Novità fiscali del 21 novembre 2011, nuovi limiti alla liquidazione trimestrale dell’I.V.A.

 

 Indice:

 1) PEC da comunicare entro il 29 novembre anche per gli enti sportivi in forma societaria

 2) Dal 2012 fuoriuscita dal regime dei contribuenti minimi: adempimenti da osservare

 3) Trattamento fiscale e contabile del compenso a società che ne amministra un’altra 

 4) Comunicazione dei beni a soci e familiari anche per quelli assegnati fino al 2011

 5) Via libera comunitario alla transazione delle vecchie liti Iva

 6) Legge di Stabilità 2012: aumentati i limiti per i versamenti trimestrali Iva

 7) Intermediazione nel lavoro meno complessa

 8) Finanziamento delle autorità indipendenti

 9) Nuovi studi del Notariato: l’importanza dell’amministrazione nella Srl

 

1) PEC da comunicare anche per gli enti sportivi in forma societaria entro il 29 novembre 2011

Anche per gli enti in forma societaria ricorre l’obbligo della comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

In particolare, tutte le società sportive dilettantistiche entro il 29 novembre 2011 dovranno comunicare in via telematica il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, eventualmente utilizzando il canale camerale semplificato cd. starweb.

Sono quindi, interessate all’imminente scadenza anche le tante società sportive dilettanti costituite sotto forma di società di capitali e cooperative, iscritte nel Registro delle Imprese.

La precisazione è contenuta nella circolare n. 3645/c del 2011, con la quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito l’interpretazione del contenuto dell’art. 16, comma 6 del D.L. 185/2008, convertito in Legge n. 2/2009.

Per il mancato rispetto di tale scadenza è prevista l’applicazione delle sanzioni in capo al rappresentante legale dell’ente (sanzione da € 206,00 a € 2.065,00, peraltro adesso dimezzata a seguito dell’avvenuta pubblicazione sulla G.U. del 14/11/2011 del cd. “Statuto delle Imprese”: Legge n. 180 del 2011).

L’obbligo di comunicazione della PEC è previsto solo per le imprese iscritte nel registro delle imprese e costituite in forma societaria.

Pertanto, ne sono espressamente esclusi sia i consorzi sia le associazioni sportive dilettantistiche che svolgono, in via sussidiaria (a quella istituzionale), attività commerciali tenute solo all’iscrizione al REA.

La domanda di iscrizione dell’indirizzo di posta elettronica certificata va presentata mediante “Comunicazione Unica” e, nell’ambito di questa, mediante la modulistica registro imprese/REA (modulo S2 riquadro5, nei soli campi relativi all’indirizzo di posta elettronica certificata).

L’iscrizione nel registro delle imprese dell’indirizzo di PEC e le sue eventuali successive variazioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria.

La comunicazione dovrà essere presentata dal rappresentante legale dell’ente o da iscritti negli albi dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, muniti della firma digitale e allo scopo incaricati dai legali rappresentanti.

 

2) Dal 2012 fuoriuscita dal regime dei contribuenti minimi: Adempimenti da osservare

Causa la recente manovra estiva del 2011, dal prossimo mese di gennaio molti contribuenti che si trovano nel regime dei minimi dovranno, loro malgrado, abbandonare lo speciale sistema di tassazione per ritornare nel nuovo regime di contabilità loro assegnato (regime di contabilità super semplificata), o, in alternativa optare per il regime di contabilità ordinaria.

Comunque sia, tali soggetti, fuoriuscendo dal regime dei minimi, dovranno tenere conto:

– Degli ammortamenti sospesi al momento dell’ingresso nel regime agevolato (è dunque possibile considerare le quote residue di ammortamento dei beni strumentali, ovviamente non tenendo delle quote di ammortamento non fruite per gli anni trascorsi nel regime dei minimi);

– della rettifica della detrazione Iva (che riguarda tutti i beni e servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati, nonché i beni strumentali di importo superiore a € 516,00 acquistati durante il regime agevolato);

– delle rimanenze (rilevano solo le merci acquistate in regime dei minimi e non ancora pagate al 31/12/2011).

 

3) Trattamento fiscale e contabile del compenso a società che ne amministra un’altra  

E’ stato chiarito, in dottrina, il trattamento fiscale e contabile del compenso erogato ad una società che ne amministra un’altra.

Trattamento fiscale

Il compenso spettante ad una società commerciale per la carica di amministratore di altra società commerciale costituisce:

Reddito d’impresa (e non, quindi, di lavoro), e, pertanto, deve essere trattato fiscalmente osservando il principio di competenza economica (è, quindi, deducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP da parte della società erogatrice, mentre deve essere tassato quale ricavo imponibile per la società percipiente);

– una prestazione di servizi, imponibile ai fini IVA con l’aliquota ordinaria del 21%.

Trattamento contabile

Altresì, detto compenso dovrà essere indicato in bilancio nella voce B7 del conto economico del soggetto erogante, e nelle voci A1 o A5 del soggetto percipiente.

Tutto ciò sulla base di quanto sostenuto nella Norma di Comportamento n. 182 dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ufficializzata il 18 novembre 2011.

 
 

4) Comunicazione dei beni a soci e familiari anche per quelli assegnati fino al 2011

Le società che danno in uso beni aziendali ai soci o ai loro familiari sono tenute a effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate anche se il godimento dei beni termina prima del 2011.

La comunicazione riguarda, quindi, anche per i beni assegnati fino al 2011.

L’obbligo di comunicazione sussiste anche se l’uso si interrompe prima dei 31 dicembre. Contribuenti costretti a un intenso lavoro per reperire le informazioni.

La richiesta delle Entrate è funzionale all’accertamento sintetico poiché la tassazione dei corrispettivi partirà dall’anno prossimo.

L’obbligo di comunicazione per i beni assegnati ai soci nel 2011 anche se l’utilizzo si interrompe prima del 31 dicembre.

Le società che danno in uso beni aziendali ai propri soci, a loro familiari, o a soci e familiari di altre società del gruppo devono avviare il monitoraggio delle posizioni in essere nel 2011 per poter compilare correttamente la comunicazione da trasmettere all’agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2012. Il modello, approvato con il provvedimento del 16 novembre 2011 deve inoltre evidenziare, da parte delle sole società interessate dalla comunicazione dei beni, i finanziamenti e i versamenti effettuati da soci nel 2011, oppure in anni precedenti ed ancora esistenti in tale anno.

L’obbligo sussiste anche se il godimento è cessato e/o i finanziamenti sono stati estinti o restituiti al 31 dicembre 2011.

La richiesta di dati sul 2011 giunge inaspettata e costringerà i contribuenti a un intenso lavoro di raccolta dati.

Il nuovo presupposto impositivo introdotto del D.L. 138/2011 (lettera h-ter dell’art. 67 del Tuir) per l’uso di beni di impresa a corrispettivi inferiori al valore di mercato, al cui controllo è finalizzata la comunicazione, è infatti in vigore solo dal 2012.

L’elenco ha una seconda e non meno importante finalità, quella di acquisire informazioni utili per l’accertamento sintetico delle persone fisiche, sulla base di controlli che, secondo la norma, saranno svolti “sistematicamente”.

Questi accertamenti, sfruttando i dati raccolti sul zo11(beni in uso e finanziamenti soci), potranno dunque riguardare anche tale periodo di imposta e i precedenti, con la necessità che i soci e/o i familiari interessati dalle prossime comunicazioni verifichino la propria posizione ai fini del redditometro,  già per il 2011, considerando anche i beni delle società.

In presenza di fattispecie rilevanti (beni in uso a soci o familiari), si dovranno inoltre evidenziare i finanziamenti e versamenti effettuati dai soci.

Il provvedimento non pare contenere limitazioni circa la destinazione o l’importo di queste somme, che dunque si dovrebbero sempre indicare integralmente.

Si pensi ad uno socio con una autovettura acquisita con un finanziamento di altro socio. La segnalazione dovrà riguardare sia l’auto sia il prestito ricevuto. In presenza di finanziamenti soci, ma senza di beni assegnati, il prestito non va indicato e dunque l’intera comunicazione non va predisposta.

In definitiva, secondo primi pareri di dottrina:

– La suddetta comunicazione può essere effettuata o dalla società o dal socio;
– il socio utilizzatore non deve essere necessariamente una persona fisica;

– vanno comunicati anche i beni utilizzati in comodato o in uso promiscuo;
– la comunicazione riguarda i beni assegnati ai soci nel 2011 anche se l’utilizzo si interrompe prima del 31 dicembre.

 

5) Via libera comunitario alla transazione delle vecchie liti Iva

E’ legittima la sanatoria Iva per le vecchie liti. Ciò secondo le conclusioni dell’avvocato generale presso la Corte europea in una causa discussa il 17 novembre 2011. Via libera, dunque, alle transazioni delle liti Iva. Oggetto della vicenda la questione sottoposta dalla Commissione Tributaria Centrale (sezione di Bologna) sulla compatibilità del D.L. n. 40/2010 convertito dalla Legge n. 73/2010 dove si preclude al giudice tributario di pronunciarsi sull’esistenza della pretesa tributaria quando questa è ritenuta insussistente in due gradi di giudizio.

L’art. 3, comma 2 bis del citato Decreto Legge dispone la chiusura delle liti più vecchie di dieci anni in cui il contribuente abbia già vinto nei due gradi di giudizio precedente. Se il giudizio era pendente presso la Commissione centrale è prevista l’estinzione della lite senza penale. Nel caso di un giudizio pendente in Cassazione il pagamento della penalità del 5% si applicava sull’importo delle imposte contestate al netto di sanzioni ed interessi.

Conclusioni della Corte Ue

L’avvocato generale della Corte di giustizia Ue, nelle conclusioni depositate il 17 novembre 2011, nel procedimento pregiudiziale C-500/10 ha dichiarato che non contrasta con l’ordinamento comunitario l’art. 3, comma 2 bis, del D.L. n. 40/2010, nella parte in cui stabilisce, che le controversie tributarie ai fini Iva pendenti davanti alla commissione tributaria centrale, originate da ricorsi iscritti a ruolo nel primo grado da oltre dieci anni, per le quali risulti soccombente l’amministrazione finanziaria nei primi due gradi di giudizio, sono definite automaticamente.

Importazione: Detraibilità dell’Iva ampia

Altresì, l’avvocato generale della Corte di giustizia Ue, nelle conclusioni depositate il 17 novembre 2011, stavolta nel procedimento pregiudiziale C-414/10 ha sostenuto che la norma francese subordinante il diritto alla detrazione dell’Iva all’importazione “dovuta o assolta” al previo pagamento non è conforme dalla direttiva comunitaria Iva.

Pertanto, l’Iva dovuta all’importazione è detraibile anche se non è stata ancora versata all’Erario.

Per ammettere la detrazione, tuttavia, è necessario che il credito erariale relativo al pagamento dell’imposta dovuta sia realizzabile.

 

6) Legge di Stabilità 2012: Aumentati i limiti per i versamenti trimestrali Iva

Corretta la precedente svista del Legislatore, con la Legge n. 183 del 12 novembre 2011, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14 novembre 2011.

Difatti, tale norma ha aumentato le soglie per potere effettuare la liquidazione e il versamento Iva trimestrale (con il consueto pagamento degli interessi del 1%).

In particolare i nuovi limiti sono stati portati a:

– € 400.000,00 di ricavi per i servizi;

– € 700.000,00 di ricavi per le altre attività.

La legge di stabilità per il 2012 ha, dunque, adeguato i predetti limiti, alle soglie che in precedenza il D.L. n. 70/2011, aveva previsto per l’accesso al regime di contabilità semplificata.

A meno di successivi chiarimenti ministeriali in merito, i termini di decorrenza dovrebbero essere quelli di entrata in vigore della Legge di Stabilità, e cioè a decorrere dal 01 gennaio 2012.

L’opzione per esercitare il diritto alla liquidazione trimestrale dell’Iva, andrà comunicata, nella prima dichiarazione annuale Iva, da presentare successivamente alla scelta effettuata.

 

7) Intermediazione nel lavoro meno complessa

La manovra economica emanata il 6 luglio 2011 (D.L. n. n. 98/2011 convertito in Legge n. 111/2011) ha introdotto alcune facilitazioni che, secondo la nota del 18 novembre 2011 pubblicata sul sito web del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, dovrebbero favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

La norma ridisegna la mappa dei soggetti autorizzati allo svolgimento delle attività di intermediazione: L’obiettivo è quello di favorire le politiche di matching, oltre a quello di rendere più snello il regime autorizzatorio per consentire a questi soggetti di operare”.

A differenza delle regole precedenti (che imponevano agli operatori che svolgono attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro procedure di autorizzazione piuttosto complesse), “la manovra economica, ridisegnando le disposizioni in materia dettate dalla Legge Biagi, apporta una sorta di deregolamentazione, attraverso la riduzione dei requisiti”.

Le norme introdotte dal citato D.L. n. n. 98/2011 sono state rese operative dall’emanazione del Decreto del Welfare del 20.09.2011, che definisce le modalità di interconnessione di questi operatori al portale Cliclavoro, nonché le modalità della loro iscrizione nell’apposito albo.

Infine, conclude la nota dei Consulenti del lavoro, “è stata ulteriormente rilanciata la Borsa continua nazionale del lavoro, istituita attraverso il sito internet Cliclavoro: si tratta di un motore di ricerca e di una bacheca virtuale per opportunità di lavoro, volta a favorire la diffusione dei curricula oltre a costituire un valido strumento per conoscere i fabbisogni professionali richiesti dai datori di lavoro nei diversi territori. I giovani in cerca di occupazione possono accreditarsi sul sito, inserire e modificare la propria candidatura, effettuare la ricerca delle offerte di lavoro inserite dalle aziende in cerca di personale, potendo anche inviare un messaggio a queste ultime”.

 

8) Finanziamento delle autorità indipendenti

Assonime ha pubblicato il Note e Studi n. 9 del 2011 sul sistema di finanziamento delle autorità indipendenti.

Il documento intende offrire alcune indicazioni per conciliare, in una prospettiva de iure condendo, la salvaguardia del buon funzionamento e dell’indipendenza delle autorità e l’esigenza di un rigoroso controllo della spesa pubblica.
Il sistema di finanziamento delle autorità indipendenti in Italia è stato negli ultimi anni oggetto di numerose modifiche, che hanno portato a una progressiva riduzione degli stanziamenti a carico del bilancio dello Stato e all’aumento dei contributi posti a carico del mercato.

Il quadro è stato reso più complesso dalla legge finanziaria per il 2010, che ha disposto un trasferimento di risorse tra autorità destinato ad operare in via transitoria, fino al 2012.

In vista di tale scadenza, appare utile compiere una riflessione complessiva sul sistema di finanziamento delle autorità e sulle linee da seguire per una sua revisione”.

(Assonime, nota del 18 novembre 2011)

 

9) Nuovi studi del Notariato: L’importanza dell’amministrazione nella Srl

Sono stati pubblicati sul proprio sito web gli ultimi lavori approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato.

Si tratta di 5 documenti (cd. studi) che dal 18 novembre 2011 sono consultabili nella sezione “Studi e Materiali” ed hanno approfondito tematiche relative alle esecuzioni immobiliari e al diritto societario.

Ecco di seguito la relativa elencazione:

– L’amministrazione di società a responsabilità limitata (Studio n. 141-2011/I)

– il trasferimento d’azienda nella procedura fallimentare ed il ruolo del notaio (Studio n. 17-2010/E);

– vincoli opponibili nelle procedure esecutive: la locazione di immobili – Rassegna di casi e questioni (Studio n. 2-2011/E);

– i diritti particolari del socio – Vicende della partecipazione tra regole legali ed autonomia statutaria (Studio n. 138-2011/I);

– le modificazioni del capitale nominale senza modificazione del patrimonio netto  – II parte (Studio n. 140-2011/I).

Amministrazione di Srl: Ruolo primario

Secondo il notariato (Studio n. 141-2011/I) assume un ruolo primario la questione dell’essenzialità di un “organo amministrativo” che viene ricavata dall’ultimo comma dell’art. 2475 c.c..

Infatti, nonostante parte della dottrina abbia ritenuto, all’indomani della riforma del 2003, che si potesse fare a meno dell’organo amministrativo, inteso come organo dotato di competenza e disciplina distinte da quella dell’assemblea, la dottrina prevalente ha rifiutato tale impostazione, ignorando o non accettando la distinzione tra organo di amministrazione e amministratori:

 -Identificato l’organo con gli amministratori, costoro, oltre a prendere decisioni, danno attuazione a quelle già prese (anche da altri organi), e pongono in essere atti negoziali, e non negoziali, che si riassumono nel concetto di gestione.

Per conseguenza, l’organo amministrativo non potrà comunque mancare, ed anche nel caso sopra prospettato di totale coincidenza tra amministratori e soci, l’art. 2475 ultimo comma c.c. non perderà di significato poiché obbligherà

comunque i soci amministratori ad adottare il sistema collegiale per deliberare sulle materie di competenza dell’organo amministrativo: infatti, come sostenuto da autorevole dottrina, anche in caso di coincidenza (tra le persone dei soci e degli amministratori), occorre egualmente distinguere sul piano formale le materie di competenza dell’assemblea da quelle di competenza degli amministratori.

Lo studio citato passa poi alla trattazione dei seguenti argomenti:

– La deroga al metodo collegiale;

– la nomina a tempo indeterminato;

– La revoca dell’amministratore nella S.r.l..

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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