Novità fiscali del 3 ottobre 2011, tante novità per il mondo della nautica


 Indice:

 1) Regole Iva per noleggio e locazione di imbarcazioni da diporto

 2) Cinque per mille 2009: aggiornati gli elenchi degli ammessi e degli esclusi

 3) Bastano le presunzioni semplici per l’estensione dei controlli bancari nei confronti dei soci e dei terzi

 4) Il manager di fatto non sfugge al sequestro preventivo per equivalente sui suoi beni

 5) Decreto 159/2011 pubblicato in G.U.

 6) Istituito un codice ente, da utilizzare nel Modello F23, identificativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di un subcodice

 7) AAMS: cambiato il nome del codice tributo 5248 da indicare nel Mod. F24 accise

 8) Inps: Domanda telematica prestazioni (maternità e assegno familiare)

 9) Inps: Recupero somme indebite

10) Nuovi regolamenti comunitari: cumulo dei periodi assicurativi esteri

 

 

 

 

***

1) Regole Iva per noleggio e locazione di imbarcazioni da diporto

Sulla nautica da diporto sono arrivati nei giorni scorsi i chiarimenti delle Entrate per gli operatori del settore.

L’Agenzia delle Entrate, ha, infatti, fornito le necessarie delucidazioni sull’applicazione dell’Iva alle attività di locazione e noleggio di imbarcazioni da diporto, con particolare attenzione alla non imponibilità e alla territorialità delle prestazioni dei servizi.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 43/E del 29 settembre 2011, ha risposto ai quesiti posti da una associazione di categoria del settore nautico.

Il noleggio a breve termine con navi a disposizione nella Ue non vuole l’Iva

L’attività di noleggio a breve termine con la messa a disposizione dell’imbarcazione nel territorio di un altro Stato membro non rileva in Italia ai fini Iva.

Queste operazioni, di conseguenza, non devono essere fatturate né indicate nel modello Intrastat.

Locazione non imponibile Iva se i clienti non sono dei privati

Il regime di non imponibilità, previsto per l’esercizio di attività commerciali, si estende ai casi in cui la nave da diporto:

– è oggetto di locazione e noleggio nei confronti di esercenti attività commerciali;

– è utilizzata per l’insegnamento professionale della navigazione da diporto;

– è utilizzata dai centri d’immersione come unità di appoggio per le immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo.

L’esenzione non è applicabile nel caso in cui la locazione o il noleggio delle imbarcazioni siano resi nei confronti di privati.

In questa ipotesi, infatti, viene meno la condizione relativa allo svolgimento di attività economica.

Forniture e dotazioni senza Iva anche per attività accessorie

Il regime di non imponibilità si può applicare anche a forniture di carburante e dotazioni di bordo, sia per il noleggio di imbarcazioni che per le attività accessorie. Ciò a patto che il richiedente non sia una società di costruzione e/o manutenzione di unità da diporto.

In questo caso, infatti, le imbarcazioni rappresentano beni merci e non strumentali all’esercizio dell’attività commerciale.

Imbarcazioni iscritte nel registro internazionale e non

La non imponibilità Iva vale anche se l’attività commerciale è esercitata con unità da diporto iscritte in un registro diverso da quello internazionale, purché tenuto da Capitanerie di porto, Uffici circondariali marittimi o della motorizzazione civile.

In genere, i natanti possono comunque fruire del regime di non imponibilità solo se immatricolati nei registri come imbarcazioni.

Soltanto in questo caso saranno infatti autorizzati alla navigazione oltre 12 miglia e utilizzabili per finalità commerciali.

 

 

 

2) Cinque per mille 2009: aggiornati gli elenchi degli ammessi e degli esclusi

Sul sito Internet dell’Agenzia le scelte e gli importi. Rivisti gli elenchi degli ammessi e degli esclusi dalla ripartizione del 5 per mille

2009. I dati relativi alle preferenze espresse dai contribuenti nell’anno 2009 e gli importi attribuiti agli enti beneficiari sono consultabili nella versione aggiornata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione Documentazione – 5 per mille – 5 per mille 2009.

Cosa cambia nella nuova versione

Rispetto alla precedente versione, pubblicata il 28 febbraio 2011, soltanto alcuni degli elenchi risultano modificati.

In particolare:

Elenco degli Enti del volontariato, integrato con alcuni enti risultati in possesso dei requisiti;

Elenco dei Comuni di residenza, modificato con l’attribuzione di 7 Comuni dalla Regione Marche alla Regione Emilia Romagna;

Elenco delle Associazioni Sportive Dilettantistiche, aggiornato con l’inserimento di nuove posizioni (a seguito di ricorsi) e l’introduzione del motivo dell’esclusione per le Associazioni non ammesse;

Elenco degli Enti della Ricerca Scientifica, completato con l’inserimento di alcuni Enti risultati in possesso dei requisiti.

Come consultare gli elenchi

Gli elenchi sono consultabili in tre diverse elaborazioni.

Per agevolare la lettura dei dati ogni elenco è reso disponibile:

– in ordine alfabetico;

– in ordine crescente di codice fiscale;

– in ordine decrescente di importo attribuito a ciascun nominativo.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 29 settembre 2011)

 

 

 

3) Bastano le presunzioni semplici per l’estensione dei controlli bancari nei confronti dei soci e dei terzi

Le indagini finanziarie possono essere estese anche ai conti dei soci di una società sottoposta a controllo, se, sulla base di presunzioni semplici, tali conti appaiono riconducibili e, quindi, utilizzati dall’impresa per compiere operazioni in evasione di imposta.

La conferma a tale principio è contenuta nell’ordinanza n. 19888 della Corte di Cassazione, del 29 settembre 2011.

La vicenda è scaturita dalla rettifica operata dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di una S.r.l., a fronte di indagini finanziarie svolte sui conti personali di alcuni soci e su un altro conto ricondotto ad uno di essi.

Secondo la tesi dell’Agenzia delle Entrate, in base alla presunzione legale stabilita dalle disposizioni in tema di indagini finanziarie possono essere legittimamente utilizzati non solo i conti intestati direttamente al contribuente ma anche quelli intestati a terzi, privi del potere di amministrazione e rappresentanza (soci, congiunti dell’amministratore e terzi prestanome) che, secondo presunzioni semplici possono ritenersi inerenti alla stessa attività di impresa del contribuente.

La Suprema Corte di Cassazione ha condiviso tale parere dell’Amministrazione finanziaria confermando, peraltro, l’orientamento in base al quale sia la Guardia di Finanza sia la stessa Agenzia delle Entrate possono procedere ad indagini su conti formalmente intestati a terzi ma che si ha motivo di ritenere, sulla base di indizi, connessi o inerenti all’attività del contribuente, tra i quali può assumere un ruolo decisivo la mancata risposta alla richiesta di chiarimenti.

 

 

 

4) Il manager di fatto non sfugge al sequestro preventivo per equivalente sui suoi beni

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 35307 del 29 settembre 2011, ha affermato che l’amministratore di fatto dell’impresa risponde dell’emissione di fatture false e dell’indebita compensazione dei crediti Iva. E’ legittimo, pertanto, il sequestro preventivo per equivalente sui suoi beni.

La vicenda è scaturita da un indagine svolta nei confronti di una serie di società collegate che risultavano utilizzare fatture false (per operazioni inesistenti), con le quale davano origine a dei fittizi crediti Iva che venivano utilizzati in compensazione.

Nel fare ricorso, il diretto interessato aveva eccepito che i reati di cui al decreto 74/2000 non potessero essere applicati. 

La Suprema Corte ha, invece, evidenziato che i reati tributari si applicano nei confronti dell’amministratore di fatto.

 

 

 

5) Decreto 159/2011 pubblicato in G.U.

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 226 del 28 settembre 2011 il Codice antimafia (D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159) che ha rivisto la normativa ai fini di semplificazione e per migliorare l’efficienza delle procedure di gestione, destinazione ed assegnazione dei bei confiscati.

Il testo, che raccoglie (aggiornandola secondo le prescrizioni della legge delega) tutta la normativa vigente in tema di misure di prevenzione, tra le altre cose, prevede:

– La disciplina dei rapporti con le procedure concorsuali, per risolvere le numerose questioni interpretative causate dalla mancanza di una specifica normativa in materia; i beni sequestrati o confiscati nel procedimento di prevenzione sono sottratti dalla massa attiva del fallimento e sono gestiti e destinati secondo le norme sul procedimento di prevenzione;

– la disciplina degli effetti fiscali del sequestro, volta a risolvere le numerose questioni interpretative che la mancanza di una specifica normativa in materia ha determinato;

– l’amministratore assume la qualità di sostituto d’imposta, paga provvisoriamente le imposte relative ai beni sequestrati secondo le aliquote vigenti per i diversi redditi e all’esito della procedura, se i beni vengono restituiti, recupera nei confronti del proprietario.

 

 

 

6) Istituito un codice ente, da utilizzare nel Modello F23, identificativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di un subcodice

E’ stato istituito il codice ente “PCM” denominato “Presidenza del Consiglio dei Ministri” ed il “sub codice” “01” denominato “Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi – Ufficio contenzioso – Servizio liquidazione” da indicare nei rispettivi spazi “codice” e “sub codice” del campo 6 “codice ufficio o ente” del modello di versamento F23.

A ciò ha pensato l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 97/E del 2011.

 

 

 

7) AAMS: cambiato il nome del codice tributo 5248 da indicare nel Mod. F24 accise

E’ stata cambiata la descrizione del codice tributo “5248” per il versamento con Modello “F24 accise” delle somme dovute all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria in violazione del divieto di partecipazione dei minori ai giochi con vincita in denaro.

A causa dell’evoluzione della normativa, per far fronte alle esigenze manifestate dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 98/E del 30 settembre 2011, ha modificato la descrizione del codice tributo nel modo seguente:

“5248” denominato “Sanzione amministrativa pecuniaria in violazione del divieto di partecipazione dei minori ai giochi con vincita in denaro” In sede di compilazione del modello di versamento F24 Accise, per il suddetto codice tributo restano ferme le modalità di compilazione indicate nella risoluzione 24 febbraio 2011, n. 23/E.

 

 

 

8) Inps: Domanda telematica prestazioni di maternità

L’Inps con, la circolare 126 del 29 settembre 2011, ha evidenziato la fine del periodo transitorio e l’avvio del regime di presentazione telematica in via esclusiva, dal 1° ottobre 2011, per le domande di congedo di maternità e di congedo parentale per lavoratrici/lavoratori dipendenti e le domande di indennità di maternità e di congedo parentale per le lavoratrici autonome (artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre e imprenditrici agricole professionali).

A partire da tale data, infatti, le richieste di tali servizi dovranno essere presentate soltanto attraverso uno dei seguenti canali:

a) WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;

b) Contact Center integrato – chiamando il numero verde 803164;

c) Patronati e intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Pertanto, avverte l’Inps, con la citata circolare 126 del 29 settembre 2011, non saranno più accolte le domande presentate con modalità cartacea.

Domanda telematica assegno nucleo familiare

L’Inps, con un’altra circolare, la n. 125 del 29 settembre 2011, ha ufficializzato la fine del periodo transitorio e l’avvio del regime di presentazione telematica in via esclusiva, dal 1° ottobre 2011, per le domande di autorizzazione alla corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare e per le richieste di assegno per il nucleo familiare ai lavoratori iscritti alla Gestione separata.

A partire da tale data, infatti, le richieste di tali servizi dovranno essere presentate soltanto attraverso uno dei seguenti canali:

a) WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;

b) Contact Center integrato – chiamando il numero verde 803164;

c) Patronati e intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Pertanto, anche in tale caso (Inps, circolare n. 125 del 29 settembre 2011), non saranno più accolte le domande presentate con modalità cartacea.

 

 

 

9) Inps: Recupero somme indebite

Le somme corrisposte indebitamente a titolo di maggiorazione per trattamenti di famiglia su pensioni a carico delle Gestioni dei lavoratori autonomi, saranno recuperate sulla base delle medesime disposizioni applicabili agli indebiti relativi agli assegni al nucleo familiare sulle pensioni dei lavoratori dipendenti. Sulle modalità di recupero, sulle relative disposizioni di legge e il loro ambito di applicazione, l’Inps ha dedicato la circolare 124 del 29 settembre 2011.

 

 

 

10) Nuovi regolamenti comunitari: cumulo dei periodi assicurativi esteri

L’Inps continuerà a totalizzare i periodi italiani ed esteri ai fini del perfezionamento del requisito contributivo richiesto affinché i lavoratori dipendenti di aziende editoriali in crisi possano beneficiare dei prepensionamenti.

Lo rende noto lo stesso Istituto previdenziale, con la circolare Inps n. 127 del 30 settembre 2011 riguardante “nuovi regolamenti comunitari: cumulo dei periodi assicurativi esteri ai fini del perfezionamento del requisito contributivo richiesto affinché i lavoratori dipendenti di aziende editoriali in crisi possano beneficiare dei prepensionamenti previsti dall’articolo 37 della legge 5 agosto 1981, n. 416”.

Dal 1° maggio 2010 le norme di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale dei 27 Stati membri dell’Unione europea, costituite dai regolamenti CEE nn. 1408 del 14 giugno 1971 e 574 del 21 marzo 1972, sono state sostituite dalle norme di coordinamento del regolamento (CE) n. 883 del 29 aprile 2004, come modificato dal regolamento (CE) n. 988 del 16 settembre 2009, e del regolamento di applicazione (CE) n. 987 del 16 settembre 2009.

A seguito dell’entrata in vigore dei nuovi regolamenti comunitari, con la circolare n. 88 del 2 luglio 2010 è stato precisato, al punto 21, che, secondo quanto previsto dall’articolo 3, il regolamento (CE) n. 883/2004 si applica alle prestazioni di pensionamento anticipato o prepensionamenti.

Tali prestazioni non costituiscono una branca autonoma della sicurezza sociale ed hanno diverse configurazioni giuridiche nei vari sistemi nazionali. Alcune legislazioni assimilano i prepensionamenti alle prestazioni di disoccupazione, altre legislazioni alle prestazioni pensionistiche.

Inoltre, soltanto in alcuni Stati esistono regimi regolamentati per legge.

L’inclusione dei prepensionamenti nell’ambito di applicazione del regolamento di base garantisce agli interessati la parità di trattamento, l’esportabilità delle prestazioni e l’erogazione degli altri benefici connessi, ad esempio, le prestazioni familiari o di malattia. Tuttavia, in considerazione delle differenziazioni esistenti tra i vari regimi nazionali e della scarsità dei regimi legali in materia, secondo quanto previsto dall’articolo 66 del regolamento (CE) n. 883/2004, non è stata estesa ai prepensionamenti la totalizzazione dei periodi assicurativi e, quindi, non si applica l’articolo 6 del regolamento di base.

Cumulo dei periodi assicurativi esteri ai fini del perfezionamento del requisito contributivo richiesto affinchè i lavoratori dipendenti di aziende editoriali in crisi possano beneficiare dei prepensionamenti previsti dall’articolo 37 della legge 5 agosto 1981, n. 416 e successive modifiche

Alla luce delle citate disposizioni comunitarie, l’Inps ha formulato due specifici quesiti al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali:

– Se i pensionamenti anticipati di cui all’articolo 37 della legge 5 agosto 1981, n. 416, modificata dalle leggi 7 marzo 2001, n. 62 e 9 maggio 2001, n. 198, debbano continuare ad essere considerati come pensioni anticipate di vecchiaia;

– se l’Istituto possa continuare ad applicare il criterio dell’utilizzazione dei periodi italiani ed esteri (cd. totalizzazione) per il perfezionamento del requisito contributivo previsto per il diritto al prepensionamento dei lavoratori dipendenti di aziende editoriali in crisi.

Viene ricordato che la sopracitata normativa italiana prevede, a determinate condizioni, il pensionamento anticipato di dipendenti di imprese editrici di giornali quotidiani, di agenzie di stampa a diffusione nazionale e di imprese editrici di periodici e, ai fini del perfezionamento del requisito contributivo, è orientamento consolidato dell’Istituto considerare utili anche i periodi assicurativi fatti valere in Stati esteri convenzionati.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel fornire i chiarimenti richiesti, ha evidenziato che prevalenti elementi sistematici inducono a ricondurre l’istituto del pensionamento di cui all’articolo 37 della legge n. 416/1981 alla nozione comunitaria di “prestazione anticipata di vecchiaia” o pensione di anzianità, ai sensi dell’articolo 1, lettera x), secondo periodo, del regolamento n. 883/2004, e non alla nozione comunitaria di “prestazione di pensionamento anticipato” o prepensionamento, ai sensi dell’articolo 1, lettera x), primo periodo, dello stesso regolamento.

Indi, viene rilevato che, mentre l’articolo 6 del regolamento n. 883/2004 fissa in via generale il principio della totalizzazione dei periodi assicurativi maturati in più Stati membri, l’articolo 66 esclude la regola della totalizzazione nel caso di “prestazioni di pensionamento anticipato” o prepensionamenti.

Tuttavia, l’ambito di applicazione dell’articolo 66 deve essere delimitato in base al principio ermeneutico secondo cui le previsioni che recano eccezioni a principi generali debbono essere considerate di stretta interpretazione e non possono essere applicate oltre i casi espressamente previsti.

Per conseguenza, il combinato disposto degli articoli 6 e 66 del citato regolamento non consente di derogare alla regola della totalizzazione dei periodi assicurativi maturati in diversi Stati membri quando si faccia applicazione di un istituto, quale il prepensionamento di cui all’articolo 37 della legge n. 416/1981, che è qualificabile come “prestazione anticipata di vecchiaia” ai sensi del diritto comunitario.

Pertanto, alla luce di quanto sopra, conclude la neo circolare dell’Inps, resta confermato che, ai fini del perfezionamento del requisito contributivo richiesto per l’accesso al pensionamento anticipato dei lavoratori in argomento, le cui istruzioni sono state fornite in particolare con la circolare n. 107 del 6 giugno 2002, sono da considerare utili anche i periodi assicurativi fatti valere in altri Stati comunitari.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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