Finalmente il provvedimento dell'Agenzia per i futuri minimi

Il regalo di Natale dell’Agenzia delle entrate è arrivato con 3 giorni d’anticipo e riguarda i futuri “contribuenti minimi”; infatti proprio ieri 22 dicembre è stato pubblicato il provvedimento (n. 185820/2011)del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che disciplina gli aspetti pratici del regime del regime agevolato.

Contemporaneamente è stato pubblicato anche il provvedimento (n. 185825/2011) per i contribuenti “ex minimi” che possono usufruire di un regime contabile agevolato.

 

I provvedimenti, che, fortunatamente, non sconvolgono la letteratura già pubblicata sul nuovo regime sono arrivati proprio in zona Cesarini, con una tempistica che lascia pochi spazi per informare i contribuenti sulle applicazioni pratiche dei nuovi regimi.

 

Le novità per i contribuenti minimi

Il provvedimento n. 185820/2011 è snello (6 pagine scarse) e conferma quasi tutto quanto era già stato pubblicato sull’applicazione del nuovo regime.

 

1) Condizioni di accesso.

Il regime è applicabile solo alle attività aperte dopo l’1 gennaio 2008.

La condizione di accesso al regime è che non sia stata svolta in precedenza la medesima attività sotto altra forma. Nel breve articolo di commento pubblicato su NuovoFiscoOggi (il quotidiano on-line dell’Agenzia), si fa riferimento alla prevalenza della sostanza sulla forma nel valutare tale requisito: cioè, “allo svolgimento effettivo e all’inizio effettivo della stessa; non alla sola apertura della partita Iva” (r.fo., “Un addio e due “benvenuto”. Dai minimi, largo ai giovani”, Nuovo Fisco Oggi, 22/12/2011).

 

Dato che il nuovo regime è rivolto sia ai giovani che ai “disoccupati”, tale norma va intesa nel senso che “riguardo al requisito della novità, il vincolo per cui l’attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di un’altra precedentemente svolta, anche sotto forma di lavoro dipendente, non opera quando il contribuente prova di aver perso il lavoro o di essere in mobilità per cause indipendenti dalla propria volontà” (cfr. Nuovo Fisco Oggi, art. cit. supra).

 

2) Uscita dal regime

Attenzione! A differenza del vecchio regime, il nuovo regime in caso di uscito non permette ritorno. Il contribuente minimo che, per scelta o per obbligo, rientra nel regime ordinario, non potrà più usufruire del regime agevolato.

 

3) Durata del regime

La durata del regime è di 5 anni o, per chi apre l’attività è ha meno di 35 anni, potrà usufruire del regime oltre i 5 anni fino al compimento del 35′ anno d’età.

In pratica i contribuenti che apriranno la partita IVA avendo meno di 30 anni d’età usufruiranno del regime agevolato non per 5 anni, ma fino al compimento del 35′ anno d’età.

 

I vecchi minimi che avevano aperto l’attività prima dell’1 gennaio 2008 e non avevano compiuto i 35 anni d’età sono esclusi dal regime, con una norma che appare illogica, rispetto al funzionamento del nuovo regime.

 

4) Ritenuta d’acconto

Per non creare contribuenti in perenne credito d’imposta (ricordiamo che l’imposta sostitutiva è il 5% del reddito) i futuri minimi non applicheranno la ritenuta d’acconto (se dovuta) sulle fatture emesse.

 

Attenzione! Per le fatture/proforma emesse nel 2011 ed incassate nel 2012 andrà riemesso il documento senza l’applicazione della ritenuta d’acconto.

 

Come per i vecchio regime dei minimi, anche il nuovo regime

 

5) Esoneri

Il provvedimento chiarisce gli esoneri dei minimi dalle comunicazioni.

I contribuenti minimi non dovranno inviare le comunicazioni di eventuali operazioni effettuate con Paesi Black-list e le comunicazioni di operazioni rilevanti ai fini del cd. “Spesometro”.

I nuovi minimi, per poter operare con altri operatori intracomunitari, dovranno essere iscritti nel registro VIES.

 

23 dicembre 2011

Luca bianchi

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