Novità fiscali dell'8 agosto 2011: ravvedimento operoso 15 giorni, DURC, voucher, bollo...

imposta di bollo sulle comunicazioni dei depositi titoli: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate; sisma in Abruzzo, più tempo per gli adempimenti e i versamenti fiscali; prima circolare delle Entrate sulla manovra estiva 2011; Entrate: chiarimenti sul nuovo ravvedimento operoso; disposizioni in materia di studi di settore: primi chiarimenti nella circolare estiva; modalità e termini di comunicazione all’Anagrafe Tributaria dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing; DURC: aggiornamento Sportello Unico Previdenziale; promozione presenza donne ambienti dirigenziali e gestionali: in G.U. il provvedimento per il finanziamento dei progetti; prestazioni occasionali di tipo accessorio: voucher, possibile acquisto con nuovo canale bancario; nuovo praticantato dei Consulenti del lavoro in G.U.

 

 Indice:

 1) Imposta di bollo sulle comunicazioni dei depositi titoli: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

 2) Sisma in Abruzzo, più tempo per gli adempimenti e i versamenti fiscali

 3) Prima circolare delle Entrate sulla manovra estiva 2011

 4) Entrate: chiarimenti anche sul nuovo ravvedimento operoso

 5) Disposizioni in materia di studi di settore: primi chiarimenti nella circolare estiva

 6) Modalità e termini di comunicazione all’Anagrafe Tributaria dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing

 7) DURC: aggiornamento Sportello Unico Previdenziale

 8) Promozione presenza donne ambienti dirigenziali e gestionali: In G.U. il provvedimento per il finanziamento dei progetti

 9) Prestazioni occasionali di tipo accessorio: voucher, possibile acquisto con nuovo canale bancario

 10) Nuovo praticantato dei Consulenti del lavoro in G.U.

1) Imposta di bollo sulle comunicazioni dei depositi titoli: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Dal 06/07/2011 (data di approvazione del D.L. n. 98/2011) al 16/07/2011 (data di pubblicazione della legge di conversione), occorre riferirsi agli importi stabiliti dal Decreto Legge originario, prima della modifica operata in sede di conversione (a prescindere dall’ammontare del deposito), cioè:

– comunicazione annuale: 120 euro;

– comunicazione semestrale:  60 euro;

– comunicazione trimestrale: 30 euro;

– comunicazione mensile: 10 euro.

L’Agenzia delle Entrate,  con la circolare 40/E del 04 agosto 2011, ha illustrato le nuove misure in materia di imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai depositi di titoli, introdotte dal D.L. n. 98 del 2011, convertito con modificazioni con la Legge n. 111 del 2011.

L’Agenzia ha, quindi, anche chiarito come applicare la nuova normativa nel periodo transitorio che va dal 6 al 16 luglio 2011.

Uno dei primi chiarimenti è stato quello che l’imposta di bollo per le comunicazioni relative ai depositi di titoli va calcolata tenendo conto dell’ammontare complessivo dei depositi presenti presso ciascun intermediario finanziario ed intestati al medesimo soggetto.

Dal canto, Assonime, con la circolare n. 21 del 2011, pubblicata il 05 agosto 2011, ha, parimenti, illustrato le nuove disposizioni con le quali è stata modificata la disciplina dell’imposta di bollo applicabile ai depositi di titoli presso intermediari finanziari, allo scopo di inasprirne le misure (D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con la legge 15 luglio 2011, n. 111).

Modifiche e conferme

E’ rimasta invariata la misura dell’imposta di bollo nei casi di comunicazioni relative a depositi di titoli il cui complessivo valore nominale o di rimborso è inferiore a 50mila euro, mentre l’imposta ha subito un aumento nell’ipotesi in cui il valore complessivo sia pari o superiore a 50mila euro.

A tal fine, rileva l’ammontare complessivo dei depositi detenuti presso ogni intermediario.

La nuova misura, inoltre, non ha modificato le regole sull’imposta di bollo applicabili agli estratti di conto corrente.

Su quali comunicazioni si applica l’imposta

La medesima circolare ha poi spiegato nel dettaglio l’imposta da applicare, calcolata in relazione all’ammontare dei depositi presso ogni intermediario e alla periodicità delle comunicazioni (mensile, trimestrale, semestrale, annuale) inviate dagli intermediari, a partire dal 17 luglio 2011 (data di entrata in vigore

della Legge n. 111 del 2011).

Periodo transitorio

Per quanto riguarda, invece, il periodo che va dal 6 al 16 luglio 2011 (periodo transitorio), rilevano gli importi stabiliti dal D.L. n. 98/2011 prima della conversione.

Modalità di calcolo dell’imposta

L’Agenzia delle Entrate ha, infine, chiarito che per quantificare il valore dei titoli

bisogna tenere in considerazione anche quelli che non presentano né un valore di emissione né di rimborso, riportando in questo caso il valore di acquisto dei titoli.

Inoltre, nell’ipotesi in cui il cliente intrattenga più rapporti di deposito con lo stesso intermediario, bisogna versare l’imposta in relazione a ciascun deposito.

 

 

 

2) Sisma in Abruzzo, più tempo per gli adempimenti e i versamenti fiscali

Nuova proroga per i versamenti e le dichiarazioni fiscali dei contribuenti residenti e delle imprese che operano nel cratere del sisma abruzzese del 6 aprile 2009.

Lo ha previsto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2011.

In particolare, per quanto riguarda il periodo d’imposta 2009, le persone fisiche non titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo, i contribuenti diversi dalle persone fisiche con volume d’affari superiore a 200 mila euro, i datori di lavoro e gli enti pensionistici hanno tempo fino al prossimo 31 dicembre per presentare le dichiarazioni.

Si sposta poi al 16 marzo 2012 il termine per presentare le dichiarazioni per i redditi Per consentire ai contribuenti di effettuare i versamenti fiscali in scadenza il 6 luglio 2011 (o 5 agosto con la maggiorazione dello 0,40%), con un congruo periodo di tempo, si è ritenuto opportuno differirne i termini secondo le seguenti scadenze:

– dal 6 agosto al 5 settembre 2011, maggiorando le somme da versare dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo;

– dal 6 settembre al 4 ottobre 2011, maggiorando le somme da versare dell’1,20% a titolo di interesse corrispettivo;

– dal 5 ottobre al 3 novembre 2011, maggiorando le somme da versare dell’1,60% a titolo di interesse corrispettivo;

– dal 4 novembre al 5 dicembre 2011, maggiorando le somme da versare del 2% a titolo di interesse corrispettivo.

Per i soggetti interessati da queste scadenze anche il versamento del secondo o unico acconto delle imposte dirette è prorogato al 5 dicembre 2011 senza alcuna maggiorazione.

Per garantire una maggiore semplificazione, con queste misure è stato definito un riallineamento cronologico delle scadenze, tenendo conto delle esigenze dei contribuenti e degli operatori.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 4 agosto 2011)

 

 

 

3) Prima circolare delle Entrate sulla manovra estiva 2011

In una circolare delle Entrate le principali novità fiscali del D.L. n. 98/2011.

Focus del Fisco per orientarsi tra le novità della manovra. Dalle partite Iva inattive all’abbattimento della ritenuta d’acconto sui bonifici per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico, passando per lo “spesometro” in caso di pagamenti tracciabili.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 41/E del 05 agosto 2011, ha sciolto i primi dubbi degli operatori, offrendo un’istantanea delle misure fiscali contenute nel D.L. 98/2011, con flash sulle principali novità in materia.

Ristrutturazioni edili: Ritenuta d’acconto tagliata o rimborsata

La manovra prevede il taglio di sei punti percentuali della ritenuta d’acconto trattenuta dalle banche e dalle poste sui bonifici incassati da chi esegue lavori di ristrutturazioni edilizie o finalizzati al risparmio energetico.

L’aliquota, infatti, è passata dal 10% al 4% e si applica agli accrediti effettuati dal 6 luglio 2011, data di entrata in vigore della manovra.

A tal fine, la circolare ha chiarito che, nel caso in cui banche o Poste Italiane, nei primi giorni in cui la misura è diventata operativa, abbiano continuato a operare la vecchia ritenuta nei confronti dei beneficiario del bonifico, per problemi legati alla necessità di aggiornare i propri sistemi operativi, potranno

accreditargli direttamente la differenza del 6% trattenuta in più.

Ciò in un’ottica di semplificazione, avviata già con la cancellazione dell’obbligo per il contribuente di indicare in fattura il costo della manodopera e di inviare la raccomandata al Centro operativo di Pescara.

Meno partite Iva inattive, controllo più mirato

Sono circa 8,9 milioni, le partite Iva formalmente attive, di cui 6 milioni riguardano le persone fisiche e 2,9 le società. Le misure della manovra sono finalizzate a tenere in vita solo quelle che effettivamente operano nel nostro sistema.

La circolare ha precisato che questa novità del D.L. n. 98/2011 avrà effetti positivi anche sulla gestione delle banche dati, consentendo di “affinare” le analisi sulle posizioni a maggiore rischio di evasione e frode.

Nel dettaglio, il decreto prevede che i titolari di partita Iva che, sebbene obbligati, abbiano dimenticato di comunicare la cessazione della propria attività entro i 30 gg prescritti dalla norma, possono ora sanare la violazione versando spontaneamente, entro novanta giorni a partire dal 6 luglio, un importo pari a 129 Euro, somma che equivale a 1/4 della sanzione minima dovuta secondo la norma vigente (che è pari a 516 euro).

Operazioni Iva non inferiori a 3 mila euro, filo diretto banche-Fisco

Gli operatori finanziari obbligati a segnalare all’Anagrafe tributaria le operazioni e i rapporti intrattenuti con la clientela devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati sulle transazioni Iva non inferiori a 3 mila euro pagate dal consumatore finale con carte di credito, di debito o prepagate emesse dagli stessi.

Per i titolari di partita Iva resta ferma l’esclusione dall’obbligo di comunicazione telematica delle transazioni Iva non inferiori a 3 mila euro eseguite con sistemi tracciabili.

Maggiori garanzie per il contribuente con la razionalizzazione del procedimento di irrogazione delle sanzioni

L’accoglimento delle deduzioni difensive presentate dal contribuente all’ufficio che contesti le violazioni degli obblighi tributari comporta che l’eventuale successivo atto di irrogazione delle sanzioni potrà essere definito con l’applicazione delle sanzioni in misura ridotta (un terzo della sanzione).

La disposizione si applica agli atti di irrogazione delle sanzioni notificati dopo la data di entrata in vigore del decreto, nonché a quelli notificati prima di tale data e per i quali risultavano pendenti, al 6 luglio 2011, i termini per la proposizione del ricorso.

Inoltre, per gli atti emessi a decorrere dal 1° ottobre 2011, l’irrogazione immediata delle sanzioni collegate al tributo cui si riferiscono contestualmente all’avviso di accertamento o di rettifica diventa procedimento ordinario e obbligatorio; conseguentemente, i benefici connessi alla definizione in adesione o per omessa impugnazione degli avvisi di accertamento o di rettifica del tributo si estenderanno sempre anche alle correlate sanzioni.

 

 

 

4) Entrate: Chiarimenti anche sul nuovo ravvedimento operoso

Anche nei casi in cui il contribuente non abbia effettuato il ravvedimento operoso l’ufficio applicherà (“in automatico”) la sanzione ridotta in funzione dei giorni di ritardo (entro i primi 15 giorni di ritardo). Quindi, sarà applicato l’art. 13 del D.Lgs. n. 471 del 1997 tenendo conto, al verificarsi dei presupposti, della riduzione ad 1/15 per ciascun giorno di ritardo.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 41/E del 05 agosto 2011, ha, infatti, fornito chiarimenti anche sulla riduzione delle sanzioni in presenza di lievi ritardi (art. 23, comma 31, Legge n. 111/2011).

Pertanto, la neo diminuzione spetta “indipendentemente dal verificarsi delle condizioni richieste per il ravvedimento” (a tal fine, sarà modificato, a favore del contribuente, il software applicativo delle sanzioni derivanti dal controllo delle Entrate – art. 36 bis).

Alla luce della modifica effettuata dal Legislatore con la manovra estiva 2011, se, ad esempio, un versamento di euro 1.000 viene eseguito con due giorni di ritardo, il contribuente sconta la sanzione del 4% (30 x 2/15) pari ad euro 40. La riduzione della sanzione diminuisce all’aumentare dei giorni di ritardo, fino, ovviamente, ad annullarsi al quindicesimo giorno, tornando pari al 30% (30 x 15/15). La nuova previsione, in virtù del cd. favor rei (principio sancito dall’art. 3, comma 3, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472), si applica anche alle violazioni commesse precedentemente all’entrata in vigore del decreto, salvo che il provvedimento di irrogazione della sanzione sia divenuto definitivo.

L’Agenzia, ha poi precisato che tale riduzione si aggiunge a quella disposta dall’art. 13 comma 1, lettera a) del D.Lgs. n. 472 del 1997 in caso di ravvedimento operoso. Ciò significa che, se il versamento viene effettuato con un ritardo inferiore a 15 giorni e allo stesso si accompagna quello, spontaneo, dei relativi interessi legali e della sanzione entro il termine di 30 giorni dalla scadenza, la riduzione di cui all’art. 13, comma 1, secondo periodo, del D.Lgs. n. 471 del 1997 si aggiunge a quella di 1/10 del minimo prevista dal citato art. 13, comma 1, lettera a) del D.Lgs. n. 472 del 1997 (percentuale così ridotta dall’art. 1, comma 20, lett. a), della legge 13 dicembre 2010, n. 220, applicabile alle violazioni commesse a decorrere dal 1º febbraio 2011).

Così, ad esempio, se un versamento di euro 1.000 viene eseguito con due giorni di ritardo ed il ravvedimento della sanzione è effettuato entro trenta giorni dalla scadenza, la sanzione sarà pari allo 0,40% (30 x 2/15 x 1/10) pari ad euro 4.

 

 

 

5) Disposizioni in materia di studi di settore: Primi chiarimenti nella circolare estiva

L’art. 23 della Legge n. 111/2011 (manovra estiva 2011) contiene disposizioni sia sulla tempistica di pubblicazione degli studi di settore sia in ordine all’utilizzo degli stessi in sede di accertamento anche al fine di contrastare comportamenti dichiarativi, in materia di studi di settore, non corretti.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 41/E del 05 agosto 2011 (prima sulla manovra correttiva) ha precisato che la disposizione esplica effetti “diretti” solo in materia di imposizione diretta, atteso anche che il modello degli studi di settore è un allegato alla dichiarazione dei redditi.

Tuttavia, gli uffici, comunque, possono verificare gli effetti ai fini IVA di una ricostruzione induttiva dei ricavi o dei compensi, alla luce della specifica attività esercitata dal contribuente assoggettato a controllo e della possibile tipologia di evasione dallo stesso effettuata, tenuto conto dei beni ceduti e di servizi resi in evasione di imposta.

La disposizione si applica con riguardo alle violazioni commesse a decorrere dal 6 luglio 2011, in ragione del principio espresso dall’articolo 3 del D.Lgs. n. 472 del 1997.

Pertanto, l’importo della sanzione sempre in misura massima dovrà essere applicato con riferimento alle dichiarazioni presentate dopo tale data.

La possibilità di utilizzare metodi di accertamento di tipo induttivo “puro” opera solo a condizione che le irregolarità compiute dal contribuente siano tali da rendere applicabili le ulteriori sanzioni introdotte con la legge finanziaria 2007, vale a dire che il maggior reddito d’impresa ovvero di arte o professione accertato a seguito della corretta applicazione degli studi di settore, sia superiore al 10% del reddito d’impresa o di lavoro autonomo dichiarato.

Nelle specifiche motivazioni dell’atto di accertamento andrà inclusa anche quella relativa alla sussistenza delle condizioni per l’applicazione delle citate sanzioni.

Riguardo le sanzioni applicabili in fase di accertamento in caso di omessa compilazione dei modelli da studi di settore è stato stabilito un aumento della misura della sanzione minima e massima prevista nelle ipotesi di rettifica delle dichiarazioni dei redditi, IVA ed IRAP a seguito di accertamento effettuato sulla base delle risultanze degli studi di settore, nelle ipotesi di omessa presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore e sempre che il contribuente non provveda alla presentazione dello stesso con una dichiarazione integrativa, anche a seguito di specifico invito da parte dell’Agenzia delle Entrate formulato sulla base dei dati dallo stesso contribuente esposti nella relativa dichiarazione annuale.

Tale disposizione, come sopra evidenziato si applica con riguardo alle violazioni commesse a decorrere dal 6 luglio 2011 (data di entrata in vigore del Decreto n. 98/2011).

Pertanto, la sanzione più elevata potrà essere applicata con riferimento alle dichiarazioni presentate successivamente alla entrata in vigore di tale disposizione.

Al riguardo, viene fatto osservare che la misura della sanzione minima e massima di cui all’art. 1, comma 2 e all’art. 5 comma 4 del D.Lgs. n. 471 del 1997 e all’art. 32 del D.Lgs. n. 446 del 1997, è stata elevata del 50% nelle ipotesi di omessa presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore e al superamento dei limiti normativi previsti, sempre che tale adempimento sia dovuto.

In relazione al superamento del limite, infine, l’Agenzia ha evidenziato che, per espressa previsione normativa, la maggiorazione della sanzione non si applica se “il maggior reddito d’impresa ovvero di arte o professione”, “la maggiore imposta accertata o la minore imposta detraibile o rimborsabile” ai fini IVA, ovvero “il maggior imponibile accertato” ai fini IRAP, a seguito della corretta applicazione degli studi di settore, non è superiore al 10% di quello dichiarato.

 

 

 

6) Modalità e termini di comunicazione all’Anagrafe Tributaria dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing

Poiché ai fini dei controlli sulle dichiarazioni dei contribuenti, il fisco può richiedere a pubbliche amministrazioni, enti pubblici, organismi ed imprese, anche limitatamente a particolari categorie, di effettuare comunicazioni all’Anagrafe tributaria di dati e notizie in loro possesso, il neo Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, n. 2011/119563 del 5 agosto 2011, ha adesso stabilito il contenuto, i termini e le modalità delle comunicazioni da parte delle società che esercitano attività di leasing finanziario e operativo.

In particolare, le disposizioni del suddetto provvedimento sono finalizzate all’acquisizione delle informazioni necessarie per l’accertamento sintetico dei contribuenti alla luce delle disposizioni di cui al D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010 n. 122.

Inoltre, la presente comunicazione rientra tra quelle escluse dall’obbligo di cui all’art. 21 del Decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010 n. 122, trattandosi di operazioni già monitorate dall’Amministrazione finanziaria, anche al fine di limitare la platea dei soggetti obbligati alla comunicazione delle operazioni non inferiori ai 3000 Euro ed in considerazione del divieto fissato dall’art. 6 dello Statuto del contribuente.

In particolare il provvedimento del 22 dicembre 2010, attuativo della predetta norma, ha stabilito che non devono essere inviate le operazioni che costituiscono oggetto di comunicazione all’Anagrafe tributaria (ai sensi dell’art. 7 del D.P.R. n. 605/1973) tra le quali è da annoverarsi la presente.

 

 

 

7) DURC: Aggiornamento Sportello Unico Previdenziale

L’Inail, con la nota n. 5549 del 02 agosto 2011, ha comunicato che è in fase di rilascio la nuova versione 4.0.1.13/A dell’applicativo DURC con la quale, in aggiunta ai consueti interventi correttivi per specifiche anomalie segnalate, saranno rese operative le seguenti implementazioni:

– Eliminazione della visualizzazione dell’ultima matricola INPS inserita in fase di richiesta, il campo “numero matricola” INPS era reimpostato con l’ultimo numero inserito in procedura. Ciò, in alcuni casi, creava errori di smistamento della pratica ad una Sede INPS diversa da quella competente ad effettuare la verifica.

Pertanto, su espressa richiesta dell’INPS, la procedura ora richiede necessariamente l’inserimento del numero di matricola INPS e la scelta della Sede INPS competente.

– Correzione dell’indicazione in ordine al recapito del DURC via PEC da parte di INPS ed INAIL

– Recupero del CIP da parte di una stazione appaltante appartenente alla medesima Amministrazione.

Nel caso di appalti pubblici, i dati inseriti in una richiesta di DURC effettuata da una stazione appaltante non erano “riutilizzabili”, tramite il recupero del CIP, da parte di un’altra stazione appaltante – ancorché facente parte della stessa amministrazione – per le successive richieste di DURC relative ad uno stesso appalto.

L’implementazione consente ora il recupero del CIP da parte di tutte le facenti parte di una stessa amministrazione (aventi, cioè, lo stesso Codice Fiscale anche se individuate con ID diversi), a condizione che tutte le richieste riguardino il medesimo appalto.

(Inail, nota n. 5549 del 02 agosto 2011)

 

 

 

8) Promozione presenza donne ambienti dirigenziali e gestionali: In G.U. il provvedimento per il finanziamento dei progetti

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 2 agosto 2011 il Provvedimento 24 giugno 2011 riguardante il “Programma Obiettivo per l’incremento e la qualificazione dell’occupazione femminile, per il superamento delle disparità salariali e nei percorsi di carriera, per la creazione, lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili, per la creazione di progetti integrati di rete”.

Come rileva la nota del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro del 05 agosto 2011, si tratta di azioni positive che hanno l’obiettivo di:

– Promuovere, al proprio interno, la presenza delle donne negli ambiti dirigenziali e gestionali mediante la realizzazione di specifici percorsi formativi. Per gli organismi di carattere elettivo é vincolante la stesura del piano di inserimento, con l’individuazione di interventi mirati ad aumentare la rappresentanza di genere (quali, ad esempio, l’introduzione di quote rosa);

Destinatarie/i delle azioni sono: occupate/i, iscritte/i, associate/i.

– Modificare l’organizzazione del lavoro, del sistema di valutazione delle prestazioni e del sistema premiante aziendale.

 

 

 

9) Prestazioni occasionali di tipo accessorio: Voucher, possibile acquisto con nuovo canale bancario

I voucher, utilizzati per pagare le prestazioni occasionali di tipo accessorio, si potranno ritirare anche in banca.

Lo ha reso noto l’Inail con comunicato stampa del 03 agosto 2011.
Si amplia così la rete distributiva dei buoni lavoro. Oltre alle sedi Inps e alla rete delle tabaccherie aderenti alla Fit, infatti, oggi anche il circuito bancario offre i suoi sportelli per acquistare e per incassare i voucher.

L’ICBPI – Istituto centrale delle Banche popolari italiane – e l’Inps hanno siglato una convenzione per l’erogazione dei voucher per il lavoro occasionale accessorio, attraverso il canale bancario nazionale.

Banca popolare di Sondrio (Bps) e Banca popolare Emilia Romagna (Bper) saranno i primi istituti di credito a offrire il servizio. Con il comunicato stampa del 1° agosto 2011, l’Inps avvisa della sottoscrizione della convenzione con l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane – ICBPI – per l’erogazione dei voucher lavoro occasionale accessorio, attraverso il canale bancario nazionale che si aggiunge a quelli già attivi: modalità cartacea, presso le sedi Inps territoriali e presso i tabaccai abilitati o con modalità telematica, accedendo al sito dell’Istituto o tramite i Consulenti del lavoro.

Una volta acquistati il datore di lavoro dovrà attivarli attraverso i canali messi a disposizione dall’Inps, dichiarando l’inizio della prestazione occasionale da parte del lavoratore, che, a sua volta, potrà farsi monetizzare il voucher in una qualsiasi banca dello stesso circuito.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 05 agosto 2011)

 

10) Nuovo praticantato dei Consulenti del lavoro in G.U.

E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 179 del 03 agosto 2011, il nuovo D.M. 20 giugno 2011 che disciplina il periodo di praticantato.

In tale Decreto Ministeriale sono contenute le nuove modalità sulla disciplina del praticantato necessario per l’ammissione all’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di consulente del lavoro.

Nel decreto, in particolare, si fa riferimento alla durata del praticantato e alle modalità del suo svolgimento, alla possibilità di interrompere il periodo di praticantato qualora sopraggiungano determinate situazioni, ai requisiti per l’ammissione al praticantato e alla procedura di iscrizione, alle norme per il professionista che intenda ammettere praticanti presso il proprio studio, alla predisposizione di un fascicolo formativo del praticante.

Entrata in vigore:

Il decreto entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Rimane salvo il diritto per coloro che siano iscritti nel registro dei praticantati precedentemente a tale data di portare a termine il periodo di pratica secondo le norme di cui al D.M. 2 dicembre 1997.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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