Manovra di Ferragosto (D.L. 138/2011): sintesi della parte fiscale

Manovra Bis subito in Gazzetta Ufficiale: Le novità di fisco

Venti articoli divisi in quattro titoli:

– Disposizioni per la stabilizzazione finanziaria;

– liberalizzazioni, privatizzazioni ed altre misure per favorire lo sviluppo;

– misure a sostegno dell’occupazione;

– riduzione dei costi degli apparati istituzionali.

E’ il testo della manovra anti crisi bis che è stata subito ufficializzata con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

In particolare, si tratta del Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, recante “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”,  in G.U. n. 188 del 13 agosto 2011, con entrata in vigore del provvedimento fissata al 13 agosto 2011.

Ecco di seguito le principali novità fiscali:

Fatture dei professionisti (art. 2, comma 5)

La norma prevede che qualora siano state contestate a carico di soggetti iscritti in albi ovvero ad ordini professionali, nel corso di un quinquennio, quattro distinte violazioni dell’obbligo di emettere il documento certificativo dei corrispettivi compiute in giorni diversi, sia disposta in ogni caso la sanzione accessoria della sospensione dell’iscrizione all’albo o all’ordine per un periodo da tre giorni ad un mese.

In caso di recidiva, la sospensione è disposta per un periodo da quindici giorni a sei mesi.

Il provvedimento di sospensione è immediatamente esecutivo. Gli atti di sospensione sono comunicati all’ordine professionale ovvero al soggetto competente alla tenuta dell’albo affinchè ne sia data pubblicazione sul relativo sito internet. Nel caso in cui tali violazioni siano commesse nell’esercizio in forma associata di attività professionale, la sanzione accessoria di cui al medesimo comma è disposta nei confronti di tutti gli associati.

Liberalizzazione delle professioni (art. 3, comma 5)

Si velocizza la liberalizzazione delle professioni regolamentate. Fermo restando l’esame di Stato di cui all’art. 33 comma 5 della Costituzione per l’accesso alle professioni regolamentate, gli ordinamenti professionali devono garantire che l’esercizio dell’attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l’effettiva possibilità di scelta degli utenti nell’ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti.

Gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto per recepire una serie di principi. Intanto, che l’accesso alla professione è libero e il suo esercizio è fondato e ordinato sull’autonomia e sull’indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista.

La limitazione, in forza di una disposizione di legge, del numero di persone che sono titolate a esercitare una certa professione in tutto il territorio dello Stato o in una certa area geografica, è consentita unicamente laddove essa risponda a ragioni di interesse pubblico e non introduca una discriminazione diretta o indiretta basata sulla nazionalità o, in caso di esercizio dell’attività in forma societaria, della sede legale della società professionale.

 

Bisognerà poi prevedere l’obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali.

La violazione dell’obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale che dovrà integrare tale previsione. Inoltre, la disciplina del tirocinio per l’accesso alla professione deve conformarsi a criteri che garantiscano l’effettivo svolgimento dell’attività formativa e il suo adeguamento costante all’esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione.

Al tirocinante dovrà essere corrisposto un equo compenso di natura indennitaria, commisurato al suo concreto apporto.

Al fine di accelerare l’accesso al mondo del lavoro, la durata del tirocinio non potrà essere complessivamente superiore a tre anni e potrà essere svolto, in presenza di una apposita convenzione quadro.

Il compenso spettante al professionista è pattuito per iscritto all’atto del conferimento dell’incarico professionale prendendo come riferimento le tariffe professionali.

Compensi da pattuire con il cliente: Le tariffe valgono come riferimento

La norma prevede per gli ordini professionali compensi pattuiti prendendo come riferimento le tariffe professionali ma con la possibilità di derogarle e le considera applicabili in caso di contenzioso.

La manovra prevede anche la stipula di un’assicurazione derivante dall’esercizio dell’attività professionale e formazione continua obbligatoria già comunque già prevista dai Consigli nazionali delle libere professioni.
Nella manovra è inoltre previsto un compenso per i praticanti non quantificato.
Abolizione del Sistri: Sui rifiuti torna la limitazione di responsabilità (art. 6, commi 2 e 3)

La norma di Ferragosto ha abolito il Sistri, il sistema per controllare e rintracciare i rifiuti, togliendo da ogni responsabilità il produttore di rifiuti dal momento in cui questi vengono presi in carico dagli impianti autorizzati a recuperarli o a smaltirli.

Diversi sono gli articoli aboliti dall’articolo 6, comma 2 della manovra tra cui il comma 1116 dell’articolo 1, della legge 296/2006, che costituisce la prima indicazione sulla futura introduzione di una versione elettronica dei documenti per la tracciabilità dei rifiuti e l’articolo 14-bis del decreto 78/2009 convertito dalla legge 102/2006, con cui è stato definito il contenuto di massima del Sistri.

Studi di settore (art. 2, comma 35)

Per gli studi di settore è giunta una disposizione a titolo di chiarimento.

Difatti, per tale disciplina viene stabilito che l’impossibilità di effettuare gli accertamenti basati su presunzioni semplici per chi risulta congruo e coerente fino al 40% dei ricavi dichiarati (e con il limite di 50mila euro) si verifica a condizione che risulti congruo – anche per adeguamento – pure nel periodo d’imposta precedente.

Chiusura enti sotto 70 dipendenti, esclusi ordini professionali (art. 1, comma 31)

Via gli enti pubblici non economici con una dotazione organica inferiore alle settanta unità. Lo prevede il testo della manovra ma “con esclusione degli ordini professionali e loro federazioni, delle federazioni sportive, degli enti la cui funzione consiste nella conservazione e nella trasmissione della memoria della Resistenza e delle deportazioni”.

Gli enti sotto le 70 unità sono soppressi al novantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della manovra.

Contributo di solidarietà (art. 2, commi 1 e 2)

Considerata l’eccezionale situazione economica internazionale e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, a decorrere dal 2011 (e fino al 2013), sul reddito complessivo di importo superiore a 90mila euro lordi annui, è dovuto un  contributo di solidarietà del 5% sulla parte eccedente il predetto importo fino a 150mila euro, nonchè del 10% sulla parte eccedente 150mila euro.

Il contributo di solidarietà è deducibile dal reddito complessivo. Per l’accertamento, la riscossione e il contenzioso riguardante il contributo di solidarietà, si applicano le disposizioni vigenti per le imposte sui redditi.

Sarà un decreto del Tesoro (da emanare entro il 30 settembre) a dare attuazione pratica a questa norma.

Il contribuente verrà salvaguardato dall’applicazione dell’aliquota marginale del 48%.

Agevolazioni fiscali: riduzioni anticipate (art. 1, comma 6)

Vengono anticipate di un anno le riduzioni delle numerose agevolazioni fiscali esistenti.

Si prevede, infatti, che i regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale siano ridotti del 5% per l’anno 2012 e del 20% a decorrere dall’anno 2013.

La norma non si applica qualora entro il 30 settembre 2012 siano adottati provvedimenti legislativi in materia fiscale e assistenziale aventi a oggetto il riordino della spesa in materia sociale, e l’eliminazione o riduzione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali, tali da determinare effetti positivi, ai fini dell’indebitamento netto, non inferiori a 4.000 milioni di euro per l’anno 2013 ed a 20.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2014.

Vi è poi la precisazione che al fine di garantire gli effetti finanziari di queste norme, in alternativa (anche parziale) a queste riduzioni, possa essere disposta con Dpcm, sentito il Tesoro, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, esclusa l’accisa.

Lotta al riciclaggio: Limitato ulteriormente l’uso del contante (art. 2, comma 4)

Ai fini di adeguamento alle disposizioni adottate in ambito comunitario in tema di prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, la norma  prevede che l’utilizzo del contante nelle transazioni sia ridotto ad importi inferiori a 2.500 euro (il limite era stato già abbassato da 12.500 a 5mila euro con la manovra dello scorso anno).

Se si supera questa somma devono essere, invece, utilizzati mezzi “tracciabili” (assegni, moneta elettronica, bonifici ecc.).

Minusvalenze e plusvalenze (art. 2, commi da 28 a 34)

La nuova aliquota del 20% riguarda anche l’imposta sostitutiva che colpisce i cosiddetti capital gain cioè le plusvalenze realizzate su partecipazioni non qualificate (nonché su strumenti finanziari partecipativi e contratti di associazione in partecipazione con apporto di capitale), titoli (esclusi i titoli di stato italiani e di Paesi della white list), certificati di massa, valute oggetto di cessione a termine o rivenienti da depositi, metalli preziosi, e quote in organismi di investimento, nonché i redditi realizzati mediante rapporti da cui deriva il diritto o l’obbligo di cedere od acquistare a termine strumenti finanziari.

L’incremento scatta per i capital gain realizzati dal 1° gennaio 2012.

Le plusvalenze su titoli di stato si computano, ai fini della applicazione dell’imposta sostitutiva, nella misura del 62,50%.

Le minusvalenze realizzate fino al 2011 su strumenti finanziari sopra indicati si dedurranno dalle future plusvalenze limitatamente al 62,5% (rapporto tra 12,5% e 20%) anziché al 100%.

Resta ferma il limite quinquennale per il riporto previsto dall’art. 68, comma 5, Tuir.

Per la tassazione dei futuri capital gain al 20%, è possibile utilizzare, in luogo del costo storico delle partecipazioni o dei titoli, il relativo valore alla data del 31/12/2011, corrispondendo l’eventuale imposta sostitutiva del 12,5% sulle plusvalenze così scaturite.

Patto di stabilità e addizionali (art. 1, commi da 8 a 11)

La norma prevede un anticipo (al 2012) del concorso di Regioni ed enti locali alla riduzione della spesa pubblica. Nel dettaglio, le Regioni a statuto ordinario dovranno concorrere per 1,6 miliardi a decorrere dal 2012. Quelle a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano per due miliardi di euro a decorrere dall’anno 2012. Le province per 700 milioni per il 2012 e per 800 milioni a decorrere dall’anno 2013 e i comuni per 1,7 miliardi per il 2012 e per due miliardi di euro a decorrere dall’anno 2013.

Si prevede poi che a decorrere dall’anno 2012 (e non più quindi 2013) ciascuna regione a Statuto ordinario può, con propria legge, aumentare o diminuire l’aliquota dell’addizionale regionale all’Irpef di base.

La predetta aliquota di base è pari allo 0,90% fino alla nuova rideterminazione. La maggiorazione non può essere superiore:

a) a 0,5 punti percentuali per gli anni 2012 e 2013;

b) a 1,1 punti percentuali per l’anno 2014;

c) a 2,1 punti percentuali a decorrere dall’anno 2015. Fino al 31 dicembre 2011, rimangono ferme le aliquote della addizionale regionale all’Irpef delle Regioni che, alla data di entrata in vigore del neo decreto, sono superiori alla aliquota di base, salva la facoltà delle medesime regioni di deliberare la loro riduzione fino alla medesima aliquota di base.

Si prevede, infine, che fino alla definizione dei contenuti del nuovo patto di stabilità interno, in funzione della attuazione del federalismo fiscale, è sospeso il potere delle Regioni e degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato. Tuttavia, viene chiarito, tale sospensione non si applica, a decorrere dal 2012, con riferimento all’addizionale comunale all’Irpef.

Redditi di capitale (art. 2, comma 27)

Se derivanti da contratti sottoscritti fino al 31 dicembre 2011, si applica l’aliquota del 12,50% sulla parte di redditi riferita al periodo intercorrente tra la data di sottoscrizione o acquisto della polizza e il 31 dicembre 2011.

Ai fini della determinazione dei redditi di cui al presente articolo si tiene conto dell’ammontare dei premi versati a ogni data di pagamento dei premi medesimi e del tempo intercorso tra pagamento dei premi e corresponsione dei proventi, secondo le disposizioni stabilite con decreto.

Rendite finanziarie (art. 2, commi da 6 a 26)

Viene uniformata al 20% la misura della tassazione sulle cosiddette rendite finanziarie. Vale a dire dei proventi realizzati dalle persone fisiche per interessi su titoli, depositi e conti correnti, per dividendi da azioni e partecipazioni sociali “non qualificate” e da capital gain su partecipazioni, titoli e strumenti finanziari, anche attraverso gestioni individuali o collettive.

La tassazione al 20% sostituisce quella attualmente prevista in due aliquote: 27% per gli interessi si depositi e conti correnti bancari e 12,5% per tutte le altre rendite finanziarie.

Resta al 12,50% la tassazione (interessi e capital gain) dei titoli di stato italiani e di Paesi inclusi nella white list, dei titoli di risparmio per l’economia meridionale, del risultato delle forme di previdenza complementare e di piani di risparmio appositamente istituiti.

La nuova misura scatta sui proventi esigibili e sui capital gain realizzati dal 1° gennaio 2012.

I commi da 13 a 25 prevedono poi tutta una serie di norme per armonizzare queste novità ai vari prodotti finanziari. Tra questi emerge il comma 22 che stabilisce che ai proventi degli strumenti finanziari rilevanti in materia di adeguatezza patrimoniale ai sensi della normativa comunitaria e delle discipline prudenziali nazionali, emessi da intermediari vigilati da Bankitalia o da soggetti vigilati Isvap, e diversi da azioni e titoli similari, si applica il regime fiscale di cui al Decreto Legislativo 1° aprile 1996, n. 239.

Le remunerazioni dei predetti strumenti finanziari sono in ogni caso deducibili ai fini della determinazione del reddito del soggetto emittente.

La presente disposizione si applica con riferimento agli strumenti finanziari emessi a decorrere dal 20 luglio 2011.

Il comma 26 invece specifica che per gli interessi e altri proventi soggetti all’imposta sostitutiva di cui al Decreto Legislativo 1° aprile 1996, n. 239, gli intermediari provvedono a effettuare addebiti e accrediti del conto unico alla data del 31 dicembre 2011, per le obbligazioni e titoli similari senza cedola o con cedola avente scadenza non inferiore a un anno dalla data del 31 dicembre 2011, o in occasione della scadenza della cedola o della cessione o rimborso del titolo, per le obbligazioni e titoli similari diversi dai precedenti.

Per i titoli espressi in valuta estera si tiene conto del valore del cambio alla data del 31 dicembre 2011. Con decreto del Tesoro saranno comunque stabilite le modalità di svolgimento delle operazioni di addebito e di accredito del conto unico.

Restyling delle festività civili (art. 1, comma 24).

A decorrere dall’anno 2012 con Dpcm, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno precedente, sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non conseguente ad accordi con la Santa Sede, e le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica.

Ritenute sugli interessi e sui redditi da capitale (art. 2, commi 13 e 14)

Vengono rimodulate le ritenute di imposta applicate sulle rendite finanziarie in modo da renderle coerenti con la nuova tassazione al 20%.

In particolare va al 20% la ritenuta sugli interessi delle obbligazioni, titoli similari e cambiali finanziarie, la ritenuta sui dividendi da partecipazioni non qualificate, quotate e non quotate, quella sugli interessi bancari.

Vengono poi dettate nuove norme in materia di proventi delle quote di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero.

Robin Hood tax (art. 7)

Si prevede che in dipendenza dell’andamento dell’economia e dell’impatto sociale dell’aumento dei prezzi e delle tariffe del settore energetico, l’aliquota dell’imposta sul reddito delle società (Ires) è applicata con una addizionale di 6,5 punti percentuali per i soggetti che abbiano conseguito nel periodo di imposta precedente un volume di ricavi superiore a 10 milioni di euro (prima si parlava di 25 milioni) e un reddito imponibile superiore al milione di euro.

Occorre che si tratti di soggetti che operino nei seguenti settori: ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi; raffinazione del petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale; produzione, trasmissione e dispacciamento, distribuzione o commercializzazione dell’energia elettrica; trasporto o distribuzione del gas naturale.

Viene cancellata poi la disposizione che escludeva da questa tassa i soggetti che producono energia elettrica mediante l’impiego prevalente di biomasse e di fonte solare-fotovoltaica o eolica.

La “Robin Hood tax” si applicherà a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010 e per i tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2010, l’aliquota dell’addizionale verrà aumentata di quattro punti percentuali.

Tali norme non rilevano ai fini della determinazione dell’acconto di imposta dovuto per il periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010 e (soprattutto) è fatto espresso divieto ai soggetti “tassati” di traslare l’onere sui prezzi al consumo.

Tfr, liquidato più tardi (art. 1, commi 22 e 23 e comma 32)

Cambia, per il pubblico impiego, la liquidazione del Tfr con effetto dal 1° gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dalla predetta data.

La liquidazione avverrà decorsi ventiquattro mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro e, nei casi di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza, per collocamento a riposo d’ufficio a causa del raggiungimento dell’anzianità massima di servizio prevista dalle norme di legge o di regolamento applicabili nell’amministrazione, decorsi sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Le disposizioni non trovano applicazione solo nei casi di cessazione dal servizio per inabilità derivante o meno da causa di servizio e per decesso del dipendente.

Resta comunque ferma l’applicazione della disciplina vigente prima dell’entrata in vigore di queste nuove regole per i soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2011.

Il comma 32, infine, conferma che la durata dell’incarico dirigenziale può essere inferiore a tre anni se coincide con il conseguimento del limite di età per il collocamento a riposo dell’interessato.

In questo caso ai fini della liquidazione del trattamento di fine servizio, comunque denominato, l’ultimo stipendio va individuato nell’ultima retribuzione percepita prima del conferimento dell’incarico avente durata inferiore a tre anni.

Tale norme si applica agli incarichi conferiti successivamente alla data di entrata in vigore del neo decreto e agli incarichi aventi comunque decorrenza successiva al 1° ottobre 2011.

 

Tutte le misure contenute nel Decreto Legge n. 138/2011:

Articolo

Contenuto

1

Disposizioni per la riduzione della spesa pubblica

2

Disposizioni in materia di entrate

3

Abrogazione delle indebite restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni e delle attività economiche

 

4

Adeguamento  della  disciplina  dei  servizi   pubblici   locali   al referendum popolare e alla normativa dell’unione europea

 

5

Norme in materia di società municipalizzate

6

Liberalizzazione in materia di  segnalazione  certificata  di  inizio attività, denuncia e dichiarazione di inizio attività.  Ulteriori  semplificazioni

7

Attuazione della disciplina di riduzione delle tariffe  elettriche  e misure  di  perequazione  nei  settori  petrolifero,   dell’energia  elettrica e del gas

8

Sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità

9

Collocamento obbligatorio e regime delle compensazioni

10

Fondi interprofessionali per la formazione continua

11

Livelli di tutela essenziali per l’attivazione dei tirocini

12

Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro

13

Trattamento economico dei  parlamentari  e  dei  membri  degli  altri   organi costituzionali. Incompatibilità. Riduzione delle spese  per  i referendum

14

Riduzione del numero dei consiglieri e assessori regionali e relative indennità. Misure premiali

15

Soppressione di Province e dimezzamento dei consiglieri e assessori

16

Riduzione dei costi relativi alla rappresentanza politica nei comuni

17

Disposizioni relative al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro

18

Voli in classe economica

19

Disposizioni finali

20

Entrata in vigore

 

22 agosto 2011

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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