Novità fiscali del 4 novembre 2011, maxiemendamento alla Legge di Stabilità in fase di definizione


 Indice:

 1) Sisma Abruzzo: adempimenti fiscali sospesi fino al 31 dicembre 2011, ma il nuovo termine non vale per i versamenti

 2) Nuovo modello per comunicare il luogo dove ricevere le notifiche fiscali: obbligatorio dal 2.1.2012

 3) Credito d’imposta per investimenti in Sicilia: disponibile il software per la richiesta

 4) Approvato maxi emendamento al Disegno di Legge di stabilità

 5) Trasporto pubblico: istruzioni dall’Inps per il rimborso alle aziende del surplus

 6) Aliquote di imposta vigenti nel settore delle accise aggiornate a novembre

 7) In questo mese è possibile presentare il modello 770/2011 tardivo

 8) Riscossione coattiva delle imposte: paga un prezzo ragionevole lo Stato

 9) Assonime: disciplina fiscale sui compensi erogati sotto forma di bonus e stock options a dirigenti e collaboratori – novità sugli appalti pubblici

 10) Chiusura liti fiscali pendenti: disponibile il software di compilazione

 11) Detrazione Irpef 36%, eliminata la comunicazione di inizio lavori: ecco i documenti da conservare

 12) Comunicazione dell’impronta dei documenti informatici: aggiornate le specifiche tecniche ed il software di controllo

 13) Giustizia tributaria: relazione di monitoraggio sul contenzioso tributario e sulle attività delle CC.TT. – Anno 2010

 14) Statuto delle imprese: sì definitivo alle norme per la tutela della libertà d’impresa

 

 

1) Sisma Abruzzo: Adempimenti fiscali sospesi fino al 31 dicembre 2011, ma il nuovo termine non vale per i versamenti

Sisma Abruzzo: Adempimenti fiscali sospesi fino al 31 dicembre 2011, ma il nuovo termine non vale per i versamenti.

Lo ha reso noto l’Agenzia delle Entrate con il comunicato stampa n. 177 del 2 novembre 2011.

Adempimenti tributari “cristallizzati” fino al 31 dicembre 2011 per i contribuenti che hanno beneficiato della sospensione degli obblighi fiscali in seguito al sisma che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile 2009.

Il provvedimento firmato lo stesso giorno (02/11/2011) dal direttore dell’Agenzia delle Entrate ha indicato le modalità da seguire per la ripresa degli adempimenti, come previsto dal D.L. n. 78/2010, per i contribuenti con domicilio fiscale nei Comuni del cratere del sisma, aggiornando la ripresa dalla vecchia data del 31 gennaio 2011 al 31 dicembre prossimo.

Il nuovo termine vale soltanto per gli adempimenti fiscali diversi dai versamenti.

Per questi ultimi, infatti, è confermata la vecchia scadenza, fissata dal D.L. n. 78/2010 e dal D.P.C.M.       4 agosto 2011.

Contribuenti interessati e modalità per l’esecuzione degli adempimenti

La sospensione degli adempimenti diversi dai versamenti si chiude a fine anno per le due seguenti categorie di contribuenti:

– Contribuenti per i quali la sospensione scadeva inizialmente il 30 giugno 2010. Si tratta, in particolare, delle persone fisiche non titolari di reddito di impresa o di lavoro autonomo, dei soggetti diversi dalle persone fisiche con volume d’affari superiore a 200mila euro, dei sostituti d’imposta;

– Contribuenti per i quali la sospensione scadeva inizialmente il 20 dicembre 2010. Si tratta, in particolare, delle persone fisiche titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo, nonché dei soggetti diversi dalle persone fisiche con volume d’affari non superiore a 200mila euro.

Riguardo, infine, le modalità da seguire per l’esecuzione degli adempimenti, queste sono indicate nel provvedimento delle Entrate del 23.11.2010.

 

 

 

2) Nuovo modello per comunicare il luogo dove ricevere le notifiche fiscali: Obbligatorio dal 02.01.2012

E’ già disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it) la nuova comunicazione necessaria al contribuente per chiedere al fisco di farsi notificare ad un dato domicilio gli atti fiscali.

Ovviamente, il nuovo modello non interessa a tutti coloro che intendono continuare a ricevere le notifiche degli atti fiscali presso il proprio domicilio fiscale (che, come è noto, per le persone fisiche coincide con la residenza anagrafica).

In proposito, l’Agenzia delle Entrate con il comunicato stampa n. 178 del 02 novembre 2011 precisa che la nuova comunicazione, la quale recepisce le ultime disposizioni inserite dal Legislatore nel D.P.R. n. 600/1973, viaggia sia per posta sia via web e il suo uso diventerà obbligatorio a partire dal 2 gennaio 2011.

Quale domicilio scegliere per la notifica: Vecchie e nuove regole

L’Agenzia delle Entrate spiega che prima, il contribuente poteva comunicare il domicilio per le notifiche in occasione della presentazione di un modello di dichiarazione o tramite raccomandata postale all’Ufficio delle Entrate.

Il nuovo sistema, invece, per il contribuente che vuole scegliere un domicilio per le notifiche, prevede di utilizzare questa neo comunicazione, che può essere inviata all’Agenzia delle Entrate tramite il canale telematico o per posta raccomandata con avviso di ricevimento.

Comunicazione alle Entrate cartacea o telematica

Il citato comunicato stampa, infatti, afferma che i contribuenti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia possono direttamente compilare e inviare il modello via web, utilizzando l’apposito software presente in rete.

In caso di spedizione per raccomandata, invece, il contribuente dovrà allegare al modulo compilato a mano, o tramite la versione “editabile” disponibile sul sito, la fotocopia del documento di identità di chi firma la comunicazione.

Contribuente residente all’estero o meno

L’Agenzia delle Entrate, conclude, precisando che il contribuente, residente in Italia o all’estero, può scegliere l’indirizzo per le notifiche presso una persona o un ufficio, purché si trovi nello stesso Comune in cui ha il proprio domicilio fiscale. Peraltro, il contribuente residente all’estero può anche indicare un indirizzo estero per le notifiche purché non ne abbia già indicato uno in Italia o non abbia nominato un rappresentante fiscale nel nostro Paese.

 

 

 

3) Credito d’imposta per investimenti in Sicilia: Disponibile il software per la richiesta

Software di compilazione dell’istanza di attribuzione dei crediti di imposta per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese (mod. ICIS)

Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it) la versione software: 1.0.1 del 02/11/2011

Il software CreditoImpostaSicilia consente la compilazione della Istanza contenente i dati degli investimenti nella Regione Siciliana.

Aggiornamenti

La versione 1.0.1 rimuove il seguente messaggio di anomalia che si verificava in taluni casi nell’ipotesi di investimenti non previsti nel primo anno (“L’importo non può essere negativo. Valore dichiarato -1”).

Per rendere efficace tale modifica è necessario, dopo aver aggiornato il software, aprire il quadro A – Dati relativi all’investimento agevolabile, aggiornare un qualunque dato presente in modo da modificare il tasto “Fine” in “Conferma” e confermare il quadro A. Alla conferma del quadro “Riepilogo” verrà generato il file telematico contenente l’istanza per la richiesta del credito d’imposta.

(Agenzia delle Entrate, nota del 03 novembre 2011)

 

 

 

4) Approvato maxi emendamento al Disegno Di Legge di stabilità

Il Consiglio dei Ministri, convocato in via straordinaria il 02 novembre 2011 in tarda serata, ha approvato un maxi emendamento al Disegno Di Legge di stabilità, che recepisce sul piano normativo gli impegni assunti dal governo italiano nella sua lettera all’Unione europea del 26 ottobre 2011.

A tal fine è stato esaminato un complesso di misure urgenti a sostegno della economia italiana nello scenario di una sfavorevole congiuntura che sta investendo l’Europa.

A seguito degli indirizzi da parte della Banca Centrale europea e delle intese raggiunte nell’ultimo Vertice dell’Unione, il Consiglio ha in particolare approvato il suddetto maxi emendamento.

Vi dovrebbero rientrare:

– Misure per la liberalizzazione delle professioni, a tal fine viene, infatti, prevista la riforma degli ordinamenti degli ordini professionali da attuare entro un anno e la possibilità di potere costituire le società tra professionisti;

– la velocizzazione dell’ottenimento del credito di imposta a favore delle imprese che assumono al Sud;

– l’aumento del credito d’imposta per le aziende che fanno ricerca scientifica e assumono giovani;

– l’aumento di un punto percentuale per i contributi previdenziali dei co.co.pro. (collaboratori coordinati a progetto).

E’ stato, inoltre, approvato il seguente provvedimento:

– Uno schema di regolamento che riconosce ai Comuni capoluogo di provincia, alle Unioni dei Comuni, nonché ai Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte, la possibilità di istituire, con deliberazione del Consiglio, un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate nel proprio territorio; sul testo, che discende dalla legge sul federalismo (n. 42 del 2009), verrà acquisita l’intesa in sede di Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, nonché il parere del Consiglio di Stato.

Il Consiglio dei Ministri, infine,  ha approvato l’intesa tra la Repubblica italiana e le Assemblee di Dio in Italia (ADI), che modifica parzialmente la precedente intesa in tema di accesso all’8 per mille.

 

 

 

5) Trasporto pubblico: Istruzioni dall’Inps per il rimborso alle aziende del surplus

Modalità operative sul rimborso dei maggiori oneri sostenuti dalle aziende del settore del trasporto pubblico: Le istruzioni contabili dall’Istituto previdenziale.

Diffusa dall’Inps la circolare n. 142 del 03 novembre 2011.

L’art. 1, comma 273, della Legge n. 266/2005 dispone che i maggiori oneri derivanti dagli accordi nazionali stipulati dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali di categoria in attuazione dell’art. 1, comma 148, della Legge n. 311/2004 siano finanziati utilizzando le somme residuate dagli importi destinati al fine di assicurare il rinnovo del contratto collettivo relativo al settore del trasporto pubblico locale.

Modalità che, secondo l’Inps, le imprese interessate dovranno seguire per il recupero degli importi spettanti.

Una volta abolito l’adempimento a carico dell’Inps di dovere assicurare una serie di trattamenti economici di malattia speciali e aggiuntivi a favore dei lavoratori addetti ai pubblici servizi di trasporto, con effetti dal 1 gennaio 2005, adesso, con tale decorrenza, ai suddetti lavoratori, si applica il trattamento previdenziale di malattia secondo le modalità e i limiti previsti dalla legge per la generalità dei lavoratori del settore industria.

La norma dispone, peraltro, che trattamenti aggiuntivi, rispetto a quelli erogati dall’Inps ai lavoratori del settore industria, possano essere definiti mediante la contrattazione collettiva di categoria.

L’art. 1 comma 273 della Legge n. 266/2005, stabilisce che i maggiori oneri derivanti dagli accordi nazionali stipulati dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali di categoria in attuazione dell’art. 1, comma 148, della legge n. 311/2004, siano finanziati utilizzando le somme residuate dagli importi destinati al fine di assicurare il rinnovo del contratto collettivo relativo al settore del trasporto pubblico locale.

La quantificazione dei maggiori oneri contrattuali sostenuti dalle aziende di pubblico trasporto e l’individuazione dei criteri e delle modalità di ripartizione delle risorse finanziarie da destinare a copertura degli oneri medesimi, sono stati affidati ad un apposito Decreto interministeriale Lavoro – Infrastrutture e trasporti.

Per l’anno 2008, l’ammontare del maggior onere derivante dagli accordi nazionali stipulati dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali di categoria è stato quantificato dal Decreto 24 giugno 2011, che ha affidato all’Istituto l’erogazione alle aziende degli importi spettanti, secondo i criteri e la ripartizione indicati nel prospetto allegato al decreto medesimo, del quale costituisce parte integrante.

Pertanto, l’Inps con la neo circolare fornisce le istruzioni con le quali le aziende di trasporto, interessate dal suddetto decreto, potranno effettuare il recupero delle somme anticipate per le integrazioni delle indennità di malattia relative all’anno 2008.

Modalità operative: Adempimenti a carico delle Sedi

Per il recupero delle somme in argomento, le aziende destinatarie dovranno avvalersi del codice causale “L215”,da valorizzare nell’Elemento <Denuncia Aziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito>, del flusso UNIEMENS.

Le operazioni di conguaglio dovranno essere eseguite, dai soli datori di lavoro beneficiari, con una delle denunce contributive aventi scadenza entro il giorno 16 del terzo mese successivo a quello di emanazione della presente circolare.

Propedeutica alle operazioni di conguaglio, è l’attribuzione del previsto codice di autorizzazione “4H”, avente il significato di “azienda di trasporto autorizzata al recupero somme anticipate per trattamenti speciali aggiuntivi di malattia”.

A tal fine, le aziende richiedenti dovranno produrre il documento unico di regolarità contributiva (DURC) emesso secondo le modalità ordinarie.

Istruzioni contabili.

Per la rilevazione contabile delle suddette somme l’Inps richiama le istruzioni contenute nella circolare n. 55 dell’8 aprile 2009.

 

 

 

6) Aliquote di imposta vigenti nel settore delle accise aggiornate a novembre

Sono state pubblicate sul sito del Ministero delle Finanze le aliquote di imposta vigenti nel settore delle accise aggiornate al 01 novembre 2011.

Sono delle tabelle redatte dall’Agenzia delle Dogane (Direzione Centrale gestione tributi e rapporti con gli utenti ).

Si comincia con la benzina ad uso carburazione (€ 622,10 per mille litri) per concludere con le aliquote specifiche relative ad alcuni prodotti energetici destinati a particolari impieghi.

 

 

 

7) In questo mese è possibile presentare il modello 770/2011 tardivo

Scadrà il 21 novembre 2011 l’invio tardivo del Modello 770/2011 relativo all’anno 2010.

Il prossimo 21 novembre scadranno, quindi, i termini per la presentazione tardiva della dichiarazione dei sostituti di imposta per il periodo di imposta 2010, ovvero per sostituire quella già inviata.

Lo evidenzia il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, con la nota del 03 novembre 2011, la quale ricorda che al contribuente é consentito di evitare il rischio di incorrere nella grave violazione di omessa dichiarazione se procede all’invio della dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza originaria.

Entro tali termini, inoltre, è possibile evitare anche le sanzioni previste per il tardivo invio, versando spontaneamente gli importi ridotti previsti per il ravvedimento operoso.

 

 

 

8) Riscossione coattiva delle imposte: Paga un prezzo ragionevole lo Stato

Nell’acquisizione degli immobili al termine di una procedura coattiva di riscossione delle imposte, il prezzo dell’assegnazione del bene non può essere inferiore a quello posto a base del terzo incanto.

In tal modo la Corte Costituzionale con la sentenza n. 281 del 28 ottobre 2011, ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 85, comma 1, del D.P.R. n. 602/1973 nella parte in cui prevede che, se il terzo incanto ha esito negativo, l’assegnazione dell’immobile allo Stato ha luogo per il minor prezzo tra il prezzo base del terzo incanto e la somma per la quale si procede, anziché per il prezzo base del terzo incanto.

La disciplina speciale della riscossione coattiva delle imposte non pagate ha quale esigenza quella della pronta realizzazione del credito fiscale, a garanzia del regolare svolgimento della vita finanziaria dello Stato.

Per tale ragione la citata disciplina deve essere improntata a criteri di semplicità e di speditezza della procedura.

(Altalex, nota del 03 novembre 2011)

 

 

 

9) Assonime: Disciplina fiscale sui compensi erogati sotto forma di bonus e stock options a dirigenti e collaboratori

Assonime, con la circolare n. 27 del 2011 ha illustrato la disciplina fiscale dell’addizionale sui compensi erogati sotto forma di bonus e stock options a dirigenti e collaboratori del settore finanziario, disposta dall’art. 33 del D.L. n. 78 del 2010, alla luce delle modificazioni apportate dall’art. 23, commi 50-bis e 50-ter, del D.L. n. 98 del 2011 e dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate nelle circolari nn. 4/E del 15 febbraio 2011 e 41/E del 5 agosto 2011.

Appalti pubblici: Risoluzione Parlamento europeo

Assonime ha anche pubblicato il 03 novembre 2011 la seguente nota:

Il 25 ottobre 2011 il Parlamento europeo ha discusso e votato una risoluzione non legislativa relativa alle regole europee sugli appalti pubblici.

Obiettivo della risoluzione è quello di contribuire alla preparazione delle proposte legislative di riforma che la Commissione presenterà a dicembre.

In particolare il Parlamento invita la Commissione a:

– Migliorare la certezza giuridica, chiarendo il campo di applicazione delle direttive sugli appalti, con riferimento tra l’altro alla definizione di “organismo di diritto pubblico” e di “concessione di servizi;

– utilizzare criteri più ampi per l’assegnazione degli appalti sostituendo, in via generale, il criterio del “prezzo più basso” con un quello dell’”offerta economicamente più vantaggiosa”, in modo da tenere conto dei benefici economici, sociali e ambientali dell’intero ciclo di vita dei beni o dei servizi. Tale soluzione non esclude che il criterio del “prezzo più basso” possa continuare ad essere utilizzato nel caso di prodotti o servizi altamente standardizzati;

– semplificare le norme, in quanto le direttive troppo dettagliate aumentano il rischio di inadempienza per le amministrazioni aggiudicatrici e i fornitori;

– consentire procedure più flessibili sia nella fase di qualificazione dei fornitori sia in relazione alla fase di esecuzione del contratto;

– facilitare l’accesso delle PMI, suddividendo gli appalti in lotti e incoraggiando i raggruppamenti temporanei di imprese;

– promuovere un “passaporto elettronico appalti” che certifichi in tutti gli Stati membri il rispetto da parte dell’operatore dei requisiti previsti dalla legislazione UE in materia di appalti pubblici;

– consentire l’autocertificazione dei requisiti per partecipare alla gara, limitando la richiesta degli originali alla fase finale;

– promuovere soluzioni efficaci per assicurare la trasparenza e il corretto uso del denaro del contribuente, contrastare la corruzione, gestire offerte eccezionalmente basse;

– estendere l’uso dell’e-procurement, in modo da assicurare che almeno il 50% degli appalti pubblici indetti dalle istituzioni UE e dagli Stati membri si svolga con procedura elettronica; in proposito, il Parlamento sottolinea la necessità di sviluppare un sistema normalizzato di firma elettronica e di assicurare l’interoperabilità tra le diverse piattaforme già esistenti negli Stati membri;

– consentire alle amministrazioni aggiudicatrici di tenere conto dell’esperienza maturata con un offerente sulla base di una relazione ufficiale di valutazione; le esclusioni di aggiudicatari che si siano resi colpevoli di illeciti durante una precedente procedura di appalto devono essere limitate nel tempo.

 

 

10) Chiusura liti fiscali pendenti: Disponibile il software di compilazione

Chiusura liti fiscali pendenti: Disponibile il software di compilazione L’Agenzia delle Entrate ha, infatti, pubblicato sul proprio sito web la versione software: 1.0.0 del 03/11/2011.

Il software Definizione Liti Fiscali (DLF) consente la compilazione del modello di domanda per la definizione agevolata delle liti fiscali pendenti con valore di ciascuna lite non superiore a 20.000 euro.

Peraltro, viene precisato che solo l’Agenzia delle Entrate fornisce il software di compilazione.

E’ possibile chiedere la definizione delle liti fiscali, in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, di valore non superiore a 20 mila euro e pendenti al 1° maggio 2011 davanti alle Commissioni tributarie o al Giudice ordinario in ogni grado del giudizio e anche a seguito di rinvio (art. 39, comma 12 del decreto legge 98/2011).

Come chiudere la lite fiscale pendente

per la chiusura delle liti è necessario versare, in unica soluzione, un importo agevolato entro il 30 novembre 2011.

La richiesta per la definizione del contenzioso deve essere, invece, presentata o trasmessa entro il 2 aprile 2012.

Le liti fiscali che possono essere definite sono sospese fino al 30 giugno 2012. Sono sospesi, sempre fino al 30 giugno 2012, i termini per la proposizione di ricorsi, appelli, controdeduzioni, ricorsi per cassazione, controricorsi e ricorsi in riassunzione, compresi i termini per la costituzione in giudizio.

La procedura si può ritenere conclusa soltanto se il pagamento è stato effettuato per intero e la domanda è stata presentata entro i termini previsti.

Fa eccezione l’ipotesi in cui non ci siano somme da pagare. In questo caso la definizione si perfeziona semplicemente con l’invio dell’istanza entro i termini previsti.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 03 novembre 2011)

 

 

 

11) Detrazione Irpef 36%, eliminata la comunicazione di inizio lavori: Ecco i documenti da conservare

Chi si avvale della detrazione Irpef del 36%, non è più obbligato a inviare con raccomandata la comunicazione di inizio lavori al Centro operativo dell’Agenzia delle Entrate di Pescara, ma deve ricordarsi di conservare ed esibire a richiesta degli uffici alcuni specifici documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato ieri (03 novembre 2011)

Eccoli nel dettaglio:

– le abilitazioni amministrative richieste in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori) o, nel caso in cui non sia richiesto alcun titolo abilitativo, la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;

– la domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;

– la ricevuta di pagamento dell’Ici (se dovuta);

– la delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori in caso di interventi su parti comuni di edifici e tabella millesimale di ripartizione delle spese;

– la dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori quando sono effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari residenti.

Sono inclusi nell’elenco anche la comunicazione preventiva con la data di inizio  lavori all’Asl, le fatture e le ricevute fiscali che provano le spese sostenute, le ricevute dei bonifici di pagamento.

Questi documenti, già interessati dall’obbligo di conservazione ed esibizione agli uffici delle Entrate, sono riportati per completezza espositiva e per la rilevanza della documentazione.

Niente più comunicazione di inizio lavori

Con il D.L. n. 70 del 2011 è stato eliminato l’obbligo di inviare la comunicazione di inizio lavori al Centro Operativo dell’Agenzia delle Entrate di Pescara per usufruire della detrazione del 36%.

Il contribuente deve invece inserire i dati relativi all’immobile direttamente nella dichiarazione dei redditi.

E’ previsto, tuttavia, l’invio della comunicazione preventiva di inizio lavori all’Azienda sanitaria locale, quando obbligatorio.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 3 novembre 2011)

 

 

 

12) Comunicazione dell’impronta dei documenti informatici: Aggiornate le specifiche tecniche ed il software di controllo

Ulteriore novità pubblicato sul sito web dell’Agenzia delle Entrate, sempre in data 03 novembre 2011, ha riguardato le specifiche tecniche della comunicazione dell’impronta dei documenti informatici.

Lo Schema xml in formato xsd (Schema_impronte.xsd) definisce la struttura e le regole formali per la compilazione della Comunicazione dell’Impronta relativa ai documenti informatici rilevanti ai fini tributari, secondo quanto previsto dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 25 ottobre 2010 (Prot. 2010/143663).

 

 

 

13) Giustizia tributaria: Relazione di monitoraggio sul contenzioso tributario e sulle attività delle CC.TT. – Anno 2010

E’ stata pubblicata sempre ieri (03 novembre 2011) sul sito web del Ministero delle Finanze la relazione definitiva sul contenzioso fiscale per l’anno 2010.

(Sito delle Finanze, nota del 3 novembre 2011)

 

 

 

14) Statuto delle imprese: Sì definitivo alle norme per la tutela della libertà d’impresa

L’Assemblea della Camera dei Deputati, il 03 novembre 2011 (ieri), ha approvato in via definitiva il testo unificato, già approvato dalla Camera e modificato dal Senato, riguardante Norme per la tutela della libertà d’impresa. Statuto delle imprese.

Statuto delle imprese

E’ stata, quindi, licenziata definitivamente dalla Camera la proposta, già approvata in prima lettura e successivamente modificata dal Senato (AS 2626), volta a stabilire i principi che concorrono a definire lo Statuto giuridico delle imprese, con particolare riferimento alle micro, piccole e medie imprese, anche sulla scorta delle indicazioni contenute nello “Small Business Act ” adottato dall’Unione europea.

Il provvedimento è volto a definire lo statuto giuridico delle micro, piccole e medie imprese (nel seguito indicate con l’acronimo MPMI), relativamente alle quali si intendono recepire le indicazioni contenute nello Small Business Act adottato a livello comunitario e attuato con la direttiva del Presidente del Consiglio del 4 maggio 2010, che individua le proposte di intervento in relazione ai dieci principi informatori del documento.

Tra le finalità viene previsto: Il sostegno per l’avvio di nuove imprese, in particolare da parte dei giovani e delle donne; la valorizzazione del potenziale di crescita, di produttività e di innovazione delle imprese, con particolare riferimento alle MPMI; e, infine, l’adeguamento dell’intervento pubblico alle esigenze delle MPMI.

Tra i principi che concorrono a definire lo statuto sono elencati, tra l’altro: La libertà di iniziativa economica e concorrenza; la semplificazione burocratica; la progressiva riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese; il diritto delle imprese all’accesso al credito informato, corretto e non vessatorio; e, infine, misure di semplificazione amministrativa.

Tali principi sono volti prevalentemente a garantire alle imprese condizioni di equità funzionale, operando interventi di tipo perequativo per le aree sottoutilizzate, nel rispetto dei principi fissati dall’art. 107 del Trattato sul funzionamento dell’UE.

Viene enunciato anche il principio della libertà di associazione tra imprese.

La proposta attribuisce la legittimazione ad agire da parte di associazioni di categoria rappresentate nel sistema delle camere di commercio o nel CNEL sia a tutela di interessi relativi alla generalità degli appartenenti alla categoria professionale, sia a tutela di interessi omogenei relativi solo ad alcuni appartenenti.

Sono poi disciplinati i rapporti tra imprese e istituzioni, in un’ottica di semplificazione e trasparenza.

Il Governo è delegato ad emanare norme finalizzate ad eliminare i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, al riordino degli incentivi alle imprese, e, infine, alla loro internazionalizzazione.

Si dispone che le certificazioni rilasciate alle imprese da enti autorizzati sostituiscono le verifiche delle autorità competenti, fatte salve eventuali responsabilità penali, e vengono modificate alcune soglie in materia di contratti pubblici.

Si interviene, quindi a rendere più trasparente l’informazione relativa agli appalti pubblici d’importo inferiore alle soglie stabilite dall’Unione europea e ai bandi per l’accesso agli incentivi da parte delle MPMI, nonché a favorire l’accesso delle MPMI agli appalti pubblici.

Viene costituito un consorzio obbligatorio nel settore dei laterizi (COSL), per ridurre l’impatto ambientale; valorizzare la qualità e l’innovazione dei prodotti; incentivare la chiusura delle unità produttive meno efficienti; finanziare le spese annuali di ricerca e sviluppo sostenute dalle imprese del settore. Il COSL ha personalità giuridica di diritto privato, senza fini di lucro, e il suo statuto è sottoposto all’approvazione del Ministero dello sviluppo economico, che vigila sul consorzio.

Il provvedimento reca varie disposizioni sulle politiche pubbliche riguardanti le MPMI. Sono previste diverse misure con cui lo Stato favorisce la ricerca, l’innovazione, l’internazionalizzazione e la capitalizzazione. In particolare, il Ministro dello sviluppo economico, sentite le regioni, deve adottare un piano strategico di interventi. Viene poi istituito il Garante per le MPMI, con la finalità, fra l’altro, di monitorare l’impatto dell’attività normativa, anche del Governo e delle regioni, e dei provvedimenti amministrativi sulle MPMI, prevedendo un interscambio tra il Garante e gli enti e le istituzioni interessate, fra cui, principalmente, Parlamento, Governo ed enti territoriali.

Si prevede, quindi, l’emanazione di una “Legge annuale per le MPMI”, al fine di attuare lo Small Business Act.

Il provvedimento, da presentare alle Camere entro il 30 giugno di ogni anno, è volto a definire gli interventi in materia per l’anno successivo e reca, oltre a una o più deleghe, norme di immediata applicazione per favorire e promuovere le MPMI.

Al disegno di legge sarà allegata, oltre a quelle previste dalle disposizioni vigenti, una relazione sullo stato di conformità della normativa vigente in materia di imprese rispetto ai principi ed obiettivi dello Small Business Act; sull’attuazione degli interventi programmati; sulle ulteriori specifiche misure da adottare per favorire la competitività delle MPMI, al fine di garantire l’equo sviluppo delle aree sottoutilizzate.

Il provvedimento, infine, stabilisce che le regioni promuovano la stipula di intese in sede di Conferenza Stato-regioni per il coordinamento delle competenze normative sugli adempimenti amministrativi delle imprese e per conseguire livelli ulteriori di liberalizzazione dell’attività d’impresa.

(Camera dei Deputati, nota del 03 novembre 2011)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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