Il principio di non contestazione nel processo tributario, la corretta gestione del regime del margine e dell'IVA infragruppo...

queste e tante altre massime, dai casi delle aule della C.T.R. di Roma

CTR Roma, Sez. n. 14, Sent. n. 3/14/2011, dep. 18/11/2011, Presidente Cellitti, Relatore Tozzi

Riscossione; cartella di pagamento; consumi elettrici; fattispecie di esenzione

All’acquisto e alla produzione di energia elettrica utilizzate per la propria attività consistente nella fornitura di servizi a favore del comprensorio, costituendo uno dei tanti servizi prestati, è applicabile l’esenzione dell’imposta erariale prevista dall’art.52, c. 2,lett. o-bis del D.Lgs. n. 504/1995 per gli opifici industriali aventi un consumo mensile superiore a 1.200.000 Kw .

Riferimenti normativi: D.Lgs. n. 504/1995, art.52, c. 2, lett. o-bis, ora comma 3, lett. f, introdotto con l’art. 28 della L. n.388/2000.

 

CTR Roma, Sez. n. 10, Sent. n. 291/10/2010, dep. 31/12/2010, Presidente Mazzillo, Relatore Tozzi

Processo tributario; principio di non contestazione ex art.115 c.p.c.; applicabilità nel processo tributario; legittimità

Anche nel processo tributario trova applicazione il principio di non contestazione, previsto dall’art. 115 c.p.c., come modificato con la novella L. 69/2009; tale principio prevede che i fatti che una parte ha l’onere di provare non sono più bisognevoli di prova (e,pertanto,il Giudice deve considerarli come veri e decidere di conseguenza), in caso di mancata specifica contestazione ad opera della parte interessata.

Nella specie, il contribuente aveva fornito documentazione sui valori degli immobili compresi nella dichiarazione di successione emendata e non contestati dall’ufficio in primo grado.

Riferimenti normativi: art. 115 c.p.c. come modificato dalla L. n. 69/2009.

 

CTR Roma, Sez. n. 4, Sent. n. 50/4/2011, dep. 27/01/2011, Presidente Liotta, Relatore Terrinoni

IVA; acquisto auto in regime di margine; è onere della società accertare la spettanza del regime più favorevole; sanzioni; legittimità

Le sanzioni applicate dall’ufficio alla società che ha scelto il regime di margine più favorevole sono da confermare, perché è onere della parte tenuta al versamento, accertare il regime effettivamente applicabile,eventualmente tramite consultazioni col fornitore ovvero interpellando gli stessi uffici finanziari, dovendo la stessa, in caso contrario applicare il regime meno favorevole.

 

CTR Roma, Sez. n. 4, Sent. n. 44/4/2011, dep. 27/01/2011, Presidente Liotta, Relatore Colaiuda

IVA; gruppo di società; credito società controllata; utilizzazione; solo da parte della società controllante

Le società che aderiscono all’IVA di gruppo perdono totalmente la disponibilità del proprio saldo attivo per il trasferimento del credito IVA alla società controllante e, conseguentemente, si trovano nell’impossibilità di utilizzarlo in alcun modo.

Sarà la società capogruppo il solo soggetto legittimato ad utilizzare tale credito, scegliendo tra il rimborso e l’accredito all’anno successivo dell’eccedenza detraibile o la compensazione di cui all’art.17 del D.Lgs. n. 241/1997.

Riferimenti normativi: Dir. n. 77/388/CEE; D.Lgs. n. 241/1997, art. 17; DPR n. 633/1972, artt. 38 bis e 73, u. c.; L. n. 244/2007, art. 1, c. 63.

Riferimenti giurisprudenziali: CGCE n.22/2008 causa C-162/2007.

 

CTR Roma, Sez. n. 4, Sent. n. 40/4/2011, dep. 27/01/2011, Presidente Liotta, Relatore Colaiuda

IVA; avviso accertamento emesso prima dei 60 giorni ex art. 12 c. 7 L. n. 212/2002; nullità; condizioni

Si deve ravvisare la nullità dell’accertamento impugnato in base alla mera circostanza della relativa emanazione prima dello scadere dei 60 giorni assegnati al contribuente per formulare osservazioni e richieste ai sensi dell’art. 12 c. 7 della L. n. 212/2002, se non c’è una motivazione adeguata sulla particolare urgenza.

Riferimenti normativi: L. n. 212/2002, art. 12, cc. 1 e 7; L. n. 241/1990, art. 21-septies; DPR n. 633/1972, art. 56, c. 5; DPR n. 600/1973, art. 42, cc. 2 e 3.

Riferimenti giurisprudenziali: Corte Costituzionale Ord. n. 244/2009.

 

CTR Roma, Sez. n. 29, Sent. n. 18/29/2011, dep. 27/01/2011, Presidente Picozza, Relatore Zema

Sanzioni; imputabilità personale amministratori o gestori; esclusione; condizioni

Le sanzioni amministrative relative al rapporto fiscale proprio di società o enti sono esclusivamente a carico della persona giuridica ed escludono l’imputabilità personale di amministratori o gestori di fatto.

Tale normativa si applica anche alle violazioni antecedenti l’entrata in vigore del DL n. 269/2003, purché tali violazioni non siano state ancora contestate o la sanzione non sia stata ancora irrogata.

Riferimenti Normativi: DL n. 269/2003, art. 7, conv. in L. n. 326/2003.

 

CTR Roma, Sez. n. 29, Sent. n. 9/29/2011, dep. 26/01/2011, Presidente Picozza, Relatore Zema

Accertamento liquidazione controlli; IRPEG/ILOR; imposte restituite da fisco inglese; tassazione; esclusione

La ripresa a tassazione, in quanto componenti del reddito, di somme relative ad imposte restituite dal fisco inglese non è consentita dall’art. 55 c. 1 del DPR 917/1986, così come sono indeducibili dal reddito le imposta pagate, per il quale possono considerarsi sopravvenienze attive soltanto i ricavi conseguiti a fronte di spese, oneri e passività dedotti o iscritti in bilancio.

Riferimenti normativi: DPR n. 917/1986, art. 55, c. 1.

 

CTR Roma, Sez. n. 29, Sent. n. 2/29/2011, dep. 18/01/2011, Presidente Picozza, Relatore Matteocci

Tributi erariali indiretti; imposta di registro; soggetti estranei al rapporto sostanziale pur presenti in giudizio; solidarietà; esclusione

Il vincolo di solidarietà disposto dall’art. 57 del DPR n. 131/1986 per l’imposta di registro deve restare inevitabilmente escluso nei confronti dei soggetti estranei al rapporto sostanziale, anche ove vi sia stata una loro partecipazione al giudizio.

Riferimenti normativi: DPR n. 131/1986, art. 57.

Riferimenti giurisprudenziali: Corte Costituzionale n. 215/2000.

 

CTR Roma, Sez. n. 10, Sent. n. 2/10/2011, dep. 03/01/2011, Presidente Mazzillo, Relatore Tozzi

Riscossione; avviso di mora dopo sentenza definitiva; impugnazione, solo per vizi propri; prescrizione decennale

L’avviso di mora, quando fa seguito ad una cartella divenuta definitiva, si esaurisce in un’intimazione di pagamento della somma dovuta e non integra un nuovo autonomo atto impositivo, con la conseguenza che esso resta sindacabile solo per vizi propri, con esclusione di qualsiasi questione attinente ad atti precedenti.

In presenza di una sentenza passata in giudicato, il termine di prescrizione è quello decennale.

Riferimenti normativi: DPR n. 131/1986, art. 78; art. 2953 c.c..

 

CTR Roma, Sez. n. 20, Sent. n. 4/20/2011, dep. 12/01/2011, Presidente Meloncelli, Relatore Leccisi

Riscossione; cartella di pagamento emessa ex art. 36-bis DPR n. 600/1973; omissione della comunicazione preventiva da parte dell’ufficio; riduzione sanzioni; attivazione del contribuente; esclusione

A fronte dell’omissione da parte dell’ufficio di un adempimento che la legge indica doveroso, non esiste norma che ponga a carico del contribuente un onere di attivazione al fine di fruire di un trattamento agevolativo connesso all’adempimento mancato.

Nella specie, l’ufficio ha sostenuto che il contribuente, avuta cognizione della cartella di pagamento, avrebbe dovuto, pur in difetto della previa comunicazione di cui alla L. n.241/1997, attivarsi presso l’amministrazione allo scopo di fruire della riduzione di un terzo delle sanzioni iscritte a ruolo.

Riferimenti normativi: D.Lgs. n. 241/1997; DPR n. 600/1973, art. 36-bis.

Riferimenti giurisprudenziali: Cass. nn. 6757/2010, 25578/2009, 13140/2008.

 

CTR Roma, Sez. n. 20, Sent. n. 2/20/2011, dep. 12/01/2011, Presidente Meloncelli, Relatore Leccisi

Processo tributario; sentenza; motivazione che richiama sentenza per altro atto assunta nella stessa udienza; difetto di motivazione; sussiste

Non adempie all’obbligo motivazionale il giudice che si richiami per relationem ad altra sentenza assunta simultaneamente: ciò determina la nullità della pronunzia per impassibilità di individuazione del thema decidendum e delle ragioni che stanno a fondamento del dispositivo.

Nella specie,”si ritiene di dover respingere il ricorso perché la cartella in questione risulta validamente emessa sulla base dell’avviso di accertamento, il cui ricorso è stato respinto da questo Collegio nella medesima udienza”.

Riferimenti normativi: art. 112 c.p.c..

Riferimenti giurisprudenziali: Cass. n. 14814/2008.

 

CTR Roma, Sez. n. 28, Sent. n. 2/28/2011, dep. 18/01/2011, Presidente Silvestri, Relatore Petrucci

Processo tributario; atto impugnato presentato successivamente al ricorso; inammissibilità; esclusione;

IVA; organizzazione società estere appartenenti stesso gruppo; società in Italia con ruolo di stabile organizzazione; condizioni

Non è inammissibile il ricorso presentato senza allegare l’originale o la copia dell’atto impugnato, che può essere prodotto anche in un momento successivo.

In tema di IVA, una società di capitali con sede in Italia può assumere il ruolo di stabile organizzazione di società estere appartenenti allo stesso gruppo, purchè perseguenti una strategia unitaria, riferita al programma del gruppo globalmente considerato.

Riferimenti normativi: D.Lgs. n. 546/1992, art. 22, cc. 1 e 4; DPR 633/1972, art. 7, c. 4 lett. d; L. n. 289/2002, artt. 8 e 9.

Riferimenti giurisprudenziali: Cass. nn. 8872/2007, 3456/2009, 7689/2002, SS.UU. n. 3676/2010; Corte Giustizia causa C-132/2006.

 

CTR Roma, Sez. n. 1, Sent. n. 28/1/2011, dep. 12/01/2011, Presidente Varrone, Relatore Zaccardi

Processo tributario; determinazione reddito da parte dei giudici secondo equità; esclusione.

Il ricorso all’equità per giustificare la riduzione del reddito d’impresa è del tutto illegittimo,posto che nell’ordinamento tributario non è previsto.

 

28 ottobre 2011

Commercialista telematico

 

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