Novità fiscali del 6 luglio 2011

 

 Indice:

 1) Nuovo regime a forfait per i piccoli contribuenti dal 2012

 2) Stretta sugli studi di settore

 3) Revisione legale dei conti: Pubblicate bozze di regolamento

 4) Tassazione a conguaglio della quota capitale del fondo pensione

 5) Unico 2011: Approvata nuova modifica al modello dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore

 6) INPS Servizi Mobile per Android

 7) Questura di Milano e notai, insieme per i diritti degli stranieri

1) Nuovo regime a forfait per i piccoli contribuenti dal 2012

Previsione di un nuovo regime a forfait per i piccoli contribuenti.

E’ quanto prevede l’art. 27 del testo della manovra correttiva inviato al Quirinale in questi giorni che punta sulla rimodulazione e concentrazione degli incentivi fiscali con lo scopo di favorire la costituzione di nuove imprese o di nuove attività professionali ad opera di giovani o di chi ha perso il posto di lavoro.  Al fine di tutelare tale categoria, il nuovo testo non prevede più il limite dei 35 anni previsto nella precedente versione.

La nuova misura dell’imposta sostitutiva dell’Irpef e dell’Irap è fissata al 5%, in luogo del 20% previsto dal regime dei minimi e del 10% del regime delle nuove iniziative produttive.

L’agevolazione si applica a decorrere dal 2012 per i primi 5 anni di attività.

Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità

In particolare, il nuovo testo di tale art. 27 prevede quanto segue:

Per favorire la costituzione di nuove imprese da parte di giovani ovvero di coloro che perdono il lavoro e, inoltre, per favorire la costituzione di nuove imprese, gli attuali regimi forfettari vengono riformati e concentrati.

Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2012, il regime di cui all’art. 1, commi da 96 a 117 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si applica, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche:

– Che iniziano un’attività d’impresa, ovvero una professione;

– che l’hanno intrapresa dopo il 31 dicembre 2007.

L’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali prevista dal comma 105 dell’art. 1 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 viene ridotta al 5%.

Tale beneficio viene riconosciuto a condizione che:

– Il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio, attività professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;

– l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;

– qualora venga proseguita un’attività d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.

Coloro che, che iniziano l’attività d’impresa, ovvero che l’hanno iniziata dopo il 31 dicembre 2007, pur avendo le caratteristiche di cui ai commi 96 e 99 dell’art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ma che non possono beneficiare del regime semplificato per i contribuenti minimi ovvero ne fuoriescono, fermi restando l’obbligo di conservare (art.22 del DPR n. 600/1973), i documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi, sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’Iva, nonché dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell’Iva. Tali soggetti sono anche esenti dall’Irap.

Possono, inoltre, optare per l’applicazione del regime contabile ordinario.

L’opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.

Con uno o più provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate saranno meglio disciplinate le disposizioni necessarie per l’attuazione delle novità.

Vengono soppressi: Il primo e il secondo periodo del comma 117 dell’art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Infine, nel terzo periodo le parole “Ai fini dell’applicazione delle disposizioni del periodo precedente,” sono soppresse.

 

 

 

2) Stretta sugli studi di settore

La mancata presentazione del modello degli studi di settore sarà considerata una circostanza aggravante dell’infedele dichiarazione, che, tuttavia, non sarà applicabile in presenza di scostamenti tra dichiarato e stimato non superiori al 10%.

L’omessa presentazione del modello dati per gli studi di settore, anche a seguito dell’invito dell’Agenzia delle Entrate, farà aumentare del 50% le sanzioni per infedele dichiarazione.

Tale aggravante si renderà applicabile in materia di imposte dirette, di Iva e di Irap.

La maggiorazione delle sanzioni scatterà, quindi, solo se la rettifica operata sulla base degli studi di settore supererà il 10% il reddito dichiarato dal contribuente.

E’ questa una delle rilevanti novità in materia fiscale contenuta nella manovra correttiva.

Nella manovra correttiva è stata, inoltre, inserita la norma che consentirà di effettuare accertamenti di tipo induttivo contro chi non compila “fedelmente” i modelli relativi agli studi di settore.

La novità è arrivata negli stessi giorni in cui dall’Agenzia delle Entrate sono partite ai contribuenti, congrui ma non coerenti, le segnalazioni delle anomalie per il periodo 2007-2009. Ciò al fine di evitare errori nelle dichiarazione di quest’anno.

Studi di settore: Quando gli scostamenti sono sufficienti per l’accertamento fiscale

Linea dura dalla Cassazione sull’applicabilità ai professionisti degli studi di settore.

E’ valido l’accertamento fondato esclusivamente sullo scostamento dagli standard e senza alcuna indagine sull’attività e sulle dimensioni dello studio professionale nel caso in cui il professionista (nel caso di specie avvocato) non abbia partecipato al contraddittorio con l’Amministrazione finanziaria.

È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 14365 del 30 giugno 2011, ha respinto il ricorso di un avvocato che chiedeva l’annullamento dell’accertamento emesso sulla base del solo scostamento tra i valori esposti in dichiarazione e gli standard derivanti dagli studi di settore.

In particolare il professionista ha sostenuto che il fisco avrebbe dovuto svolgere qualche indagine sulla sua attività: Dimensioni dello studio e soprattutto sulle peculiarità rispetto ad altri colleghi.

Ma all’Amministrazione finanziaria è bastato precisare che il professionista, pur essendo stato invitato a difendersi, non si è presentato alla fase del contraddittorio.

Secondo la Suprema Corte “la procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri e degli studi di settore costituisce un sistema unitario, frutto di un processo di progressivo affinamento degli strumenti di rilevazione della normale redditività per categorie omogenee di contribuenti, che giustifica la prevalenza, in ogni caso, e la conseguente applicazione retroattiva dello strumento più recente rispetto a quello precedente, in quanto più affinato e, pertanto, più affidabile”.

 

 

 

3) Revisione legale dei conti: Pubblicate bozze di regolamento

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la nota del  04 luglio 2011 ha evidenziato che esercita, attraverso la Ragioneria generale dello Stato – Ispettorato generale di finanza, le competenze previste dal Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, in materia di revisione legale dei conti.

Il Decreto costituisce un tassello fondamentale del processo di armonizzazione degli obblighi in materia di revisione contabile, assicurando omogeneità nel controllo legale dei conti tra i diversi Paesi UE.

Nella nuova sezione “Revisione legale” del sito internet http://www.rgs.mef.gov.it, oltre alla normativa e alla documentazione di riferimento, sono disponibili, sotto la voce “Consultazioni pubbliche on-line”, gli schemi dei decreti ministeriali concernenti i regolamenti di attuazione del Dlgs 39/2010, per l’invio di osservazioni da parte dei soggetti interessati.

http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/revisionelegale/Consultazionipubblicheon-line/index.html

Revisione legale: Consultazioni pubbliche on-line

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento delle Ragioneria Generale dello Stato ha predisposto alcuni schemi dei decreti ministeriali concernenti i regolamenti di attuazione del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 “Attuazione della direttiva 2006/43/CE, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE, e che abroga la direttiva 84/2537CEE”.

Su tali documenti il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ritiene opportuno acquisire gli orientamenti e le osservazioni che i soggetti interessati volessero segnalare.

Le osservazioni possono essere inviate via fax al numero 06.4761.3599 o al seguente indirizzo di posta elettronica: revisionelegale@pec.mef.gov.it
Il termine per l’invio delle osservazioni è fissato al 31 luglio 2011

I commenti e le osservazioni pervenuti saranno resi pubblici al termine della consultazione, salvo espressa richiesta di non divulgarli.

Il generico avvertimento di confidenzialità del contenuto della e-mail, in calce alla stessa, non sarà considerato una richiesta di non divulgare i commenti inviati.

Schemi di regolamento disponibili sul citato sito

– bozza di regolamento iscrizione al registro;

– bozza di regolamento accesso;

– bozza di regolamento tirocinio;

– bozza di regolamento inattivi;

– bozza di regolamento revoca;

– bozza di regolamento formazione continua dei revisori.

 

 

 

4) Tassazione a conguaglio della quota capitale del fondo pensione

L’Agenzia delle Entrate non può precedere ad alcun ricalcolo rispetto a quello effettato dal sostituto d’imposta all’atto della erogazione delle somme.

La Fondazione studi dei Consulenti del lavoro ha pubblicato l’interessante parere in materia tributaria.

In particolare, si tratta del parere n. 12 del 05 luglio 2011 sulla tassazione a conguaglio della quota capitale del fondo pensione.

Problema (quesito)

Ad “vecchio iscritto” ad un fondo pensione aziendale (il fondo all’atto della cessazione del rapporto di lavoro ha operato le relative ritenute fiscali sulla somma erogategli), a distanza di tempo; è pervenuta una comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate richiedente somme a titolo di conguaglio. Poi seguita da una ulteriore comunicazione del fisco richiedente maggiori somme. Il quesito verte quindi se sia corretto il comportamento tenuto dell’Agenzia delle Entrate.

Parere della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro

Nell’ipotesi in cui un lavoratore dipendente cessa la propria attività lavorativa per andare in pensione, se era iscritto ad una a forma pensionistica complementare (cd. fondo pensione), oltre al TRF erogato dal proprio datore di lavoro percepisce una somma erogata dal Fondo di previdenza.

Al riguardo viene osservato che per quanto riguarda le prestazioni in forma capitale percepite dagli ex lavoratori che hanno cessato l’attività lavorativa negli anni 2003 e successivi, l’Agenzia delle Entrate provvede ad emettere, a distanza di tempo, una comunicazione con la richiesta di somme a titolo di conguaglio.

Talvolta succede che successivamente l’Agenzia effettui nuovi conteggi e chieda delle ulteriori somme.

La richiesta è frutto di una particolare modalità di determinazione dell’aliquota Irpef da utilizzare per assoggettare a tassazione separata dette somme.

L’orientamento dell’Agenzia delle Entrate

A tale riguardo viene osservato che l’Agenzia delle Entrate sul punto ha modificato la propria interpretazione.

In un primo momento con la circolare n. 29/E del 2001, ha affermato che l’aliquota c.d. interna da applicare ai montanti post 1° gennaio 2001 era determinata in base ad un reddito di riferimento calcolato considerando, nell’algoritmo prefigurato dall’art. 19 del Tuir:

– al numeratore l’ammontare totale della prestazione in capitale (maturata prima e dopo il 1° gennaio 2001)

– al denominatore l’intero periodo di contribuzione.

In seguito, nel paragrafo 5.2. della circolare 18 dicembre 2007, n. 70/E, l’Agenzia delle Entrate ha indicato una diversa e nuova interpretazione dell’art. 20, comma 1, dei Tuir.

In particolare, l’Agenzia ha invitato i propri Uffici periferici a rideterminare l’aliquota da applicare sulle prestazioni in capitale erogate, riferibili al maturato contributivo dal 1° gennaio 2001, applicando un’aliquota interna costruita in base ad un reddito di riferimento calcolato considerando:

– al numeratore il solo montante post 1° gennaio 2001

– al denominatore il solo periodo di contribuzione post 1° gennaio 2001.

Il nuovo criterio di determinazione dell’aliquota interna ha comportato, nella maggior parte dei casi, un aumento, talora di ammontare significativo, della tassazione, soprattutto nel caso di destinazione (su base oltretutto volontaria, per i “vecchi iscritti”), nel periodo 2001/2006, di quote di TFR alla previdenza complementare.

Alla luce di ciò, l’Agenzia, tramite istruzioni di servizio, ha invitato gli uffici a riliquidare l’imposta dovuta sulle prestazioni in capitale erogate a “vecchi iscritti”, nel 2003 o in anni successivi: In conformità a tali indicazione, gli uffici periferici hanno fatto pervenire ai contribuenti una seconda comunicazione di liquidazione delle predette somme chiedendo la differenza rispetto alla precedente comunicazione predisposta secondo i vecchi criteri.

La prima giurisprudenza

Sulla specifica questione si è pronunciata la Commissione Tributaria Provinciale di Milano, Sez. I, che con sentenza 8 settembre 2009, n. 423, ha accolto il ricorso di un ex iscritto al fondo pensione (ora pensionato) cui era stata notificata una cartella di pagamento per mancato pagamento Irpef tassazione separata della comunicazione di conguaglio.

La sentenza svolge un’analisi complessiva della questione. Nel merito i giudici milanesi osservano che la riliquidazione effettuata dall’Ufficio è in contrasto con l’art. 23, comma 5, terzo periodo, del D.Lgs. n. 252/2005, che ha abrogato l’art. 20 del Tuir con decorrenza 1° gennaio 2007, norma che consentiva tale riliquidazione posto che disponeva “Gli uffici finanziari provvedono a riliquidare l’imposta in base all’aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui é maturato il diritto di percezione, iscrivendo a ruolo le maggiori imposte dovute ovvero rimborsando quelle spettanti.”.

In buona sostanza, per la Commissione Tributaria Provinciale di Milano il citato art. 23, comma 5, terzo periodo, del predetto D.Lgs. n. 252/2005, avrebbe una valenza generale, nel senso di escludere qualsivoglia potere di riliquidazione da parte degli Uffici.

Non solo, dunque, quello espressamente soppresso di cui all’art. 20 del Tuir (riliquidazione in base all’aliquota media del quinquennio), ma anche eventuali riliquidazioni sulla base di un diverso criterio di calcolo dell’aliquota da applicare sulle prestazioni in capitale erogate.

La Commissione ha testualmente osservato che “l’Ufficio ha emesso il ruolo ai sensi dell’art. 36 bis del D.P.R. 600/1973, ma tale articolo non consente il tipo di riliquidazione effettuata in quanto non ricorrono i presupposti di cui al citato art. 36 bis, poiché non si tratta di correzione di errori o riduzioni di detrazioni o deduzioni esposte in misura superiore a quella prevista dalla legge, ma di una nuova e diversa riliquidazione delle imposte già liquidate dal sostituto di imposta all’atto della erogazione delle somme”.

Viene poi evidenziato che su identica questione, si sono pronunciate nello stesso senso:

– CT di Milano, Sez. 25, sentenza n. 114/25/10 del 13/04/2010;

– CT di Perugia, Sez. 8, sentenza n. 161/08/10 del 20/01/2010;

– CT di Milano, Sez. 16, sentenza n. 68/16/2009 del 2/04/2009.

Tutte le suddette pronunce hanno stabilito l’univoco principio che l’Agenzia delle Entrate non può precedere ad alcun ricalcolo rispetto a quello effettato dal sostituto d’imposta all’atto della erogazione delle somme, dal momento che l’art. 23, comma 5, terzo periodo del D.Lgs. n. 252/2005 dispone che “per le prestazioni erogate anteriormente alla suddetta data (1/1/2007) per la quale gli uffici finanziari non hanno provveduto a tale data, all’iscrizione a ruolo per le maggiori imposte, dovute ai sensi dell’articolo 20, comma 1, secondo periodo, del predetto testo unico, non si da luogo all’attività di riliquidazione prevista dal medesimo secondo periodo del comma 1 dell’articolo 20 del medesimo articolo.”.

Da ultimo è intervenuta la Commissione Tributaria Provinciale di Roma con la sentenza n. 145/26/11 del 16 maggio 2011 che, seppure con motivazione assai più stringata, ha accolto la richiesta di un contribuente che dopo avere pagato sulla base della prima liquidazione operata dall’Ufficio si era poi visto notificare una seconda comunicazione che, non essendo stata pagata, aveva poi comportato l’iscrizione a ruolo della differenza.

La Commissione ha annullato la cartella di pagamento condannando l’Ufficio al rimborso delle spese di giudizio.

 

 

 

5) Unico 2011: Approvata nuova modifica al modello dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore

E’ stata disposta l’approvazione della modifica al modello dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore VM03A, alle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore UM80U, UM85U, VM05U, UK26U e alle specifiche tecniche per la trasmissione dei modelli UNICO 2011-PF, UNICO 2011-SP, UNICO 2011-SC e UNICO 2011-ENC.

A ciò ha provveduto il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Prot. n. 2011/99715, del 4 luglio 2011 (pubblicato il 05 luglio 2011).

Con tale Provvedimento è stata modificata la descrizione del rigo D02, del modello degli studi di settore VM03A, in “Bevande ed olii”, coerentemente con quanto riportato nell’elenco delle categorie merceologiche allegato alle istruzioni relative a tale modello.

Sono state pure sostituite le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti per l’applicazione degli studi di settore UM80U, UM85U, VM05U e UK26U da utilizzare per il periodo d’imposta 2010 e che costituiscono parte integrante della dichiarazione Unico 2011.

Gli interventi hanno riguardato:

– per gli studi UM80U e UM85U, la rimozione del controllo bloccante ai fini del calcolo:

In presenza di almeno un campo Ricavi (esclusi Aggi o ricavi fissi) nella sezione

“Imprese multiattività” la somma di tali ricavi deve essere uguale a F00101+F00201–F00202+F00701–F00702–F00601+F00602;

– per lo studio VM05U, l’eliminazione di due indicatori di coerenza erroneamente inseriti;

– per lo studio UK26U, la modifica dell’indicatore Rendimento Giornaliero Imprese, con l’inserimento del campo KN084Q.

Infine, sono state modificate le specifiche tecniche approvate relative ai modelli UNICO 2011-PF, UNICO 2011-SP, UNICO 2011-SC, UNICO 2011-ENC, con provvedimenti del 16 febbraio 2011, come modificate con provvedimenti del 22 aprile e aggiornate il 7 giugno 2011, con l’esplicitazione che in fase di controllo dell’allegazione del modello degli studi di settore, dei parametri e degli INE è prevista una specifica segnalazione di warning che non determina lo scarto della dichiarazione.

 

 

 

6) INPS Servizi Mobile per Android

“INPS Servizi Mobile” l’applicazione che consente di controllare l’estratto conto contributivo è disponibile anche per dispositivi Android.

L’applicazione si aggiunge alla versione già rilasciata per iPhone.

L’Inps prosegue così, nel suo percorso di innovazione finalizzato a dare una risposta alla domanda crescente di utilizzo di informazioni e servizi da parte della propria utenza attraverso gli apparati mobili, coerentemente con la diffusione delle piattaforme mobili in Italia, con l’obiettivo di raggiungere un numero sempre più elevato di utenti.

L’applicazione è compatibile con la versione Android 2.1 o successiva e necessita del Codice Fiscale e del PIN per l’accesso. La versione per Android è scaricabile gratuitamente.

(Inps, nota del 05 luglio 2011)

 

 

 

7) Questura di Milano e notai, insieme per i diritti degli stranieri

Questura di Milano, Consiglio Notarile di Milano, Busto Arsizio, Lodi, Monza e Varese e Associazione sindacale dei notai della Lombardia si tendono la mano sul tema dell’immigrazione, siglando un accordo di collaborazione finalizzato ad aiutare gli stranieri presenti in Italia nell’esercizio dei loro diritti civili e nel rapporto con la Pubblica Amministrazione.

L’accordo sottoscritto il 05 luglio 2011 prevede una stretta collaborazione e tre novità:

1. l’attivazione di un canale informativo basato sullo scambio di messaggi di posta elettronica certificata che consentirà ai notai di acquisire rapidamente informazioni dall’Ufficio Immigrazione delle Questura di Milano, quale ufficio territorialmente competente per la Provincia di Milano, al fine di perfezionare atti giuridici degli stranieri per i quali l’iter di rilascio del permesso di soggiorno o del suo rinnovo non sia ancora concluso;

2. la promozione di incontri pubblici di approfondimento e reciproco aggiornamento in materia di immigrazione per facilitare l’esercizio delle attività quotidiane e i compiti dei professionisti e dei funzionari pubblici che si occupano di problematiche connesse al mondo degli stranieri in Italia;

3. l’avvio di un programma di raccordo tra Questura e notariato che renderà consultabile in futuro da parte del notaio, e in via telematica, la banca dati dei permessi di soggiorno, nel rispetto di privacy e sicurezza delle informazioni acquisibili, così come già avviene, in altri settori, nei rapporti tra Pubblica Amministrazione.
L’obiettivo del protocollo d’intesa è di aiutare lo straniero affinché possa godere in pieno dei suoi diritti civili anche nelle fasi di lavorazione temporanea dei permessi di soggiorno. Il notaio chiamato ad assisterlo potrà attingere informazioni chiare sullo status dello straniero e tutelare così i suoi interessi legittimi, garantendo la certezza giuridica, la sicurezza e la regolarità degli atti.

Il protocollo d’intesa nasce nel solco di una serie di iniziative che l’Associazione Sindacale dei notai della Lombardia ha voluto realizzare intorno al tema
dell’immigrazione, consapevole dell’importanza e del ruolo dei notai nei confronti degli oltre 4 milioni di stranieri presenti in Italia.

Il 20 settembre 2010 ha promosso l’incontro “Stranieri, regolarità del soggiorno e attività notarile” i cui atti sono consultabili sul sito www.federnotizie.org.

In precedenza ha dato vita a iniziative insieme a Caritas, Ismu, Comune di Milano e altri enti no profit.

“Il protocollo d’intesa nasce dalla grande attenzione che abbiamo deciso di porre negli ultimi anni sul tema dell’immigrazione e dell’integrazione”, afferma Nicoletta Ferrario, Presidente dell’Associazione sindacale dei Notai della Lombardia.

“Con questa iniziativa potremo assicurare agli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia una partecipazione attiva e più semplice alla vita sociale ed economica del Paese, maggiore sicurezza e trasparenza.

Sono certa che la positiva sperimentazione potrà fornire un buon esempio anche ad altri Consigli notarili e Questure, e a tutti quegli Enti locali, associazioni e istituti che operano a fianco degli immigrati”.

I notai affrontano quotidianamente problematiche che interessano gli stranieri in Italia e ricoprono un importante ruolo di mediazione, stipulando atti e negozi giuridici che riguardano l’acquisto di una casa o l’apertura di un’impresa, facilitando anche la risoluzione di casi relativi a successioni, composizione del nucleo familiare, regime patrimoniale dei coniugi o al diritto legato alla proprietà privata.
“Questa iniziativa conferma lo spirito di collaborazione che si è instaurato da tempo tra Notariato e Questura di Milano”, dichiara Domenico De Stefano, presidente del Consiglio Notarile di Milano, Busto, Lodi, Monza e Varese.

“Gli accordi presi consentiranno maggiore trasparenza e rapidità in tutte quelle procedure informative indispensabili ai notai per assistere gli stranieri in Italia e garantire la regolarità dei loro atti e negozi giuridici”.

(Consiglio Nazionale del Notariato, comunicato del 05 luglio 2011)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it