Bonus fiscale per i lavoratori assunti nel sud

Bonus fiscale per i lavoratori assunti nel sud: In attesa del Decreto attuativo

 

Premessa

Il Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70 (c.d. Decreto Sviluppo), convertito in Legge 12 luglio 2011, n.106, ha reintrodotto il c.d. bonus assunzioni.

In particolare, l’art. 2 di tale D.L. n. 70/2011 (Credito d’imposta per nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno) ha istituito un credito d’imposta per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato nelle regioni del Mezzogiorno nei dodici mesi successivi all’entrata in vigore del medesimo Decreto (avvenuta il 14 maggio 2011).

Il credito d’imposta è concesso ai datori di lavoro che nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia) assumono a tempo indeterminato lavoratori “svantaggiati” o “molto svantaggiati”, aumentando il numero di dipendenti.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, secondo le norme generali in materia di compensazione dei crediti tributari (art. 17 del Decreto Legislativo n. 241 del 1997) entro tre anni dalla data di assunzione.

Durante la conversione in Legge, il Legislatore ha inserito nel citato Decreto talune modifiche riguardanti:

– la previsione, al comma 3, che il periodo temporale di riferimento per il calcolo del beneficio, relativamente al numero di lavoratori a tempo indeterminato occupati, decorre dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione (disposta dal 13 luglio 2011), in luogo della data di entrata in vigore del Decreto Legge stesso (14 maggio 2011);

– la precisazione, tra le ipotesi di decadenza dal credito d’imposta, che il riferimento al numero di dipendenti da rilevare nei dodici mesi precedenti al periodo di riferimento, riguarda i soli dipendenti a tempo indeterminato;

– la precisazione che in talune ipotesi di decadenza dal credito d’imposta i datori di lavoro sono tenuti alla restituzione del credito d’imposta di cui hanno già usufruito. Se ne ricorre il caso è dovuta la restituzione del credito maturato e di cui si è usufruito dal momento in cui è stata commessa la violazione.

Si prevedono, inoltre, modifiche procedurali volte ad un più celere recupero dei crediti indebitamente corrisposti, comprensivi di interessi e sanzioni;

 la specificazione che il decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, con cui sono stabiliti i limiti di finanziamento garantiti da ciascuna delle regioni del Mezzogiorno nonché le disposizioni di attuazione, sia adottato, ai sensi dell’art. 17, comma 3, della Legge n. 400 del 1988, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di conversione del Decreto Legge in esame (quindi, entro 30 giorni dal 13 luglio 2011);

– la precisazione che, in attesa del consenso della Commissione europea, al fine di garantire l’immediata operatività del credito di imposta per nuova occupazione nel Mezzogiorno, si provvede alla copertura degli oneri a valere sulle dotazione del fondo per le aree sottoutilizzate.

Credito d’imposta  per le assunzioni nel mezzogiorno

A favore dei datori di lavoro che incrementano il numero dei lavoratori a tempo indeterminato nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia nei 12 mesi successivi al 14/05/2011 è previsto il riconoscimento di un credito d’imposta pari al 50% dei costi salariali sostenuti:

– nei 12 mesi successivi all’assunzione se il nuovo lavoratore rientra tra i soggetti “svantaggiati”;

– nei 24 mesi successivi all’assunzione se il nuovo lavoratore rientra tra i soggetti “molto svantaggiati”.

 

Lavoratori interessati

E’ stato, quindi, introdotto un credito d’imposta per ogni lavoratore ‘‘svantaggiato’’ assunto nel Mezzogiorno a tempo indeterminato nei dodici mesi successivi all’entrata in vigore del Decreto Legge n. 70/2011.

Il credito d’imposta é pari al 50% dei costi salariali sostenuti nei dodici mesi successivi all’assunzione. E’ invece, pari al 50% dei costi salariali sostenuti nei ventiquattro mesi successivi all’assunzione, quando si tratti di lavoratori ‘‘molto svantaggiati’’.

Il credito d’imposta va  calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato mediamente occupati nei dodici mesi precedenti alla data di entrata in vigore della Legge di conversione del citato Decreto.

Il credito d’imposta andrà poi indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale è stato concesso ed é utilizzabile esclusivamente in compensazione entro tre anni dalla data di assunzione.

Non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP.

In caso di decadenza dal diritto a fruire del credito d’imposta, il datore di lavoro deve restituire il credito di cui abbia già usufruito.

Bonus fiscale e datori di lavoro interessati

L’incentivo fiscale è riconosciuto, sotto forma di credito d’imposta, ai datori di lavoro del Mezzogiorno (è da ritenere ricompresi oltre che le imprese ed i lavoratori autonomi anche gli enti privati) che assumono a tempo indeterminato, anche parziale, nei dodici mesi successivi alla data di entrata in vigore del Decreto Legge, lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati con un incremento del livello occupazionale dei lavoratori a tempo indeterminato.

Periodo di riferimento

Il bonus fiscale viene concesso per le assunzioni effettuate nei dodici mesi successivi alla data di entrata in vigore del D.L., quindi dal 15 maggio 2011 al 14 maggio 2012.

Categorie di lavoratori

Nell’ambito del presente incentivo fiscale, le categorie di lavoratori sono quelle definite dal Regolamento CE n. 800/2008.

Lavoratori svantaggiati:

– privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
– privi di un diploma di scuola media superiore o professionale;
– che abbiano superato i 50 anni di età;
– che vivano soli con una o più persone a carico;
– occupati in professioni o settori con elevato tasso di disparità uomo-donna;
– membri di una minoranza nazionale.

Lavoratori molto svantaggiati:

– privi di lavoro da almeno 24 mesi.

Come calcolare l’incremento occupazionale

L’incremento occupazionale deriva dalla differenza tra il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato mediamente occupati nell’anno precedente la data di entrata in vigore della legge di conversione, ovvero il 13 luglio 2011 (si considera, quindi, il periodo luglio 2010 – luglio 2011).

Per i soggetti che hanno assunto la qualifica di datore di lavoro dal mese successivo a quello di entrata in vigore del decreto, costituisce incremento della base occupazionale ogni lavoratore assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Misura del credito d’imposta

Per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato nel periodo di riferimento, è riconosciuto un credito pari al 50% dei costi salariali sostenuti nei 12 mesi successivi all’assunzione, 24 mesi nel caso di assunzione di soggetti molto svantaggiati.

Per le assunzioni di dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale, il credito d’imposta spetta in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle del contratto nazionale.

Decadenza

Il diritto a fruire del credito d’imposta decade:

– se il numero complessivo dei dipendenti a tempo indeterminato risulta inferiore o pari a quello rilevato mediamente nei dodici mesi precedenti alla data di entrata in vigore della legge di conversione decreto;

– se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di 3 anni, ovvero di 2 anni nel caso delle piccole e medie imprese;

– nei casi in cui vengano definitivamente accertate violazioni non formali, sia alla normativa fiscale che a quella contributiva in materia di lavoro dipendente per le quali siano state irrogate sanzioni di importo non inferiore a euro 5.000, oppure violazioni alla normativa sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dalle vigenti disposizioni, nonché nei casi in cui siano emanati provvedimenti definitivi della magistratura contro il datore di lavoro per condotta antisindacale.

L’incentivo fiscale attende un successivo decreto attuativo

Le risorse attribuite al credito d’imposta per l’anno 2011 e le relative disposizioni di attuazione, andranno definite da un apposito Decreto.

 

“Per il credito d’imposta, valgono le medesime regole ordinarie che riguardavano le precedenti agevolazioni riconosciute sotto tale forma e, cioè:

– il credito deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi;

– il contributo non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive;

– l’agevolazione non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni;

– è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, con vincolo di utilizzo entro i tre anni successivi la data di assunzione”.(1)

(1 – Come rilevato da Alessandro sacrestano in Il Sole 24 Ore del 25 luglio 2011)

 

Vincenzo D’Andò

 

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Appendice:

 

Testo del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 110 del 13 maggio 2011) , coordinato con la legge di conversione 12 luglio 2011, n. 106, recante: «Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia.».

Art. 2.

Credito d’imposta per nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno

1. In funzione e nella prospettiva di una sistematica definizione a livello europeo della fiscalità di vantaggio per le regioni del Mezzogiorno, fiscalità che deve essere relativa a lavoro, ricerca e imprese, coerentemente con la decisione assunta nel «Patto Euro plus» del 24-25 marzo 2011 dove si prevedono strumenti specifici ai fini della promozione della produttività nelle regioni in ritardo di sviluppo, viene, per cominciare, introdotto un credito d’imposta per ogni lavoratore assunto nel Mezzogiorno a tempo indeterminato. L’assunzione deve essere operata nei dodici mesi successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto. In attesa di una estensione coerente con il citato «Patto Euro plus», il funzionamento del credito di imposta si basa sui requisiti oggi previsti dalla Commissione Europea e specificati nei successivi commi.

2. Nel rispetto delle disposizioni di cui al Regolamento (CE) n.800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE, ai sensi dell’articolo 40 del predetto Regolamento, ai datori di lavoro che, nei dodici mesi successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto, aumentano il numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato assumendo lavoratori definiti dalla Commissione Europea «svantaggiati» ai sensi del numero 18 dell’articolo 2 del predetto Regolamento, nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia) è concesso per ogni nuovo lavoratore assunto un credito d’imposta nella misura del 50% dei costi salariali di cui al numero 15 del citato articolo 2 sostenuti nei dodici mesi successivi all’assunzione. Quando l’aumento del numero dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato riguardi lavoratori definiti dalla Commissione Europea «molto svantaggiati» ai sensi del numero 19 dell’articolo 2 del predetto Regolamento, il credito d’imposta è concesso nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei ventiquattro mesi successivi all’assunzione. Ai sensi dei numeri 18 e 19 dell’articolo 2 del citato Regolamento , per lavoratori svantaggiati si intendono lavoratori privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ovvero privi di un diploma di scuola media superiore o professionale, ovvero che abbiano superato i 50 anni di età, ovvero che vivano soli con una o più persone a carico, ovvero occupati in professioni o settori con elevato tasso di disparità uomo-donna – ivi definito – ovvero membri di una minoranza nazionale con caratteristiche ivi definite; per lavoratori molto svantaggiati, si intendono i lavoratori privi di lavoro da almeno 24 mesi.

3. Il credito di imposta è calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato mediamente occupati nei dodici mesi precedenti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto .

Per le assunzioni di dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale, il credito d’imposta spetta in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle del contratto nazionale.

4. L’incremento della base occupazionale va considerato al netto delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.

5. Per i soggetti che assumono la qualifica di datori di lavoro a decorrere dal mese successivo a quello dell’entrata in vigore del presente decreto, ogni lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato costituisce incremento della base occupazionale. I lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo parziale si assumono nella base occupazionale in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle del contratto nazionale.

6. Il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale è concesso ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, entro tre anni dalla data di assunzione. Esso non concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui

al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

7. Il diritto a fruire del credito d’imposta decade:

a) se il numero complessivo dei dipendenti a tempo indeterminato è inferiore o pari a quello rilevato mediamente nei dodici mesi precedenti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto ;

b) se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di tre anni, ovvero di due anni nel caso delle piccole e medie imprese;

c) nei casi in cui vengano definitivamente accertate violazioni non formali, sia alla normativa fiscale che a quella contributiva in materia di lavoro dipendente per le quali siano state irrogate sanzioni di importo non inferiore  euro 5.000, oppure violazioni alla normativa sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dalle vigenti disposizioni, nonché nei casi in cui siano emanati provvedimenti definitivi della magistratura contro il datore di lavoro per condotta antisindacale.

7- bis. Nei casi di cui alle lettere b) e c) del comma 7, i datori di lavoro sono tenuti alla restituzione del credito d’imposta di cui hanno già usufruito. Nel caso ricorra la fattispecie di cui alla lettera c) del comma 7, è dovuta la restituzione del credito maturato e usufruito dal momento in cui è stata commessa la violazione. Il credito d’imposta regolato dal presente articolo, di cui abbia già usufruito il datore di lavoro che sia sottoposto a una procedura concorsuale, è considerato credito prededucibile.

Dalla data del definitivo accertamento delle violazioni di cui alla lettera c) del comma 7 decorrono i termini per procedere al recupero delle minori somme versate o del maggiore credito riportato, comprensivi degli interessi calcolati al tasso legale, e per l’applicazione delle relative sanzioni .

8. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale e con il Ministro della gioventù, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, e tenendo conto dei notevoli ritardi maturati, in assoluto e rispetto al precedente ciclo di programmazione, nell’impegno e nella spesa dei fondi strutturali comunitari, sono stabiliti i limiti di finanziamento garantiti da ciascuna delle Regioni di cui al comma 1 nonché le disposizioni di attuazione dei commi precedenti anche al fine di garantire il rispetto delle condizioni che consentono l’utilizzo dei suddetti fondi strutturali comunitari per il cofinanziamento del presente credito d’imposta.

9. Le risorse necessarie all’attuazione del presente articolo sono individuate, previo consenso della Commissione Europea, nell’utilizzo congiunto delle risorse nazionali e comunitarie del Fondo Sociale Europeo e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale destinate al finanziamento dei programmi operativi, regionali e nazionali nei limiti stabiliti con il decreto di cui al comma precedente. Le citate risorse nazionali e comunitarie per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013 sono versate all’entrata del bilancio dello Stato e successivamente riassegnate per le suddette finalità di spesa, ad apposito programma dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. A tal fine, le Amministrazioni titolari dei relativi programmi comunicano al Fondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n.183 , gli importi, comunitari e nazionali, riconosciuti a titolo di credito di imposta dalla UE, da versare all’entrata del bilancio dello Stato. Ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell’economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli oneri di cui al presente articolo. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni, il Ministro dell’economia e delle finanze, con proprio decreto, provvede alla riduzione, della dotazione del fondo per le aree sottoutilizzate in modo da garantire la compensazione degli effetti dello scostamento finanziario riscontrato, su tutti i saldi di finanza pubblica. Il Ministro

dell’economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all’adozione delle misure di cui al precedente periodo.

 

27 agosto 2011

Vincenzo Dandò

 

 

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