Novità fiscali del 4 agosto 2011 tra cui concorso di reato del Commercialista, immobili dei professionisti e transazioni fiscali in agricoltura

 

 Indice:

 1) Codice penale: caso di concorso di reato del Commercialista

 2) Litisconsorzio a nullità limitata

 3) Competenza anche parziale per i giudici tributari

 4) Al via le transazioni fiscali in agricoltura

 5) Finanze: gli immobili in Italia 2011

 6) Immobili dei professionisti: spese di manutenzione, ristrutturazione e manutenzione

 7) Cedolare secca, Unico e Irap 2011: scadenza imminente

 8) Lo scudo fiscale non copre anche il mancato versamento dell’Iva

 9) Invalidità civile: verifiche straordinarie Inps e provvedimenti di sospensione con decorrenza settembre 2011

10) Anticipazione CIG in deroga: settore appalti di pulizie nelle scuole

 

1) Codice penale: Caso di concorso di reato del Commercialista

Caso in cui nella bancarotta fraudolenta concorre il Commercialista:

Il Commercialista (terzo estraneo alla società) può essere accusato di concorso in bancarotta fraudolenta patrimoniale se con la sua condotta ha provocato danni nei confronti dei creditori e il suo comportamento è continuato fino alla dichiarazione di insolvenza dell’azienda rea.

In particolare, il professionista che aiuta l’amministratore a fare fallire la società rischia l’incriminazione per violazione dell’ex art. 110 Codice penale.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 30412 del 01 agosto 2011, secondo cui anche un terzo estraneo alla società può essere accusato di concorso in bancarotta fraudolenta patrimoniale se la sua condotta dannosa nei confronti della massa dei creditori è continuata fino alla dichiarazione di insolvenza dell’azienda “incriminata”.

Pertanto, secondo la Suprema Corte, il Commercialista che ha aiutato l’amministratore a fare fallire la società risponde, ex art. 110 del Codice Penale, nel reato del soggetto proprio.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 30412 del 01 agosto 2011)

 

 

 

2) Litisconsorzio a nullità limitata

La sezione tributaria della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16910 del 2011, ha stabilito che se i giudici di primo e di secondo grado hanno deciso una controversia sul reddito di una società di persone in violazione del litisconsorzio necessario, all’annullamento della sentenza impugnata consegue la rimessione della causa al giudice di primo grado.

Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, sia il giudice di primo grado sia quello di appello avevano deciso il reddito di partecipazione con la sola presenza di uno dei due soci, quando, invece, la lite relativa al reddito delle società personale deve vedere la partecipazione obbligatoria della società e di tutti i soci.

La Suprema Corte ha dichiarato la nullità della sentenza di secondo grado per la natura sostitutiva della pronuncia di appello rispetto a quella della Commissione Provinciale.

In caso di mancata costituzione dell’appellato e in assenza della dimostrazione, il giudice deve dichiarare l’inammissibilità dell’appello.

Inammissibilità confermata per l’atto di impugnazione senza allegazione della ricevuta di ritorno se l’appellato è contumace.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 16910 del 2011)

  

 

 

3) Competenza anche parziale per i giudici tributari

La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, con la sentenza n. 16858 del 02 agosto 2011, ha stabilito che il giudice tributario non può dichiarare il difetto di giurisdizione in seguito alla contestazione degli atti della riscossione con i quali il concessionario recupera anche entrate non tributarie.

La giurisdizione permane anche se la competenza sugli atti è parziale.

Cartelle di pagamento, fermi amministrativi, ed iscrizioni ipotecarie sono parzialmente impugnabili avanti alle Commissioni Tributarie se vengono emanati anche per il recupero di entrate che non hanno natura fiscale.

Il contribuente ha la facoltà di fare ricorso contro gli atti della riscossione innanzi al giudice tributario  od ordinario a seconda del tipo di credito.

Dunque, una cartella che contenga crediti di varia natura può essere impugnata presso giudici diversi: Quindi, le imposte e tasse vanno contestate con ricorso alle Commissioni Tributarie, mentre i contributi previdenziali si contestano avanti al giudice ordinario.

Sempre le Sezioni Unite, con la sentenza n. 21891/2009, hanno precisato che spetta in via esclusiva al giudice tributario la competenza a decidere sull’impugnazione degli avvisi di mora emanati dagli agenti della riscossione per mancato pagamento dei tributi

(Corte di Cassazione, sentenza n. 16858 del 02 agosto 2011)

 

 

 

4) Al via le transazioni fiscali in agricoltura

Nel settore dell’agricoltura neo opportunità per l’impresa che si trova in stato di insolvenza.

Ristrutturazione dei debiti e transazione fiscale estesi alle imprese agricole, anche in stato di insolvenza che potranno, adesso attivarsi per superare il proprio stato di crisi sotto la “regia” del tribunale competente.

Lo ha disposto il comma 43, dell’art. 23, della Legge n. 111/2011 (manovra estiva 2011) di conversione del D.L. n. 98/2011.

Il citato comma 43, infatti, consente, agli imprenditori agricoli in stato di crisi o di insolvenza di accedere agli accordi di ristrutturazione dei debiti ed alla transazione fiscale previsti dal regio decreto n. 267 del 1942.

Più in dettaglio la norma, “in attesa di una revisione complessiva della disciplina dell’imprenditore agricolo in crisi”, permette agli imprenditori agricoli in stato di crisi o di insolvenza di accedere alle procedure di cui agli articoli 182 – bis e 182-ter del regio decreto n. 267 del 1942.

Peraltro, l’art. 182-bis del regio decreto n. 267 del 1942 disciplina gli accordi di ristrutturazione dei debiti.

La norma prevede in sintesi che l’imprenditore in stato di crisi può domandare,

depositando la documentazione necessaria, l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori rappresentanti almeno il 60% dei crediti, unitamente ad una relazione redatta da un professionista in possesso dei necessari requisiti sull’attuabilità dell’accordo stesso, con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei.

L’accordo è pubblicato nel registro delle imprese e acquista efficacia dal giorno della sua pubblicazione.

Dalla data della pubblicazione e per sessanta giorni i creditori per titolo e causa anteriore a tale data non possono iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive sul patrimonio del debitore.

Entro 30 giorni dalla pubblicazione i creditori e ogni altro interessato possono proporre opposizione.

Il tribunale, decide sulle opposizioni, procede all’omologazione in camera di consiglio con decreto motivato.

L’art. 182-ter del regio decreto n. 267 del 1942 disciplina la transazione fiscale.

La norma prevede in sintesi che il debitore può proporre il pagamento, parziale o anche dilazionato, dei tributi amministrati dalle agenzie fiscali e dei relativi accessori, nonché dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie e dei relativi accessori, limitatamente alla quota di debito avente natura chirografaria anche se non iscritti a ruolo, ad eccezione dei tributi costituenti risorse proprie dell’Unione europea; con riguardo all’imposta sul valore aggiunto ed alle ritenute operate e non versate, la proposta può prevedere esclusivamente la dilazione del pagamento.

Se il credito tributario o contributivo è assistito da privilegio, la percentuale, i tempi di pagamento e le eventuali garanzie non possono essere inferiori a quelli offerti ai creditori che hanno un grado di privilegio inferiore o a quelli che hanno una posizione giuridica ed interessi economici omogenei a quelli delle agenzie e degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie; se il credito tributario o contributivo ha natura chirografaria, il trattamento non può essere differenziato rispetto a quello degli altri creditori chirografari ovvero, nel caso di suddivisione in classi, dei creditori rispetto ai quali è previsto un trattamento più favorevole.

 

 

 

5) Finanze: Gli immobili in Italia 2011

Pubblicata, il 03 agosto 2011, sul sito www.finanze.it la terza edizione del volume “Gli immobili in Italia”, realizzato dal Dipartimento delle Finanze e dall’Agenzia del Territorio.

Tale lavoro fotografa la situazione patrimoniale dei cittadini e delle imprese italiane.

I risultati conseguiti forniscono un quadro dettagliato del tessuto fiscale ed economico del Paese e rappresentano il primo passo verso la costruzione di una banca dati del patrimonio immobiliare fruibile, in prospettiva, ad ogni livello di governo del territorio.

Lo studio si articola nei seguenti 6 capitoli:

– Lo stock immobiliare in Italia: analisi degli utilizzi;

– Flussi reddituali e ricchezza immobiliare in Italia;

– Analisi territoriale del valore del patrimonio abitativo;

– Distribuzione della proprietà e del reddito dei proprietari;

– Flussi immobiliari e canoni di locazione;

– Nota metodologica: la costituzione della banca dati integrata della proprietà immobiliare.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento delle Finanze, nota del 03 agosto 2011)

 

 

 

6) Immobili dei professionisti: Spese di manutenzione, ristrutturazione e manutenzione

Le spese che per loro caratteristiche non devono essere imputate ad incremento del costo dei beni cui si riferiscono sono deducibili, in un’unica soluzione, nell’esercizio in cui sono state sostenute, quindi in base al principio di cassa.

L’eventuale eccedenza rispetto al limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili risultanti dall’inizio del periodo d’imposta dal registro cronologico degli incassi e pagamenti o dal libro dei beni ammortizzabili è deducibile in quote costanti nei cinque periodi d’imposta successivi a quello nel quale le predette spese sono state sostenute.

La precisazione è contenuta nello studio tributario n. 88-2011/T pubblicato il 02 agosto 2011 sul sito www.notariato.it (si veda l’articolo di ieri, cioè quello sulle novità fiscali del 03 agosto 2011).

Tale studio del Consiglio Nazionale del Notariato, relativo al tema dei “Beni immobili strumentali nell’esercizio di arti e professioni: spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione” è stato approvato dalla Commissione studi tributari il 25 maggio 2011.

In precedenza, all’approvazione della Legge n. 296/2006, le spese non incrementative (di manutenzione ordinaria) erano parimenti deducibili in un’unica soluzione in base al principio di cassa, ma senza alcun limite di tipo quantitativo non essendo stato previsto per gli esercenti arti e professioni il meccanismo del plafond del 5% come per le imprese.

Una volta superata la predetta percentuale, rispetto al costo di tutti i beni materiali ammortizzabili, la quota eccedente di costo pur continuando ad essere deducibile, dovrà essere suddivisa in cinque quote (deducibili) nei periodi di imposta successivi.

Secondo il parere contenuto nel suddetto studio del Notariato, ciò alimenta talune incertezze tra gli operatori.

Esistono poi dei vuoti normativi (vedi ad es. quello concernente i criteri di deducibilità delle spese di manutenzione sostenute su beni di terzi), non colmati da quanto previsto dall’art. 54 del TUIR per i professionisti.

Le spese incrementative: Criteri di deducibilità

Rileva poi lo studio del Notariato che il legislatore non ha disciplinato espressamente i criteri di deducibilità delle spese che devono essere imputate ad incremento del costo degli immobili oggetto di manutenzione e/o ammodernamento.

Tuttavia, il trattamento fiscale loro riservato può essere desunto indirettamente dalla lettura dell’art. 54, comma 2 del Tuir.

L’esercente arte o professione potrà beneficiare della deduzione ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo a seguito del riconoscimento fiscale delle maggiori quote di ammortamento, “quindi in base ad un rigido criterio di competenza, anziché di cassa”.

In buona sostanza la capitalizzazione dei predetti oneri determina un “allargamento” della base imponibile con il naturale incremento delle quote di ammortamento.

Tuttavia, l’integrale deduzione dei predetti oneri potrà essere completata solo dopo il decorso di 33 anni, infatti, il coefficiente di ammortamento degli immobili previsto dal DM del 31 dicembre 1988 è del 3%.

Tale criterio di deducibilità è, però, applicabile ai soli immobili oggetto di ammortamento, cioè a cespiti acquistati nel periodo 1° gennaio 2007 – 31 dicembre 2009.

Riguardo al criterio da applicare ai medesimi immobili strumentali acquistati con decorrenza dal 1° gennaio 2010, l’impossibilità di portare in deduzione le quote di ammortamento non si traduce, in conseguenza dell’obbligo di capitalizzazione, nell’integrale indeducibilità delle spese di manutenzione sostenute nell’esercizio.

Lo studio del Notariato, infatti, fornisce alcune argomentazioni favorevoli alla deducibilità dei predetti oneri (spese di manutenzione e/o di ammodernamento) anche se sostenuti con riferimento ad immobili non più ammortizzabili (acquistati dopo il 1° gennaio 2010).

Pertanto, per gli oneri sostenuti con riferimento agli immobili acquistati dal 1° gennaio 2010 in avanti la deduzione sarà effettuata in un’unica soluzione nel periodo di sostenimento delle spese. Invece, la quota eccedente rispetto al limite del 5% del costo dei beni materiali ammortizzabili determinato all’inizio del periodo d’imposta sarà deducibile in cinque quote costanti con decorrenza dell’esercizio successivo a quello di sostenimento delle spese.

Stessa cosa, conclude lo studio del notariato, vale per le spese effettuate dal professionista nell’immobile di proprietà di terzi (cioè detenuto in locazione).

 

 

 

7) Cedolare secca, Unico e Irap 2011: Scadenza imminente

Manca solo un giorno per pagare con una piccola maggiorazione, senza incorrere in sanzioni.

L’agenda fiscale prevede ancora un appuntamento prima delle ferie estive. I proprietari di immobili abitativi, che hanno scelto il regime della cedolare secca e hanno saltato la scadenza del 6 luglio per pagare la prima rata dell’acconto dell’imposta sostitutiva sulle locazioni, possono, fino al prossimo 5 agosto, mettersi in regola con una maggiorazione minima, pari allo 0,40% dell’importo dovuto.

Stesso termine e stesse condizioni anche per i contribuenti che si sono lasciati sfuggire l’ultimo giorno utile (il 6 luglio) per passare in cassa e pagare, senza somme aggiuntive, le imposte dirette, l’imposta regionale sulle attività produttive e l’Iva emerse dai modelli Unico e Irap 2011.

La segnalazione vale per le persone fisiche e i soggetti diversi dalle persone fisiche e i loro soci “in trasparenza”.

Acconto cedolare secca

La cedolare secca, come è noto, sostituisce Irpef, addizionali comunale e regionale, più le imposte di registro e di bollo sui contratti di locazione.

Il suo ammontare è pari al 21% dei canoni riscossi e scende al 19% per i contratti a canone concordato relativi a immobili situati nei Comuni con carenze di disponibilità di fabbricati residenziali e in quelli ad alta tensione abitativa.

Può essere applicata anche in caso di locazioni di durata non superiore a 30 giorni complessivi nell’anno, per i quali non c’è l’obbligo di registrazione.

Il codice tributo da inserire nell’F24 per il pagamento della prima rata è 1840.

Chi ha scelto l’imposta unica sostitutiva per il reddito proveniente dai canoni della casa data in affitto, deve versare, entro il 5 agosto 2011, la prima rata dell’acconto (cioè il 40% dell’acconto complessivo) aumentato dello 0,40%.

Il restante 60% (seconda rata) andrà versato entro il 30 novembre. Se poi, l’importo totale è inferiore a 257,52 euro, l’anticipo dovrà essere corrisposto in un’unica soluzione a fine novembre. Regola, quest’ultima, estesa anche ai contratti con decorrenza 1° giugno 2011.

La percentuale da calcolare per l’acconto di quest’anno è pari all’85% dell’imposta complessiva, indice che salirà al 95% dal 2012.

Unico ed Irap

La maggiorazione, riguardante la scadenza 5 agosto 2011, riguarda, quindi, anche Unico e Irap ed, in particolare, le persone fisiche e i soggetti diversi dalle persone fisiche (e loro soci “trasparenti”) interessati dagli studi di settore, che svolgono attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi e che dichiarano ricavi o compensi non superiori al limite fissato per la loro applicazione.

Chiamati in cassa, dunque, tra questi contribuenti, coloro che hanno perso l’appuntamento del 6 luglio per il saldo 2010 e il primo acconto 2011 di Irpef (e sue addizionali), Ires e Irap 2011, e per il saldo Iva 2010, in caso abbiano deciso di presentare la dichiarazione annuale dell’imposta sul valore aggiunto con Unico. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione o rateizzato in quote mensili fino a novembre.

(Agenzia delle Entrate, nota del 03 agosto 2011)

 

 

 

8) Lo scudo fiscale non copre anche il mancato versamento dell’Iva

La regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero non prevede una generica “non punibilità”.

Lo scudo fiscale si applica rigorosamente ai capitali rimpatriati e non copre il reato di omesso versamento Iva.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 28724 del 19 luglio 2011.

A differenza del Tribunale del riesame, la Suprema Corte con la citata sentenza ha dichiarato infondati i ricorsi dei contribuenti, ritenendo priva di valore l’asserzione da loro sostenuta sulla valenza ontologica della dichiarazione di emersione, che sarebbe atta a coprire ogni tipologia di infrazione penale commessa.

Quindi, lo scudo fiscale non può comunque coprire reati legati agli omessi versamenti dell’Iva e delle ritenute alla fonte (rispettivamente artt. 10-ter e 10-bis D.Lgs. n. 74/2000) o reati legati a condotte illecite diverse da quelle espressamente previste, come il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art. 11 D.Lgs. 74/2000).

(Agenzia delle Entrate, nota del 03 agosto 2011)

 

 

 

9) Invalidità civile: Verifiche straordinarie Inps e provvedimenti di sospensione con decorrenza settembre 2011

L’Inps, con il messaggio n. 15812 del 03 agosto 2011 ha reso noto in materia di invalidità civile, verifiche straordinarie con provvedimenti di sospensione con decorrenza settembre 2011 e ricostituzione centrale.

Provvedimenti di sospensione per assenza a visita

In particolare, l’Inps ha evidenziato che è stata disposta, con ricostituzione dal centro e con decorrenza 1° settembre 2011, la sospensione d’ufficio per un gruppo di prestazioni INVCIV interessate da verifiche straordinarie (INVER).

La sospensione riguarda le posizioni dei soggetti assenti a visita senza giustificato motivo, rilevate alla data del 15.6.2011, i cui esiti Postel sono: “consegnata raccomandata”, “compiuta giacenza”, “respinta al mittente” e “PEC”.

Prima di procedere alla sospensione, le liste degli assenti sono state preventivamente inviate alle direzioni regionali per l’aggiornamento della procedura INVER con la registrazione di eventuali operazioni effettuate manualmente.

Sono stati esclusi dalle operazioni di sospensione i nominativi segnalati dalle sedi entro il termine prefissato (8 luglio 2011), per i quali, anche se non è stato possibile aggiornare la procedura:

– esiste un verbale di visita ambulatoriale o domiciliare non acquisito;

– è prevista una nuova convocazione a visita ambulatoriale oppure è stata fissata una visita domiciliare;

– deve essere rinnovato l’invito a visita per intervenute variazioni di residenza in ARCA.

Le prestazioni sospese sono consultabili nelle apposite liste presenti nella procedura INVER.

Gli interessati sono informati della sospensione con una lettera inviata attraverso la procedura, che contiene anche l’invito a rivolgersi all’UOC/UOS per fissare una nuova visita. In quest’ultimo caso, trattandosi di prestazione sospesa, la convocazione dovrà essere stabilita con priorità assoluta.

Le prestazioni resteranno comunque sospese fino all’esito della visita.

I responsabili delle UOC/UOS medico legali, nelle more della convocazione a visita e della compilazione telematica del verbale, avranno cura di comunicare all’unità organizzativa competente di procedere con immediatezza al ripristino del pagamento sospeso esclusivamente nel caso in cui venga accertato che la mancata presentazione a visita era stata determinata da:

a) degenza in strutture sanitarie protette;

b) ricovero in strutture ospedaliere;

c) ricorrenza di condizioni che comportano l’esonero dalla visita secondo le norme vigenti (DM 2 agosto 2007);

d) condizioni di intrasportabilità.

Delle sospensioni di cui sopra dovranno essere informate, a cura delle Sedi, le associazioni di categoria ENS, ANMIC, UIC, affinché collaborino nell’attività di comunicazione agli interessati delle iniziative prese dall’Istituto e nel fornire i dati e le notizie necessari per l’eventuale richiesta di una nuova convocazione a visita

Al presente messaggio seguirà l’invio di PEI ai Direttori regionali, complete di:

elenco delle posizioni sospese;

elenchi da trasmettere alle associazioni di categoria (suddivisi per associazione);

lista di posizioni scartate da ricostituire manualmente.

In riferimento a quest’ultima lista, si fa presente che la fascia di sospensione è già stata inserita ma non è stata elaborata la ricostituzione. Prima di procedere manualmente all’acquisizione della ricostituzione, è necessario provvedere alla correzione segnalata dal codice di scarto presente sul DIARIO GAPNE.

Lavorazione indirizzi errati

L’Inps sollecita la sistemazione delle posizioni degli assenti a visita presenti nelle liste “gestione accertamenti anagrafici ,con esito POSTEL diverso da quelli sopra indicati (indirizzo “trasferito”, “ inesistente”, “insufficiente” e “errato”, destinatario “sconosciuto”, “irreperibile” e “deceduto”) secondo le istruzioni indicate al punto 2 del messaggio 011001 del 18/05/2011.

Poi rammenta che per la corretta gestione delle posizioni contenute nella lista “variazioni anagrafiche”, l’operatore dovrà effettuare, nella procedura INVER, la “presa in carico” di ciascuna posizione e provvedere alla verifica anagrafica secondo le motivazioni rilevate da POSTEL, riportate nella lista, ed eventualmente effettuare le variazioni in ARCA.

Dopo la conclusione delle attività di verifica anagrafica, è necessario registrare l’esito dell’accertamento in INVER selezionando dal menù a tendina del campo “esito variazione” l’opzione “variazione effettuata“, se l’accertamento anagrafico ha comportato la modifica in ARCA, oppure l’opzione “conferma indirizzo – nessuna variazione”, in assenza di variazioni in ARCA.

Per l’aggiornamento della residenza possono essere utilizzati d’ufficio, oltre ai dati forniti dai Comuni, quelli presenti sul data base dell’Agenzia delle Entrate.

E’ utile ricordare che nel caso in cui l’anagrafica in ARCA risulti aggiornata mentre in archivio pensioni è ancora presente un vecchio indirizzo, è necessario che l’operatore della linea di prodotto assicurato pensionato ripeta, in forzatura, l’acquisizione del nuovo indirizzo in ARCA.

(Inps, messaggio n. 15812 del 03 agosto 2011)

 

 

 

10) Anticipazione CIG in deroga: Settore appalti di pulizie nelle scuole

Infine, l’Inps, con il messaggio n. 15831 del 03 agosto 2011, si è incentrato in tema di “Anticipazione CIG in deroga – Settore Appalti di pulizie nelle scuole – Verbale di Accordo in Sede Governativa del 12 luglio 2011”.

A seguito dell’intesa sottoscritta il 20 aprile 2011 tra Governo, Regioni e Province autonome in materia di ammortizzatori sociali in deroga e politiche attive per gli anni 2011 – 2012, e del successivo accordo in sede governativa del 14 giugno 2011 intervenuto tra il Ministero del Lavoro alla presenza del MIUR, il Dipartimento Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri e le OO.SS., al fine di affrontare la situazione occupazionale relativa al settore degli appalti di pulizia nelle scuole, in data 12 luglio 2011 sono stati siglati i Verbali d’accordo in sede governativa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento affari regionali, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, le OO.SS., le Associazioni datoriali del settore e Italia lavoro (allegato 1 e 2).

In questi accordi si è convenuto di ricorrere ad un periodo di cassa integrazione guadagni in deroga a zero ore senza rotazione, per il periodo decorrente dal 1 luglio 2011 al 3 settembre 2011, per un numero complessivo di 12.474 lavoratori a favore delle aziende del settore in oggetto indicate al punto 1 dei Verbali di accordo governativo del 12 luglio 2011 e analiticamente descritte nei prospetti ivi allegati.

Attesa la difficoltà rappresentata dalle Regioni alla compartecipazione economica, al fine di assicurare l’attuazione dell’accordo siglato in data 14 giugno 2011, con i richiamati accordi del luglio 2011 è stata disposta la totale copertura delle risorse a carico del Governo, relativamente al periodo richiamato che esaurisce le 65 giornate di calendario CIG previste per l’anno in corso come da Accordo del giugno 2011.

Gli accordi prevedono nell’ipotesi di richiesta specifica da parte delle aziende coinvolte la possibilità da parte dell’Istituto di anticipare il trattamento di CIG in deroga in oggetto, ai sensi dell’articolo 7 ter, comma 3, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni nella legge 9 aprile 2009, n. 33.

Pertanto, nelle more dell’adozione del decreto interministeriale di autorizzazione, al fine di provvedere alle eventuali anticipazioni richieste dalle aziende, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha fornito l’elenco dettagliato dei 12.474 lavoratori previsti e le aziende indicate nel richiamato verbale di accordo.

Con specifico messaggio Hermes intranet sarà trasmesso il file relativo all’elenco dettagliato dei nominativi dei beneficiari.

(Inps, messaggio n. 15831 del 03 agosto 2011)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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