Dal 2012 liste selettive sulle base delle operazioni finanziarie

I contribuenti a maggior rischio di evasione saranno inseriti in apposite liste selettive elaborate a livello centrale sulla base delle operazioni finanziarie poste in essere da chiunque, per le quali, dal prossimo 1° gennaio 2012, è previsto l’obbligo di comunicazione al Fisco da parte di tutti gli operatori finanziari. È quanto stabilisce il ddl di conversione del decreto “salva Italia” (DL 201/2011) approvato il 16 dicembre scorso, con la questione di fiducia, alla Camera.

L’articolo 11, comma 2, del decreto, nella sua formulazione originaria, prevedeva già che gli operatori finanziari, a partire dal prossimo anno, avrebbero dovuto comunicare i dati, importi inclusi, delle operazioni relative ai rapporti intrattenuti con i loro clienti, comprese le cosiddette operazioni “fuori conto”, di cui all’articolo 7, comma 6, del DPR 605/1973.

Si tratta di una novità non di poco conto, se si considera la sua finalità: tali dati, infatti, verranno utilizzati, ai sensi del comma 4 dello stesso articolo 11, oltre che per gli scopi già previsti dall’articolo 7, comma 11, del DPR 605/1973, ovvero per l’espletamento delle indagini finanziarie e delle procedure di riscossione, anche per l’individuazione dei contribuenti a maggior rischio di evasione, da sottoporre prioritariamente a controllo.

Le modifiche apportate al summenzionato articolo 11, in sede referente, da parte delle Commissioni riunite V – Bilancio – e VI – Finanze – della Camera, prevedono, ora, che tali dati comunicati siano archiviati nell’apposita sezione dell’anagrafe tributaria prevista, appunto, dall’articolo 7, sesto comma, del DPR 605/1973, ma soprattutto che le stesse informazioni inviate dagli operatori finanziari vengano utilizzate dall’Agenzia delle entrate per l’elaborazione con procedure centralizzate, secondo i criteri individuati con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia, di specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione.

Sostanzialmente, quindi, rispetto alla precedente formulazione del testo di legge, viene definita la modalità di utilizzo dei predetti dati, prevedendo, che siano trattati a livello centrale e con sistemi informatici, per l’approntamento di liste da cui le varie Direzione provinciali e regionali presumibilmente attingeranno per attivare prioritariamente le indagini finanziarie nei confronti dei contribuenti.

È probabile attendersi che le informazioni sulle operazioni finanziarie verranno elaborate dai sistemi informatici (data warehouse) in modo tale da operare analisi selettive sui flussi di dati, che consentano di ottenere soltanto i nominativi dei contribuenti che presentano le anomalie previste dai criteri definiti dal Provvedimento direttoriale di futura emanazione stabilito dalla norma.

Va da sé, ma è bene ricordarlo, che le nuove disposizioni non derogano all’obbligo di preventiva autorizzazione ai fini dell’espletamento delle indagini finanziarie di cui all’articolo 32, primo comma, numero 7), del decreto DPR 600/1973, e dell’articolo 51, secondo comma, numero 7), del DPR 633/1972.

In passato, però, l’Amministrazione Finanziaria era a conoscenza soltanto dell’esistenza di eventuali rapporti intrattenuti dai contribuenti con gli operatori finanziari e, conseguentemente, per attivare le indagini finanziarie doveva necessariamente richiedere agli stessi le relative informazioni, tra cui gli importi, con una procedura telematica, concedendo per le risposte un termine non inferiore a 30 giorni, prorogabili di ulteriori 20.

Ora, invece, con le nuove disposizioni del DL 201/2011, i dati delle predette operazioni finanziarie saranno già integrati in un’apposita sezione dell’Anagrafe Tributaria e quindi immediatamente disponibili per il Fisco. Considerando, inoltre, che le autorizzazioni (interne) del Direttore Regionale o del Comandante della Guardia di Finanza, previste dalle prefate disposizioni di legge per l’attivazione delle indagini finanziarie, vengono concesse per via telematica ormai nel giro di pochissimi giorni dalla richiesta, è ovvio che, per i soggetti inclusi nelle liste e scelti dagli Uffici, le indagini finanziarie se non saranno proprio automatiche, poco ci mancherà.

Per quanto concerne, infine, le altre modifiche emendative al decreto, si tratta per lo più di disposizioni volte alla tutela dei contribuenti in relazione a tali nuove comunicazioni di dati: è previsto, ora, al comma 3 dell’articolo 11, che il Provvedimento direttoriale con cui verranno definite le modalità tecniche di comunicazione dovrà essere emanato previo parere del Garante della privacy ed, inoltre, in relazione agli eventuali ulteriori dati da trasmettere, che già la formulazione precedente della disposizione prevedeva che venissero individuati dal Provvedimento, è stabilito, adesso, che debbano comunque riguardare informazioni ”strettamente” necessarie ai controlli.

Il comma 2 del già citato articolo 11 prevede, poi, l’adozione di idonee misure di sicurezza per la trasmissione dei predetti dati e la conservazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, che non potrà essere superiore ai termini di decadenza dell’attività accertativa.

Il nuovo comma 4-bis del predetto articolo 11 (aggiunto in Commissione) stabilisce che l’Agenzia delle Entrate dovrà relazionare annualmente al Parlamento circa i risultati derivanti dalle nuove disposizioni, mentre il nuovo articolo 11-bis del DL 201/2011 (anch’esso inserito in Commissione) stabilisce l’utilizzo esclusivo della telematica per tutte le comunicazioni tra Fisco ed intermediari finanziari.

 

22 dicembre 2011

Alessandro Borgoglio


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