La nuova tassazione delle rendite finanziarie: le esclusioni

Con la Manovra di Ferragosto veicolata nel decreto legge 13 agosto 2011, n.138, convertito in legge 148 del 14 settembre 2011 , all’articolo 2, dai commi 6 a 34 sono disposte importanti novità in merito alla tassazione delle rendite finanziarie ; in sostanza viene completamente modificato il quadro del regime di tassazione delle rendite finanziarie, lo schema di imposizione degli utili percepiti a seguito del possesso di partecipazioni non qualificate, non detenute in regime di impresa, ed analoghi effetti sono previsti in ordine al trattamento delle plusvalenze derivanti dai redditi diversi. In entrambe le ipotesi, l’imposta sostitutiva viene incrementata del 20%.

E` prevista, inoltre, anche la possibilità di avvalersi della procedura di affrancamento dei maggiori valori latenti della partecipazione al 31 dicembre 2011, applicando un’imposta sostitutiva pari al 12,5%.

 

La nuova tassazione

A decorrere dal 1° gennaio 2012, viene introdotta una revisione del sistema impositivo dei redditi di natura finanziaria al fine di unificare le attuali aliquote del 12,50% e del 27%, previste sui redditi di capitale e sui redditi diversi, ad un livello intermedio fissato al 20%. Restano esclusi dall’ambito di applicazione della riforma, tra gli altri, i titoli di Stato ed equiparati, i titoli emessi da altri Stati (cd. white list, vale a dire i paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni), i titoli di risparmio per l’economia meridionale, i piani di risparmio a lungo termine e le forme di previdenza complementare.

L’imposta sostitutiva nella misura del 20% si applica:

  • sugli interessi, premi e ogni altro provento di cui all’articolo 44 del D.P.R. n. 917 del 1986 (di seguito TUIR);

  • sui redditi diversi di cui all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a c-quinquies del TUIR.

Si ricorda che l’articolo 44 del TUIR individua i redditi di capitale. Sinteticamente sono redditi di capitale:

a) gli interessi e altri proventi derivanti da mutui, depositi e conti correnti;

b) gli interessi e gli altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, degli altri titoli diversi dalle azioni e titoli similari, nonché dei certificati di massa;

c) le rendite perpetue e le prestazioni annue perpetue di cui agli articoli 1861 e 1869 del codice civile;

d) i compensi per prestazioni di fideiussione o di altra garanzia;

e) gli utili derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società ed enti soggetti all’imposta sul reddito delle società;

f) gli utili derivanti da associazioni in partecipazione e dai contratti indicati nel primo comma dell’articolo 2554 del codice civile;

g) i proventi derivanti dalla gestione, nell’interesse collettivo di pluralità di soggetti, di masse patrimoniali costituite con somme di denaro e beni affidati da terzi o provenienti dai relativi investimenti;

g-bis) i proventi derivanti da riporti e pronti contro termine su titoli e valute;

g-ter) i proventi derivanti dal mutuo di titoli garantito;

g-quater) i redditi compresi nei capitali corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione;

g-quinquies) i redditi derivanti dai rendimenti delle prestazioni pensionistiche erogate in forma periodica e delle rendite vitalizie aventi funzione previdenziale;

g-sexies) i redditi imputati al beneficiario di trust, anche se non residente;

h) gli interessi e gli altri proventi derivanti da altri rapporti aventi per oggetto l’impiego del capitale, esclusi i rapporti attraverso cui possono essere realizzati differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto.

L’articolo 67 del TUIR individua i redditi diversi. Tra questi la norma in esame richiama i seguenti:

c-bis) le plusvalenze, diverse da quelle imponibili ai sensi della lettera c) (ossia realizzate mediante cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate), realizzate mediante cessione a titolo oneroso di azioni e di ogni altra partecipazione al capitale o al patrimonio di società di cui all’articolo 5 (concernenti i redditi in forma associata), escluse le associazioni senza personalità giuridica, e dei soggetti di cui all’articolo 73 ( i soggetti IRES), nonché di diritti o titoli attraverso cui possono essere acquisite le predette partecipazioni. Sono assimilate alle plusvalenze di cui alla presente lettera quelle realizzate mediante:

1) cessione dei contratti di cui all’articolo 109, comma 9, lettera b) (contratti di associazione in partecipazione), qualora il valore dell’apporto sia non superiore al 5 per cento o al 25 per cento del valore del patrimonio netto contabile risultante dall’ultimo bilancio approvato prima della data di stipula del contratto secondo che si tratti di società i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni;

2) cessione dei contratti di cui alla lettera precedente qualora il valore dell’apporto sia non superiore al 25 per cento dell’ammontare dei beni dell’associante;

c-ter) le plusvalenze, diverse da quelle di cui alle lettere c) e c-bis), realizzate mediante cessione a titolo oneroso ovvero rimborso di titoli non rappresentativi di merci, di certificati di massa, di valute estere, oggetto di cessione a termine o rivenienti da depositi o conti correnti, di metalli preziosi, sempreché siano allo stato grezzo o monetato, e di quote di partecipazione ad organismi d’investimento collettivo. Agli effetti dell’applicazione della presente lettera si considera cessione a titolo oneroso anche il prelievo delle valute estere dal deposito o conto corrente;

c-quater) i redditi, diversi da quelli precedentemente indicati, comunque realizzati mediante rapporti da cui deriva il diritto o l’obbligo di cedere od acquistare a termine strumenti finanziari, valute, metalli preziosi o merci ovvero di ricevere o effettuare a termine uno o più pagamenti collegati a tassi di interesse, a quotazioni o valori di strumenti finanziari, di valute estere, di metalli preziosi o di merci e ad ogni altro parametro di natura finanziaria.;

c-quinquies) le plusvalenze ed altri proventi, diversi da quelli precedentemente indicati, realizzati mediante cessione a titolo oneroso ovvero chiusura di rapporti produttivi di redditi di capitale e mediante cessione a titolo oneroso ovvero rimborso di crediti pecuniari o di strumenti finanziari, nonché quelli realizzati mediante rapporti attraverso cui possono essere conseguiti differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto.

 

La normativa in vigore fino al 31.12.2011

La normativa vigente fino a fine anno in materia di tassazione delle rendite finanziarie prima delle modifiche contenute nella “Manovra di Ferragosto” prevede l’applicazione di due aliquote impositive – pari al 12,50 per cento ed al 27 per cento – in relazione alle diverse tipologie di strumenti finanziari.

In particolare, i principali proventi sottoposti ad aliquota del 27 per cento sono i seguenti:

  • interessi maturati sui depositi bancari, postali e da certificati di deposito;

  • accettazioni bancarie;

  • titoli di emittenti privati con durata inferiore ai 18 mesi;

  • obbligazioni con rendimenti non allineati ai parametri di legge;

  • titoli atipici.

Viceversa i principali proventi sottoposti ad aliquota del 12,50 per cento sono riferiti ai seguenti strumenti:

    • titoli pubblici;

    • titoli obbligazionari o similari emessi da banche ed imprese private con durata superiore ai 18 mesi;

    • cambiali ed altri redditi di capitale;

    • proventi derivanti da partecipazione a fondi d’investimento e gestioni patrimoniali;

    • plusvalenze derivanti da partecipazioni azionarie non qualificate;

    • proventi derivanti da azioni e titoli similari.

 

Le esclusioni

Per espressa previsione normativa contenuta nella Manovra di Ferragosto sono escluse, ai sensi del comma 7, del citato articolo 2, dall’ambito di applicazione della riforma:

a) le obbligazioni e altri titoli di cui all’articolo 31 del D.P.R. n. 601/1973 in materia di agevolazioni tributarie ed equiparati; si tratta degli interessi, dei premi e degli altri frutti dei titoli del debito pubblico, dei buoni postali di risparmio, delle cartelle di credito comunale e provinciale emesse dalla Cassa depositi e prestiti e delle altre obbligazioni e titoli similari emessi da amministrazioni statali, anche con ordinamento autonomo, da regioni, province e comuni e da enti pubblici istituiti esclusivamente per l’adempimento di funzioni statali o per l’esercizio diretto di servizi pubblici in regime di monopolio;

b) le obbligazioni emesse da altri Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell’articolo 168-bis del TUIR; si tratta delle obbligazioni emesse dagli Stati e territori che consentono un adeguato scambio di informazioni, inclusi nell’elenco attualmente contenuto nel D.M. 4 settembre 1996 (c.d. paesi white list);

c) titoli di risparmio per l’economia meridionale di cui all’articolo 8, comma 4 del DL n. 70 del 2011 (cd. decreto sviluppo); si tratta di specifici titoli di risparmio per l’economia meridionale che possono essere emessi da parte di banche italiane, comunitarie ed extracomunitarie autorizzate ad operare in Italia, in osservanza delle previsioni del TUB. Tali nuovi strumenti finanziari:

    1. hanno scadenza non inferiore a diciotto mesi;

    2. sono titoli nominativi ovvero al portatore e corrispondono interessi con periodicità almeno annuale;

    3. possono essere sottoscritti da persone fisiche non esercenti attività di impresa;

    4. sono assoggettati alla disciplina del TUF concernente la gestione accentrata di strumenti finanziari in regime di dematerializzazione;

    5. non sono strumenti finanziari subordinati, irredimibili o rimborsabili previa autorizzazione della Banca d’Italia di cui all’art. 12 c. 7 del TUB, né altri strumenti computabili nel patrimonio di vigilanza;

d) piani di risparmio a lungo termine appositamente istituiti.

Sono previste , al successivo comma 8 , ulteriori ipotesi di esclusione. Si tratta in particolare delle seguenti attività finanziarie:

  1. gli interessi di cui all’articolo 26-quater, comma 8-bis, del DPR n. 600/1973 in materia di accertamento delle imposte sui redditi; si tratta degli interessi corrisposti a soggetti non residenti – cui si applica una ritenuta del 5% – a condizione che essi siano destinati a finanziare il pagamento di interessi e altri proventi su prestiti obbligazionari emessi dai percettori:

1) negoziati in mercati regolamentati degli Stati membri dell’Unione europea e degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella c.d. white list;

2) garantiti dai soggetti che effettuano le ritenute alla fonte che corrispondono gli interessi ovvero dalla società capogruppo controllante ovvero da altra società controllata dalla stessa controllante;

b) gli utili di cui all’articolo 27, comma 3-ter, del medesimo DPR n. 600/1973; la norma prevede una ritenuta operata a titolo di imposta e con l’aliquota dell’1,375 per cento sugli utili corrisposti alle società e agli enti soggetti ad un’imposta sul reddito delle società negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella c.d.white list, ed ivi residenti, in relazione alle partecipazioni e agli strumenti finanziari emessi da società ed enti la cui remunerazione è costituita totalmente dalla partecipazione ai risultati economici della società emittente o di altre società appartenenti allo stesso gruppo o dell’affare in relazione al quale sono stati emessi i titoli e gli strumenti finanziari (di cui all’articolo 44, comma 2, lettera a), del TUIR) e ai contratti di associazione in partecipazione, non relativi a stabili organizzazioni nel territorio dello Stato;

c) il risultato netto maturato delle forme di previdenza complementare disciplinate dal D.Lgs. n. 252 del 2005; si ricorda che, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 252 del 2005, i fondi pensione sono soggetti ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura dell’11%, che si applica sul risultato netto maturato in ciascun periodo d’imposta (comma 1).

 

La decorrenza delle novità

Il comma 9, dell’articolo 2, della Manovra di Ferragosto, prevede che l’aliquota del 20% si applichi agli interessi, ai premi e ad ogni altro provento di cui all’articolo 44 del TUIR, divenuti esigibili e ai redditi diversi realizzati a decorrere dal1° gennaio 2012.

Per quanto concerne i dividendi e proventi ad essi assimilati, ai sensi del successivo comma 10, l’aliquota del 20% si applica a quelli percepiti dal1° gennaio 2012.

Con riferimento alle obbligazioni e i titoli similari di cui all’articolo 2, comma 1, del D.Lgs. n. 239 del 1996 (in materia di regime fiscale degli interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati), l’aliquota del 20% applica agli interessi, ai premi e ad ogni altro provento delle obbligazioni e titoli similari, ed equiparati, emessi in Italia, percepiti da soggetti residenti nel territorio dello Stato (di cui all’articolo 44 del TUIR) maturati a partire dal 1° gennaio 2012 (comma 11).

Per quanto concerne le gestioni individuali di portafoglio (di cui all’articolo 7 del D.Lgs. n. 461 del 1997 sulla disciplina tributaria dei redditi di capitale e dei redditi diversi), l’aliquota del 20% si applica sui risultati maturati a partire dal 1° gennaio 2012.

 

31 ottobre 2011

Federico Gavioli


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