Novità fiscali del 13 ottobre 2011, superbollo auto in scadenza al 10 novembre


 Indice:

 1) OCSE, amministrazioni fiscali e banche verso una compliance basata sulla trasparenza

2) Fissati i tassi di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali

3) SUV: entro il prossimo 10 novembre andrà pagato il “superbollo”

4) Verrà predisposto un modello ad hoc per la comunicazione delle auto aziendali date ai soci

5) Studio del CNDCEC: Precisati i limiti per la convenienza a richiedere la fattura ad alberghi e ristoranti

6) In commissione finanze l’audizione del direttore dell’agenzia delle entrate

 

 

1) OCSE, amministrazioni fiscali e banche verso una compliance basata sulla trasparenza

Rappresentanti delle amministrazioni fiscali, del settore bancario e dell’OCSE si sono riuniti a Roma il 10 e 11 ottobre in occasione della conferenza “Developing the enhanced relationship in the banking sector”, per un confronto sul possibile sviluppo di un dialogo avanzato tra amministrazioni fiscali e settore bancario.

Nel corso degli interventi, i vari partecipanti hanno concordato sulla necessità di rafforzare la cooperazione tra amministrazioni finanziarie e settore bancario, sulla base di importanti esperienze già adottate da alcuni Stati OCSE.

Il seminario ha, inoltre, affrontato e analizzato il ruolo delle banche nell’odierno contesto economico, l’impatto sui profili fiscali di recenti cambiamenti nelle normative di vigilanza e la concreta esperienza dei vari soggetti interessati da programmi di “enhanced relationship”.

Il seminario ha, poi, affrontato questioni tecniche, aventi diretto impatto sulla fiscalità delle banche, quali quelle relative alle perdite fiscali e l’attribuzione degli utili alle stabili organizzazioni di banche estere.

L’Agenzia delle Entrate italiana, l’ABI e l’AIBE hanno convenuto sulla necessità di realizzare un codice di condotta per le banche italiane analogo al modello recentemente approvato dal Forum on Tax Administration OCSE.

Il seminario è stato aperto dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, il quale ha sottolineato l’importanza che “l’azione del Fisco si muova con grande equilibrio per incidere con tolleranza zero nei confronti dei fenomeni cosiddetti di pianificazione fiscale aggressiva, ma con grande senso di responsabilità in relazione a quei fenomeni che tali non sono, cercando di dare sempre maggiore certezza ai contribuenti”.

Nel segnalare l’importanza di condividere idee ed esperienze, Jeffrey Owens, direttore del Centre for Tax Policy and Administration dell’Ocse, ha dichiarato che “I programmi di compliance cooperativa hanno ricadute positive sia sui governi, sia sui contribuenti, poiché riducono il numero dei controlli, a favore di un incremento di trasparenza, con un positivo impatto sulla cultura della compliance e, naturalmente, sul gettito: in sintesi, una situazione in cui tutti hanno da guadagnare”.

Dal punto di vista dell’ABI e dell’AIBE, nel loro ruolo di associazioni di categoria, il Presidente Rosa ha sottolineato l’importanza della costruzione di un rapporto diverso che veda le banche come “parti di un rapporto costruttivo e non come controparti dell’amministrazione finanziaria”.

Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana, ha enfatizzato l’importanza di introdurre un Codice di Condotta in Italia e sottolineato l’intenzione dell’ABI di lavorare congiuntamente con l’Agenzia delle Entrate per questo scopo.

Il Codice consentirà di pervenire a un equilibrio tra l’obiettivo di ridurre gli spazi per la pianificazione fiscale aggressiva e la necessità di ottenere certezza e stabilità nell’interpretazione delle norme fiscali.

Il Seminario è stato organizzato dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’Associazione Bancaria Italiana, l’Associazione Italiana Banche Estere e il Centre for Tax Policy and Administration dell’OCSE.

Il contesto di riferimento La condivisione di informazioni tra le amministrazioni fiscali e le imprese è di fondamentale importanza.

Un certo numero di rapporti recentemente pubblicati dall’OCSE contengono raccomandazioni, sia per l’amministrazione fiscale sia per le banche, finalizzate a costruire una relazione più stretta e cooperativa.

Queste raccomandazioni suggeriscono che le amministrazioni fiscali, il settore bancario e il legislatore devono lavorare in modo costruttivo al fine di acquisire una comprensione condivisa del contesto commerciale e dei collegamenti tra i sistemi fiscali e segnalazioni di vigilanza.

Sulla scia dello “Study into the Role of Tax Intermediaries” del 2008 dell’OCSE, il rapporto del 2009, “Building Transparent Tax Compliance by Banks” esamina la natura del sistema bancario, le complesse operazioni di finanziamento strutturato sviluppate dalle banche e le modalità con le quali tali operazioni sono utilizzate dalle stesse banche e dai loro clienti. Il Rapporto analizza anche i processi di governante interna che le banche utilizzano per gestire il rischio fiscale, la prevenzione, l’individuazione e le strategie di risposta attuate dalle diverse amministrazioni fiscali nel rispondere alle sfide che le banche pongono. Il report contiene una serie di raccomandazioni per le amministrazioni fiscali e individua le migliori pratiche per le banche.

Tra le altre cose, il Rapporto raccomanda alle amministrazioni fiscali di migliorare le capacità del personale e la loro comprensione dei mercati finanziari e bancari, di provvedere a fornire certezza alle banche, di migliorare la valutazione dei rischi e di attuare una compliance fiscale trasparente.

Il Rapporto ha anche individuato una serie di raccomandazioni per le banche, come il fatto che le decisioni del dipartimento fiscale delle banche in merito a una operazione non dovrebbero essere ignorate, ma necessitano di essere considerate a livello di CEO, di un maggiore grado di trasparenza, considerando i benefici che una relazione rafforzata con le amministrazioni finanziarie può apportare se i rischi fiscali sono considerati nel processo di governance.

L’OCSE ha pubblicato altri due ulteriori rapporti sul settore bancario nel 2010: “Framework for a Voluntary Code of Conduct for Revenue Bodies and Banks”, che illustra le motivazioni che sono alla base dell’adozione di un codice di condotta volontario, e il Rapporto “Addressing Tax Risks Involving Bank Losses” che offre una panoramica del trattamento tributario delle perdite fiscali delle banche, descrive i rischi fiscali che sorgono in relazione a queste perdite e delinea il modo in cui possono essere ridotti.

 

2) Fissati i tassi di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali

Sono stati fissati i tassi di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali per il periodo 13 luglio 2011 – 12 gennaio 2012.

A ciò ha pensato il Decreto 15 settembre 2011 del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato sulla G.U. n. 237 del 11 ottobre 2011.

In particolare, viene indicato che il saggio di interesse per il pagamento differito effettuato oltre il periodo di 30 giorni é stabilito nella misura dello 0,905% annuo per il periodo dal 13 luglio 2011 al 12 gennaio 2012.

 

 

3) SUV: Entro il prossimo 10 novembre andrà pagato il “superbollo”

SUV: Entro il 10 novembre 2011 deve essere pagato il cd. superbollo.

A tal fine, un apposito Decreto ha adesso individuato le modalità per il pagamento dell’addizionale erariale introdotta, per i veicoli di grossa cilindrata, dalla manovra estiva 2011.

Si tratta del Decreto 07 ottobre 2011 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 237 del 11 ottobre 2011.

Chi deve pagare il superbollo

Sono tenuti al pagamento dell’addizionale che sono proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio, ovvero utilizzatori a titolo di locazione finanziaria.

Per il 2011, rileva la data del 6 luglio 2011, giorno in cui è entrata in vigore il D.L. n. 98/2011 (convertito in Legge n. 111/2011); mentre a partire dal 2012, l’obbligo ricade su chi è proprietario alla scadenza del termine utile per il pagamento della tassa automobilistica.

In caso di prima immatricolazione, a differenza di quanto previsto per il bollo (dovuto a decorrere dal mese in cui avviene l’operazione), l’addizionale va pagata in misura integrale.

Pertanto, coloro che al 6 luglio scorso possedevano un veicolo per il trasporto promiscuo di persone o cose con più di 225 chilowatt di potenza, adesso dovranno pagare l’addizionale erariale sulla tassa automobilistica utilizzando il modello “F24 elementi identificativi”, senza possibilità di compensazione con eventuali crediti vantati.

L’importo dovuto ammonta a 10 euro per ogni kW eccedente i 225.

Verranno istituiti i codici tributo

Con risoluzione dell’Agenzia delle Entrate verranno individuati i codici per il versamento dell’addizionale erariale alla tassa automobilistica

 

 

4) Verrà predisposto un modello ad hoc per la comunicazione delle auto aziendali date ai soci

Dovrebbe essere svincolata dal Modello Unico, la prossima (nuova) comunicazione al fisco per taluni beni societari dati un uso ai soci o ai parenti.

L’Agenzia delle Entrate è, infatti, al lavoro per dare attuazione alle disposizioni introdotte dalla manovra di Ferragosto (D.L. n. 138/2011, convertito in Legge n. 148/2011).

In relazione agli immobili, navi ed auto, l’Amministrazione finanziaria procederà con l’effettuazione di verifiche sulle base delle comunicazioni che perverranno per l’utilizzo dei beni aziendali da parte di soci o loro parenti.

Si tratta di un anticipazione fornita agli di stampa dal Direttore responsabile dell’attività di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, secondo il quale verrà predisposto un modello ad hoc per l’adempimento di questa informazione e per dare corso ai controlli previsti sulle società tenute a questa comunicazione.

Una comunicazione che le società dovranno comunque inviare alla stessa Agenzia, pena le sanzioni previste dalla manovra.

Le finalità sono quelle della ripresa a tassazione della differenza tra il valore di mercato ed il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore.

In particolare, il fine della comunicazione è quello di fare emergere le società costituite con il mero scopo di permettere la fruizione di beni di lusso da parte di soggetti che poi non ne dichiarano il possesso, dunque di far venire allo scoperto coloro che beneficiano di questo sofisticato meccanismo.

Si pensa, quindi, ad una apposita comunicazione che le società dovranno spedire alle Entrate pena le sanzioni previste dalla norma.

Il provvedimento delle Entrate dovrà poi chiarire quali sono i criteri per fissare il valore di mercato che serve a determinare l’importo delle somme su cui calcolare la tassazione per i soci.

Il Legislatore ha, inoltre, previsto che l’azienda concedente i beni in “uso gratuito” perde la deducibilità dei costi relativi a detti beni ed è obbligata a comunicare tale utilizzo (in solido con l’utilizzatore) all’Agenzia delle Entrate.

Il comma 36-quaterdecies dell’art. 2 del citato D.L. n. 138/2011 dispone difatti: “I costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento non sono in ogni caso ammessi in deduzione dal reddito imponibile.”

 

5) Studio del CNDCEC: Precisati i limiti per la convenienza a richiedere la fattura ad alberghi e ristoranti

Quando conviene richiedere la fattura e, quindi, esercitare il diritto alla detrazione per le spese di vitto e alloggio.

A tale dilemma ha rimediato uno studio (parere) del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, con il Parere del 15 Settembre 2011 incentrato sulla Individuazione di un limite oggettivo adeguato a soddisfare il requisito posto dalla circolare n. 25/E del 19 maggio 2010 per riconoscere la deducibilità dell’IVA assolta e non detratta sulle prestazioni alberghiere e sulle somministrazioni di alimenti e bevande”.

Secondo tale parere conviene richiedere la fattura al superamento dell’importo di € 33,00.

Come è noto, l’Agenzia delle Entrate, superando la rigida posizione assunta nella circolare n. 6/E del 3 marzo 2009 e nella risoluzione n. 84/E del 31 marzo 2009, ha ammesso “un’eccezione qualora la scelta di non richiedere la fattura per le prestazioni alberghiere e di ristorazione si basi su valutazioni di convenienza economico‐gestionale”.

Per rendere più agevole la scelta del contribuente (farsi rilasciare la fattura o soltanto la ricevuta fiscale ?), il CNDCEC ha ritenuto opportuno individuare un limite oggettivo, o almeno un ordine di grandezza, entro il quale possa essere comunemente riconosciuta come sussistente la convenienza economica della scelta di non richiedere la fattura.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, la scelta deve essere operata al momento di effettuazione dell’operazione, giacché la possibilità di dedurre quale costo nell’ambito dei richiamati limiti di convenienza l’IVA non detratta è riservata ai casi in cui la fattura non sia stata emessa e l’acquisto risulti documentato da scontrino o ricevuta fiscale.

La dispensa dagli obblighi di registrazione ai fini IVA è esplicitamente affermata dalla norma soltanto per gli acquisti con IVA oggettivamente indetraibile.

Almeno per le imprese in regime di contabilità ordinaria, la registrazione della singola fattura ai fini I.V.A. comporta, a parità di numero di documenti, un raddoppio delle scritture contabili, dovendosi necessariamente procedere alla distinta registrazione dell’operazione di acquisto e di quella di pagamento.

Ai fini della determinazione dei costi amministrativi da sostenere per eseguire gli adempimenti I.V.A. lo studio (parere) ha, dunque, individuato un punto di riferimento oggettivo nella tariffa professionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.

Tra gli esempi proposti nel citato studio (parere del CNDCEC), è emerso che fino ad un ammontare di spesa di 33,00 euro, la scelta economicamente più conveniente sarebbe quella di non richiedere la fattura e di non esercitare il diritto alla detrazione.

 

 

 

6) In commissione finanze l’audizione del direttore dell’agenzia delle entrate

Al senato in commissione finanze l’audizione del direttore dell’agenzia delle entrate dr. Attilio Befera avvenuta il 12 ottobre 2011.

Tanti i temi dell’intervento del direttore dell’Agenzia, Attilio Befera, davanti alla 6a Commissione Finanze e Tesoro del Senato in occasione dell’audizione svoltasi nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul disegno di legge per la riforma fiscale.
I punti chiave del piano d’azione tracciato dal numero uno delle Entrate suggeriscono, innanzitutto, provvedimenti che definiscano in modo più marcato i limiti dell’abuso del diritto, introducano l’indeducibilità dei costi da reato e perfezionino la disciplina prevista per trust e polizze assicurative private.
Altro tema proposto all’attenzione dei senatori è stato quello del contenzioso tributario. Grazie anche alla creazione di una direzione “dedicata”, negli ultimi due anni i risultati raggiunti dall’Agenzia delle Entrate in questo settore sono stati molto soddisfacenti. È diminuito sensibilmente il numero dei ricorsi presentati, sono aumentate le conciliazioni giudiziali e le controversie concluse a favore dell’Amministrazione. I contenziosi, si prevede, scenderanno ancora dal prossimo 1° aprile, con l’avvio del procedimento di mediazione, che consentirà di evitare il ricorso in Commissione tributaria per le liti potenziali inferiori ai 20mila euro, il 60% di quelle finite in giudizio nel 2010.

 

Vincenzo D’Andò

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