La transazione fiscale: uno strumento a disposizione dell’imprenditore in crisi per evitare il fallimento

Un importate strumento concesso dal legislatore per il superamento della crisi di impresa è rappresentato dalla transazione fiscale. Il D.Lgs. 12/09/2007 n. 169 e, successivamente, l’art. 32 cc. 5 e 6 del D.L. 29/11/2008 hanno modificato l’art. 182 ter della legge fallimentare (R.D. 16/03/1942 n. 267) introducendo la possibilità per l’impresa che si trova in una situazione di crisi di proporre una “transazione fiscale” collegata all’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis l.f., ampliando, di fatto, la possibilità di utilizzare questo strumento, in precedenza fruibile solo nell’ambito della procedura di concordato preventivo. Difatti, la transazione fiscale, originariamente prevista come ipotesi per il solo concordato preventivo, a partire dal 1° gennaio 2008 è stata estesa anche alla fattispecie degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182 bis l. fall. In questo modo il legislatore ha rimosso il divieto di applicare ai debiti tributari le disposizioni degli accordi di ristrutturazione e, nel contempo, ha dimostrato di avere recepito le rimostranze di coloro che avevano rilevato un’incongruenza nella collocazione della facoltà di accordarsi con l’amministrazione fiscale nell’ambito della sola procedura concordataria.

Anche in occasione del recente D.L. 78/2010 (Manovra 2010) il legislatore ha ritenuto opportuno tornare sulla formulazione dell’art. 182-ter della legge fallimentare, che disciplina la transazione fiscale.

 

La dottoressa Antonelle Benedetto ci parlerà di accordi per la ristrutturazione dei debiti nella videconferenza del 25 novembre…

 

 

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