Novità fiscali del 15 settembre 2011: approvata definitivamente la manovra di ferragosto (occorre attendere la pubblicazione in G.U.), salvadeficit; liti fiscali pendenti, autofattura beni lavorati fuori UE


 Indice:

1) Liti fiscali pendenti: Facile la definizione dopo l’avvenuta approvazione del modello

2) Accertamento alla stabile organizzazione italiana “occulta” di soggetto non residente

3) Autofattura sui beni lavorati fuori dalla Ue

4) Fattura maggiorata: Si applicano le sanzioni penali

5) Conservatore dei registri immobiliari: Esteso il regime della trasmissione telematica

6) Aumentano le entrate erariali: Pubblicati sul sito delle Finanze i dati statistici

7) Manovra di ferragosto: Anche la Camera ha votato la fiducia

8) Modifiche al regolamento emittenti in materia degli obblighi di trasparenza

 

 

1) Liti fiscali pendenti: Facile la definizione dopo l’avvenuta approvazione del modello

E’ valida la sanatoria ai fini delle liti fiscali pendenti, ciò anche se il contribuente abbia commesso un errore di calcolo “scusabile”, in tale circostanza, l’Amministrazione finanziaria procede a comunicare all’interessato l’ammontare della differenza ed i relativi interessi.

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento del 13 settembre 2011, ha, infatti, approvato il modello per la richiesta telematica di definizione delle liti fiscali pendenti al 1° maggio 2011 d’importo non superiore ai 20mila euro.

L’Agenzia delle Entrate ha indicato che occorre presentare un distinto modello per ciascuna lite autonoma definibile, esclusivamente in via telematica.

Per la presentazione, il contribuente può avvalersi degli intermediari abilitati (Commercialisti, ecc.) oppure rivolgersi a qualsiasi Direzione provinciale delle Entrate.

La trasmissione telematica avviene mediante l’utilizzo di un prodotto di compilazione a cui gli utenti abilitati a Entratel o a Fisconline possono accedere gratuitamente, attraverso il sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Nel provvedimento, viene poi evidenziato che, in seguito verrà resa nota la data a partire dalla quale sarà possibile compilare e trasmettere il suddetto modello.

I pagamenti dovranno essere effettuati utilizzando il Modello F24 “Versamenti con elementi identificativi”, utilizzando il codice tributo 8082 (per il versamento) ed il codice identificativo 71 (per il soggetto che ha iniziato la causa), come chiarito dalla R.M. n. 82 del 05 agosto 2011.

In particolare, avverte tale documento di prassi, qualora il versamento venga eseguito da un soggetto diverso dal soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio, nella sezione “CONTRIBUENTE”, nel campo “Codice fiscale” è indicato il codice fiscale del soggetto che effettua il versamento; nel campo “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare” è indicato il codice fiscale del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio unitamente all’indicazione, nel campo “codice identificativo”, del codice “71” denominato “soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio”, che è stato istituito con la suddetta risoluzione.

Liti fiscali pendenti: La relativa disciplina

Entro il mese di novembre 2011 la chiusura agevolata delle liti fino a 20mila euro.

Chiusura facile per le liti pendenti che valgono fino a 20mila euro.

I contribuenti che hanno una questione ancora aperta col Fisco, infatti, possono risolverla entro il 30 novembre 2011 pagando un importo agevolato.

A offrire questa opportunità è stata la cd. manovra correttiva (D.L. n. 98/2011), che consente di definire le controversie fiscali pendenti al 1° maggio scorso davanti alle Commissioni tributarie o alla Corte di Cassazione.

Con un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate firmato il 13 settembre 2011 è stato, quindi, approvato il modello di domanda per la definizione delle liti fiscali pendenti.

La chiusura riguarda tutti gli atti impositivi compresi gli avvisi di accertamento e i provvedimenti di irrogazione delle sanzioni.

Determinazione delle somme per chiudere la lite

Se il valore della lite è di importo fino a 2mila euro, la somma da pagare è di 150 euro.

Se il valore della controversia supera i 2mila euro, la somma da pagare è pari al 10% del valore della lite nel caso di provvisorio esito favorevole al contribuente, mentre è pari al 30% se l’organo giudiziario non si è ancora pronunciato e al 50% se l’esito provvisorio è favorevole all’Agenzia.

Calendario per definire la lite

Per chiudere le liti in modo agevolato occorre ricordare le due seguenti scadenze.

Prima, entro il 30 novembre 2011 bisogna versare gli importi dovuti, poi entro il 2 aprile 2012 occorre presentare la relativa domanda di definizione della lite.

La definizione non consente né di pagare a rate le somme dovute né di compensarle con qualsiasi credito d’imposta.

Liti escluse dalla sanatoria

Precisa l’Agenzia, con il comunicato del 13 settembre 2011, che non possono essere chiuse le liti relative al rifiuto espresso o tacito alla restituzione di tributi e quelle sugli avvisi di liquidazione e i ruoli: Sono escluse anche le liti sull’omesso versamento dei tributi e quelle collegate ai precedenti condoni.

 

 


2) Accertamento alla stabile organizzazione italiana “occulta” di soggetto non residente

In presenza di stabile organizzazione italiana “occulta” di soggetto non residente, l’Agenzia delle Entrate può emettere un avviso di accertamento si maggior imponibile nei confronti della società nazionale “partecipata” del soggetto estero.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16106 del 2011, la quale richiamando le precedenti decisioni (nn. 9166/2011, 3889/2008, 17206/2006, 6799/2004, 7682/2002) ha evidenziato che: “La nozione di stabile organizzazione non è, d’altro canto, incompatibile con la personalità giuridica di cui la stessa sia eventualmente fornita e non è, dunque, possibile dubitare dell’attribuibilità ad una società del ruolo, palese od occulto, di stabile organizzazione materiale di soggetto non residente, soltanto in ragione della sua personalità giuridica. L’autonoma piena soggettività giuridica non interferisce, invero, con l’imputazione, quale massa separata, dei rapporti fiscali riferibili a soggetto non residente, restando i due profili evidentemente autonomi e distinti, seppur in capo alla medesima entità”.

A parere della Suprema Corte, ciò consente all’Amministrazione finanziaria di indirizzare la propria pretesa impositiva e la propria azione accertatrice nei confronti di quella persona giuridica nazionale che sia nel contempo stabile organizzazione del soggetto non residente.

 

 

3) Autofattura sui beni lavorati fuori dalla Ue

Pronte le istruzioni per evitare la doppia imposizione all’importazione di prodotti sottoposti a lavorazioni all’estero.

L’Agenzia delle Dogane, con la nota n. 54918 del 7 settembre 2011, ha definito le modalità di compilazione del documento d’importazione (Dau) ed i codici tributo da utilizzare per l’applicazione dell’Iva sui beni sottoposti a lavorazioni all’estero all’atto della reimportazione ad integrazione dei chiarimenti operativi in materia forniti nella circolare n. 37/E/2011 dell’Agenzia delle Entrate.

L’ufficio doganale detrarrà dall’Iva calcolata sulla base dell’imponibile quanto già assolto con il metodo del reverse charge. Se il committente, cioè, dimostrerà di aver già assolto l’imposta sulla lavorazione con l’inversione contabile, l’ufficio dovrà sottrarre dall’importo dovuto quanto versato.

Tale operazione dovrà essere evidenziata nella dichiarazione di importazione in cui deve essere indicata sia l’imposta liquidata nei modi ordinari sia quella già assolta dal committente.

Per ultimo, è stato precisato che devono essere indicati gli estremi del documento che comprova l’avvenuto pagamento dell’imposta.

 

 

4) Fattura maggiorata: Si applicano le sanzioni penali

Si applicano le sanzioni penali nell’ipotesi di fattura che riporta importi maggiori di quelli reali.

Ciò secondo quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30250 del 2011, la quale ha rimarcato che “oggetto della repressione penale è ogni tipo di divergenza tra la realtà commerciale e la sua espressione documentale”.

Per cui, sulla base di tale decisione, indicare in fattura importi maggiori rispetto a quelli reali configura il reato di dichiarazione fraudolenta tramite utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Peraltro, tale reato può sussistere nei casi di:

– Inesistenza oggettiva, qualora l’operazione non sia mai stata posta in essere nella realtà;

– inesistenza relativa, qualora l’operazione sia avvenuta, ma per quantitativi inferiori rispetto a quanto dichiarato in fattura;

– sovrafatturazione qualitativa, qualora l’operazione sia avvenuta, ma per una cessione di beni o prestazione di servizi per un prezzo inferiore rispetto a quello riportato in fattura (come è avvenuto nel caso di specie).

 

 

5) Conservatore dei registri immobiliari: Esteso il regime della trasmissione telematica

E’ stato pubblicato sulla G.U. del 14 settembre 2011, il provvedimento 8 settembre 2011 dell’Agenzia del territorio, riguardante l’estensione agli Uffici provinciali di Milano, Napoli, Roma e Torino del regime transitorio di facoltatività della trasmissione per via telematica del titolo da presentare al Conservatore dei registri immobiliari nell’ambito delle procedure telematiche di cui all’art. 3-bis del D.Lgs. n. 463/1997.

Estensione della trasmissione telematica del titolo ad ulteriori uffici

L’art. 1 di tale Provvedimento prevede che a decorrere dal 29 settembre 2011, i notai possono trasmettere per via telematica il titolo per gli atti da presentare ai Conservatori dei registri immobiliari operanti presso gli uffici provinciali di Milano, Napoli, Roma e Torino, utilizzando le suddette procedure telematiche, con le modalità di cui al provvedimento interdirigenziale 21 dicembre 2010.

 

 

6) Aumentano le entrate erariali: Pubblicati sul sito delle Finanze i dati statistici

Sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il 14 settembre 2011, sono stati pubblicati i dati periodici sull’andamento del gettito erariale, che hanno evidenziato un aumento complessivo pari all’1,7%.

In particolare, sul sito del dipartimento delle Finanze, sono comparsi il Rapporto di luglio 2011, il Bollettino di gennaio-luglio 2011 e la Nota tecnica con la sintesi del resoconto.

Per il periodo gennaio-luglio 2011 viene evidenziata la crescita totale delle entrate tributarie del 1,7% (+ 3.776 milioni di euro) rispetto al corrispondente periodo del 2010: + 1,3% (+ 2.791 milioni di euro) le imposte del bilancio dello Stato; in forte crescita i ruoli incassati con un + 40,5% (+ 1.167 milioni di euro); lieve calo per le imposte degli enti territoriali e le poste correttive al bilancio che segnano rispettivamente -0,7% e -0,2 %.

 

 

7) Manovra di ferragosto: Anche la Camera ha votato la fiducia

Manovra economica (D.L. n. 138 del 2011, cd. manovra di ferragosto): Votata la fiducia anche dalla Camera dei Deputati. Come è noto, nei giorni addietro (07 settembre 2011) la manovra di ferragosto aveva ricevuto la fiducia dal Senato.

In particolare, rende noto la nota parlamentare del 14 settembre 2011, “la Camera, con 316 voti favorevoli e 302 contrari, ha votato la questione di fiducia posta ieri dal Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, a nome del Governo, sull’approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge, nel testo della Commissione identico a quello approvato dal Senato, di conversione del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al Governo per la riorganizzazione”.

 

 

8) Modifiche al regolamento emittenti in materia degli obblighi di trasparenza

La Consob, con delibera n. 17919 del 9 settembre 2011, ha approvato le modifiche al regolamento emittenti in materia di obblighi di comunicazione delle partecipazioni potenziali con regolamento in contanti ai sensi dell’art. 120, comma 4, lett. d-ter, Tuf.

Le modifiche sono state deliberate a seguito della consultazione pubblica dello scorso 6 maggio.

La nuova disciplina introduce un obbligo di comunicazione della “posizione lunga complessiva”, e cioè della posizione aggregata detenuta in azioni, partecipazioni potenziali e altre posizioni lunghe, che si aggiunge agli obblighi di comunicazione vigenti per le partecipazioni effettive e per le partecipazioni potenziali physical-settled.

L’obbligo di comunicazione scatta al superamento (o alla riduzione) delle soglie del 10%, 20%, 30% e 50%.

La soglia per la comunicazione delle partecipazioni potenziali è stata elevata (dal 2%) al 5%.

Ai fini del calcolo della posizione lunga complessiva, le posizioni in derivati cash-settled rilevano solo ove superiori alla soglia minima del 2%.

Tale nuova previsione ha lo scopo di limitare il numero di comunicazioni dovute a mera operatività su titoli cash-settled da parte di quei soggetti che, detenendo partecipazioni effettive e potenziali physical-settled, siano prossimi al superamento della soglia del 10% del terzo basket.

E’ stata poi inserita un’apposita norma in base alla quale non si applica l’obbligo di comunicazione della posizione lunga complessiva, ove il superamento o la riduzione delle soglie rilevanti conseguano a partecipazioni effettive e/o potenziali che siano già state comunicate.

Sono previste esenzioni per i soggetti abilitati per le posizioni lunghe detenute ai fini di copertura delle posizioni di un cliente, per i market maker e per gli strumenti finanziari connessi ad indici finanziari.

Le altre modifiche riguardano il modello di comunicazione delle partecipazioni rilevanti e le istruzioni per la relativa compilazione, il modello per la comunicazione delle partecipazioni potenziali in acquisto e in vendita, l’abrogazione del modello 122 per la comunicazione dei patti parasociali alla Consob.

Le nuove disposizioni entrano in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione della delibera n. 17919 in Gazzetta Ufficiale.

Il regime transitorio prevede che chiunque detenga, alla data di entrata in vigore della delibera, un posizione lunga complessiva rilevante è tenuto ad adempiere agli obblighi di comunicazione previsti entro cinque giorni di negoziazione da tale data.

Resta ferma la previsione in base alla quale non si applica l’obbligo di comunicazione della posizione lunga complessiva se il superamento o la riduzione conseguano a variazioni delle partecipazioni effettive e potenziali, già comunicati.

(Assonime, nota del 14 settembre 2011)


Vincenzo D’Andò

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