La tutela dei diritti e le garanzie del contribuente

rassegna giurisprudenziale del mese di novembre 2011

 

Premessa

L’articolo 12 della L. n. 212/2000 è rubricato “Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali”. Tale norma ha dunque voluto porre dei paletti che l’Amministrazione Finanziaria è tenuta ad osservare. E’ interessante dunque verificarne l’applicabilità nelle varie fattispecie, nella misura in cui essa possa determinare la nullità dell’atto emanato senza l’osservanza del dettato normativo. Come si vedrà, le fattispecie su cui maggiormente si è concentrata la giurisprudenza, di legittimità e di merito, sono quella della permanenza nei locali di impresa da parte dei verificatori, e quella della possibilità di emettere l’accertamento prima del decorso dei sessanta giorni concessi al contribuente per formulare osservazioni e richieste all’ufficio impositore, dopo una verifica tributaria.

 

 

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Per il contribuente solo il rimedio del Garante.

La permanenza dei verificatori presso la sede ove viene esercitata l’attività del contribuente non può superare, ai sensi dell’art. 12 della L. n. 212/2000, i trenta giorni lavorativi, ma la violazione di tale norma non comporta la nullità dell’accertamento né l’inutilizzabilità dei dati acquisiti, posto che tali effetti non sono previsti dall’ordinamento.

(Cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 19338 /11)

 

Comunicazione di osservazioni all’ente impositore

La disposizione dello Statuto del contribuente concede al contribuente un termine per comunicare osservazioni e richieste al fine di garantire la possibilità di interagire con l’Amministrazione finanziaria prima che essa pervenga all’emissione di un avviso di accertamento. In tal senso, il mancato rispetto del termine, sacrificando un diritto riconosciuto dalla legge al contribuente, non può che comportare l’illegittimità dell’accertamento, senza bisogno di alcuna specifica previsione in proposito.

(Cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 18906/11)

 

Le ragioni di urgenza salvano il Fisco

L’avviso di accertamento emanato anteriormente al termine di sessanta giorni dalla redazione e consegna al contribuente del processo verbale di constatazione è viziato da nullità nella misura in cui non sia ravvisata la motivazione in ordine alle ragioni di urgenza come prescritte dallo Statuto competendo al giudice del merito accertare tale circostanza.

(Cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 18381/11)

 

La ratio della norma giustifica l’efficacia

Ai sensi dell’art. 12, comma 7, della L. n. 212/2000, l’atto di accertamento deve essere dichiarato invalido se notificato prima del decorso di sessanta giorni dalla consegna del verbale di constatazione, posto che detto termine, essendo strumentale alla difesa del contribuente nonché al contraddittorio tra le parti, deve ritenersi perentorio. Inoltre, non ha rilievo la denominazione formale dei verbali redatti dai verificatori, quindi il termine deve essere rispettato anche ove il verbale, non denominato formalmente come “PVC”, sia un verbale meramente descrittivo delle operazioni di verifica.

(Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 6088/11)

 

Ancora sul termine di 60 giorni

L’art. 12 comma 7 della L. n. 212/2000 prescrive che il contribuente, al termine della verifica, deve avere sessanta giorni di tempo per produrre eventuali memorie difensive, strumentali ad evitare, se del caso, l’emanazione dell’avviso di accertamento. Quanto esposto non soffre deroga ove l’atto sia stato emanato non a seguito di un controllo sostanziale bensì in conseguenza di una c.d. “indagine a tavolino”, siccome la norma statutaria si riferisce in generale alle verifiche fiscali, e non può ritenersi circoscritta a quelle caratterizzate dal materiale accesso presso le sedi dell’impresa.

(Commissione Tributaria di I grado Trento, Sentenza n. 7/V/11)

 

Ancora sul termine di 60 giorni

L’avviso di accertamento notificato prima della scadenza del termine di 60 gg dal rilascio del processo verbale di constatazione è valido perché al contribuente resta garantito il diritto di difesa in via amministrativa e giudiziaria.

(Commissione Tributaria provinciale di Firenze, Sentenza n. 11/XVI/11)

 

Nessun obbligo di motivare la mancata considerazione delle giustificazioni del contribuente

L’accertamento non è nullo per difetto di motivazione se non ha contestato le osservazioni formulate dalla contribuente nella memoria formata dopo la formazione del processo verbale di constatazione in quanto la formazione dell’accertamento implicitamente afferma l’irrilevanza della memoria e non vi è alcuna norma che commini la nullità dell’accertamento (Nel caso di specie, la contribuente subiva una verifica fiscale, a cui seguiva una memoria, ma il successivo accertamento non prendeva posizione sulla stessa).

(Commissione Tributaria provinciale di Torino, Sentenza n. 3/I/11)

 

Il fisco sconta la sua inerzia

Nel caso in cui la fase istruttoria si sia protratta nel tempo a causa della colpevole inerzia dell’Amministrazione finanziaria, non rappresenta un’adeguata motivazione sulla “particolare urgenza” l’imminente scadenza del termine per la notifica dell’avviso di accertamento.

(Commissione Tributaria provinciale di Bari, Sentenza n. 20/II/11)

 

Interpretazioni restrittive dei termini

L’art. 12, comma 5, L. 27 luglio 2000, n. 212, secondo cui la permanenza degli operatori  … dell’amministrazione finanziaria, dovuta a verifiche presso la sede del contribuente, non può superare i trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta giorni nei casi di particolare complessità dell’indagine, deve essere interpretata in senso restrittivo calcolando la durata massima come sommatoria di 60 giorni lavorativi e consecutivi. E’ nullo pertanto il pvc relativo a verifica protrattasi presso la sede del contribuente oltre i termini; inoltre, avendo l’Ufficio fondato il proprio accertamento esclusivamente sul predetto pvc, ne discende che anche l’avviso di accertamento è nullo, in quanto fondato sui dati nulli.

(Commissione Tributaria provinciale di Bari, Sentenza n. 293/XVII/10)

 

Condizioni per l’accesso ai locali dell’attività

L’accesso nei locali destinati all’esercizio di attività commerciali, agricole, artistiche o professionali, ed anche ad abitazione del contribuente, richiede l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica. L’uso promiscuo sussiste non solo quando gli ambienti siano contestualmente utilizzati per la vita familiare e per l’attività professionale, ma anche quando vi è la possibilità di comunicazione interna la quale consente il trasferimento dei documenti propri della attività commerciale nei locali abitativi.

(Cassazione, sezione tributaria, Ordinanza n. 24178/10)

 

Inderogabile il termine ex art. 12

Ai sensi dell’art. 12, L. 27 luglio 2000, n. 212, l’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza. E’ nullo l’avviso di accertamento notificato prima del decorso di 60 giorni dal rilascio di pvc, in mancanza di motivazione che avrebbe dovuto essere esplicitata e specificamente “stringente” con riguardo alla “particolare urgenza”.

(Commissione Tributaria provinciale di Brescia, Sentenza n. 535/VII/10)

 

Obbligo di motivare l’urgenza

L’inosservanza dell’obbligo di motivazione in relazione alla “particolare urgenza” dell’emissione dell’avviso di accertamento anteriormente al termine di sessanta giorni dalla redazione del processo verbale di constatazione comporta l’invalidità dell’atto ai sensi dell’art. 21-septies, L. n. 241/1990, sanzione prevista per il provvedimento amministrativo privo di un elemento essenziale.

(Cassazione, sezione tributaria, Ordinanza n. 22320/10)

 

15 novembre 2011

Danilo Sciuto

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