Novità fiscali del 21 ottobre 2011, nuova ipotesi di concordato?


Indice:

1) Modello Unico: gli avvisi bonari inviati ai contribuenti dal fisco dovranno pervenire entro l’anno successivo

2) Caso di acquisto di azioni proprie nel corso di un’operazione di trasformazione societaria

3) Nuova disciplina della riscossione delle imposte

4) Sospensione dell’avviso di accertamento esecutivo

5) Tassa SUV: istituito il codice per il versamento nel Mod. F24

6) Governo e Decreto sviluppo: rispunta l’idea del concordato di massa

 

 

                                            **************

 

1) Modello Unico: Gli avvisi bonari inviati ai contribuenti dal fisco dovranno pervenire entro l’anno successivo

Modello Unico: Gli avvisi bonari inviati ai contribuenti dal fisco dovranno pervenire entro l’anno successivo.

In atto, invece, si assiste a notifiche che oltrepassano di molto l’anno, per cui il contribuente, nell’anno in corso, non può tenere conto dei crediti d’imposta riconosciuti dall’Amministrazione finanziaria in sede di controllo ai sensi dell’art. 36 bis del D.P.R. n. 600/1973.

Per evitare tali inconvenienze, viene adesso ipotizzato lo “sveltimento” dell’invio delle comunicazioni inerenti alle irregolarità dei dati delle dichiarazioni.

In particolare, le comunicazioni dovrebbero arrivare ai cittadini prima della compilazione della successiva dichiarazione. Così facendo, si eviterà il perpetuarsi degli errori da un anno all’altro.

E’ anche allo studio una modifica ai programmi di blocco dell’invio telematico dei files contenenti le dichiarazioni fiscali, ciò al fine di limitare l’invio degli avvisi di irregolarità ai contribuenti.

Difatti, si ipotizza, già per le prossime dichiarazioni (Unico 2012 per l’anno 2011), la possibilità di creare un filtro per l’invio del Modello Unico che permetta di correggere già in fase di trasmissione eventuali errori riscontrati dal sistema. Errori che potrebbero essere bloccanti o di semplice avvertimento, in quest’ultimo caso si potrà decidere di inviare ugualmente la dichiarazione (si pensi al caso del contribuente che non ha potuto pagare l’Iva del trimestre per mancanza di disponibilità finanziaria, ma che il software impedisce, inizialmente, l’invio poiché segnala tale anomalia, che, tuttavia, a conferma dell’incaricato (ad es. Commercialista), a conoscenza di tale circostanza, può poi ugualmente inviare alle Entrate la dichiarazione: In sostanza, si accetta tale mancato pagamento dell’Iva).

 

 

                                            **************

 

 

2) Caso di acquisto di azioni proprie nel corso di un’operazione di trasformazione societaria

Assonime ha pubblicato il Caso n. 7 del 2011 in tema di acquisto di azioni proprie nel corso di un’operazione di trasformazione societaria.

In particolare, viene affermato che la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1361 del 20 gennaio 2011, si è pronunciata su un complesso caso di acquisto di azioni deliberato da una Società per Azioni dopo la sua trasformazione da società cooperativa a responsabilità limitata a società per azioni.

La complessità giuridica del caso nasce dal fatto che la delibera di autorizzazione all’acquisto è stata assunta in un momento in cui la società aveva la forma di società per azioni, ma con riferimento a un bilancio relativo ad un esercizio precedente, durante il quale la società aveva la forma di società cooperativa.

La pronuncia viene ritenuta importante perché evidenzia la funzione dei limiti disposti dall’art. 2357 del codice civile all’acquisto di azioni proprie da parte della società quando ciò avvenga in pendenza di un processo di trasformazione societaria.

 

                                          **************

 

 

3) Nuova disciplina della riscossione delle imposte

Lega Italiana Calcio Professionistico ha indirizzato alle Società di 1a e 2a Divisione, la circolare n. 22 del 17 ottobre 2011, curata dall’Ufficio Studi Tributari della F.I.G.C., al fine di illustrare la seguente neo disciplina, in campo fiscale: “Accertamento esecutivo – Nuova disciplina della riscossione delle imposte”.

Accertamento esecutivo

Dal 1° ottobre 2011 è radicalmente cambiata la disciplina della riscossione delle imposte. Infatti, come stabilito dall’art 29 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modifiche, (da ultimo, quelle recate dall’art. 7, comma 2 del D.L. n. 70 del 13 maggio 2011, convertito dalla legge n. 106 del 12 luglio 2011, e dall’art. 23 del D.L. n. 98 del 6 luglio 2011, convertito dalla legge n. 111 del 15 luglio 2011), l’accertamento é divenuto esecutivo.

L’avviso di accertamento (atto con il quale l’ufficio notifica formalmente la pretesa tributaria al contribuente a seguito di un’attività di controllo sostanziale) deve essere sempre motivato, a pena di nullità, e deve indicare:

– Gli imponibili accertati e le aliquote applicate;

– le imposte liquidate, al lordo e al netto delle detrazioni, delle ritenute di acconto e dei crediti d’imposta;

– l’ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni nonché il responsabile del procedimento;

– le modalità e il termine del pagamento;

– l’organo giurisdizionale al quale è possibile ricorrere.

Il contribuente che riceve un avviso di accertamento ha l’opportunità, se rinuncia a presentare ricorso, di ottenere una riduzione delle sanzioni.

L’accettazione dei contenuti dell’atto ed il pagamento delle somme dovute, giuridicamente definita “acquiescenza”, comporta la riduzione a 1/6 delle sanzioni amministrative irrogate, sempre che il contribuente:

– rinunci a impugnare l’avviso di accertamento;

– rinunci a presentare istanza di accertamento con adesione;

– provveda a pagare, entro il termine di proposizione del ricorso, le somme

complessivamente dovute tenendo conto delle riduzioni.

La riduzione dell’importo delle sanzioni (a 1/6) non si applica, però, qualora il contribuente, pur potendo prima del ricevimento dell’avviso di accertamento, non abbia definito direttamente il processo verbale di constatazione oppure se l’avviso di accertamento è stato preceduto da un invito al contraddittorio che riporta l’ipotesi di pretesa fiscale (comprese le sanzioni agevolate, ossia ridotte a 1/6) e i motivi che l’hanno determinata.

Il contribuente può, però, anche, dopo aver ricevuto la notifica di un avviso di accertamento non preceduto dall’invito al contraddittorio, richiedere all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate la formulazione della proposta di accertamento con adesione (in questo caso, a seguito del contraddittorio e della definizione della pretesa tributaria, le sanzioni si applicano nella misura di un quarto del minimo previsto dalla legge).

Esecutività degli avvisi di accertamento

A partire dal 1 ottobre 2011, gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate sono esecutivi.

Come disposto dall’art. 29 del D.L. n. 78/2010, gli avvisi devono contenere l’intimazione ad adempiere – entro il termine di presentazione del ricorso – all’obbligo di pagare gli importi in essi indicati e, cioè, 1/3 delle maggiori imposte accertate – a titolo provvisorio – nel caso in cui si decida di ricorrere davanti alla Commissione Tributaria.

L’intimazione ad adempiere al pagamento dovrà essere contenuta anche nel connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni e negli atti emessi successivamente, in tutti i casi in cui siano rideterminati gli importi dovuti.

Gli avvisi di accertamento diventano esecutivi dopo 60 giorni dalla notifica e devono espressamente riportare l’avvertimento che, trascorsi 30 giorni dal termine utile per il pagamento, la riscossione delle somme richieste sarà affidata agli agenti della riscossione.

In pratica, si concentra nell’avviso di accertamento la qualità di titolo esecutivo e si passa dalla riscossione con emissione del ruolo e della cartella di pagamento a una procedura che non prevede più la notifica della cartella.

L’esecuzione forzata è comunque sospesa per legge per un periodo di 180 giorni dall’affidamento in carico agli agenti della riscossione dell’atto, senza che sia richiesto al contribuente alcun adempimento.

La sospensione non vale per le azioni cautelari e conservative e per ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore.

Difatti, se esiste un giustificato pericolo per il positivo esito della riscossione, trascorsi 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento e del provvedimento di irrogazione delle sanzioni, l’esazione delle somme in essi indicate potrà essere affidata agli agenti della riscossione anche prima del decorso dei termini previsti nel loro ammontare integrale comprensivo di interessi e sanzioni.

Infine, viene previsto che l’agente della riscossione dovrà attivare l’espropriazione forzata – a pena di decadenza – entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

Viene rilevato nella circolare che gli avvisi di accertamento interessati dalle nuove disposizioni sono quelli relativi ai periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007 e successivi.

 

 

                                          **************

 

 

4) Sospensione dell’avviso di accertamento esecutivo

Nel nuovo accertamento esecutivo poiché l’intervento del concessionario sarà pressoché immediato, il contribuente dovrà preoccuparsi di ottenere prima possibile un provvedimento di sospensione.

A tal fine, la sospensione di può ottenere sia in via amministrativa sia in quella giudiziale; nel primo caso, ai sensi dell’art. 39, D.P.R. 602/1973, il provvedimento, che ha efficacia fino alla data di pubblicazione della sentenza della Commissione Tributaria Provinciale, viene rilasciato direttamente dall’Agenzia delle Entrate e da questa notificato al concessionario ed al contribuente.

Nella pratica, poiché è difficile ottenere la sospensione da parte dello stesso Ufficio che ha emanato l’atto di accertamento, si è soliti ricorrere alla sospensione giudiziale, disciplinata dall’art. 47, D.Lgs. 546/1992.

In via giudiziaria la sospensione deve essere richiesta alla Commissione Tributaria Provinciale con apposita istanza, o all’interno del ricorso introduttivo, ovvero mediante notifica di un atto separato; è necessario che il contribuente dimostri ai giudici sia il fumus boni iuris, ovvero la fondatezza delle motivazioni del ricorso, cui deriva la probabile vittoria nel contenzioso instaurato, che il cd. periculum in mora, ovvero il fatto che dalla mancata concessione della sospensione conseguano danni gravi ed irreparabili in capo al ricorrente.

Il presidente della Commissione Tributaria fissa con decreto la trattazione dell’istanza di sospensione per la prima camera di consiglio utile; nei casi di particolare urgenza (es. avvio dell’esecuzione forzata), con lo stesso decreto il presidente può disporre la provvisoria sospensione dell’esecuzione, fino alla pronuncia del collegio.

Per l’enorme mole di lavoro cui sono soggette le Commissioni Tributarie, non sempre la risposta all’istanza di sospensione presentata avviene in tempi rapidi.

Ciò ha comportato rilevanti problematiche in merito ai nuovi accertamenti esecutivi, poiché in attesa che si pronunci la Commissione Tributaria, il concessionario può già attivarsi per la riscossione.

Per cui si sono avuti due interventi da parte dal Legislatore per garantire il contribuente in fase contenziosa: Viene adesso previsto che l’esecuzione forzata è sospesa per un periodo di 180 giorni dall’affidamento in carico agli agenti della riscossione dei nuovi atti, venendo specificato che la sospensione non si applica in riferimento alle azioni cautelari o conservative (fermo amministrativo piuttosto che iscrizione di ipoteca), nonché ad ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore.

Invero, questa è una disposizione che si applica sempre e non solo in caso di presentazione di ricorso, però va letta congiuntamente con l’altro intervento posto dal Legislatore, all’interno dell’art. 47, D.Lgs. 546/1992, dove con l’aggiunta del co. 5-bis, viene previsto che l’istanza di sospensione deve essere decisa dai giudici entro 180 giorni dalla presentazione della stessa.

Alla luce di tali modifiche, quindi, nelle more della concessione della sospensione da parte dell’Amministrazione finanziaria, ovvero della Commissione Tributaria Provinciale, il contribuente è comunque al riparo da possibili azioni esecutive per un periodo di 270 giorni (60 + 30 + 180), che può essere ancora maggiore, in presenza di sospensione feriale dei termini, ovvero di presentazione di un’istanza di accertamento con adesione.

 

 

                                         **************

 

5) Tassa SUV: Istituito il codice per il versamento nel Mod. F24

Addizionale erariale alla tassa automobilistica: E’ stato istituito il codice tributo “3364” per il versamento dell’addizionale erariale alla tassa automobilistica.

Scadrà il 10 novembre 2011 il termine per effettuare il pagamento di questa addizionale, introdotta dal D.L. 98/2011 (convertito in Legge n. 111/2011) per i veicoli di grossa cilindrata.

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 101/E del 20 ottobre 2011, oltre al codice tributo “3364”, ha istituito anche i codici tributo “3365” (sanzione) e “3366” (interessi) da utilizzare in caso di omesso o insufficiente pagamento, attraverso il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”.

Il termine del 10 novembre 2011 è stato individuato dal Decreto 7 ottobre 2011, mentre per gli anni 2012 e successivi, l’addizionale dovrà essere corrisposta alle stesse scadenze previste per il bollo auto.

In caso di prima immatricolazione, l’addizionale è dovuta in misura integrale. Ciò in deroga a quanto previsto dall’art. 2 del decreto del Ministero delle finanze 18 novembre 1998, n. 462.

L’imposta legata alla potenza dell’auto

A partire da quest’anno, per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose è dovuta un’addizionale erariale della tassa automobilistica, pari a € 10,00 per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a 225 chilowatt, da versare alle entrate del bilancio dello Stato.

In caso di omesso o insufficiente versamento dell’addizionale si applica una sanzione pari al 30% dell’importo non versato.

Come si compila il modello F24

Il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” si compone di due sezioni: “Contribuente” e “Erario ed altro”.

Nell’ambito di quest’ultimo campo, all’interno della sezione “elementi identificativi”, va indicata la targa dell’autovettura/autoveicolo, mentre in quella relativa all’“anno di riferimento”, bisogna specificare l’anno di decorrenza della tassa automobilistica.

Ad esempio, l’annualità riferita ad un bollo, validità dodici mesi, con scadenza aprile 2012 è il 2011, poiché il pagamento della tassa automobilistica copre in tal caso il periodo a partire da maggio 2011.

I codici tributo:

“3364” denominato “Addizionale erariale alla tassa automobilistica – art. 23, c. 21, d.l. 98/2011”;

“3365” denominato “Addizionale erariale alla tassa automobilistica – art. 23, c. 21, d.l. 98/2011 – Sanzione”;

“3366” denominato “Addizionale erariale alla tassa automobilistica – art. 23, c. 21, d.l. 98/2011 – Interessi”.

 

 

                                          **************

 

 

6) Governo e Decreto sviluppo: Rispunta l’idea del concordato di massa

La bozza del decreto, redatta in maniera frenetica dal Governo, al fine di rilanciare lo sviluppo a costi contenuti, comincia a svelare le connesse misure.

Eccone di seguito alcune (contenute nel testo della suddetta bozza):

– Addio alle pagelle, dal 2013 arriveranno solo via web insieme ai certificati;

– certificati on-line all’Inps anche in caso di malattia dei figli;

– arriva la garanzia dello Stato per giovani coppie di sposi prive di contratto di lavoro a tempo indeterminato per accensione mutuo prima casa;

– l’età per il collocamento a riposo dei professori universitari ordinari viene anticipata dai 70 ai 68 anni;

– in previsione il biglietto bus elettronico;

– meno Ires e quota Iva per infrastrutture da attribuire alla società che costruisce e gestisce l’opera una quota nel limite massimo del 25%, per non più di 15 anni, del gettito Iva;

– per realizzare infrastrutture le società concessionarie potranno emettere obbligazioni;

– si ha il silenzio-assenso per permesso costruire se non viene espresso “motivato diniego” sulla domanda di permesso di costruire entro 90 giorni;

– si prevedono meno controlli alle imprese per non intralciarne l’attività;

– multe da € 300,00 a € 1.800,00 agli albergatori che registrano male i clienti;

– agli incentivi al fotovoltaico viene applicato “un correttivo perequativo” a seconda delle zone climatiche;

– i rifiuti pericolosi potranno essere trasportati in proprio fino all’inceneritore, con un massimo di 30 kg al giorno;

– nasce una la “Borsa” carburanti. Le compagnie non potranno gestire i distributori.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it