato il maggiordomo!” ora possiamo ipotizzare con altrettanta sicurezza che il finale sia “la presenta manovra entra in vigore 60 giorni dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale”).

 

Nei casi conclamati potrebbe manifestarsi quest’anno in alcun di noi anche la convinzione che la bottiglia stappata alla mezzanotte di San Silvestro sia per festeggiare la prima scadenza dello spesometro!

 

Insomma, siamo soggetti che vivono un rapporto estremamente conflittuale con il calendario.

Prendiamo ad esempio il Consulente del Lavoro, vive costantemente immerso nel mese precedente, ora siamo in Dicembre, ma la sua mente staziona stabilmente nel mese di Novembre per l’elaborazione dei relativi cedolini, è lì a verificare presenze, festività e ricorrenze di un tempo già andato…

Un Commercialista? Peggio ancora!

Da Gennaio a Settembre è stabilmente dimensionato nell’anno precedente; tra comunicazioni, dichiarazioni, rendiconti e quant’altro!

Provate a chiedergli di datare un documento e verificherete che concluderà la data con un 2010!

Vive poi un periodo di profonda confusione post-traumatica nel periodo Novembre-Dicembre. In questo bimestre perde la concezione spazio-tempo, interrogato anche sotto ipnosi non sarà in grado facilmente di riposizionarsi mentalmente nell’anno corrente.

 

Per non parlare di chi si occupa prevalentemente di contenzioso.

Meritano tutta la nostra comprensione… sono sempre quattro anni indietro.

Sono convinti che le olimpiadi in Cina siano ancora da svolgersi. E non se ne persuaderanno nemmeno quando la prossima estate, muovendo nervosamente le dita su un telecomando con il ritmo di una cavalletta ubriaca, si soffermeranno sulla cerimonia di apertura dei nuovi giochi olimpici all’ombra del Big Ben! Anzi penseranno “cavolo sti cinesi…. riescono a clonare proprio tutto dell’occidente”

 

Ma perché questa categoria professionale è così diversa dalle altre forme di lavoro autonomo?

Pur se impietoso, proviamo a fare un un diretto paragone con altre tipologie di lavoro professionale.

Prendiamo ad esempio un Chirurgo:

Non c’è mica il mese delle ernie inguinali… sarà mica automatico per lui associare l’approssimarsi del ponte di pasquetta con i bypass coronarici, e soprattutto non avrà un tot. di tonsille da asportare entro il 30 Aprile, ma senza poter cominciare prima del 15 aprile perché mancano le ultime istruzioni del Ministero della Salute!

 

Vabbè…. Che ci vogliamo paragonare ai medici? La loro è più una missione che una professione.

 

Allora il parallelo possiamo effettuarlo almeno con i Notai… o che ne so, con gli Avvocati?

Neanche loro hanno un ciclo lavorativo così ripetutamente modulato:

 

Cause civili di divorzio entro la primavera, solo omicidi preterintenzionali per due mesi, querele per vilipendio prima della chiusura di agosto.

Dopodichè si ricomincia daccapo, “accidenti nel frattempo è passato un anno, devo rinfrescarmi le idee sul divorzio, meglio andarsi a rileggere un po’ di testi… dunque i soggetti prima di divorziare devono aver contratto matrimonio….(cacchio non me lo ricordavo… meno male che l’ho ripassato)…”

L’addebito per colpa può avvenire per abbandono del figlio coniugale…. Ah no… del tetto coniugale…., qui avevo evidenziato male il passaggio!!”

 

No, forse è meglio non fare raffronti, non si deve mai guardare l’erba del vicino, sembra sempre più verde!

Tanto più se il giardino neanche ce l’hai!

 

15 dicembre 2011

Massimiliano De Bonis


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