Novità fiscali del 5 agosto 2011 tra cui IVA e rappresentante fiscale; adeguata verifica della clientela; OIC 6 ristrutturazione del debito

normativa antiriciclaggio: secondo aggiornamento delle linee guida di adeguata verifica della clientela; codice antimafia approvato definitivamente; dal CNDCEC il programma di liquidazione; approvato in via definitiva il Principio contabile OIC 6 (Ristrutturazione del debito e informativa di bilancio); lavoro: applicazione delle nuove modalità di calcolo della sanzione in misura ridotta ai procedimenti; al 30 settembre la nuova proroga per le dichiarazioni di responsabilità dei titolari prestazioni assistenziali; non residenti: rappresentante fiscale può ancora effettuare acquisti senza applicazione dell’IVA; F24 Accise: istituiti i codici tributo per giochi a distanza organizzati in forma diversa dal torneo; domande di Assegno per il Nucleo Familiare: presentazione telematica


 Indice:

 1) Codice antimafia approvato definitivamente

 2) Dal CNDCEC il programma di liquidazione

 3) Normativa antiriciclaggio: 2° aggiornamento delle linee guida di adeguata verifica della clientela

 4) Approvato in via definitiva il Principio contabile OIC 6 (Ristrutturazione del debito e informativa di bilancio)

 5) Lavoro: Applicazione delle nuove modalità di calcolo della sanzione in misura ridotta ai procedimenti

 6) Al 30 settembre la nuova proroga per le dichiarazioni di responsabilità dei titolari prestazioni assistenziali

 7) Non residenti: Il rappresentante fiscale può ancora effettuare acquisti senza applicazione dell’Iva

 8) F24 Accise: Istituiti i codici tributo per giochi a distanza organizzati in forma diversa dal torneo

 9) Domande di Assegno per il Nucleo Familiare: presentazione telematica

 

1) Codice antimafia approvato definitivamente

Il Consiglio dei Ministri (seduta n. 149 del 03 agosto 2011) ha definitivamente approvato il Codice antimafia, delle misure di prevenzione e della documentazione antimafia che aggiorna la normativa per divenire punto di riferimento completo, semplificare l’attività dell’interprete, migliorare l’efficienza delle procedure di gestione, destinazione ed assegnazione dei beni confiscati.

Il testo raccoglie tutta la normativa vigente in tema di misure di prevenzione, aggiornandola secondo le prescrizioni della legge delega, in particolare prevedendo:

– la facoltà di richiedere che il procedimento per l’applicazione delle misure di prevenzione sia celebrato in udienza pubblica;

– la previsione di un limite di durata anche per il procedimento di secondo grado, con la perdita di efficacia del sequestro ove non venga disposta la confisca nel termine di un anno e sei mesi dalla immissione in possesso da parte dell’amministratore giudiziario, nonché, in caso di impugnazione della decisione, entro un anno e sei mesi dal deposito del ricorso; è altresì prevista la possibilità di prorogare i termini in parola per sei mesi e per non più di due volte in caso di indagini particolarmente complesse;

– l’introduzione della revocazione della decisione definitiva sulla confisca di prevenzione, volta a consentire agli enti assegnatari dei beni confiscati di gestirli senza timore di doverli restituire. A seguito del definitivo decreto di confisca, la revoca sarà possibile solo in casi eccezionali (difetto originario dei presupposti, falsità delle prove); in tal caso, salvo che per i beni di particolare pregio storico-artistico, verrà restituita solo una somma di denaro equivalente al valore del bene;

– la disciplina dei rapporti tra la confisca di prevenzione e il sequestro penale, volta a regolare i rapporti tra diversi e contestuali provvedimenti giudiziari. Se insistono entrambi sul medesimo bene si applicano le norme della prevenzione per la relativa amministrazione e gestione (nomina amministratore giudiziario, relazione periodica);

– la disciplina dei rapporti dei terzi con la procedura di prevenzione, volta a garantire la tutela della buona fede;

– la disciplina dei rapporti con le procedure concorsuali, per risolvere le numerose questioni interpretative causate dalla mancanza di una specifica normativa in materia; i beni sequestrati o confiscati nel procedimento di prevenzione sono sottratti dalla massa attiva del fallimento e sono gestiti e destinati secondo le norme sul procedimento di prevenzione;

– la disciplina degli effetti fiscali del sequestro, volta a risolvere le numerose questioni interpretative che la mancanza di una specifica normativa in materia ha determinato; l’amministratore assume la qualità di sostituto d’imposta, paga provvisoriamente le imposte relative ai beni sequestrati secondo le aliquote vigenti per i diversi redditi e all’esito della procedura, se i beni vengono restituiti, recupera nei confronti del proprietario;

– in materia di certificazione antimafia, il codice semplifica ed omogeneizza una normativa resa particolarmente complessa dalla stratificazione delle norme nel tempo.

Il Consiglio ha poi approvato i seguenti provvedimenti:

– uno schema di decreto legislativo che integra il Codice del processo amministrativo;

– uno schema di disegno di legge per una più compiuta definizione del campo di applicazione del divieto di commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l’asporto merci (già previsto dalla legge finanziaria del 2007) e per superare dubbi interpretativi e difficoltà nell’applicazione operativa della nuova disciplina; il provvedimento chiarisce aspetti tecnici relativi alla composizione dei sacchetti, supera la genericità del divieto e prevede sanzioni specifiche in caso di mancato rispetto del divieto di commercializzazione. Obiettivo del disegno di legge è altresì la promozione di politiche del riuso e di informazione al pubblico sulla gestione del ciclo dei rifiuti relativo ai sacchi per l’asporto delle merci; il testo verrà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni per il parere;

– due disegni di legge per la ratifica e l’esecuzione dei seguenti Atti internazionali: 1. Decisione del Consiglio europeo 2011/199/UE, che modifica l’articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea relativamente ad un meccanismo di stabilità (ESM- European Stability Mechanism) nei Paesi la cui moneta è l’euro; obiettivo della Decisione è far sì che tutti gli Stati dell’Eurozona possano istituire, se necessario, un meccanismo che renderà possibile affrontare situazioni di rischio per la stabilità finanziaria dell’intera area dell’euro; 2. Statuto dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA);

– due schemi di regolamenti, sui quali verranno acquisiti i pareri prescritti, in materia di:

– un regolamento che reca misure di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori che svolgano attività in luoghi connotati da un rischio infortunistico particolarmente elevato, quali silos, cisterne, cunicoli e simili, ambienti nei quali – negli ultimi anni – si sono avuti infortuni particolarmente gravi con le caratteristiche delle stragi e con dinamiche infortunistiche ripetitive e drammatiche, pure in presenza di norme specifiche; sul testo è stato acquisito il parere del Consiglio di Stato e della Conferenza Stato-Regioni.

(Consiglio dei Ministri, seduta n. 149 del 03 agosto 2011)

 

 

 

2) Dal CNDCEC il programma di liquidazione

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato nel mese di agosto 2011 sul proprio sito (www.cndcec.it ) un documento, in formato PDF, composto da 51 pagine, sul seguente tema:

“Il programma di liquidazione”.

Avverte la nota iniziale di tale documento che “il programma di liquidazione è un atto tipico della procedura fallimentare a formazione progressiva, la cui iniziativa è rimessa al curatore in via esclusiva ed il cui perfezionamento richiede il consenso del comitato dei creditori”.

(CNDCEC, nota informativa n. 58 del 04 agosto 2011)

 

 

 

3) Normativa antiriciclaggio: 2° aggiornamento delle linee guida di adeguata verifica della clientela

Normativa antiriciclaggio, secondo, aggiornamento delle linee guida di adeguata verifica della clientela (artt. 16 e seguenti del D.Lgs. n 231/2007).

La nota informativa del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili del 04 agosto 2011 ha reso noto che, nella seduta dello scorso 27 luglio, ha approvato il secondo aggiornamento delle Linee Guida relative all’obbligo di adeguata verifica della clientela previsto dagli artt. 16 e segg. del D.Lgs. n 231/2007 (cd. normativa antiriciclaggio).

Come è noto, l’emanazione delle Linee Guida, nel novembre 2008, ha risposto all’esigenza di dotare gli iscritti di uno strumento di ausilio nell’espletamento degli adempimenti connessi alla identificazione della clientela alla luce del principio dell’approccio basato sul rischio; adempimenti che, stante la mancata emanazione di disposizioni attuative, sarebbero risultati altrimenti assai difficoltosi.

Successivamente, in seguito all’emanazione del D.Lgs. n 151/2009 recante disposizioni correttive della normativa, sì è reso indispensabile aggiornare le procedure previste in tale documento, in modo da assicurare il corretto espletamento di tale obbligo da parte degli iscritti all’Ordine dei Commercialisti.

Con tale nuovo intervento, il Consiglio Nazionale ha inteso, da ultimo, fornire chiarimenti sulle procedure di ausilio per l’espletamento dell’obbligo alla luce delle problematiche segnalate dai propri iscritti in considerazione delle ulteriori modificazioni apportate al D.Lgs. n. 231/2007 da taluni provvedimenti legislativi emanati nel corso del 2010.

(CNDCEC, nota informativa n. 57 del 04 agosto 2011)

 

 

 

4) Approvato in via definitiva il Principio contabile OIC 6 (Ristrutturazione del debito e informativa di bilancio)

L’OIC ha comunicato di avere (in particolare, il Consiglio di Gestione dell’OIC) approvato, il 03 agosto 2011, la versione definitiva del Principio contabile OIC 6 concernente la “Ristrutturazione del debito e informativa di bilancio”.

Lo scopo del presente principio è quello di definire il trattamento contabile e l’informativa integrativa da fornire in merito agli effetti prodotti da un’operazione di ristrutturazione del debito.

Il documento si riferisce alle ipotesi in cui la ristrutturazione del debito è posta in essere da un’impresa che redige il proprio bilancio nel rispetto del principio della continuità aziendale.

Il presente documento è destinato specificatamente alle società italiane che redigono i bilanci in base alle disposizioni del codice civile e ai principi contabili nazionali.

Il documento non si applica alle imprese che ai sensi del D.Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 devono o scelgono di applicare i principi contabili internazionali.

Il documento non si applica, altresì, alle imprese che, in sede di redazione del bilancio d’esercizio, seguono le disposizioni dettate dal titolo VIII del Codice delle Assicurazioni.

Il presente principio si applica a partire dai bilanci relativi all’esercizio in corso alla data di approvazione del documento. Viene consentita un’applicazione anticipata.

Il principio contabile si applica nella redazione del bilancio d’esercizio di un’impresa debitrice e nella redazione del bilancio consolidato riferito a un gruppo d’imprese, tenuto conto delle opportune rettifiche da consolidamento. Le indicazioni contenute nel principio si applicano anche per la redazione dei bilanci intermedi dell’impresa debitrice, compatibilmente alla struttura e al contenuto di tale bilancio.

(OIC, Nota del 03 agosto 2011)

 

 

 

5) Lavoro: Applicazione delle nuove modalità di calcolo della sanzione in misura ridotta ai procedimenti

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in data 26 luglio 2011, ha risposto ad un quesito della DRL del Piemonte in merito all’applicazione delle nuove modalità di calcolo della sanzione in misura ridotta ai procedimenti sanzionatori che hanno già formato oggetto di rapporto al direttore.

A seguito delle modifiche introdotte dalla Legge n. 183/2010 ed in linea con gli orientamenti espressi dalla giurisprudenza di merito in ordine alla riducibilità della maggiorazione giornaliero, il Ministero si è espresso positivamente per l’applicazione della riduzione della sanzione giornaliera in sede di verbale unico nonché in caso di procedimenti sanzionatori che abbiano già formato oggetto di rapporto al direttore.

Lavoro nero, le ipotesi di riduzione della maxisanzione

Il Ministero del Lavoro, con nota protocollo n. 13315 del 26 luglio 2011, ha chiarito che:

– la riduzione della maxisanzione vale anche nel caso di condotte poste in essere prima del 24 novembre 2010 (entrata in vigore della legge n. 183/10- Collegato lavoro), per le quali non sia stata emessa l’ordinanza ingiunzione di pagamento della relativa sanzione;

– può essere ridotta di 1/4 (oppure 1/3) anche la maggiorazione di 150 euro (30 euro per lavoro nero temporaneo) applicabile per ogni giornata di lavoro svolto in nero;

Sono da ritenersi superate le indicazioni fornite con la circolare n.29/2006 e la riduzione va applicata anche in caso di procedimenti sanzionatori che abbiano già formato oggetto di rapporto al Direttore della Dpl.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 04 agosto 2011)

 

 

 

6) Al 30 settembre la nuova proroga per le dichiarazioni di responsabilità dei titolari prestazioni assistenziali

E’ nuovamente slittato il termine per le comunicazioni on line all’Inps.

Più tempo per le dichiarazioni di responsabilità dei titolari di prestazioni assistenziali.

Lo ha reso noto l’Inps con il messaggio n. 15735 del 2 agosto 2011.

Slitta, quindi, al 30 settembre 2011 il termine per la trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità da parte dei titolari di prestazioni assistenziali per l’accertamento della permanenza del requisito relativo alla condizione:

– di ricovero (titolari di indennità di accompagnamento, indennità di frequenza, Assegno sociale e AS sostitutivo d’invalidità civile );

– di mancato svolgimento di attività lavorativa (titolari di assegno mensile agli invalidi civili parziali);

– della residenza effettiva in Italia (assegno sociale/pensione sociale e AS/PS sostitutivi d’invalidità civile).

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 04 agosto 2011)

 

 

 

7) Non residenti: Il rappresentante fiscale può effettuare acquisti senza applicazione dell’Iva, ciò anche dopo che è mutato il quadro normativo

Anche se é mutato il quadro normativo che ha modificato l’art. 17 del DPR n. 633 del 1972, il rappresentante fiscale (come già chiarito dalla risoluzione n. 102 del 1999) può effettuare acquisti senza applicazione dell’imposta (ai sensi dell’art. 8, comma 2, del medesimo DPR IVA.

E’ quanto ha ribadito l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 80/E del 04 agosto 2011, con la quale ha, tuttavia, fornito ulteriori precisazioni per il soggetto estero cedente, identificato nel territorio dello stato (nel caso esaminato dalle Entrate, infatti, maggiormente opera in Italia).

Il caso che ha richiesto i chiarimenti dalle Entrate

La citata risoluzione scaturisce da un’istanza di interpello presentata da una società non residente, che effettua operazioni rilevanti territorialmente nei confini dello Stato e che, per assolvere i relativi obblighi, ha nominato un rappresentante fiscale.

In particolare, la società Alfa ha chiesto all’Agenzia di chiarire se poteva avvalersi della possibilità di acquistare beni o servizi senza addebito dell’Iva (plafond), ai sensi dell’art. 8, comma 2, del D.P.R. n. 633 del 1972, atteso che il Dlgs dell’11 febbraio 2010, n. 18, ha modificato la disciplina dei compiti del rappresentante fiscale contenuta nell’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972.

La società Alfa è una società con sede in Svizzera facente parte del gruppo multinazionale Beta. L’attività di Alfa consiste nell’acquisto dei prodotti di Beta presso i fornitori. Tali prodotti stoccati in magazzini centrali situati in Stati europei (tra cui l’Italia) sono successivamente rivenduti alle società del gruppo incaricate della gestione dei negozi di vendita al dettaglio.

Per lo svolgimento della propria attività, Alfa effettua operazioni rilevanti territorialmente nel territorio dello Stato e, pertanto, per assolvere gli obblighi relativi a tali operazioni ha nominato un rappresentante fiscale, istituto disciplinato dall’art. 17, comma 3, del DPR n. 633 del 1972.

Il parere contenuto nella neo risoluzione: Plafond anche per il non residente identificato ai fini Iva in Italia

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, anche un soggetto passivo non residente, ma identificato, ai fini Iva, in Italia, tramite rappresentante fiscale, può maturare il plafond che consente di fare acquisti senza applicazione dell’imposta.

Coloro che effettuano esportazioni, ai sensi art. 8, comma 2, del D.P.R. n. 633 del 1972, possono compiere acquisti, dietro presentazione di una lettera di intenti al proprio fornitore, senza Iva, nei limiti dei corrispettivi realizzati, per tali operazioni, nell’anno solare passato (ovvero nei 12 mesi precedenti).

Ciò a condizione che l’ammontare di quegli importi sia superiore al 10% del volume d’affari (art. 1, D.L. n. 746/1983, convertito in L. n. 17/1984).

L’Agenzia delle Entrate ha, quindi, risposto positivamente all’istante precisando che, pur nel mutato quadro normativo, il rappresentante fiscale – come già chiarito dalla precedente risoluzione n. 102/E del 1999 – può effettuare acquisti senza applicazione dell’imposta.

In relazione alla maturazione del plafond, tale Agenzia ha precisato che il soggetto estero cedente, identificato nel territorio dello Stato, realizza un’operazione rilevante ai fini dell’Iva i cui corrispettivi – nei termini di cui all’articolo 8 – danno titolo ad acquistare senza imposta sul valore aggiunto, quando realizza:

– esportazioni;

– cessioni intracomunitarie;

– cessioni di beni e/o prestazioni di servizi interni non imponibili (ex artt. 8–bis e 9) nei confronti di altri soggetti non residenti ovvero privati.

Diversamente, l’interessato non realizza alcuna operazione rilevante ai fini della maturazione del plafond in caso di:

– cessioni interne nei confronti di soggetti passivi residenti [o ad essi assimilati di cui all’art. 7-ter, comma 2, lettere b) e c)];

– servizi interni nei confronti di soggetti passivi residenti [o ad essi assimilati di cui all’art. 7-ter, comma 2, lettere b) e c)].

In tali due ipotesi (cessioni interne nei confronti di soggetti passivi residenti, servizi interni nei confronti di soggetti passivi residenti), infatti, la qualifica di debitore d’imposta è assunta dal cessionario ovvero committente, soggetto passivo stabilito in Italia (art. 17, comma 2, del Dpr 633/1972), che deve assolvere l’imposta mediante applicazione del meccanismo del reverse charge.

 

 

 

8) F24 Accise: Istituiti i codici tributo per giochi a distanza organizzati in forma diversa dal torneo

Sono stati istituiti i codici tributo per il versamento, mediante il modello F24 Accise, delle somme dovute all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato per i giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo.

In particolare, per consentire il versamento delle somme dovute mediante il modello F24 Accise, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 81/E del 04 agosto 2011, ha istituito i seguenti codici tributo:

– “5259” denominato “Imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo di cui all’ art. 12, c. 1, lett. f), D.L. n. 39/2009”;

– “5260” denominato “Imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo di competenza della Regione Sicilia di cui all’ art. 12, c. 1, lett. f), D.L. n. 39/2009”;

– “5261” denominato “Sanzione per tardivo versamento dell’imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo – art. 5, c. 2, D.Lgs. n. 504/1998”;

– “5262” denominato “Sanzione per tardivo versamento dell’imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo di competenza della Regione Sicilia – art. 5, c. 2 , D.Lgs. n. 504/1998”;

– “5263” denominato “Interessi per tardivo versamento dell’imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo di cui all’art. 12, c. 1, lett. f), D.L. n. 39/2009”;

– “5264” denominato “Interessi per tardivo versamento dell’imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo di competenza della Regione Sicilia, di cui all’art. 12, c. 1, lett. f), D.L. n. 39/2009”;

– “5265” denominato “Imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo da accertamento – art. 5, c. 1, D.Lgs. n. 504/1998 – IMPOSTA”;

– “5266” denominato “Imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo da accertamento – art. 5, c. 1, del D.Lgs. n. 504/1998 – INTERESSI”;

– “5267” denominato “Imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo da accertamento” – art. 5, c. 1, del D.Lgs. n. 504/1998 – SANZIONI”;

– “5268” denominato “Imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo da accertamento di competenza della Regione Sicilia – art. 5, c. 1, D.Lgs. n. 504/1998 – IMPOSTA”;

– “5269” denominato “Imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo da accertamento di competenza della Regione Sicilia – art. 5, c. 1, del D.Lgs. n. 504/1998 INTERESSI”;

– “5270” denominato “Imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo da accertamento di competenza della Regione Sicilia – art. 5, c. 1, del D.Lgs. n. 504/1998 – SANZIONI”;

– “5317” denominato “Imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo – Ravvedimento – Sanzione di cui all’art. 5, c. 7, D.Lgs. n. 504/1998”;

– “5318” denominato “Imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo – Ravvedimento – Interessi di mora di cui all’art. 5, c. 8, D.Lgs. n. 504/1998”;

– “5319” denominato “Imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo – Ravvedimento – Sanzione di competenza della Regione Sicilia di cui all’ art. 5, c. 7, D.Lgs. n. 504/1998”;

– “5320” denominato “Imposta unica sui giochi a distanza di sorte a quota fissa e di carte organizzati in forma diversa dal torneo – Ravvedimento – Interessi di mora di competenza della Regione Sicilia di cui all’art. 5, c. 8, D.Lgs. n. 504/1998”;

In sede di compilazione del modello di versamento F24 Accise, i suddetti codici tributo sono esposti nella “Sezione Accise/Monopoli ed altri versamenti non ammessi in compensazione” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, indicando, nel campo “ente” la lettera “M”, mentre il campo “codice identificativo” è valorizzato dal “codice concessione”.

Per i codici tributo “5259”, “5260”, “5261”, “5262”, “5263”, “5264”, “5317”, “5318”, “5319” e“5320” è indicato:

– nel campo “provincia” la sigla della provincia ove ha sede il soggetto tenuto al pagamento;

– nel campo “mese” il mese cui si riferisce il versamento nel formato “MM”;

– nel campo “anno di riferimento” l’anno cui si riferisce il versamento nel formato “AAAA”.

Per i codici tributo “5265”, “5266”, “5267”, “5268”, “5269” e “5270”, è indicato:

– nel campo “provincia” la sigla della provincia ove ha sede l’Ufficio di AAMS che ha emesso l’atto di accertamento;

– nel campo “mese”: nessun valore;

– nel campo “anno di riferimento” l’anno d’imposta cui si riferisce la violazione contestata nel formato “AAAA”.

 

 

 

9) Domande di Assegno per il Nucleo Familiare: presentazione telematica

Sono state attivate le modalità di presentazione telematica per le domande di autorizzazione agli Assegni per il Nucleo Familiare, di autorizzazione agli Assegni per il Nucleo Familiare da parte dei lavoratori domestici e di autorizzazione agli Assegni per il nucleo Familiare da parte dei lavoratori iscritti alla Gestione Separata.

Le informazioni dettagliate sono contenute, rispettivamente, nelle circolari dell’Inps n. 103, n. 102 e n. 101 del 4 agosto 2011.

La presentazione telematica delle domande si affianca alle tradizionali modalità per un periodo transitorio, la cui scadenza sarà successivamente comunicata, trascorso il quale le domande potranno essere presentate esclusivamente attraverso uno dei seguenti canali:

WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino munito di PIN attraverso il portale dell’Istituto – servizio di “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”, funzione ANF Gestione Separata;

Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;

Contact – Center attraverso il numero verde 803.164.

(Inps, comunicato del 04 agosto 2011)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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