Novità fiscali del 18 novembre 2011: beni dell’impresa concessi a soci o familiari

beni dell’impresa concessi a soci o familiari: al via la comunicazione da inviare all’Agenzia delle Entrate; spese per sponsorizzazione a favore di terzi non deducibili; nell’ipotesi di accertamento IRAP alla società non valido il socio non deve la maggiore IRPEF; sale il coefficiente TFR per ottobre; sostituzione scritture contabili con estratti conto bancari: misure di semplificazione in attesa di chiarimenti; Monti: l’esenzione ICI prima casa è anomalia italiana

 

 Indice:

 1) Spese per sponsorizzazione a favore di terzi non deducibili

 2) Nell’ipotesi di accertamento Irap alla società non valido il socio non deve la maggiore Irpef

 3) Beni dell’impresa concessi a soci o familiari: Al via la comunicazione da inviare all’Agenzia delle Entrate

 4) Sale il coefficiente Tfr per ottobre

 5) Sostituzione scritture contabili con estratti conto bancari: Misure di semplificazione in attesa di chiarimenti

 6) Esenzione Ici prima casa: Anomalia italiana

 

1) Spese per sponsorizzazione a favore di terzi non deducibili

Non sono deducibili da reddito le spese di pubblicità e propaganda sostenute da una società a favore di un’altra società (cliente della prima).

In detta ipotesi viene a mancare il requisito dell’inerenza aziendale che deve essere provato dal contribuente interessato alla deduzione della spesa subita dal proprio reddito.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24065 del 16 novembre 2011.

Difatti, in virtù dell’art. 108 del TUIR (ex art. 74, comma 2), ai fini della deduzione delle spese di pubblicità e propaganda necessita anche la sussistenza del requisito dell’inerenza.

In tale ipotesi non è di aiuto giustificarsi (poiché, ovviamente, il contribuente ha dovuto fornire l’onere della prova) adducendo la presenza di un filo diretto tra  costo sostenuto e ricavi dell’impresa.

Secondo la Suprema Corte, tale tesi difensiva del contribuente (in precedenza avallata, invece, dal giudice di merito) “appare del tutto semplicistica ove intesa ad esaurire la prova della congruità della spesa al solo rapporto proporzionale tra i valori economici espressi nelle poste di bilancio (…), risultando del tutto carente rispetto al più esteso tema di indagine sottoposto al suo esame e concernente la congruità della spesa in quanto riferibile a potenziali utilità o vantaggi futuri (…) conseguibili dalla società contribuente e non conseguiti o conseguibili, invece, esclusivamente da soggetti terzi (ovvero dal soggetto pubblicizzato)”.

Dal canto loro i giudici supremi hanno prima delineato le caratteristiche del contratto di sponsorizzazione (si tratta del fenomeno con il quale il prodotto o la denominazione di un’impresa vengono accostati, dietro corrispettivo, a beni o persone particolarmente noti o ammirati ovvero a enti e manifestazioni seguiti da un vasto pubblico), precisando poi che in tale figura negoziale atipica non vi rientra “la mera prestazione pubblicitaria richiesta dalla contribuente in favore di un terzo soggetto”.

Non può, quindi, essere dedotta la spesa stipulando un contratto per conto altrui con conseguente sua non inerenza alla propria attività aziendale.

Insomma, a parere della Cassazione, la suddetta norma, che consente la deducibilità delle spese di pubblicità e propaganda nell’esercizio in cui sono state sostenute od in quote costanti nell’esercizio stesso e nei due successivi, non prescinde dalla prova del requisito della inerenza che, pertanto, grava sul contribuente anche in relazione alla congruità della spesa sostenuta rispetto “ai ricavi o all’oggetto della impresa”.

 

 

 

2) Nell’ipotesi di accertamento Irap alla società non valido il socio non deve la maggiore Irpef

Niente accertamento fiscale di maggiori redditi al socio se il giudice ha annullato la rettifica Irap alla società di appartenenza.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24049 del 16 novembre 2011, secondo cui non risultando in capo alla società di persone incassi non contabilizzati, “manca il fatto economico per la ripresa a tassazione in danno del socio”.

Ciò poiché “i principi costituzionali di uguaglianza, legalità, imparzialità amministrativa e capacità contributiva, stabiliti dagli artt. 3, 97 e 53 Cost., impongono, al fisco, anche in difetto di un’espressa previsione legislativa, un vincolo rispetto ad accertamenti definitivi sul valore degli stessi fatti economici effettuati ai fini dell’applicazione di altro tributo, quando le singole leggi d’imposta non stabiliscano differenti criteri di valutazione”.

In sostanza, l’Irap è un imposta sul reddito, se questa non è più dovuta su incassi non contabilizzati, allora non è dovuta neppure l’Irpef in capo ai soci.

 

 

 

3) Beni dell’impresa concessi a soci o familiari: Al via la comunicazione da inviare all’Agenzia delle Entrate

E’ ormai pronta la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati anagrafici dei familiari dell’imprenditore o dei soci che hanno in godimento beni dell’impresa o che effettuano qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione nei confronti della società concedente nonché gli elementi identificativi dei beni.

Il relativo provvedimento, Prot. n. 166485 del 16.11.2011, è disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it.

Il termine per la trasmissione delle comunicazioni è fissato al 31 marzo dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta in cui i beni sono concessi in godimento.

La comunicazione, prevista dall’art. 2 comma 36-sexiesdecies del Dl n. 138 del 2011, è diretta ad individuare l’effettiva intestazione dei beni in capo all’utilizzatore, al fine di ostacolare la pratica dell’utilizzo dello schermo societario per occultare beni che di fatto sono nella disponibilità dei soci o dei familiari dell’imprenditore.

Soggetti obbligati alla trasmissione

L’invio alle Entrate dei dati anagrafici dei soci o dei familiari dell’imprenditore che hanno ricevuto in godimento beni di proprietà dell’impresa, individuale o collettiva nonché degli elementi identificativi dei beni, può essere assolta dal titolare della società, oppure, in via alternativa dalla stessa impresa concedente il bene, dai soci o dai familiari.

Inoltre, come indica il Provvedimento, l’obbligo scatta anche quando i beni sono concessi in godimento dall’impresa ai soci, inclusi i familiari, di società comunque appartenenti al medesimo gruppo.

Lista dei dati

Naturalmente, con i dati relativi alle persone fisiche, o ad altri soggetti, che ricevono il bene, devono essere trasmessi all’Agenzia delle Entrate anche i riferimenti relativi ai beni, tra i quali, per esempio, possono avere rilievo autovetture, o altri veicoli, unità da diporto, aeromobili, immobili ed “altro” (i beni che rientrano in quest’ultima categoria non vanno indicati se di valore non superiore a € 3.000,00 al netto dell’Iva).

In particolare queste sono le voci che compongono l’elenco dettagliato dei dati da inviare:

– per le persone fisiche

Codice fiscale, dati anagrafici e stato di residenza;

– per i soggetti diversi dalle persone fisiche

Codice fiscale, denominazione e Comune del domicilio fiscale o lo Stato estero di residenza;

tipologia di utilizzazione del bene;

tipologia, identificativo del contratto e relative data di stipula;

categoria del bene, durata della concessione (data di inizio e fine), corrispettivo e relativo valore di mercato;

– ammontare dei finanziamenti e capitalizzazioni.

Scadenza invio telematico

I contribuenti tenuti all’invio della comunicazione devono utilizzare il servizio telematico Entratel o Fisconline.

La scadenza per l’invio è fissata al 31 marzo dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta in cui i beni sono concessi oppure è cessato il godimento.

Pertanto, entro il 31 marzo 2012 andrà inviata la comunicazione per i beni concessi in godimento nei periodi d’imposta precedenti a quello di prima applicazione della misura.

Da tenere presente che, poiché il comma 36-septiesdecies dell’art. 2 del D.L. n. 138 del 2011, prevede che l’Agenzia delle Entrate procede al controllo sistematico della posizione delle persone fisiche che utilizzano i beni concessi in godimento e che effettuano finanziamenti o capitalizzazioni, anche ai fini della ricostruzione sintetica del reddito nei confronti dei predetti soggetti, il citato provvedimento prevede che la comunicazione debba essere effettuata anche per qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione nei confronti della società concedente.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 16 novembre 2011)

 

 

 

4) Sale il coefficiente Tfr per ottobre

Per il mese di ottobre, il coefficiente di rivalutazione delle quote di Tfr (accantonate al 31 dicembre 2010) è pari a 3,332442.

L’indice dei prezzi al consumo calcolato dall’Istat, con esclusione del prezzo dei tabacchi lavorati, è al valore di 103,60.

Tramite i dati resi noti il 16 novembre 2011 dal citato Istituto di statistica è, quindi, possibile calcolare il dato del trattamento di fine rapporto, introdotto dalla Legge n. 297/1982.

 

 

 

5) Sostituzione scritture contabili con estratti conto bancari: Misure di semplificazione in attesa di chiarimenti

Secondo la neo disposizione introdotta dalla Legge di stabilità per il 2012 (Legge n. 183 del 12/11/2011, art. 14, comma 10), in vigore dal 1 gennaio 2012, le aziende, che sono in contabilità semplificata, ed i lavoratori autonomi, che effettuano operazioni con “incassi e pagamenti interamente tracciabili”, potranno dal prossimo anno sostituire gli estratti conto bancari alla tenuta delle scritture contabili.

La novità assai rilevante per tutto il comparto produttivo non appare, tuttavia, chiara nei suoi risvolti pratici.

In attesa dei chiarimenti ministeriali auspicati, proviamo a valutare a chi possa interessare tale neo misura, voluta dal legislatore, oltre che per ridurre i costi amministrativi, anche per incentivare l’uso dei mezzi tracciabili e, quindi, per ridurre l’evasione fiscale.

Con tutta probabilità non rientrano in tale agevolazione contabile le società di capitali (tra cui ad es. le piccole S.r.l.) poiché, per obblighi civilistici, sono in contabilità ordinaria (tenuta del libro giornale, del libro degli inventari, dei conti di mastro e cosi via).

Allora il cerchio si restringe alle società di persone, alle ditte individuali, agli enti non commerciali, e per ultimo ai professionisti.

Si, proprio tali soggetti, parrebbero i diretti interessati dalla novità introdotta dal governo uscente.

Occorre, peraltro, ricordare che sia le società di persone sia le aziende individuali hanno degli obblighi di tenuta delle scritture contabili previsti dallo stesso codice civile. Sarà necessario, a tal fine, un chiarimento entro la fine dell’anno 2011, che possa rassicurare tali contribuenti che dovessero decidere di fruire di tale agevolazione contabili, quindi, precisare che le imprese individuali e le società di persone, in contabilità semplificata, in deroga anche alle previsioni civilistiche, oltre che fiscali, non devono tenere i libri giornale, inventari, mastri di contabilità ed adempimenti di magazzino ove decidessero di optare per la sola esibizione degli estratti conto bancari.

Da ricordare, a tal proposito, che ai fini fiscali, per vincere la presunzione sugli accertamenti bancari favorevole al fisco, le aziende ed i professionisti, devono spiegare movimento per movimento chi sia stato pagato o da chi sia stato incassato, quindi, andrebbe sempre tenuto un libro dei movimenti bancari.

In base ad ulteriori riflessioni parrebbe, quindi, che la semplificazione si debba limitare alla soppressione dei soli libri Iva (registro delle fatture emesse, registro degli acquisti e cosi via), fermo restando che le registrazioni vanno ugualmente effettuate per rispettare gli obblighi di versamento dell’Iva (mensile o trimestrale).

Come non tenere, dunque, tutte le altre scritture contabili, evidentemente necessarie anche per adempiere agli obblighi annuali, di tipo fiscale, come nel caso della dichiarazione ai fini degli studi di settore, l’elenco dei clienti e dei fornitori nonché quello ai fini black list e cosi via.

 

 

 

6) Esenzione Ici prima casa: Anomalia italiana

“L’esenzione dall’Ici delle abitazioni principali è una peculiarità se non un’anomalia del nostro ordinamento”.

Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Monti, al Senato, dopo aver affermato che sarà necessario “riesaminare il peso del prelievo sulla ricchezza immobiliare”.

Monti ha ricordato che il decreto sul federalismo municipale prevede dal 2014 l’entrata in vigore dell’Imu, che assorbirà l’attuale Ici, escludendo, tuttavia, la prima casa e l’Irpef sui redditi fondiari da immobili non locati, comprese le relative addizionali.

Adesso – ha aggiunto – “intendiamo riesaminare il prelievo sulla ricchezza immobiliare”.

“Tra i principali Paesi europei – ha osservato Monti – l’Italia è caratterizzata da una imposizione sulla proprietà immobiliare che risulta al confronto particolarmente bassa. L’esenzione dall’Ici delle abitazioni principali costituisce, sempre nel confronto internazionale, una peculiarità se non la vogliamo chiamare anomalia del nostro ordinamento tributario”.

Altre aree di intervento saranno lo spostamento della tassazione da lavoro e imprese a consumi e proprietà, la riforma degli ammortizzatori sociali, una revisione della disciplina degli ordini professionali e il riordino delle province con legge ordinaria.

Il nuovo governo si preoccuperà di mettere mano al sistema pensionistico, penalizzato, secondo Monti, “da ampie disparità di trattamento tra generazioni, categorie e aree di privilegi”.

L’esecutivo valuterà poi l’opportunità di ulteriori correttivi delle misure economiche varate questa estate e da completare con i provvedimenti contenuti nella lettera inviata in Europa.

Una delle priorità del nuovo esecutivo sarà poi la lotta all’evasione fiscale e all’illegalità: Non servirà solo “per aumentare il gettito ma anche per abbattere le aliquote. Una lotta vera servirà per ridurre in maniera incisiva il peso per i contribuenti”. Solo nel tempo, è la promessa di Monti, “sarà possibile programmare una riduzione graduale della pressione fiscale”. Particolare attenzione è stata poi dedicata alle donne: E’ “indifferibile – ha detto il premier – l’inserimento e la permanenza al lavoro delle donne. Bisogna conciliare le esigenze del lavoro e della famiglia oltre che di sostegno alla natalità”. Per questo il governo studierà tra le altre cose “una tassazione preferenziale per le donne”.

Monti ha concluso avvertendo di non fare illusioni “che il progetto europeo possa sopravvivere se dovesse fallire l’Unione monetaria. La fine dell’euro disgregherebbe il mercato unico, le sue regole, le sue istituzioni. Ci riporterebbe là dove l’Europa era negli anni Cinquanta”.

Per raggiungere l’obiettivo prefissato l’esecutivo intende “far leva su tre pilastri: Rigore di bilancio, crescita ed equità”.

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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