I reati tributari - parte X

 

Premessa

Ritorniamo, dopo qualche mese, ad analizzare alcune sentenze in materia di diritto penale tributario.

Si tratta di sentenze recentissime, essendo tutte state emesse nel 2011.

 

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Concorso di reato tra utilizzatore ed emittente

Il potenziale utilizzatore di documenti o fatture emesse per operazioni inesistenti concorre con l’emittente secondo l’ordinaria disciplina dettata dall’art. 110 c.p., non essendo applicabile il regime di deroga dell’art. 9, D.Lgs. n. 74/2000.

(Cassazione, sezione penale, sentenza n. 16550/11)

 

 

Il fondo patrimoniale nel sequestro dei beni per evasione fiscale

Il sequestro preventivo, in vista della confisca per equivalente, può avere ad oggetto beni cointestati con terzi estranei ma comunque nella disponibilità dell’indagato, in quanto la confisca è ammessa anche per i beni dei quali il reo abbia la disponibilità senza che assumano rilevanza eventuali presunzioni o vincoli regolanti i rapporti interni tra creditori e debitori solidali. Tuttavia, il giudice del merito ha l’obbligo di motivare in punto di disponibilità del bene da parte dell’indagato, laddove sia stata addotta la cessione a titolo gratuito della quota del 50% del valore dell’immobile destinato alla costituzione di fondo patrimoniale ex art. 167 c.c., non essendo sufficiente un mero richiamo alla contitolarità del bene stesso.

(Cassazione, sezione penale, sentenza n. 18527/11)

 

 

Reato di dichiarazione infedele (art. 4) e dichiarazioni rese alla GdF

Le dichiarazioni rese alla G. di F. senza la presenza del difensore, costituiscono dichiarazioni spontanee ex art. 350, comma 7, c.p.p. legittimamente utilizzabili nella fase delle indagini preliminari ed in materia di misure cautelari.

 (Cassazione, sezione penale, sentenza n. 21855/11)

 

 

Fatture per operazioni inesistenti

Non è suscettibile di inficiare l’accertamento del fatto-reato, in difetto assoluto di prova contraria, il mero richiamo ad alcune fatture a campione che per economia di scrittura è stato utilizzato per illustrare il comportamento fraudolento del contribuente.

(Cassazione, sezione penale, sentenza n. 21878/11)

 

 

Amministratore di fatto e prestanome corresponsabili

Deve ritenersi ammissibile la configurabilità del concorso dell’amministratore di fatto nei reati commissivi, ma anche in quelli omissivi propri, nel senso che autore principale del reato è proprio l’amministratore di fatto salva la partecipazione di estranei all’amministrazione secondo le regole del concorso di persone nel reato.

(Cassazione, sezione penale, sentenza n. 23425/11)

 

 

Quale valore per la soglia di punibilità

La soglia di punibilità contemplata dal Legislatore per il delitto di omessa dichiarazione non rientra tra gli elementi costitutivi del reato, in quanto è una condizione obiettiva di punibilità. Di conseguenza, deve essere rigettato l’assunto della difesa dell’imputato, secondo cui avrebbe dovuto essere accertato “se l’imputato avesse avuto non solo l’intenzione di evadere, ma di evadere oltre una certa quantità”.

(Cassazione, sezione penale, sentenza n. 25213/11)

 

 

Valore probante del pvc in sede penale

Il processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di finanza, in quanto atto amministrativo extraprocessuale, costituisce prova documentale anche nei confronti di soggetti non destinatari della verifica fiscale. Tuttavia, qualora emergano indizi di reato, occorre procedere secondo le modalità previste dal codice di rito altrimenti la parte del documento redatta successivamente a detta emersione non può assumere efficacia probatoria e, quindi, non è utilizzabile.

(Cassazione, sezione penale, sentenza n. 28053/11)

 

 

Correità della società con l’amministratore

La società non può considerarsi terza estranea al reato posto in essere dall’amministratore perché partecipa alla utilizzazione degli incrementi economici che ne sono derivati; dal momento che il profitto non si può collegare, per la tipologia dello illecito, ad un bene individuabile, il sequestro non poteva che essere disposto per equivalente.

(Cassazione, sezione penale, sentenza n. 28731/11)

 

 

Configurazione della fattispecie di dichiarazione fraudolenta

Il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti è integrato sia nell’ipotesi di inesistenza oggettiva, quanto di inesistenza relativa che di sovrafatturazione qualitativa, in quanto oggetto della repressione penale è ogni tipo di divergenza fra realtà commerciale ed espressione documentale.

(Cassazione, sezione penale, sentenza n. 30250/11)

 

 

L’occultamento delle scritture è reato permanente

Il reato di occultamento della documentazione contabile, ex art. 10, D.Lgs. n. 74/2000, ha natura di reato permanente in quanto la condotta penale dura sino al momento dell’accertamento fiscale, dies a quo da cui decorre il termine di prescrizione.

(Cassazione, sezione penale, sentenza n. 30552/11)

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