Novità fiscali del 28 luglio 2011, tra cui le misure già in vigore in materia di lavoro

mini operatori esclusi da IRAP; commercialista concorre all’emissione di fatture false: reato di associazione per delinquere; istanza di rimborso IVA del 2° trimestre 2011 da presentare al più presto; manovra estiva 2011: le misure già in vigore in materia di lavoro; partita la “RAV-oluzione” di Equitalia: pagamento tramite pc, smartphone e tablet; proroga estiva per tutti i versamenti di contributi e premi; indennità di cessazione del rapporto di agenzia: rivalsa della società nei confronti dell’agente subentrante

 

 Indice:

 1) Mini operatori esclusi da Irap

 2) Commercialista concorre all’emissione di fatture false: Reato di associazione per delinquere

 3) Istanza di rimborso Iva del 2° trimestre 2011 da presentare al più presto

 4) Manovra estiva 2011: Le misure già in vigore in materia di lavoro

 5) Partita la “RAV-oluzione” di Equitalia: Pagamento tramite pc, smartphone e tablet

 6) Proroga estiva per tutti i versamenti di contributi e premi

 7) Indennità di cessazione del rapporto di agenzia: Rivalsa della società nei confronti dell’agente subentrante

 

 

1) Mini operatori esclusi da Irap

Ai fini dell’applicabilità dell’Irap anche per i piccoli imprenditori necessita la presenza dell’autonoma organizzazione.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 16340 del 27 luglio 2011, ha fornito un’interpretazione estensiva del concetto di autonoma organizzazione quale requisito fondamentale per stabilire l’assoggettamento o meno ad IRAP.

Secondo la Suprema Corte, il requisito dell’autonoma organizzazione deve sussistere anche in capo all’imprenditore e non solo al libero professionista:

Se manca tale requisito dell’autonoma organizzazione, allora l’imprenditore non può essere assoggettato ad IRAP.

La Cassazione ha rimarcato gli elementi che sono necessari affinché l’attività possa considerarsi autonomamente organizzata, e, quindi, soggetta ad Irap:

Il contribuente, imprenditore o libero professionista, quale unico responsabile dell’organizzazione (non è inserito in strutture organizzative delle quali altri ne hanno la responsabilità), utilizza beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per lo svolgimento dell’attività oppure si avvale in modo non occasionale di lavoro altrui .

Anche per l’attività imprenditoriale, la mancanza di tali elementi (la cui prova va fornita dal contribuente) denota la non sussistenza di un’attività autonomamente organizzata e quindi il non assoggettamento ad IRAP.

Pertanto, il giudice di legittimità ritiene che le micro imprese non debbano versare l’Irap, fissando, così, un altro fondamentale paletto in materia di Imposta regionale sulle attività produttive.

In definitiva, sono esenti dal versamento del balzello regionale i piccoli commercianti e artigiani, in generale si tratta dei piccoli imprenditori, che lavorano da soli e con i mezzi indispensabili alla professione.

Insomma, secondo la Suprema corte (ordinanza, n. 16340/2011), il concetto di autonoma organizzazione, che fa da ago della bilancia nel contenzioso sull’Irap, non si limita ai liberi professionisti ma va esteso senza restrizioni anche ai piccoli commercianti (nel caso di specie un ambulante) e ai piccoli imprenditori in genere.

Il principio applicato

In tema di Irap, l’esercizio dell’attività di piccolo imprenditore è escluso dall’applicazione dell’imposta soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata.

Il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente:

a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità e interesse;

b) impieghi beni strumentali eccedenti secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza dell’organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

Costituisce onere del contribuente, che chieda il rimborso dell’imposta asseritamente non dovuta, dare la prova dell’assenza delle predette condizioni.

 

 

 

2) Commercialista concorre all’emissione di fatture false: Reato di associazione per delinquere

Il commercialista di fiducia delle aziende con le quali concorre nel giro di emissione di fatture false, ai fini di evadere le imposte, incorre nel reato di associazione per delinquere, e non in quello strettamente fiscale.

E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, III sezione penale, con la sentenza n. 29899 del 2011, che ha confermato la responsabilità penale nei confronti di un professionista che per molti anni aveva coordinato le operazioni di evasione fiscale.

La Suprema Corte ha accolto i motivi sui quali la Corte d’appello di Milano aveva fondato la condanna del professionista e degli altri contribuenti, per la circostanza che il “male” affare andava avanti già da tanti anni.

“Sul punto la Corte territoriale …. evidenzia la durata della attività criminosa, circa sei anni, svolta con modalità costanti, elemento questo connotante la stabilità dell’accordo tra i correi, che esclude che la condotta dei prevenuti possa configurare una ipotesi di concorso di persone in reati fiscali, come sostenuto dalla difesa”.

Infine, la Corte ha avuto modo di sancire che il giudice chiamato a decidere sull’associazione per delinquere è quello dove ha luogo lo studio del Commercialista, che in tale circostanza viene riconosciuto come la “sede” dell’organizzazione criminosa finalizzata all’evasione fiscale (incasso delle fatture inesistenti), indipendentemente da dove si sono consumati i singoli reati.

 

 

 

3) Istanza di rimborso Iva del 2° trimestre da presentare al più presto e, comunque, entro il 22 agosto 2011

Termini lunghi anche per presentare l’istanza di rimborso (o compensazione) del credito Iva del 2° trimestre 2011.

Ciò poiché la scadenza fissata per il 31 luglio 2011, poiché cade di domenica 31, e, quindi, rientra tra le scadenze della primi giorni di agosto, automaticamente slitta al 22 agosto 2011 per effetto della proroga estiva degli adempimenti fiscali che cadono tra il 1° e il 20 agosto, disposta dall’art. 3 del DPCM 12 maggio 2011.

A parte ciò, se si vuole compensare un credito oltre la soglia di 10 mila euro già nel mese di agosto, occorre, comunque, trasmettere l’istanza entro il 31 luglio 2011.

Soggetti che possono presentare l’istanza

Possono presentare istanza di rimborso del credito Iva infrannuale, soltanto coloro che si trovano in una delle seguenti condizioni (peraltro, previste dall’art. 38-bis, comma 2 del D.P.R. 633/1972:

– Contribuenti che hanno effettuato operazioni attive la cui aliquota media, maggiorata del 10%, risulta inferiore a quella media degli acquisti e delle importazioni. Nel calcolo devono essere incluse anche le operazioni attive sottoposte al meccanismo di inversione contabile e fatturate, pertanto, senza l’addebito dell’imposta; non si deve tenere conto, invece, delle operazioni relative ai beni ammortizzabili;

– contribuenti che hanno effettuato operazioni non imponibili (es. cessioni all’esportazione, cessioni e prestazioni su lettera d’intento del cliente, operazioni assimilate alle esportazioni, servizi internazionali, cessioni intracomunitarie) per oltre il 25% di tutte le operazioni effettuate;

– contribuenti che hanno effettuato acquisti e importazioni di beni ammortizzabili per importo superiore ai 2/3 dell’ammontare complessivo di tutti gli acquisti e le importazioni di beni e servizi imponibili; in questo caso è rimborsabile/compensabile non l’intero credito del trimestre, ma soltanto quello riferibile agli acquisti ed alle importazioni di beni ammortizzabili;

– contribuenti non residenti che si sono identificati in Italia direttamente o mediante rappresentante fiscale.

Modello TR

L’istanza va poi redatta sul modello TR e, quindi, trasmessa esclusivamente per via telematica.

L’Iva rimborsabile è costituita dall’eccedenza detraibile maturata nel trimestre, per cui non si tiene conto dell’eventuale credito rinveniente dal periodo precedente.

L’erogazione del rimborso è subordinata alla prestazione di idonea garanzia a favore dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate, eccettuate le ipotesi di esonero previste dalla legge.

Compensazione

In alternativa al rimborso dell’Iva, è possibile utilizzare il credito trimestrale in compensazione orizzontale nel modello F24, nel rispetto però del limite annuo di 516.456,90 euro (elevato ad un milione di euro a favore dei subappaltatori in edilizia che, nell’anno precedente, hanno realizzato un volume d’affari costituito per almeno l’80% da prestazioni in subappalto sottoposte al meccanismo dell’inversione contabile).

Occorre comunque che sia trasmessa la trasmissione del modello TR nel termine sopra indicato.

Secondo le regole introdotte dal D.L. n. 78 del 2009, l’utilizzo in compensazione del credito trimestrale per importo superiore a 10 mila euro è possibile soltanto dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione dell’istanza; pertanto, per poter utilizzare il credito, al di sopra di tale soglia, in compensazione nel mese di agosto è necessario trasmettere l’istanza entro la fine del mese di luglio, senza aspettare la scadenza (prorogata al 22 agosto 2011). Entro il limite di 10 mila euro, invece, la compensazione può effettuarsi dopo avere presentato l’istanza.

Il codice tributo da indicare nel modello F24 per la compensazione del credito del secondo trimestre è il “6037”. Per utilizzare il credito in compensazione, non occorre prestare la garanzia.

 

 

 

4) Manovra estiva 2011: Le misure già in vigore in materia di lavoro

Anche  in materia di lavoro, alcune disposizioni contenute nella manovra estiva 2011 (D.L. n. 98/2011 convertito in Legge 111/2011) sono già in vigore o necessitano, comunque, di essere recepite in tempi brevi.

L’INPDAP, con la nota n. 27 del 21 luglio 2011 ha esposto  gli interventi in materia pensionistica che già producono i loro effetti:

 

Contributo di perequazione

 

L’art. 18, comma 22-bis introduce , a decorrere dal 1° agosto 2011 e fino al 31 dicembre 2014, un contributo di perequazione da applicarsi a tutte le tipologie di trattamenti pensionistici i cui importi complessivi (compresi, quindi, quelli derivanti dal cumulo di più pensioni corrisposte a diverso titolo e quelli a prestazione definita erogati da forme pensionistiche in aggiunta o ad integrazione del trattamento pensionistico obbligatorio, individuati dalla disposizione in esame) superino i 90.000 euro lordi annui.

La trattenuta da effettuarsi sui trattamenti sopra indicati è pari al 5% della parte eccedente i 90.000 euro lordi annui e fino a 150.000 euro e del 10% per la parte eccedente 150.000 euro; in ogni caso il trattamento pensionistico complessivo a seguito della predetta riduzione non può essere inferiore a 90.000 euro.

L’importo del contributo di perequazione si determina prendendo a riferimento il trattamento pensionistico complessivo lordo per l’anno considerato e la trattenuta è applicata, in via preventiva e salvo conguaglio a conclusione dell’anno di riferimento, all’atto della corresponsione di ciascun rateo mensile. In caso di titolarità di più pensioni erogate da enti diversi, la trattenuta è effettuata sulla base degli elementi risultanti dal casellario centrale dei pensionati gestito dall’INPS, secondo modalità proporzionali ai trattamenti erogati;

 

Variazioni dell’indennità integrativa speciale al raggiungimento dell’età pensionabile

 

I commi da6 a9 dell’art. 18 forniscono l’interpretazione autentica dell’art. 21 della legge 27 dicembre 1983, n. 730 chiarendo che le percentuali di incremento della indennità integrativa speciale ivi previste vanno corrisposte nell’aliquota massima, calcolata sulla quota della indennità medesima effettivamente spettante in proporzione alla anzianità conseguita alla data di cessazione dal servizio.

In materia contributiva sono già operativi i seguenti interventi, conseguenti all’interpretazione autentica di norme previgenti:

Iscrizione alla Gestione separata

 

L’art. 18, comma 12 interpreta con effetto retroattivo il comma 26 dell’art. 1 della legge n. 335/1995, nel senso che i lavoratori autonomi tenuti ad iscriversi alla Gestione separata, istituita presso l’Inps, sono esclusivamente i soggetti che svolgono attività il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero non soggette al versamento contributivo alle Casse privatizzate di previdenza dei professionisti.

Contributi di malattia

 

Dal 1° maggio 2011 i datori di lavoro che per disposizione normativa o contrattuale, erogano la retribuzione durante i periodi di malattia dei lavoratori soggetti all’assicurazione obbligatoria sono comunque tenuti al versamento all’Inps del relativo contributo (comma 16 dell’articolo 18, che ha aggiunto il comma 1 bis all’art. 20 del D.L.112/2008).

Professionisti già pensionati

 

In base all’art. 18, comma 11, le casse privatizzate di categoria sono tenute a sancire l’obbligo di iscrizione dei pensionati che continuano l’attività professionale, imponendo il versamento di un contributo non inferiore al 50 % dell’aliquota ordinaria.

Enasarco

 

Il comma 13 dell’art.18 haconfermato la natura integrativa della previdenza obbligatoria gestita dall’Enasarco ed il conseguente obbligo di versamento, da parte degli agenti di commercio, dei contributi alla gestione pensionistica dei commercianti.

Operai agricoli

 

Il comma 18 dell’art.18 hadisposto che la retribuzione utile, per il calcolo delle prestazioni temporanee in favore degli operai agricoli a tempo determinato, non è comprensiva della voce del trattamento di fine rapporto, comunque denominato dalla contrattazione collettiva.

In base al comma 5 dell’art. 38 la notifica ai lavoratori delle giornate di occupazione avviene tramite pubblicazione telematica nel sito dell’Inps, entro il mese di marzo dell’anno successivo a quello di riferimento.

A decorrere dal 6 luglio 2011 sono stati soppressi gli elenchi nominativi trimestrali (di cui all’art.9-quinquies del D.L. n.510/1996).

Stock option e bonus

 

Sono già operative le nuove disposizioni relative alla specifica materia.

L’art. 23, comma 50.bis, ha ampliato la base imponibile, per l’applicazione dell’aliquota addizionale del 10% sugli emolumenti variabili corrisposti sotto forma di bonus e stock option ai dirigenti del settore finanziario.

La maggiorazione, sulle somme erogate dopo l’entrata in vigore della legge di conversione del D.L.98/2011, non si applica più sulla parte eccedente il triplo dell’importo fissa della retribuzione, ma sull’ammontare che eccede l’importo corrispondente alla parte fissa della retribuzione.

Minori sanzioni per i tardivi versamenti

 

L’art. 23 prevede l’applicazione di una sanzione ridotta ad 1/15 per ciascun giorno di ritardo per la generalità dei versamenti tributari effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni.

In altri termini, la sanzione edittale del 30% è ridotta al 2% per ogni giorno di ritardo nell’ambito dei 15 giorni dalla ordinaria scadenza.

La sanzione così determinata può essere ulteriormente ridotta in caso di ravvedimento operoso.

Liberalizzazione del collocamento e dei servizi

 

A seguito dell’entrata in vigore dell’art 29 si è ampliato il novero dei soggetti autorizzati, a norma dell’art. 6 del D.lgs. n. 276/2003 all’intermediazione tra domanda ed offerta di lavoro.

Contributo unificato per le cause previdenziali e di lavoro

 

Con l’entrata in vigore della manovra, il contributo unificato di cui all’art. 13 del D.p.r. n. 115/2002 si applica anche alle cause relative al contenzioso previdenziale ed a quelle in materia di lavoro e pubblico impiego, nonché ai ricorsi in materia tributaria.

L’importo è dovuto nella misura di euro 37 per le cause previdenziali, ed in misura pari al 50% di quella stabilita dal suddetto art. 13, per le cause di lavoro.

 

 

 

5) Partita la “RAV-oluzione” di Equitalia: Pagamento tramite pc, smartphone e tablet

Versamenti on line tramite RAV: Possibilità estesa a tutta la Penisola, esclusa (come al solito) la Sicilia.

Lo ha reso noto Equitalia con il comunicato stampa del 27 luglio 2011.

A quasi quattro mesi dall’inizio della sperimentazione in 40 province italiane, il servizio è attivo ove la competenza di riscuotere tasse, tributi e contributi, sia attribuita alla Società di riscossione nazionale.

Pagamento con il proprio pc

Basta connettersi dal proprio pc al sito del Gruppo Equitalia e, con pochi click, entrare prima in “Consulta l’estratto conto”, poi nei “Servizi online”. A questo punto, inserendo i dati identificativi richiesti, sarà possibile generare un nuovo codice RAV da utilizzare, entro la giornata, per regolare il conto tramite il proprio servizio di home banking raggiungibile da computer, tablet o smartphone (telefonini di ultima generazione).

Tutto ciò si può fare 7 giorni su 7, 24 ore su 24, indipendentemente dal luogo in cui ci si trova.

Bollettino RAV

Il bollettino RAV è quello che Equitalia invia per posta ai contribuenti debitori, sia per la riscossione delle somme iscritte a ruolo sia per quella spontanea. Naturalmente, il conto deve essere pagato entro una determinata scadenza, indicata sullo stesso bollettino. Solo trascorsa tale data, i destinatari possono procedere alla creazione di un ulteriore codice RAV, che sarà associato al debito aggiornato, e al versamento mediante home banking.

Credenziali

Per entrare in Equitalia e scoprire il dettaglio della propria posizione debitoria ed eventualmente pagare on line, è necessario “accreditarsi”, vale a dire procurarsi le credenziali che consentono di accedere ai servizi Fisconline e Entratel dell’Agenzia delle Entrate oppure il codice utente e il pin ottenuti dall’Inps. Tutto ciò collegandosi ai rispettivi siti istituzionali.

Per i possessori della Carta nazionale dei servizi, il percorso prevede la connessione all’estratto conto utilizzando il link “Smart card”, disponibile nella pagina di login del servizio.

(Equitalia, comunicato stampa del 27 luglio 2011)

 

 

 

6) Proroga estiva per tutti i versamenti di contributi e premi

Per Inps ed Inail differiti i pagamenti al 22 agosto 2011 (lunedì).

Lo prevede l’INPS con il messaggio 08 giugno 2011, n. 12442, avente per oggetto “Differimento al 20 agosto dei termini per i versamenti contributivi”, nonché l’INAIL con la nota 18 maggio 2011, n. 3698 recante “Differimento dei termini dei versamenti da effettuare nel mese di agosto 2011”.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 27 luglio 2011)

 

 

 

7) Indennità di cessazione del rapporto di agenzia: Rivalsa della società nei confronti dell’agente subentrante

Le indennità pagate dalle imprese (di assicurazione) agli agenti cessati, non ancora addebitate per rivalsa a quello subentrante confluiscono tra le attività dello Stato patrimoniale del bilancio.

Mentre nel conto economico verrà, eventualmente, imputata solo la parte che dovesse rimanere a carico della compagnia di assicurazione.

Peraltro, l’iscrizione dell’indennità, sia nello Stato patrimoniale sia nel conto economico, assume rilievo anche fiscale

La precisazione dell’Agenzia delle Entrate è contenuta nella circolare n. 35/E del 27 luglio 2011.

Pertanto, gli elementi patrimoniali ed i componenti di reddito devono essere assunti ai fini tributari così come correttamente rappresentati in bilancio.

A conferma di ciò, viene evidenziato che nella risoluzione n. 168/E del 25 novembre 2005 era stato precisato che in virtù del diritto di rivalsa contrattualmente previsto dall’art. 37 dell’Accordo (nazionale agenti) ed esercitabile nei confronti dell’agente subentrante, l’impresa di assicurazione imputa a conto economico esclusivamente le quote di indennità di cessazione del rapporto che rimarranno a suo carico.

A parte quanto sopra, ai fini della corretta modalità di determinazione del reddito delle compagnie di assicurazione, l’Agenzia delle Entrate ritiene che la rilevazione contabile delle indennità – per la parte soggetta a rivalsa – in voci dello Stato patrimoniale assume medesima evidenza anche ai fini fiscali; parimenti, la parte di indennità eventualmente non soggetta a rivalsa (trattasi della quota che rimarrà a carico della stessa compagnia di assicurazione), risultando imputata a conto economico, rileverà (anche fiscalmente) sul piano reddituale.

Il caso

A seguito delle richieste di parere pervenute, l’Agenzia delle Entrate, con il neo documento di prassi (circolare n. 35/E del 27 luglio 2011) ha fornito chiarimenti in merito al corretto trattamento fiscale della cd. “rivalsa degli agenti” operata dalle compagnie di assicurazione sugli agenti che subentrano ad altri nel rapporto di agenzia.

In particolare, l’istituto in questione riconosce all’impresa il diritto di rivalsa verso l’agente subentrante per l’indennità dovuta all’agente cessato.

La citata circolare prima evidenzia come – in conformità al generale principio di derivazione dell’imponibile fiscale dal risultato di bilancio, contenuto nell’art. 83 del TUIR – il trattamento fiscale della fattispecie in esame non possa prescindere dalla corretta contabilizzazione della relativa operazione.

Sul punto, con nota n. 32-09-000107 del 23 luglio 2009, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP) ha evidenziato che “la modalità di contabilizzazione stabilita dalla normativa settoriale vigente prevede l’imputazione delle indennità soggette a rivalsa esclusivamente a conti di natura patrimoniale”.

In particolare, sulla base del Piano dei conti delle imprese di assicurazione approvato con Provvedimento ISVAP n. 735 del 1° dicembre 1997 (ora Allegato 9 al Regolamento ISVAP n. 22 del 4 aprile 2008) è previsto che:

– le indennità pagate agli agenti cessati – non ancora addebitate per rivalsa all’agente subentrante – vengono imputate alla voce F.IV.2 “Attività diverse” dell’Attivo dello Stato Patrimoniale, purché presentino la possibilità di effettivo realizzo attraverso la predetta rivalsa. La parte degli oneri sostenuti per la cessazione dei rapporti di agenzia non soggetta a rivalsa costituisce un costo e, pertanto, va rilevata nelle voci I.7.e) o II.8.e) “Altre spese di amministrazione”

del Conto economico;

– una volta subentrato il nuovo agente, il credito vantato nei confronti dello stesso, per rivalsa delle indennità corrisposte all’agente cessato, deve essere rilevato nella voce E.I.2 “Crediti derivanti da operazioni di assicurazione diretta nei confronti degli intermediari” dell’Attivo dello Stato patrimoniale della menzionata attività.

Sulla base delle raccomandazioni dell’ISVAP, l’indennità erogate dalle compagnie di assicurazione agli agenti uscenti, per la parte soggetta a rivalsa, e l’importo alle stesse corrisposto da parte degli agenti subentranti, oggetto di rivalsa, hanno contabilmente natura patrimoniale e, pertanto, non transitano a conto economico.

Solo nel caso in cui le somme erogate come indennità da corrispondere agli agenti cessati e le somme oggetto di rivalsa nei confronti degli agenti subentranti non si dovessero bilanciare, le imprese dovranno imputare a conto economico esclusivamente la quota di indennità eccedente la parte soggetta a rivalsa, che costituisce, dunque, l’eventuale costo da rilevare.

Dopo avere delineato tali raccomandazioni, l’Agenzia delle Entrate ha concluso affermando che il citato principio di derivazione del reddito d’impresa dal risultato di esercizio contenuto nell’art. 83 del TUIR impone che ai fini fiscali si debba dunque assumere la contabilizzazione prevista dalle richiamate indicazioni dell’ISVAP, secondo cui, come già evidenziato, le indennità soggette a rivalsa sono imputate esclusivamente a conti di natura patrimoniale.

Lo stesso art. 83 del TUIR, inoltre, obbliga il contribuente a rettificare il risultato contabile mediante opportune variazioni (in aumento e/o in diminuzione) nelle ipotesi in cui, con riguardo a specifiche fattispecie, il legislatore fiscale abbia previsto un differente trattamento.

Riguardo la rappresentazione contabile della “rivalsa degli agenti”, la disciplina fiscale di riferimento non contiene alcuna norma che imponga di rettificare il dato di bilancio, né emergono altri elementi di valutazione che possano portare a disattendere le modalità di contabilizzazione imposta dall’ISVAP.

Per conseguenza, ha, infine, rilevato la circolare delle Entrate, gli elementi patrimoniali ed i componenti di reddito devono essere assunti ai fini tributari così come correttamente rappresentati in bilancio.

Tale ultima considerazione, secondo le Entrate, comporta “la non imponibilità quali proventi e la loro non deducibilità quali costi delle indennità in esame” (risoluzione n. 168/E del 25 novembre 2005).

Comunque, conclude la circolare dell’Agenzia delle Entrate, ai fini della corretta modalità di determinazione del reddito delle compagnie di assicurazione, la rilevazione contabile delle indennità – per la parte soggetta a rivalsa – in voci dello Stato patrimoniale assume evidenza anche ai fini fiscali; parimenti, la parte di indennità eventualmente non soggetta a rivalsa, risultando imputata a conto economico, rileva anche fiscalmente, ai fini reddituali.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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