Novità fiscali del 22 luglio 2011, tra cui il nuovo regime dei minimi

 

Indice:

1) Stampa di nomi e cognomi comprendenti segni diacritici sulla Tessera Sanitaria e sul tesserino di codice fiscale

2) Manovra estiva 2011: Obbligo di iscrizione solo alla Cassa di previdenza

3) Sul compenso al professionista prevale l’accordo tra le parti

4) Modificato il software Gerico 2011

5) Incentivi al reimpiego di personale con qualifica dirigenziale

6) Commercialisti & Progetto RSO – Rilevazione Statistica Ordini Territoriali I Trimestre 2011

7) La fase transitoria del federalismo municipale

8) Carta dei diritti del turista

9) Manovra estiva: Dal 2012 più selettivo il regime dei minimi

 

1) Stampa di nomi e cognomi comprendenti segni diacritici sulla Tessera Sanitaria e sul tesserino di codice fiscale

L’Agenzia delle Entrate si allinea al trattamento dei dati anagrafici effettuato dai Comuni.

Con la circolare 34/E del 20 luglio 2011, va a regime la soluzione tecnica che consente all’Anagrafe tributaria di acquisire, nel formato originale, i dati anagrafici composti anche di caratteri “diacritici”, cioè caratteri che aggiunti ad una lettera dell’alfabeto ne modificano la pronuncia e ne distinguono il significato da parole simili, come, ad esempio, la dieresi (Ä) o l’accento circonflesso (Â).

Tessera sanitaria e codice fiscale

Non cambia il sistema di codifica per comporre il codice fiscale.

Nome e cognome saranno riportati sulla tessera sanitaria e sul tesserino di codice fiscale in forma originale, ossia con eventuali caratteri diacritici, e anche in “forma traslitterata”, ricondotta cioè ai 26 caratteri maiuscoli previsti per la

composizione del codice fiscale.

Allineamento alle anagrafi comunali

Il documento di prassi ottempera così alle norme di Stato Civile e di Anagrafe e alle diverse disposizioni a tutela delle minoranze linguistiche.

I caratteri diacritici verranno acquisiti in Anagrafe Tributaria a seguito della ricezione delle comunicazioni telematiche effettuate dai Comuni tramite il sistema INA-SAIA, gestito dal Ministero dell’Interno, che consente il collegamento logico virtuale delle anagrafi comunali, finalizzato alla circolarità delle comunicazioni anagrafiche tra Comuni e tra questi e tutte le PA.

Il testo della circolare:

Con Decreto-Legge del 27 dicembre 2000, n. 392, convertito con legge 28 febbraio 2001, n. 26, é stato istituito, presso il Ministero dell’Interno, l’Indice Nazionale delle Anagrafi (INA), per un migliore esercizio della funzione di vigilanza e di gestione dei dati anagrafici. L’architettura del Sistema di Accesso e di Interscambio Anagrafico (SAIA), basata sull’INA, consente il collegamento

logico virtuale delle anagrafi comunali, finalizzato alla circolarità delle comunicazioni anagrafiche tra i comuni italiani, e tra questi e tutte le Pubbliche

Amministrazioni collegate al sistema.

In ottemperanza alle norme di Stato Civile e di Anagrafe ed alle diverse disposizioni a tutela delle minoranze linguistiche, con la circolare n. 1 del 22 gennaio 2008 il Ministero dell’Interno ha fatto presente che il sistema INA SAIA

è predisposto a recepire i caratteri diacritici contenuti in alfabeti con caratteri latini, per la corretta registrazione dei nomi e cognomi dei cittadini che comprendano tali caratteri. Nella stessa Circolare ha definito regole di traslitterazione, precisate nella tabella ad essa allegata, per i casi in cui non è tecnicamente possibile conservare i segni diacritici.

Per allineare il trattamento dei dati anagrafici registrati in Anagrafe Tributaria a quello effettuato nelle anagrafi dei Comuni, viene ora messa a regime la soluzione tecnica che consente di acquisire in Anagrafe Tributaria i dati anagrafici sia nel formato originale, comprensivi dei segni diacritici, sia in quello traslitterato secondo le regole stabilite dalla sopra citata circolare. Resta fermo, in Anagrafe Tributaria, l’uso esclusivo di caratteri maiuscoli per la registrazione dei dati anagrafici, così come l’utilizzo, nei nomi e cognomi che terminano con una vocale accentata, della relativa vocale senza accento, seguita dal segno dell’apostrofo.

La composizione del codice fiscale segue il sistema di codifica definito dal Decreto Ministeriale del 23 dicembre 1976, n. 13813 con l’uso esclusivo dei 26 caratteri maiuscoli contenuti nella tabella ivi riportata. L’introduzione delle modifiche in questione non influirà quindi sulla composizione del codice fiscale.

Il nome e il cognome, rilevati comprendendovi i segni diacritici, saranno riportati sul fronte della Tessera Sanitaria e sul tesserino di codice fiscale insieme agli stessi in forma traslitterata.

L’esposizione della forma traslitterata mette in evidenza il collegamento tra la forma originale dei dati anagrafici e il codice fiscale del cittadino. In tutti gli atti e documenti nei quali non è possibile impiegare la forma originale viene utilizzata la forma traslitterata.

L’Anagrafe Tributaria è quindi in grado di ricevere comunicazione di dati anagrafici comprendenti segni diacritici dai Comuni tramite il sistema di colloquio INA SAIA. Quando i Comuni invieranno con tale sistema di colloquio telematico i dati anagrafici contenenti segni diacritici, per i cittadini interessati verrà prodotta in via automatica, a seconda dei casi, la Tessera Sanitaria o il tesserino di codice fiscale con il nome e il cognome in entrambe le forme; tutte le altre caratteristiche – formato, contenuto e funzioni – di tali documenti restano invariate.

 

 

 

2) Manovra estiva 2011: Obbligo di iscrizione solo alla Cassa di previdenza

Nella gestione separata Inps ci vanno soltanto i professionisti che non sono iscritti negli albi professionali.

È una norma di interpretazione autentica, perciò retroattiva, quella contenuta nella manovra estiva 2011 (Legge n. 111/2011, art. 18, comma 12) che ha modificato l’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995:

I soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo tenuti all’iscrizione presso l’apposita gestione separata INPS sono esclusivamente i soggetti che svolgono attività il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero attività non soggette al versamento contributivo agli enti di previdenza della categoria.

La manovra contiene anche la conferma che l’obbligo di iscrizione all’ENASARCO non esclude in alcun caso l’obbligo di iscrizione alla gestione pensionistica INPS relativa agli esercenti attività commerciali (comma 13).

Obbligatorietà di iscrizione e contribuzione agli enti previdenziali privatizzati dei soggetti già pensionati (commi 11 e 12)

Il comma 11 dispone l’obbligo dell’iscrizione e della contribuzione a carico dei soggetti, già pensionati, che risultino aver percepito un reddito, derivante dallo svolgimento della relativa attività professionale, ed impone agli enti previdenziali di diritto privato di cui ai D.Lgs. 509/1994 e D.Lgs. 103/1996, di adeguare allo scopo i propri statuti e regolamenti entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame.

Viene poi previsto un contributo soggettivo minimo con aliquota non inferiore al 50% di quella ordinaria per gli iscritti a ciascun Ente.

Il successivo comma 12 fornisce un’interpretazione autentica dell’art. 2, comma 26, della L. 335/1995, che ha istituito la gestione separata INPS, in merito all’ambito soggettivo di iscrizione alla gestione stessa.

In particolare, si precisa che i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo tenuti all’iscrizione presso la suddetta gestione sono esclusivamente i soggetti che svolgono attività non subordinate all’iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero attività non soggette al versamento contributivo agli enti previdenziali privatizzati, ad esclusione dei soggetti per i quali sussiste appunto l’obbligo di iscrizione e contribuzione alle Casse privatizzate.

Resta comunque ferma la possibilità di includere i propri iscritti nella gestione separata INPS ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera d), del D.Lgs. 103/1996. Infine, sono fatti salvi i versamenti già effettuati ai sensi del citato art. 2, comma 26, della L. 335/1995.

Ai sensi del comma 15, le connesse disposizioni attuative demandate ad un apposito decreto interministeriale.

Peraltro, non viene previsto un termine per l’emanazione del richiamato decreto.

Iscrizione all’ENASARCO (comma 13)

Il comma 13 conferma che l’obbligo di iscrizione alla forma di previdenza gestita dalla Fondazione ENASARCO (Ente privatizzato ai sensi del D.Lgs. 509/1994) non esclude in alcun caso l’obbligo di iscrizione alla gestione pensionistica INPS relativa agli esercenti attività commerciali, in quanto integrativa alla stessa, così come confermato già dall’art. 2, primo comma, della L. 12/1973.

 

 

 

3) Sul compenso al professionista prevale l’accordo tra le parti

Nei rapporti tra professionista e cliente prevale la tariffa professionale oppure l’avvenuto accordo tra le parti ?.

Quello che più conta è la scrittura privata tra le parti.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15504 del 14 luglio 2011, ha rigettato il ricorso presentato da un Commercialista che, invece, chiedeva l’applicazione della tariffa professionale.

Dagli accordi tra le parti (sanciti nella scrittura privata) è risultato che il compenso del professionista doveva essere determinato in misura proporzionale al prezzo di realizzo delle azioni.

In particolare, secondo la Suprema Corte, la circostanza che i contraenti avessero stabilito di legare la misura del compenso del professionista al prezzo di vendita delle azioni possedute dai soci ha trovato riscontro nella scrittura privata tra le parti nel cui testo era stato espressamente convenuto “di remunerare dette prestazioni professionali svolte dal commercialista in proporzione al numero di azioni possedute nella società e in funzione del valore di realizzo conseguito in sede di cessione stabilendo una scala di valori di realizzo per azione correlata al compenso per il commercialista”.

 

 

 

4) Modificato il software Gerico 2011

E’ stato, nuovamente, modificato il software di compilazione GERICO 2011.

Si tratta del prodotto software GERICO 2011 che consente il calcolo della Congruità per i 206 studi di settore in vigore per il periodo d’imposta 2010.

Il prodotto era stato pubblicato il giorno 10 giugno 2011 in versione 1.0.0..

Aggiornamento alla versione 1.0.2.

La versione 1.0.2 del 21 luglio 2011 prevede le seguenti modifiche rispetto a quella precedente:

– Nel prospetto dei “Dati anagrafici”, in corrispondenza di “Mesi di attività nel corso del periodo d’imposta”, inserita la dicitura: “(vedere istruzioni)”;

– modificato il titolo della sezione relativa all’Asseverazione in: “Asseverazione dei dati contabili ed extracontabili” ed aggiunta la dicitura ”Riservato al C.A.F. o al professionista (art. 35 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 e successive modificazioni)”;

– modificato il titolo della sezione relativa all’Attestazione in: “Attestazione delle cause di non congruità o non coerenza” e aggiunta la dicitura ”Riservato al C.A.F. o al professionista ovvero ai dipendenti e funzionari delle associazioni di categoria abilitati all’assistenza tecnica (art. 10, comma 3-ter, della legge n. 146 del 1998)”;

– nella sezione “Dati relativi ad inizio /cessazione dell’attività” del prospetto anagrafico, modificata dicitura relativa al codice 4 in: “solo per quadro F”;

– per lo studio UD46U, nel quadro “Modalità di svolgimento dell’attività”, eliminata l’intestazione della colonna “Costo sostenuto” della sezione “Produzione e/o lavorazione affidata a terzi”;

– adeguata l’intestazione di sezione dei righi da D75 a D76 per lo studio UG93U;

– adeguata la stampa per l’area relativa alla Normalità economica;

– modificata la descrizione del rigo D02 dello studio VM03A in “Bevande ed olii”;

– modificata la descrizione del rigo D01 dello studio UM37U in “Ingrosso a libero servizio (cash & carry)”.

(Agenzia delle Entrate, nota del 21 luglio 2011)

 

 

 

5) Incentivi al reimpiego di personale con qualifica dirigenziale

In materia di incentivi al reimpiego di personale con qualifica dirigenziale é stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Direttoriale del 4 maggio 2011.

Pubblicato, quindi, sulla G.U. n. 164 del 16 luglio 2011, il Decreto Direttoriale del 4 maggio 2011 concernente la ripartizione dei fondi, ai sensi della legge 7 agosto 1997, n. 266, in materia di “Incentivi al reimpiego di personale con qualifica dirigenziale e sostegno alla piccola impresa”.

 

 

 

6) Commercialisti & Progetto RSO – Rilevazione Statistica Ordini Territoriali I Trimestre 2011

E’ stato pubblicato sul sito www.irdcec.it , in data 21 luglio 2011, il documento che presenta i risultati della rilevazione sulle iscrizioni e le cancellazioni all’albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e al Registro dei praticanti relative al primo trimestre del 2011.

La rilevazione ha coperto 136 Ordini territoriali su 143.

Per gli Ordini non coperti dalla rilevazione (Avellino, Cagliari, Chieti, Imperia, Lamezia Terme, Tempio Pausania, Vibo Valentia) l’Istituto di Ricerca dei Commercialisti ha proceduto ad una stima delle informazioni mancanti.

Al 31 marzo 2011, secondo le elaborazioni dell’Irdcec, i Dottori Commercialisti e gli Esperti Contabili iscritti all’albo sono 113.413 (+1,8% rispetto al 31 marzo 2010).

I tirocinanti iscritti al registro sono 25.569 (+1,5% rispetto al primo trimestre del 2010).

Nel primo trimestre del 2011, le iscrizioni all’albo sono state 1.477 e le cancellazioni 539.

Il saldo finale è stato di 938 unità.

Nello stesso periodo, le iscrizioni al registro dei praticanti sono state 1.810 e le cancellazioni sono state 1.269.

Il saldo finale è di 541 unità.

Dopo un breve riepilogo generale dei dati finora prodotti sugli iscritti all’albo, il documento procede ad illustrare i movimenti complessivi dell’albo e del registro dei praticanti nel I trimestre 2011 e l’evoluzione degli stessi rispetto al I trimestre 2010, presentando nel dettaglio i risultati per regione e per singolo Ordine territoriale.

Come premesso, sul sito web dell’Istituto di Ricerca all’indirizzo www.irdcec.it sono stati pubblicati i documenti relativi alle precedenti rilevazioni effettuate.

(Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, nota del 21 luglio 2011)

 

 

 

7) La fase transitoria del federalismo municipale

E’ stato reso disponibile sul sito www.irdcec.it , in data 21 luglio 2011, il documento (contenente aspetti quantitativi, contabili e fiscali delle nuove entrate comunali) che raccoglie alcune anticipazioni dei risultati di una ricerca dell’IRDCEC che sarà oggetto di prossima pubblicazione.

Nella parte finale di tale documento vengono poi rilevate le criticità del federalismo municipale. In particolare, si afferma che il nuovo sistema di finanza locale (Decreto n. 23 del 2011) rischia di minare il funzionamento dell’intero impianto della nuova fiscalità comunale e di tradirne le finalità.

 

 

 

8) Carta dei diritti del turista

Quali sono i documenti necessari per i viaggi, il passaggio delle frontiere, le visite ai musei?

Quali garanzie di efficienza e di congruità offrono i mezzi di trasporto? In caso di inadempienze da parte delle agenzie di viaggio a chi mi devo rivolgere? E se il treno ritarda posso chiedere il rimborso del biglietto? A questi e altri quesiti cerca di rispondere la Carta dei diritti del Turista.

Disponibile in sette lingue diverse, la guida ha l’obiettivo di informare con chiarezza il turista su quelli che sono, in Italia, i suoi diritti, su come egli debba comportarsi e a chi debba rivolgersi, in caso di inadempienza, per farli valere.

Nella guida sono raccolte informazioni utili e le norme che disciplinano il rapporto che deve instaurarsi tra turista, agenzie di viaggio e strutture ricettive, che deve sempre essere corretto e gestito con la massima trasparenza.

La Carta dei diritti del turista, redatta in attuazione di quanto disposto dall’art. 4 della legge 29 marzo 2001, n. 135, è stata elaborata dal Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo in collaborazione con le Amministrazioni dello Stato interessate, le Regioni e le Province autonome, gli Enti, le organizzazioni imprenditoriali e sindacali del settore turistico nonché le associazioni nazionali di tutela dei consumatori.

I temi trattati

1. Sezione “Orientamento e Informazione”: fornisce indicazioni di carattere preliminare rispetto all’organizzazione del viaggio, con particolare riferimento a sicurezza, assistenza sanitaria ed alle norme valutarie e doganali.

2. Sezione “Ospitalità”: contiene informazioni utili sulle strutture turistico- ricettive, i prezzi, la classificazione, la prenotazione nonché sui principali contratti in uso.

3. Sezione “Nautica da diporto”: focalizza l’attenzione su specifici aspetti della fruizione del servizio quali l’assicurazione, la locazione e il noleggio.

4. Sezione “Il viaggio organizzato: i pacchetti turistici”: fa il punto sui principali diritti del turista in relazione a tale tipologia di viaggio.

5. Sezione “Multiproprietà di immobili a destinazione turistico-ricettiva”: dà indicazione degli aspetti contrattuali più rilevanti.

6. Sezione “Turismo e beni culturali”: risponde all’opportunità di fornire specifiche informazioni sulla fruizione di beni che, per la loro natura, appartengono alla collettività.

7. Sezioni “Mobilità”: informazioni relative al trasporto aereo, ferroviario, marittimo e su gomma.

8. Sezione “Come far valere i propri diritti”: informazioni utili in caso di disservizi e controversie

9. Sezione “Numeri di emergenza e di pubblica utilità” con le relative indicazioni di carattere generale

10. Sezione “Doveri del turista”: elenca i doveri del turista sanciti dal Codice Mondiale di Etica del Turismo, promosso dall’Organizzazione Mondiale del Turismo.

 

 

 

9) Manovra estiva: Dal 2012 più selettivo il regime dei minimi

Riguardo ai contribuenti “minimi”, l’art. 27 del Dl 98/2011 ha introdotto, a partire dal 2012, significative novità, con particolare riferimento ai requisiti di accesso e alla tassazione.

Le nuove disposizioni, secondo quanto riferito dall’Agenzia delle Entrate (nel proprio notiziario telematico del 21 luglio 2011) prevedono che:

– Possono accedere al regime (introdotto dall’art. 1, commi da 96 a 117, Legge 244/2007) le persone fisiche in possesso dei requisiti previsti dalla previgente normativa e che intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione ovvero che hanno iniziato un’attività dopo il 2007;

– il regime agevolato può essere adottato solo per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi.

In sede di conversione del Decreto 98/2011, la relativa Legge n. 111/2011 (Manovra estiva 2011) ha poi previsto che si potrà fruire del regime agevolato anche oltre il 4° periodo di imposta successivo a quello di inizio dell’attività ma, comunque, non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età.

Sono, inoltre, stabilite ulteriori limitazioni, riferibili all’attività esercitata nel periodo precedente l’adesione al regime dei minimi, similari a quelle previste a oggi per il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (art. 13 della Legge 388/2000).

Il contribuente, infatti, non deve aver esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare, né può proseguire altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo.

Possono, invece, applicare il regime semplificato coloro che precedentemente hanno svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

Non è consentito, ai fini dell’accesso al regime agevolato, la prosecuzione di un’attività d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, se nell’ultimo periodo d’imposta sono stati realizzati ricavi superiori a 30mila euro.

A fronte di queste maggiori restrizioni per l’accesso al regime, la manovra estiva 2011 ha previsto un sostanziale vantaggio riguardo il livello di tassazione dei redditi conseguiti.

L’imposta, sostitutiva dell’imposta sui redditi e delle addizionali regionale e comunale, è stata infatti ridotta dal 20% al 5%.

Restano, inoltre, confermate l’esenzione dall’Irap, la non applicazione dell’Iva e le agevolazioni contabili.

Un’ulteriore agevolazione, apportata dalla manovra, riguarda la possibilità, per l’anno in cui si accede al regime dei contribuenti minimi, di calcolare l’acconto Irpef senza considerare il reddito derivante dall’attività professionale o di impresa.

E’, inoltre, prevista una regolamentazione ad hoc nei confronti di coloro che, per effetto delle limitazioni illustrate, fuoriescono dal regime dei “minimi” ovvero non potranno più accedervi.

Secondo le stime indicate nella relazione tecnica allegata al provvedimento, considerando le dichiarazione dei redditi presentate nel 2009, il 96% dei soggetti che hanno aderito al regime dei “minimi” non avrebbe i requisiti dettati dalla nuove disposizioni.

Si tratta delle persone fisiche che dispongono esclusivamente delle caratteristiche previste dai commi 96 e 99 dell’articolo 1 della legge 244/2007, ovvero di coloro che:

– Non si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto

sono residenti nel territorio dello Stato;

– non esercitano specifiche attività previste dalla norma (cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili, di mezzi di trasporto nuovi);

– non partecipano a società di persone o associazioni, ovvero a società a responsabilità limitata che hanno esercitato l’opzione per la trasparenza fiscale

nell’anno solare precedente:

– hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 30mila euro;

– non hanno effettuato cessioni all’esportazione;

– non hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti o collaboratori;

– nel triennio solare precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali, anche mediante contratti di appalto e di locazione, per un ammontare complessivo superiore a 15mila euro.

Questi contribuenti, che presentano solo le caratteristiche dei “minimi” ante riforma, pur perdendo l’agevolazione riguardante l’imposizione sostitutiva del 5% e dovendo addebitare in fattura l’Iva, ai sensi del comma 3 dell’art. 27 del D.L. 98/2011, sono esentati dall’Irap e sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’Iva, nonché dalle liquidazioni e dai versamenti periodici ai fini Iva.

Per cui il versamento dell’Iva andrà effettuato solo una volta l’anno.

Minimi: Studi di settore inapplicabili ?

Secondo quanto riportato in Italia Oggi del 21 luglio 2011, per il nuovo regime contabile semplificato, di fatto, gli studi di settore sono inapplicabili.

Le ridotte dimensioni di questi soggetti renderebbero impossibile, per i calcoli di Gerico, misurare correttamente tali attività economiche.

Potrebbe rivelarsi un boomerang, dunque, la mancata esclusione dagli studi di settore per il nuovo regime dei minimi.

L’applicazione degli studi di settore agli ex minimi che approderanno nel nuovo regime semplificato costituisce una delle principali problematiche che tali soggetti dovranno affrontare.

La mancata esenzione dai calcoli di Gerico appare una vera e propria svista del legislatore.

Chi approderà al nuovo regime, perché ex minimo o perché ha avviato un’attività dal gennaio 2012, sarà un contribuente che possiede tutti i requisiti previsti dalla legge 244/2007.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

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