Acconto IVA 2011: riepilogo delle regole del consueto appuntamento annuale

nonostante la situazione di scarsa liquidità, dovuta alla crisi economica in cui versa il nostro Paese, si avvicina la scadenza dell’acconto IVA 2011

Premessa

Entro il 27 dicembre 2011, i soggetti tenuti alla liquidazione ed al versamento dell’Iva dovranno fare fronte al consueto appuntamento annuale del versamento dell’acconto IVA 2011.

Il contribuente può scegliere liberamente di determinare l’importo dell’acconto, seguendo la modalità per se stesso più vantaggiosa.

La situazione di scarsa liquidità, dovuta anche all’attuale crisi economica in cui versa il nostro Paese, può spingere i contribuenti ad effettuare il ricalcolo dell’acconto Iva, preferendo il metodo analitico (o quello previsionale) a quello standard previsto, al fine di potere ridurre l’esborso finanziario, evitando, peraltro, l’onere di anticipare somme poi non dovute all’Erario.

Se, invece, il contribuente non versa l’acconto o lo faccia solo parzialmente oppure rispetti l’adempimento dopo il termine previsto del 27 dicembre, viene assoggettato alla sanzione amministrativa prevista nella misura del 30% dell’importo non versato.

Nel caso di irregolarità nel versamento, il contribuente potrà decidere di procedere spontaneamente alla regolarizzazione mediante lo strumento del ravvedimento operoso breve oppure lungo, ovvero, quale novità del cd. ravvedimento sprint.

Il ravvedimento operoso si perfeziona una volta che siano adempiuti i seguenti obblighi:

– Pagamento dell’imposta o della differenza d’imposta dovuta;

– pagamento degli interessi legali;

– pagamento della sanzione ridotta dovuta.

L’acconto Iva per il 2011

Entro il prossimo 27 dicembre i titolari di partita IVA dovranno, dunque, pagare l’acconto IVA per l’anno 2011.

I soggetti tenuti al versamento  devono versare a titolo di acconto (art. 6 L. 405/1990) un importo pari all’88% dell’IVA relativa all’ultimo periodo (trimestre o mese).

Sono obbligati al versamento i soggetti titolari di partita Iva che hanno iniziato l’attività prima del 1.1.2011.

L’importo dell’acconto può essere calcolato utilizzando uno dei seguenti metodi:

Metodo storico

L’importo dell’acconto, che si deve calcolare sull’imposta dovuta nel mese di dicembre del 2010 (anno precedente), ovvero nell’ultimo trimestre del 2010 (anno precedente) per i contribuenti trimestrali, continua ad essere fissato nella misura  del 88% su tale importo pagato o che si sarebbe dovuto pagare, comprensivo dell’eventuale acconto precedente.

Metodo previsionale

Tale metodo consente di versare un importo pari all’88% dell’imposta che il contribuente prevede di dovere pagare per la liquidazione del mese di dicembre 2011 per i contribuenti mensili o dell’ultimo trimestre del 2011 per i contribuenti trimestrali. Ma con tale metodo l’Erario non ammette errori.

Metodo delle operazioni effettuate

Per chi sceglie tale metodo, l’acconto é pari al 100% dell’importo risultante dall’effettuazione dell’apposita liquidazione IVA, considerando:

 

a) l’IVA a debito risultante dalla somma delle:

operazioni  annotate o da annotare dall’1/12/2011 al 20/12/2011 per i contribuenti mensili o dall’1/10/2011 al 20/12/2011 per i contribuenti trimestrali (compresi gli acquisti intracomunitari);

operazioni effettuate dall’1/12/2011 al 20/12/2011 o dall’1/10/2011 al 20/12/2011, anche se non sono state ancora emesse e registrate le relative fatture (compresi gli scambi intracomunitari);

 

b) l’IVA a credito risultante da:

Acquisti e importazioni annotati dall’1/12/2011 al 20/12/2011 per i contribuenti mensili o dall’1/10/2011 al 20/12/2011 per i trimestrali e dagli acquisti intracomunitari computati a debito.

 

Variazione della periodicità di liquidazione

Riguardo la variazione della periodicità di liquidazione dell’IVA, occorre seguire le seguenti regole:

– Variazione da trimestrale a mensile: Il parametro su cui calcolare l’88% dovuto a titolo di acconto è costituito da 1/3 della somma versata nella dichiarazione annuale relativa all’anno precedente.

– Variazione da mensile a trimestrale: L’acconto dell’88% va calcolato sulla base dei versamenti effettuati negli ultimi tre mesi dell’anno precedente. 

Da ricordare che la Legge 12.11.2011 n. 183 (Legge di stabilità per 2012), pubblicata nella G.U. del 14.11.2011, in vigore dal 1.1.2012, a correzione del D.L. n. 70/2011, che ha introdotto i nuovi limiti di accesso al regime contabile semplificato, fissati in 400.000 euro per chi effettua prestazioni di servizi e 700.000 per le altre attività, ha disposto che tali limiti valgono anche ai fini della liquidazione trimestrale IVA.

Contribuenti trimestrali: Interessi

Per l’acconto dell’Iva non è dovuta la maggiorazione dell’1% a titolo di interesse.

Contabilità separata

Per i soggetti che utilizzano contabilità separata per le attività svolte, l’acconto è dovuto con riferimento all’ammontare complessivo dell’imposta dovuta.

Soggetti esonerati ed esclusi dall’acconto Iva

Sono esclusi dall’obbligo di versamento dell’acconto Iva:

– Coloro che hanno evidenziato nell’ultimo periodo del 2010 un credito IVA;

– coloro che ritengono di concludere a credito il 2011;

– coloro che hanno cessato l’attività prima del 30 novembre 2011 se mensili o prima del 30 settembre 2011 se trimestrali;

– coloro che hanno iniziato l’attività nel 2011;

– coloro che, utilizzando il metodo delle operazioni effettuate, evidenziano un credito nella liquidazione straordinaria al 20/12/2011;

– gli imprenditori individuali che hanno affittato la loro unica azienda entro il 30 settembre 2011 (trimestrali) o entro il 30 novembre 2011 (mensili), purché non abbiano effettuato operazioni rilevanti a fini dell’Iva, pur mantenendo la partita Iva, e le società estinte per fusione o incorporazione.

Sono dispensate dall’appuntamento con l’acconto Iva anche determinate categorie che godono di regimi speciali:

– Gli agricoltori in regime semplificato e quelli esonerati dalla tenuta delle scritture contabili, perché realizzano un volume d’affari inferiore a € 7.000,00;

– i contribuenti che adottano il regime dei “minimi”;

– gli imprenditori ed i lavoratori autonomi che usufruiscono del regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali;

– chi svolge attività nei settori dell’intrattenimento, gioco e spettacolo;

– i raccoglitori e i rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta;

– le associazioni sportive dilettantistiche e le Onlus che hanno optato per il regime speciale.

Versamento e compensazioni

L’acconto dell’IVA deve essere versato utilizzando il modello F24 (da presentare in via telematica), che consente di avvalersi dell’istituto della compensazione.

L’acconto dell’IVA non è dovuto se risulta inferiore a Euro 103,29.

Per il versamento dell’acconto IVA si devono utilizzare i seguenti codici tributo:

– 6013 per i contribuenti mensili;

– 6035 per i contribuenti trimestrali.

Ravvedimento operoso

Ovviamente i contribuenti, causa mancanza di disponibilità finanziaria, possono anche decidere di non versare l’Acconto IVA entro il 27 dicembre 2011 per poi avvalersi della disciplina del ravvedimento operoso.

In tal caso, occorre ricordare che dal 1° febbraio 2011 le sanzioni applicabili sono ridotte (rispetto a quelle del 30%) nel seguente modo:

– Al 3%, se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta;

– al 3,75%, se il pagamento viene effettuato entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione.

Oltre al versamento dell’imposta dovuta e della sanzione prevista, occorre procedere al versamento degli interessi di mora al tasso legale vigente. Dal 1° gennaio 2011 tale tasso risulta stabilito nella misura dell’1,5%.

Ravvedimento sprint

Nel caso del cd. ravvedimento “sprint” (da effettuare entro 14 giorni dalla scadenza del 27 dicembre 2011) la sanzione ordinaria del 30%, applicabile sui tardivi od omessi versamenti di imposte, si riduce allo 0,2% per ogni giorno di ritardo: varia quindi dallo 0,2% per un giorno di ritardo, fino al 2,80% per 14 giorni di ritardo. Mentre a partire dal 15° giorno di ritardo fino al 30° giorno si applica la misura fissa del 3%, prevista per il ravvedimento breve.

Il versamento delle imposte e delle ritenute, maggiorate degli interessi legali e della sanzione ridotta allo 0,2% per ogni giorno di ritardo, va effettuato utilizzando il modello F24 telematico per i titolari di partita Iva, ovvero con modello F24 presso banche, agenzie postali, concessionari, o con modalità telematiche, per i non titolari di partita Iva.

Codici tributo per il ravvedimento operoso

Questi i codici tributo da indicare:

8904 sanzione pecuniaria Iva;

1991 interessi sul ravvedimento – Iva.

Acconto IVA: Applicazione del regime speciale di determinazione per le imprese di servizi

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 20.12.2006, n. 144/E, ha chiarito l’ambito di applicazione dell’art. 1, comma 471, Legge n. 311/2004, che prevede uno speciale metodo di determinazione dell’acconto IVA per le società di fornitura di servizi al pubblico che abbiano versato più di due milioni di euro di IVA.

In questo caso l’acconto viene calcolato in misura pari al 97% dell’imposta a debito delle prime tre liquidazioni IVA dell’anno.

Nel caso in cui il contribuente svolga più attività, il superamento della soglia di due milioni di euro deve riguardare solo le attività comprese nei Decreti Ministeriali n. 366/2000 e n. 370/2000 e non riferirsi all’ammontare complessivo dell’IVA versata.

 

1 DICEMBRE 2011

Vincenzo D’Andò

 

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