Novità fiscali del 7 ottobre 2011 tra cui: stretta sui beni intestati alla società in godimento ai soci


 Indice:

 1) Individuati gli Stati extracomunitari equivalenti a fini di antiriciclaggio nel sistema finanziario italiano

 2) Nota di iscrizione a ruolo nel processo tributario: Da ieri disponibili i modelli informatici compilabili per fare riscorso

 3) Stretta sui beni intestati alla società in godimento ai soci

 4) Accertamenti fiscali esecutivi: Interviene Equitalia, niente allarmismi

 5) Esame delle norme in materia di intercettazioni telefoniche

 6) Tracciato per la trasmissione telematica dei corrispettivi della grande distribuzione organizzata: Pubblicata la versione aggiornata

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1) Individuati gli Stati extracomunitari equivalenti a fini di antiriciclaggio nel sistema finanziario italiano

Prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio: Sono stati individuati gli Stati extracomunitari ed i territori stranieri che impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla direttiva CEE.

E’ stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 232 del 05 ottobre 2011, il Decreto 28 settembre 2011 recante “Individuazione degli Stati extracomunitari e dei territori stranieri che impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla direttiva 2005/60/CE, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e che prevedono il controllo rispetto a tali obblighi”.

L’art. 1 di tale Decreto stabilisce che gli Stati extracomunitari che sono attualmente considerati come stati che impongono obblighi equivalenti a quelli previsti dalla Direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 ottobre 2005 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e che prevedono il controllo del rispetto di tali obblighi sono:

– Australia;

– Brasile;

– Canada;

– Hong Kong;

– India;

– Giappone;

– Repubblica di Corea;

– Messico;

– Federazione Russa;

– Singapore;

– Stati Uniti d’America;

– Repubblica del Sudafrica;

– Svizzera.

Inoltre, il successivo art. 3 dispone che la suddetta lista di paesi include, con i medesimi effetti, anche i seguenti territori:

– Mayotte;

– Nuova Caledonia;

– Polinesia francese;

– Saint-Pierre e Miquelon;

– Wallis e Futuna;

– Aruba;

– Curacao;

– Sint Maarten;

– Bonaire;

– Sint Eustatius;

– Saba.

Infine, conclude l’art. 3 precisando che tale elenco di Stati extracomunitari e territori stranieri verrà revisionato periodicamente, sulla base delle informazioni disponibili a livello internazionale, delle informazioni risultanti dai rapporti di valutazione dei sistemi nazionali di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo adottati dal Gruppo d’azione finanziaria internazionale (GAFI), dai Gruppi regionali costituiti sul modello del GAFI, dal Fondo monetario internazionale o dalla Banca mondiale, nonché delle ulteriori informazioni aggiornate fornite dagli Stati interessati.

 

 

 

2) Nota di iscrizione a ruolo nel processo tributario: Da ieri disponibili i modelli informatici compilabili per fare riscorso

Nota di iscrizione a ruolo nel processo tributario: Pubblicati ieri (06 ottobre 2011) i modelli compilabili sul sito delle Finanze.

L’art. 22, comma 1 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (così come modificato dall’art. 2, comma 35-quater, lettera c, del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 216 del 16 settembre 2011 – si parla della cd. manovra di ferragosto 2011) prevede obbligo per la parte ricorrente di depositare, all’atto della costituzione in giudizio, la nota contenente la richiesta di iscrizione a ruolo del ricorso tributario nel registro generale dei ricorsi o degli appelli.

Detta richiesta consente agli uffici di segreteria delle Commissioni tributarie di rilasciare al ricorrente il corrispondente numero di ruolo del registro generale. La Direzione della Giustizia tributaria ha predisposto i relativi modelli, uno per le Commissioni tributarie provinciali, l’altro per le Commissioni tributarie regionali, che dovranno essere compilati dai ricorrenti che si costituiscono in giudizio a decorrere dal 17 settembre 2011.

La Direzione della Giustizia tributaria ha predisposto i relativi modelli, uno per le Commissioni tributarie provinciali, l’altro per le Commissioni tributarie regionali, che dovranno essere compilati dai ricorrenti che si costituiscono in giudizio a decorrere dal 17 settembre 2011.

A tal fine, sul sito del Ministero delle Finanze, il 06 ottobre 2011, sono stati resi disponibili in formato PDF ed anche in formato DOC (compilabile) i seguenti documenti:  

Nota Iscrizione a ruolo C.T. Provinciale;

Nota Iscrizione a ruolo C.T. Regionale.

In particolare, avverte la nota del Ministero delle Finanze del 06 ottobre 2011, in attesa della realizzazione di uno specifico applicativo per la compilazione informatica della Nota di iscrizione a ruolo, sono scaricabili e compilabili i modelli in formato doc.

Ai fini della compilazione viene consigliato di copiare il modello in una cartella del personal computer.

I file sono protetti ma sono compilabili tutti i campi previsti dal modello ufficiale.

Per passare da un campo a quello successivo è possibile utilizzare, oltre al mouse, il tasto Tabulatore (o tasto TAB) o i tasti direzionali.

A video, i campi editabili sono evidenziati in grigio, ma nella stampa l’evidenziazione non viene riprodotta.

Il file può essere rinominato e duplicato; il suo salvataggio permette di mantenere le informazioni acquisite, per ritrovarle disponibili alla successiva apertura del file. La firma deve essere autografa.

(Ministero dell’Economia e finanze, nota del 06 ottobre 2011)

 

 

 

3) Stretta sui beni intestati alla società in godimento ai soci

Il Legislatore, con i commi 36-terdecies e 36-duodevicies, dell’art. 2 del D.L. n. 138/2011, convertito dalla Legge n. 148/2011 (cd. manovra di Ferragosto 2011), ha introdotto una sorta di stretta sui beni che, seppure formalmente gestiti nell’ambito del regime d’impresa, sono in realtà in godimento personale ai soci ovvero ai familiari dell’imprenditore.

In particolare, con l’aggiunta della lett. h-ter, al comma 1, dell’art. 67 del T.U.I.R. costituisce ora reddito diverso la differenza tra il valore di mercato ed il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore.

E non basta; infatti, nell’ipotesi di corrispettivo inferiore al valore normale, i costi di esercizio legati al bene divengono indeducibili in capo all’impresa concedente.

E’ questo l’aspetto che maggiormente preme all’Erario ed opprime le imprese. Al fine di garantire l’attività di controllo, nell’ipotesi di corrispettivo inferiore al valore normale, l’impresa concedente, il socio ovvero il familiare dell’imprenditore individuale sono tenuti all’invio di una comunicazione all’Agenzia delle Entrate, contenente i dati relativi ai beni concessi in godimento.

In caso di mancato invio di detta comunicazione, i soggetti obbligati al suo invio sono tenuti alla corresponsione in solido di una sanzione amministrativa che arriva fino al 30% della differenza tra il valore normale ed il corrispettivo dovuto per il godimento del bene.

Come rilevato in dottrina, la nuova disposizione riprende quanto già avviene nell’ambito delle imposte indirette, dove, ai fini Iva, l’art. 4, comma 5, del D.P.R. n. 633/1972 dispone l’indetraibilità dell’Iva assolta sull’acquisto di beni (immobili, unità da diporto, aeromobili o di qualsiasi altro mezzo di trasporto ad uso privato e complessi sportivi e ricreativi), che vengano messi a disposizione dei soci gratuitamente o a fronte di un corrispettivo inferiore al valore normale.

In particolare, riguardo le imposte dirette, il socio o il familiare dell’imprenditore individuale dovrà tassare quale reddito diverso la differenza tra il valore di mercato ed il corrispettivo pattuito per l’utilizzo del bene aziendale.

Per valore di mercato, va inteso il valore del diritto di godimento del bene e, per una sua esatta quantificazione, occorre fare riferimento all’art. 9 del TUIR.

Possibili ripercussioni ricadenti sui contribuenti

Possibili ripercussioni ricadenti sulle società o sulle ditte individuali, in caso di corrispettivo pagato in misura inferiore al valore di mercato dell’utilizzo del bene: A tal fine, il comma 36-quaterdecies, dell’art. 2, D.L. 138/2011, ha stabilito che i costi relativi ai beni relativi all’impresa concessi in godimento ai soci o ai familiari dell’imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento non sono in ogni caso ammessi in deduzione dal reddito imponibile.

Secondo medesima dottrina, il Legislatore non si preoccupa del recupero del differenziale rispetto al corrispettivo incassato (e dichiarato), ma privilegia l’aspetto sanzionatorio sul lato dei costi.

Potrebbe bastare una differenza anche piccola tra il valore del diritto di godimento ed il corrispettivo versato dal socio/familiare, per sancire l’indeducibilità di tutti i costi relativi al bene.

Le finalità della novella normativa sono quelle di dissuadere il contribuente dall’intestare beni personali a società.

Difatti, il comma 36-sexiesdecies, dell’art. 2, del D.L. n. 138/2011 afferma che, nelle ipotesi di cui al comma 36-quaterdecies (quindi, il caso in cui i costi relativi al bene concesso in uso risultino tutti indeducibili, in conseguenza di un corrispettivo pagato dal socio/familiare inferiore al valore normale), l’impresa concedente ovvero il socio o il familiare dell’imprenditore andrà a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai beni concessi in godimento.

Per le modalità ed i termini dell’invio occorre attendere l’emanazione di un apposito provvedimento attuativo che potrebbe indicare anche i tipi di bene per i quali opera la neo disciplina.

In caso di omissione ovvero di errata trasmissione della comunicazione, sarà dovuta in solido tra società/imprenditore e socio/familiare una sanzione amministrativa pari al 30% della differenza tra valore di mercato e corrispettivo pagato a fronte dell’utilizzo del bene.

Si attendono poi i necessari chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, ad es. sull’ipotesi di come si debba comportare l’impresa riguardo al possibile utilizzo personale del bene.

Come osservato in dottrina, il principio della tassazione convenzionale del fringe benefit dovrebbe prevalere sull’attrazione a tassazione del differenziale quale reddito diverso.

La neo misura deve fare riflettere sul giusto modo di operare, poiché l’Agenzia delle Entrate procederà ad attento controllo di tutte le intestazioni di comodo, ed il mancato assolvimento di tutti gli obblighi prescritti sarà facilmente individuato e sanzionato dall’Amministrazione finanziaria.

 

 

 

4) Accertamenti fiscali esecutivi: Interviene Equitalia, niente allarmismi

Ancora intimidazioni, massima solidarietà al proprio personale.

Così apre il comunicato stampa di Equitalia del 05 ottobre 2011, con il quale decisamente afferma di lavorare al servizio della collettività.

Accertamento esecutivo: Pignoramenti non prima di 9 mesi

Equitalia ha espresso nuovamente la ferma condanna per qualsiasi azione intimidatoria e di violenza nei confronti del proprio personale e delle sedi in cui presso uno degli uffici di Equitalia Nord a Torino è stato consegnato un nuovo plico sospetto, dopo che già due giorni fa ne era stato recapitato un altro. Questi episodi, che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, fortunatamente non hanno avuto conseguenze per il personale.

Equitalia prosegue ulteriormente rimarcando che “si tratta dell’ulteriore dimostrazione di come strumentalizzazioni ed esasperazione dei toni possano scatenare azioni assurde, fuori controllo e soprattutto indirizzate nei confronti di soggetti che lavorano a servizio dello Stato e della collettività per dare un fondamentale contributo al recupero”.

Nei giorni scorsi si sono riscontrati “allarmismi ingiustificati nei confronti dell’accertamento esecutivo entrato in vigore lo scorso primo ottobre”.

Viene ritenuta falsa la circostanza che Equitalia possa pignorare la casa al 61° giorno dalla notifica dell’accertamento da parte dell’Agenzia dell’entrate, invero devono trascorrere, per legge, almeno nove mesi prima che si possa avviare qualsiasi procedura in tal senso.

Il contribuente ha poi 60 giorni per fare ricorso o per pagare e, trascorsi altri 30 giorni dalla scadenza, il recupero delle somme è affidato a Equitalia.

Da questo momento per 180 giorni è sospesa ogni azione esecutiva.

Per cui rileva Equitalia, in realtà passano 270 giorni (60+30+180) e non, invece, 61 giorni.

Evidenziando la propria preoccupazione per questi episodi, Equitalia ha ribadito la massima solidarietà a tutto il proprio personale, auspicando che le Autorità competenti pongano massima attenzione per tutelare l’incolumità sia del personale di Equitalia, sia dei cittadini che si recano presso gli uffici di riscossione.

 

 

 

5) Esame delle norme in materia di intercettazioni telefoniche

L’Assemblea della Camera ha proseguito l’esame del disegno di legge recante Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Il seguito del dibattito è stato rinviato ad altra seduta.

Lo riferisce la nota della Camera dei deputati del 06 ottobre 2011. L’esame, quindi, slitterà alla prossima settimana. I contenuti del DDL sono eclatanti.

L’obbligo di rettifica entro le 48 ore verrebbe previsto solo i siti registrati.

Come è noto il sito di Wikipedia si è autosospeso da qualche giorno per protesta contro taluni contenuti del citato DDL. Oscuramento (auto), dunque, delle informazioni notoriamente “cliccatissime”.

Secondo la nota Ansa del 06 ottobre 2011, “Nel testo ora in Aula, si prevede che ci sia il carcere da 6 mesi a 3 anni per chi pubblica atti di cui é stata ordinata la distruzione o che dovevano essere espunti”.

 

 

 

6) Tracciato per la trasmissione telematica dei corrispettivi della grande distribuzione organizzata: Pubblicata la versione aggiornata

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stata pubblicata ieri (06 ottobre 2011) la versione aggiornata del tracciato per la trasmissione telematica dei corrispettivi della grande distribuzione organizzata.

Si tratta, in particolare, delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dell’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi da parte delle imprese della Grande Distribuzione, ai sensi dell’art. 1, comma 429, della Legge 30.12.2004, n. 311 (Allegato A).

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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