I rischi di tagli alle agevolazioni del 36% e del 55%

E’ sicuramente di interesse la risposta all’interrogazione parlamentare n. 5-05536 del 26 ottobre 2011 fornita dall’esecutivo di Governo in materia di detrazioni per le ristrutturazioni edilizie e gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Vediamo , pertanto , di analizzare i chiarimenti forniti come , tra l’altro, evidenziati e riportati dalla stampa specializzate nei giorni scorsi.

 

La domanda

Oggetto dell’interrogazione parlamentare è la manovra correttiva di cui al DL n.138/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, che ha anticipato, a decorrere dal 2012, la riduzione di una lunga lista di agevolazioni fiscali, qualora non sia stata adottata la riforma fiscale e assistenziale entro quella data, con la possibilità, in alternativa anche parziale alle riduzioni citate, di rimodulare le aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa.

Tali riduzioni, pari al 5 per cento dal 30 settembre 2012 e al 20 per cento a decorrere dal 2013, riguardano anche:

  • le agevolazioni fiscali del 36% delle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie, nei limiti complessivi di 48.000 euro per unità immobiliare;

  • le agevolazioni del 55% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti di qualsiasi categoria catastale.

In particolare già in una precedente interrogazione parlamentare, accolta come raccomandazione dal Governo, è stato ribadita la necessità che le suddette riduzione si applichino, in relazione alle detrazioni fiscali del 36% e del 55%, solo ai pagamenti effettuati dopo il 30 settembre 2012, altrimenti la norma si tradurrebbe in una gravissima lesione dei diritti già acquisiti dai cittadini che hanno effettuato gli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici confidando nella possibilità di usufruire delle detrazioni piene per i successivi 5 o 10 anni.

La domanda rivolta al Governo riguarda, più nel dettaglio, se si ritiene opportuno applicare le riduzioni previste dall’allegato C-bis all’articolo 40, comma 1-quater, punti 2 e 6, del DL n. 98 del 2011, qualora non si realizzi la riforma fiscale ed assistenziale e qualora non si scelga di rimodulare le aliquote delle imposte indirette, solo ai pagamenti effettuati dopo il 30 settembre 2012, precludendo in tal modo l’applicazione della riduzione alle detrazioni fiscali del 36% e del 55% attualmente già in corso e tutelando contemporaneamente i diritti acquisiti dai cittadini che hanno effettuato gli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici confidando nelle predette agevolazioni fiscali.

 

I chiarimenti forniti dal Governo

Il Governo si è impegnato ad applicare le riduzioni previste dall’allegato C-bis all’articolo 40, comma 1-ter, punti 2 e 6, del citato decreto n.98/2011, solo alle richieste pervenute dai contribuenti che hanno effettuato gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica dopo il 30 settembre 2012, al fine di evitare la lesione dei diritti acquisiti dai cittadini che hanno effettuato gli interventi in discorso confidando nella possibilità di fruire delle relative detrazioni per i prossimi 5 o 10 anni.

In particolare, dall’interrogazione in esame si rileva che:

  1. l’articolo 1, comma 6, del DL 138/2011 ha anticipato al 2012 la riduzione dell’elenco delle agevolazioni fiscali di cui all’allegato C-bis all’articolo 40, comma 1-ter ed 1-quater del DL n.98/2011 qualora non venga adottata entro il 30 settembre 2012 una riforma in materia fiscale ed assistenziale o, in alternativa, una rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa;

  2. le riduzioni di cui all’articolo 40, comma 1-ter, periodo 1, del DL n.98/2011, pari al 5% dal 30 settembre 2012 ed al 20% a decorrere dal 2013, riguardano anche le agevolazioni fiscali del 36% delle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie e le agevolazioni del 55% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti di qualsiasi categoria catastale .

Le osservazioni, tuttavia, riguardano il dubbio qualora non si realizzino le condizioni di cui all’articolo 40, comma 1-quater sopra citato, se sia opportuno applicare le riduzioni previste per gli interventi in esame solo ai pagamenti effettuati dopo il 30 settembre 2012.

Al riguardo, l’Agenzia delle entrate ha rappresentato quanto segue. E’ all’esame del Parlamento il disegno di legge «Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale»; la detrazione del 55% prevista per gli interventi finalizzati al risparmio energetico, scadrà il 31 dicembre 2011 (così come da ultimo prorogato dall’articolo 1, comma 48 della legge 13 dicembre 2010, n. 220) mentre il termine di vigenza della detrazione del 36% per gli interventi di ristrutturazione edilizia è il 31 dicembre 2012 (così come da ultimo prorogato dall’articolo 2, comma 10 della legge 23 dicembre 2009, n. 191).

Le detrazioni in argomento sono riconosciute in sede di dichiarazione dei redditi ed hanno effetto sulle entrate a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui le spese sono state sostenute, riducendo i corrispondenti versamenti erariali.

L’Amministrazione finanziaria sottolinea, altresì, che il comma 1-ter dell’articolo 40 del DL 98/2011 stabilisce che, qualora la disposizione concernente la riduzione in argomento non sia suscettibile di diretta ed immediata applicazione, le modalità tecniche per l’attuazione della stessa saranno definite con uno o più decreti del Ministro dell’Economia e delle finanze da emanare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400.

Un eventuale differimento del termine di scadenza delle agevolazioni in questione implica inevitabilmente effetti sui saldi di finanza pubblica, i cui oneri dovrebbero essere coperti.

 

I dubbi rimangono

La risposta fornita dall’esecutivo di Governo non elimina i dubbi. Come osservato anche dai soggetti che hanno posto il quesito, non può essere trascurata la sostanziale differenza intercorrente tra le detrazioni del 36% e del 55%, previste, rispettivamente, per le spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie e per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, rispetto alle altre agevolazioni soggette alla riduzione di cui all’allegato C-bis all’articolo 40, commi 1-ter e 1-quater, del citato DL 98/2011, anticipate dall’articolo 1, comma 6, del decreto-legge n. 138 del 2011, a decorrere dal 30 settembre 2012.

Infatti, nel caso delle detrazioni, i contribuenti interessati hanno effettuato investimenti di entità rilevante, spesso contraendo appositi mutui con gli istituti di credito, confidando nella possibilità di usufruire delle agevolazioni piene per i successivi cinque o dieci anni. In tale contesto, l’applicazione, a prescindere dalla data di effettuazione delle spese, della predetta riduzione alle detrazioni del 36& e del 55%, si tradurrebbe in una gravissima lesione dei diritti acquisiti dai contribuenti che hanno effettuato gli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica, determinando, su un piano più generale, danni enormi sotto il profilo della certezza del diritto e, conseguentemente, della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

E’ necessario, pertanto, che il Governo si impegni ad applicare le suddette riduzioni soltanto ai pagamenti effettuati dopo il 30 settembre 2012.

 

19 novembre 2011

Federico Gavioli

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