Novità fiscali del 21 settembre 2011


 Indice:

 1) Delibera di approvazione del bilancio nulla se mancano i sindaci

 2)Processo tributario: Da depositare anche la nota di iscrizione a ruolo

 3) Libro Unico del Lavoro e prospetto paga: Sanzioni non oltre il cumulo giuridico

 4) Nuove modalità di presentazione della richiesta di Assegni Familiari ai Coltivatori Diretti coloni e Mezzadri

 5) Domande di riscatto laurea: Solo in via telematica dal web dell’Inps

 6) Palermo: Incertezze sulla validità delle strisce blu

 7) E’ nullo l’Avviso di accertamento emesso prima dei 60 giorni dall’indagine

 8) Ditte individuali e società di persone con esercizio sociale a cavallo: Adempimenti dichiarativi straordinari ?

 

1) Delibera di approvazione del bilancio nulla se mancano i sindaci

Quando nelle Srl è obbligatoria la nomina dei sindaci sono illegittime tutte le delibere societarie a cui il collegio sindacale avrebbe dovuto concorrere ivi compresa, quindi, la delibera di approvazione del bilancio di esercizio.

Nel caso in cui venissero superati i limiti dimensionali che, ai sensi dell’art. 2477 c.c., impongono nelle srl la nomina del collegio sindacale, questa dovrà avvenire nel corso dell’esercizio successivo, entro il 30° giorno dall’approvazione del bilancio.

Tale principio vale anche nel caso di aumento di capitale o di acquisizione del controllo da parte di società sottoposta a revisione legale dei conti.

Sono alcuni dei nuovi orientamenti del comitato Triveneto dei notai in materia di atti societari, resi noti nel mese di settembre 2011.

Su quali siano le conseguenze per tutte quelle S.r.l. che pur avendo l’obbligo di nomina del collegio sindacale, ex art. 2477 c.c., omettono di provvedervi nei termini previsti, il Notariato ha evidenziato che in tale situazione la società non si troverà automaticamente in liquidazione.

Questa, di fatto, andrebbe a prodursi, nel caso di reiterata inattività assembleare, solo qualora gli amministratori accertassero tale causa (art. 2484. comma 1, punto 3, c.c.) e procedessero alla relativa iscrizione al registro delle imprese (art. 2485, comma 1, c.c.).

Esistono alcune disposizioni che impongono il necessario concorso del collegio sindacale nell’adozione di determinate delibere.

Tra queste, ha rilevanza fondamentale (concerne il più importante documento annuale predisposto dalla società) la relazione dei sindaci al bilancio di esercizio (che deve essere emessa a prescindere dal fatto che il collegio sia o meno incaricato del controllo legale dei conti).

 

 

 

2)Processo tributario: Da depositare anche la nota di iscrizione a ruolo

Per presentare il ricorso presso le commissioni tributarie adesso occorre che il ricorrente presenti alle relative segreterie anche il modello (uno per il primo grado e uno per l’appello) denominato la nota di iscrizione a ruolo

Tali due modelli, che sono stati resi disponibili (si veda l’articolo sulle novità fiscali del 19 settembre 2011) sul sito web del dipartimento delle Finanze, sono stati predisposti dalla direzione della Giustizia tributaria, per depositare, presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali, le note di iscrizione a ruolo, in caso di contenzioso con il fisco.

L’obbligo, introdotto dalla cd. manovra di ferragosto (Legge n. 148 del 2011), già presente nella procedura processuale civile, consente alle Commissioni di rilasciare, a chi si è costituito in giudizio, il numero di ruolo assegnato alla pratica nel registro generale dei ricorsi o degli appelli.

La nuova norma modifica, in parte, le regole che disciplinano il giudizio tributario (art. 22, D.Lgs. n. 546/1992), chiedendo al contribuente, o al suo difensore, un ulteriore documento al momento del deposito ricorso: La nota di iscrizione a ruolo.

Nulla è cambiato, dunque, per quanto riguarda la consegna della consueta certificazione, quella relativa, cioè, alla notifica del ricorso, all’atto impugnato e ai documenti che la parte ricorrente ha intenzione di presentare.

I due modelli contengono tutte le informazioni utili per definire il contenzioso (tra cui, le notizie utili per identificare, ricorrente, resistente e atto impugnato): Oltre ai dati di chi propone il ricorso e il tipo di controversia per cui si richiede l’iscrizione al Registro generale dei ricorsi, occorre indicare se sia stata presentata l’istanza di sospensione o la richiesta di trattazione in pubblica udienza o, ancora, se sia stat0 tentato il “reclamo-mediazione” (art. 17-bis, D.Lgs. n. 546/1992), necessario per gli atti notificati a partire dal 1° aprile 2012 quando la causa non supera i 20mila euro.

Infine, tra gli altri dati da indicare nella nota occorre specificare anche l’importo contestato al netto di sanzioni e interessi, essenziale per definire l’ammontare del contributo unificato dovuto, introdotto nel processo tributario dal recente D.L. 98/2011 (convertito in Legge n. 111 del 2011) in luogo dell’imposta di bollo.

 

 

 

3) Libro Unico del Lavoro e prospetto paga: Sanzioni non oltre il cumulo giuridico

In relazione all’impianto sanzionatorio sul libro unico del lavoro (LUL) e sul prospetto paga il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, con la nota del 19 settembre 2011, è intervenuto evidenziando le rilevanti novità per le aziende ed i consulenti del lavoro avutesi da parte del Ministero del Lavoro con la circolare n. 23 del 2011.

Dapprima, il Ministero del Lavoro ha confermato che, sia per i casi di omessa o

infedele registrazione sia per tardività delle registrazioni sul libro unico del lavoro, l’ispettore dovrà applicare tante sanzioni quanti sono i periodi di paga interessati.

Tali sanzioni saranno differenziate in base al numero di lavoratori interessati, con discrimine alle 10 unità.

L’azienda sarà, però, ammessa, in sede di ordinanza ingiunzione, a pagare la sanzione più grave, aumentata fino al triplo (c.d. cumulo giuridico) in luogo di tante sanzioni quanti sono i periodi interessati.

Poi, invece, riguardo all’obbligo di consegna del prospetto paga al proprio personale dipendente, lo stesso Ministero ha evidenziato come, ad oggi, sia possibile per l’azienda consegnare copia del LUL in luogo del prospetto paga, con l’unica esclusione della parte relativa alle presenze.

In tal caso, quindi, vista l’unicità dell’atto, l’unica sanzione applicabile sarà quella relativa al LUL stesso, mentre fino ad oggi si è sempre prospettata l’applicazione di entrambi i profili sanzionatori.

Nel caso, invece, di aziende che per prassi aziendale consegnino al lavoratore un prospetto paga differente e ben delineato, l’organo di vigilanza sarà tenuto a comminare le sanzioni previste da entrambi i profili sanzionatori. Anche in questo caso è stato confermato l’impianto sanzionatorio previsto per il LUL. Relativamente al prospetto paga, invece, il Ministero apre ad una lettura della normativa per cui, nel caso in cui ci sia una condotta continuata relativa sia ad omessa o inesatta che di mancata o ritardata registrazione, tale comportamento andrà letto con unicità, comminando quindi una sola sanzione per ogni lavoratore in luogo di una sanzione per ogni lavoratore per ogni mese interessato.

Anche in tale caso sarà poi possibile essere ammessi all’utilizzo del c.d. cumulo giuridico, andando, quindi, a pagare la sanzione più grave, aumentata sino al triplo.

E’, pertanto, apparso chiaro e ampiamente condiviso l’intento di individuare una prassi sanzionatoria che vada a punire in modo puntuale i comportamenti illeciti individuati senza, per contro, appesantire la situazione finanziaria delle aziende con una doppia imposizione.

 

 

 

4) Nuove modalità di presentazione della richiesta di Assegni Familiari ai Coltivatori Diretti Coloni e Mezzadri

A decorrere dal 1 ottobre 2011, tutte le domande di Assegni Familiari per i Coltivatori Diretti Coloni e Mezzadri dovranno essere inoltrate attraverso il canale telematico.

Nella prima fase di attuazione del processo telematizzato, verrà concesso un periodo transitorio, fino al 30 novembre 2011, durante il quale le domande presentate attraverso i canali tradizionali saranno considerate validamente presentate, ai fini degli effetti giuridici previsti dalle norme in materia,

Alla scadenza del periodo transitorio tutte le domande di Assegni Familiari per i Coltivatori Diretti Coloni e Mezzadri dovranno osservare soltanto le regole contenute nella circolare dell’Inps n. 121 del 16 settembre 2011, avente per oggetto: D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Determinazione presidenziale n. 75 del 30 luglio 2010 “Estensione e potenziamento dei servizi telematici offerti dall’Inps ai cittadini” e n. 277 del 24 giugno 2011 “Istanze e servizi – Presentazione telematica in via esclusiva – decorrenze”. Nuove modalità di presentazione della richiesta di Assegni Familiari ai Coltivatori Diretti Coloni e Mezzadri.

 

 

 

 

5) Domande di riscatto laurea: Solo in via telematica dal web dell’Inps

Domande di riscatto laurea, uso esclusivo del canale telematico a decorrere dal 1 settembre 2011, determinazione del Presidente dell’Istituto n.277 del 24.6.2011 ed abilitazione dei Patronati alla presentazione delle domande di riscatto laurea tramite WEB.

Su tale argomento verte il messaggio dell’Inps n. 17862 del 16 settembre 2011.

Il canale WEB costituisce la modalità esclusiva per la presentazione delle domande di riscatto laurea dal 1 settembre 2011 (ai sensi della determinazione del Presidente dell’Istituto n. 277 del 24.6.2011, allegata alla circolare n. 110 del 2011).

Ciò in attuazione della determinazione del Presidente dell’Istituto n. 75 del 30 luglio 2010.

In proposito, già la circolare n. 77 del 27 maggio scorso ha illustrato le modalità per la presentazione delle domande di riscatto laurea tramite il canale WEB.

Anche gli Istituti di Patronato sono abilitati – previa autenticazione – alla presentazione delle predette domande utilizzando il servizio che è disponibile sul sito internet dell’Istituto www.Inps.it attraverso il seguente percorso nella sezione blu dei Servizi Online: Per Tipologia di Utente -> Patronati -> Riscatto di Laurea.

I patronati, ai fini della domanda di riscatto laurea, possono accedere alle medesime funzionalità previste per i cittadini e descritte nella circ. n. 77/2011.

La facoltà residuale di presentazione delle domande in via cartacea permane per le fattispecie non gestite dalla procedura telematica.

A riguardo, l’Inps segnala che essa non gestisce le istanze di riscatto laurea per periodi inferiori al mese.

Inoltre, l’applicazione non consente di chiedere il riscatto laurea in Fondi diversi da quelli indicati nella citata circolare 77/2011.

 

 

 

6) Palermo: Incertezze sulla validità delle strisce blu

Gli automobilisti palermitani dovranno ancora pagare per parcheggiare nelle aree delimitate dalle strisce blu?

La domanda non ha ancora una risposta certa, anche dopo che il Ministero delle Infrastrutture, rispondendo al ricorso avanzato dall’associazione “Noiconsumatori”, ha stabilito che “il ricorso sospende l’esecuzione del provvedimento impugnato, salvo che ricorrano motivi d’urgenza”.

Ma l’urgenza, secondo il presidente di “Noiconsumatori” è stata già decretata una volta dal sindaco di Palermo ed il provvedimento non può essere reiterabile perchè verrebbe annullato.

Il Ministero – al quale i consumatori hanno ricorso in via gerarchica, procedura dettata dall’art. 37 del Codice della strada – invita il Comune a mandare “con sollecitudine le controdeduzioni, con esauriente relazione per ogni singolo motivo di ricorso”.

Il fatto

Nel 2008 una decisione del Tar ha annullato le strisce blu perché erano state adottate senza la preventiva realizzazione del Piano urbano del traffico (Put).

In questi anni, in cui l’ordinanza non ha avuto esecuzione, alcune sentenze del giudice di pace hanno dato ragione ad automobilisti che avevano ricorso per le multe subite.

Adesso, la citata associazione valuterà se ci sono gli estremi per procedere con formali denunce sia nei confronti dell’amministrazione comunale sia nei confronti degli ausiliari del traffico che continuano ad elevare multe.

(La Siciliaweb, nota del 19 settembre 2011)

 

 

 

7) E’ nullo l’Avviso di accertamento tributario emesso prima dei 60 giorni dall’indagine

E’ nullo l’avviso di accertamento tributario emesso prima dei 60 giorni dalla conclusione delle indagini fatte dal fisco.

Ciò vale anche quando l’Amministrazione finanziaria non ha svolto una vera e propria attività di verifica presso il contribuente ma un reperimento di documenti fiscali poiché la norma non effettua distinzione in tal senso.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18906 del 16 settembre 2011, ha, finalmente (almeno nel caso di specie), interpretato in senso favorevole al contribuente l’art. 12 della Legge n. 212/2000 (cd. Statuto dei contribuenti).

Nel respingere il ricorso delle Entrate, la Corte Suprema ha chiarito che l’avviso di accertamento emesso dall’ufficio del fisco prima dei 60 giorni dalle informazioni raccolte dalla Guardia di finanza è nullo.

Solo in casi di particolare urgenza e, quindi, previo atto motivato, può essere emesso un provvedimento anticipato.

Dal canto suo, l’Amministrazione finanziaria si era difesa sostenendo l’accertamento tributario fosse stato emesso non dopo una vera e propria ispezione, ma semplicemente dopo una mera raccolta di informazioni.

Difatti, nel caso di specie, l’Agenzia delle Entrate aveva acquisito la documentazione fiscale da un’impresa tramite con la quale rettificava un maggior reddito.

Tuttavia, sulla base di quanto dispone la normativa (art. 12, comma 7, Legge n. 212 del 2000), dal ricevimento del verbale di chiusura, devono trascorrere almeno 60 giorni prima di potere emettere l’avviso di accertamento in maniera tale che il contribuente possa comunicare le proprie osservazioni.

Ovviamente, il contribuente ha presentato il ricorso poiché non era stata rispettata tale procedura.

 

 

 

8) Ditte individuali e società di persone con esercizio sociale a cavallo: Adempimenti dichiarativi straordinari ?

La società di persone, con esercizio sociale a cavallo tra due anni (in virtù di previsione statutaria in tal senso), deve presentare il Modello Unico SP nei termini previsti dall’art. 2 del D.P.R. n. 322 del 1998 (30 settembre di ogni anno), contenente sia il quadro RF per la determinazione del reddito di impresa con riferimento al periodo di imposta 01/01 – 31/12, sia il modello IVA, che, per la coincidenza tra periodo di imposta e anno solare, non deve essere inviato in via autonoma.

Si tratta del chiarimento dell’Agenzia delle Entrate all’interno della risoluzione n. 92 del 20 settembre 2011, scaturito da una istanza di interpello presentato da un Ordine dei Commercialisti.

In particolare, tale Agenzia ha precisato che il reddito di impresa, rilevante anche ai fini IRAP ed ai fini dell’attribuzione del reddito di partecipazione ai soci, sarà quello determinato sulla base del conto economico dell’esercizio chiuso in tale periodo di imposta (es. esercizio 01/07/2009 – 30/06/2010 da dichiarare nel modello UNICO SP/2011 relativo al periodo di imposta 01/01/2010 – 31/12/2010 da presentare entro il 30/09/2011).

Pertanto, secondo il parere dell’Agenzia delle Entrate la società di persone non deve redigere “ai soli fini fiscali” un bilancio relativo al periodo 01/01 – 31/12 di ogni anno.

Il problema che ha trovato la soluzione da parte delle Entrate

Un Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha esposto il seguente quesito: L’atto costitutivo di una SAS (costituita a novembre 2008) prevede che “L’esercizio sociale si chiude il 30 giugno di ogni anno di durata della società”. Che succede ai fini dichiarativi fiscali ?.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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