Novità fiscali del 5 luglio 2011

 

 Indice:

 1) Colf: scadenza pagamento 2° trimestre 2011 entro il prossimo lunedì

 2) Nuove regole Iva: Occorre conoscere bene lo status del cliente

 3) Elenco clienti e fornitori: E’ preferibile emettere fatture e non scontrini, casi particolari di compilazione o meno

 4) Versamenti Unico e cedolare secca: Mancano pochi giorni alla scadenza senza maggiorazione

 5) Al via l’attribuzione del codice fiscale per le reti di imprese: L’Agenzia spiega come iscriversi all’Anagrafe tributaria

 6) Manovra: Tagli su pensioni e suv

1) Colf: scadenza pagamento 2° trimestre 2011 entro il prossimo lunedì

Manca poco meno di una settimana alla scadenza prevista (lunedì, 11 luglio 2011) per potere pagare i contributi per i lavoratori domestici per il periodo aprile–giugno 2011.

Lo ricorda l’Inps, con la seguente nota del 01 luglio 2011.

Dal 1° luglio: per i lavoratori domestici pagamento 2° trimestre 2011

Da venerdì 1° luglio, fino a lunedì 11 luglio, potranno essere pagati i contributi per i lavoratori domestici per il periodo aprile–giugno 2011, il secondo trimestre dell’anno.

Per facilitare il compito dei datori di lavoro, l’Inps ha messo a loro disposizione una gamma di canali e strumenti per pagare che è più ampia rispetto al passato.

Dal primo trimestre di quest’anno (pagamento avvenuto tra il primo e il 10 aprile) i bollettini postali sono stati sostituiti dai MAV, ampliando i canali di pagamento: il MAV può essere pagato infatti, senza spese di commissione, presso gli sportelli bancari, oltre che negli uffici postali.

Senza MAV è possibile anche pagare presentando il codice fiscale del datore di lavoro e il codice rapporto di lavoro utilizzando il circuito Reti Amiche che comprende, oltre agli sportelli Unicredit Spa e il sito Unicredit, gli uffici postali abilitati e le tabaccherie che espongono il marchio Servizi Inps; infine, utilizzando la carta di credito (Visa, MasterCard e Moneta) si può pagare anche utilizzando il sito web dell’Inps (www.inps.it) o tramite il numero verde (803.164).

Per quanto riguarda in particolare il pagamento mediante avviso (Mav), l’Inps ha provveduto ad inviare direttamente al domicilio degli interessati – già in previsione del pagamento del mese di aprile e poi di luglio – una prima fornitura per le prime due scadenze dell’anno.

Ma ogni datore di lavoro domestico può utilizzare il sito web dell’Istituto per generare direttamente un nuovo Mav (qualora i dati precompilati non corrispondessero alla reale attività di lavoro domestico del periodo indicato), oppure chiamare al numero verde il Contact Center per farsene recapitare uno aggiornato, ad esempio in caso di variazioni del rapporto di lavoro che incidano sull’importo da pagare.

(INPS, nota del 01 luglio 2011)

 

 

 

2) Nuove regole Iva: Occorre conoscere bene lo status del cliente

Poiché dal 1° luglio 2011 sono entrate in vigore nuove regole volute dal regolamento n. 282/2011, recante le disposizioni di applicazione della direttiva 2006/112/CE (relativa al sistema comune dell’Iva), risulta di estrema importanza conoscere lo status del cliente al fine di individuare la regola di tassazione dei servizi.

A tal fine le neo disposizioni  (regolamento UE n. 282/2011) in materia IVA concernono la corretta identificazione dello status di soggetto passivo, necessaria per l’identificazione del luogo di rilevanza delle prestazioni di servizi, nonché quelle concernenti la corretta qualificazione di una serie di prestazioni di servizi.

Identificazione dello status di soggetto passivo

Si precisa che oltre, all’identificazione della soggettività passiva del soggetto fruitore dei servizi, condizione necessaria per verificare il luogo di rilevanza IVA degli stessi, il nuovo regolamento contiene importanti precisazioni anche in ordine ad alcune specifiche tipologie di servizi.

 

                                     Cliente comunitario (1)

 

 

Il prestatore del servizio può considerare che un destinatario stabilito all’interno dell’UE possieda lo status di soggetto passivo ove il destinatario (2)

 

 

     >

Gli abbia comunicato il proprio numero individuale di identificazione IVA, qualora ottenga conferma della validità di tale numero d’identificazione.

 

 

 

 

 

     >

Non abbia ancora ricevuto un numero individuale di identificazione IVA, ma sia in attesa di riceverlo, avendone fatto richiesta.

Occorre ottenere la prova attestante che sia un soggetto passivo o una persona giuridica non soggetto passivo tenuta all’identificazione ai fini dell’IVA (procedendo a verificare l’esattezza delle informazioni fornite dal destinatario applicando le normali procedure di sicurezza commerciali, quali quelle relative ai controlli di identità o di pagamento).

(1) In assenza di comunicazioni contrarie

 

(2) Il prestatore del servizio può considerare che il destinatario stabilito nel territorio comunitario non disponga dello status di soggetto passivo, qualora riesca a dimostrare che lo stesso non gli abbia fornito il suo numero individuale di identificazione IVA.

 

                                     Cliente extra-comunitario (1)

 

Il prestatore dei servizi può considerare che il destinatario stabilito al di fuori della Comunità possieda lo status di soggetto passivo ove

 

 

 

 

     >

Ottenga dal destinatario un certificato rilasciato dalle autorità fiscali competenti per il destinatario attestante che questi svolge un’attività economica che gli dà diritto ad ottenere un rimborso dell’IVA.

 

 

 

 

 

     >

Disponga comunque del numero IVA o di un numero analogo attribuito al destinatario dal Paese di stabilimento dello stesso e utilizzato per identificare le imprese oppure fornisca qualsiasi altra prova attestante che il destinatario sia un soggetto passivo (necessita la verifica dell’esattezza delle informazioni fornite dal destinatario, mediante l’applicazione delle normali procedure di sicurezza commerciali, quali quelle relative ai controlli di identità o di pagamento).

 

(1) In assenza di comunicazioni contrarie

 

Enti non soggetti passivi

Un soggetto passivo o un ente non soggetto passivo assimilato a un soggetto passivo che riceve servizi destinati esclusivamente ad un uso privato, ivi compreso l’uso da parte dei suoi dipendenti, è considerato un soggetto non passivo.

Inoltre, in assenza di informazioni contrarie, ad esempio sulla natura dei servizi forniti, il prestatore può considerare che i servizi siano destinati all’attività economica del destinatario se, per tale operazione, costui gli abbia comunicato il suo numero individuale di identificazione IVA.

In tal caso le prestazioni di servizi risultano imponibili nel Paese del loro prestatore.

Servizi culturali

A decorrere dal 1° gennaio 2011, anche le prestazioni di servizi relativi ad attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative e simili, comprese fiere ed esposizioni, le prestazioni di servizi degli organizzatori di dette attività, nonché le prestazioni di servizi accessorie alle precedenti seguono la regola generale della committenza.

Continuano ad essere rilevanti ai fini IVA nel luogo di effettuazione solo i servizi relativi all’accesso a manifestazioni culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative ed affini, le quali, come viene chiarito nel regolamento si sostanziano nel concedere un diritto di accesso ad una manifestazione in cambio di un biglietto o di un corrispettivo, compreso un corrispettivo sotto forma di abbonamento, di biglietto stagionale o di quota periodica.

In particolare, tali servizi comprendono:

– il diritto d’accesso a spettacoli, rappresentazioni teatrali, spettacoli di circo, fiere, parchi di divertimento, concerti, mostre nonché ad altre manifestazioni culturali affini;

– il diritto d’accesso a manifestazioni sportive quali partite o competizioni;

– il diritto d’accesso a manifestazioni educative e scientifiche quali conferenze e seminari.

Non rientra in tale categoria l’utilizzazione di impianti, quali sale di ginnastica o di altro tipo, in cambio del pagamento di una quota d’iscrizione.

Servizi di intermediazione nel turismo

Infine, riguardo i servizi resi da intermediari che agiscono in nome e per conto di terzi, consistenti nell’intermediazione della fornitura di alloggio nel settore alberghiero o in settori con funzione analoga, il regolamento ha precisato che si applica la regola del committente nel caso in cui essi siano resi in favore di soggetti passivi d’imposta, mentre seguono la regola del luogo di effettuazione nell’ipotesi in cui siano resi in favore di un privato consumatore.

 

 

 

3) Elenco clienti e fornitori: E’ preferibile emettere fatture e non scontrini, casi particolari di compilazione o meno

“Spesometro” (neo elenco clienti e fornitori): Per le operazioni superiori a 3.600 euro meglio emettere fattura in luogo dello scontrino fiscale.

Consigliato in dottrina di emettere, in luogo dello scontrino fiscale, la fattura ai propri clienti “privati” che acquistano beni o servizi superiore a € 3.600,00.

Ciò al fine di potere recuperare in maniera più agevole i dati da comunicare all’Amministrazione finanziaria entro il 30 aprile 2012, in relazione al periodo d’imposta in corso.

Viceversa, come è noto, la scadenza del 31 ottobre 2011 interessa le operazioni, relative al 2010, di importo superiore a € 25.000,00.

Per le operazioni con obbligo di emissione della fattura, dovendo fare riferimento alla base imponibile del tributo, vanno comunicate le transazioni di ammontare pari o superiore a euro 3.000, al netto dell’Iva.

Ad es. un professionista che, in relazione a una prestazione di consulenza su cui si applica l’Iva al 20%, emette fattura al proprio cliente per l’importo totale di € 3.552,00 (euro 2.960,00 quale imponibile e € 592,00 quale Iva), non é tenuto a comunicarla;

Se, invece, emette fattura per l’importo complessivo di € 4.200,00 (€ 3.500,00 + € 700,00 di Iva) è tenuto a comunicare al fisco tale prestazione.

Nel momento in cui siano stipulati più contratti tra loro collegati, ai fini del calcolo del limite, si considera l’ammontare complessivo dei corrispettivi previsti per tutti i predetti contratti.

Se ad es. l’azienda fornisce beni al proprio cliente per € 2.500,00 e, poi con un separato accordo, provvede anche alla posa in opera degli stessi, fatturando un corrispettivo di € 1.500,00, questa è comunque tenuta all’invio dei dati all’Amministrazione finanziaria, giacché le due operazioni, pur se separate in due, risultano sicuramente connesse tra loro, e a tal fine, la base imponibile complessiva supera la soglia di legge per l’adempimento.

Corrispettivi periodici a durata pluriennale

In virtù del Provvedimento del 22/12/2010, per i contratti di appalto, di fornitura, di somministrazione e gli altri contratti da cui derivano corrispettivi periodici, l’operazione deve essere comunicata qualora i corrispettivi dovuti in un anno solare siano complessivamente di importo pari o superiore a € 3.000,00.

Tuttavia, se ad es., il contratto di fornitura prevede una durata pluriennale (dal 2011 al 2015), con corrispettivo mensile di € 200,00 (imponibile Iva), l’operazione non dovrà essere comunicata, poiché l’ammontare annuo dovuto dal cliente è pari a € 2.400,00 per l’anno 2011, nonostante, ad esempio, il contratto copra il quinquennio e, dunque, il fornitore percepisca un corrispettivo totale di € 12.000 (per il periodo 2011/2015), eccedente € 3.000,00.

Al contrario, se il corrispettivo mensile è di € 500,00, ovviamente, la fornitura deve essere comunicata annualmente, poiché l’importo annuo supera € 6.000,00.

 

 

 

4) Versamenti Unico e cedolare secca: Mancano pochi giorni alla scadenza senza maggiorazione

Mercoledì prossimo, 6 luglio 2011, sarà l’ultimo giorno utile per pagare le imposte dovute, senza addebito di alcuna maggiorazione.

Lo ha ricordato l’Agenzia delle Entrate, all’interno del proprio notiziario fiscale del 04 luglio 2011, che ha evidenziato la seguente disciplina:

La scadenza del 6 luglio deriva dal DPCM del 12 maggio scorso, che ha spostato in avanti di venti giorni le scadenze, ordinariamente fissate al 16 giugno.

L’appuntamento riguarda le persone fisiche e, tra gli altri soggetti, chi è interessato dagli studi di settore.

Chiamata alla cassa anche per il pagamento del primo acconto della cedolare secca.

La proroga è stata concessa a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 23/2011 (federalismo fiscale municipale).

In particolare, il regime sostitutivo per i redditi provenienti da locazioni abitative ha introdotto nuovi adempimenti a carico dei contribuenti e problemi organizzativi per i produttori di software e gli intermediari.

Inoltre, per gli studi di settore, la scadenza è slittata a causa dei maggiori tempi che si sono resi necessari per l’approvazione definitiva degli studi (affinché recepissero i correttivi congiunturali stabiliti per il 2010) e la conseguente predisposizione del software Gerico.

Per quanto riguarda l’ambito soggettivo, la proroga, dunque, è stata riconosciuta non solo a tutti i contribuenti persone fisiche, ma anche ai soggetti diversi dalle persone fisiche (e ai loro soci “trasparenti”) che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito per la loro applicazione.

Oggetto dello slittamento sono i versamenti delle imposte provenienti dai modelli Unico e Irap.

Pertanto: il saldo 2010 e il primo acconto 2011 di Irpef e relative addizionali, Ires e Irap; il saldo Iva 2010, se si presenta la relativa dichiarazione annuale in Unico e si è deciso di spostare il pagamento alla scadenza fissata per le somme risultanti da quel modello; i contributi previdenziali (quadro RR) sul reddito eccedente il “minimale”; la maggiorazione del 3% dovuta in caso di adeguamento agli studi di settore.

Se si salta l’appuntamento del 6 luglio, sarà comunque possibile pagare nei successivi 30 giorni (quindi, fino al 5 agosto), aggiungendo la maggiorazione dello 0,40%.

Anche chi ha usufruito della miniproroga di venti giorni può scegliere di pagare in rate mensili di pari importo, applicando gli interessi nella misura del 4% annuo (0,33% mensile), secondo il calendario riportato nelle tabelle che seguono.

 TITOLARI DI PARTITA IVA

Rata

Scadenza

Interessi

Scadenza

Interessi

I

6 luglio

5 agosto

II

18 luglio

0,11%

22 agosto

0,12%

III

22 agosto

0,44%

16 settembre

0,45%

IV

16 settembre

0,77%

17 ottobre

0,78%

V

17 ottobre

1,10%

16 novembre

1,11%

VI

16 novembre

1,43%

 

 

NON TITOLARI DI PARTITA IVA

Rata

Scadenza

Interessi

Scadenza

Interessi

I

6 luglio

5 agosto

II

22 agosto

0,27%

31 agosto

0,28%

III

31 agosto

0,60%

30 settembre

0,61%

IV

30 settembre

0,93%

31 ottobre

0,94%

V

31 ottobre

1,26%

30 novembre

1,27%

VI

30 novembre

1,59%

 

 

Mercoledì 6 luglio sarà anche l’ultimo giorno per pagare tempestivamente la prima rata dell’acconto 2011 dell’imposta sostitutiva sulle locazioni abitative; comunque, il versamento può essere differito al 5 agosto, con maggiorazione dello 0,40%.

Per quest’anno va calcolato nella misura dell’85% dell’importo complessivamente dovuto (dal 2012, l’acconto della cedolare secca sale al 95%): il 40% va pagato adesso, l’altro 60% entro il 30 novembre. La prima rata, comunque, è dovuta solo se l’importo totale dell’acconto non è inferiore a 257,52 euro; in caso contrario, il versamento va effettuato in unica soluzione nel mese di novembre. Inoltre, è previsto che il primo acconto non è dovuto (e si paga tutto a novembre) per i contratti con decorrenza dal 1° giugno 2011.

Anche l’acconto per la cedolare secca può essere rateizzato, applicando le stesse regole previste per le imposte sui redditi.

 

 

 

5) Al via l’attribuzione del codice fiscale per le reti di imprese: L’Agenzia spiega come iscriversi all’Anagrafe tributaria

Al via l’attribuzione del codice fiscale per le reti di imprese: L’Agenzia ha chiarito le modalità su come iscriversi all’Anagrafe tributaria.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 70/E del 30 giugno 2011 (ma, in realtà, pubblicata, e quindi, resa nota ai contribuenti, solo il 04 luglio 2011), ha spiegato le modalità di iscrizione all’Anagrafe tributaria per le aziende che hanno sottoscritto (o aderito a) un “contratto di rete”, con particolare attenzione alla compilazione di alcuni quadri del modello AA5.

Via libera, dunque, al codice fiscale per le “imprese che fanno rete”. E’, ufficialmente, arrivato il lasciapassare dall’Agenzia delle Entrate, secondo cui anche le libere aggregazioni tra imprenditori costituite con l’obiettivo di massimizzare la capacità innovativa e la competitività sul mercato possono essere identificate tramite il codice fiscale, se ne fanno richiesta a fini operativi. Ciò non comporta, comunque l’attribuzione di una soggettività tributaria in capo alla rete di imprese.

Difatti, il codice fiscale può essere attribuito in base all’art. 2 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 605 – secondo cui possono essere iscritte all’Anagrafe tributaria le organizzazioni di persone o di beni prive di personalità giuridica – che non ne esclude quindi la specifica fattispecie.

In definitiva, la richiesta del codice fiscale và effettuata presentando il modello AA5 “Domanda di attribuzione del codice fiscale, comunicazione variazione dati, avvenuta fusione, trasformazione, estinzione (soggetti diversi dalle persone fisiche)” ad un qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Come compilare il modulo AA5 (Anagrafe tributaria)

Per richiedere il codice fiscale basta presentare il modello AA5 a un qualsiasi sportello dell’Agenzia delle Entrate. Nel caso delle reti di imprese, però, la denominazione dei campi del modello può non corrispondere alle informazioni contenute nel contratto di rete. Per ovviare a questo problema, L’Agenzia ha spiegato nel dettaglio su come compilare il modulo.

In particolare, nel campo “Data di costituzione” va indicata la data cui risale l’ultima iscrizione nel registro delle imprese, nello spazio “Denominazione” va riportata l’espressione “Rete di imprese”.

La sede legale può coincidere con il luogo che identifica meglio la collocazione della rete e il rappresentante con l’organo comune alle aziende aggregate, che non deve necessariamente essere una persona fisica.

Pertanto, quale rappresentante, viene indicato l’organo comune (persona fisica o soggetto diverso da persona fisica).

Infine, per quanto riguarda il codice attività, se alla rete non corrisponde un unico codice identificativo nella tabella Ateco 2007, va usato il numero 94.99.90, “Attività di altre organizzazioni associative nca”.

Il modello AA5 va compilato anche per comunicare al Fisco l’eventuale variazione delle informazioni sulla rete presenti in Anagrafe tributaria e l’estinzione della rete alla conclusione del contratto.

 

 

 

6) Manovra: Tagli su pensioni e suv

Il testo definitivo del decreto Manovra (39 articoli e due allegati) è stato trasmesso al Quirinale.

Confermato per il 2012-2013 il blocco della rivalutazione delle pensioni superiori di cinque volte al trattamento minimo Inps, confermato aumento età donne pensionabili dal 2020 ed il blocco di turn over e contratti per la pubblica amministrazione.

A partire da quest’anno superbollo per i Suv, meno auto blu e voli di stato solo per le cinque massime cariche dello Stato e, dal prossimo anno, tagli delle spese di senato, camera, consulta.

Lo reso noto il notiziario Ansa del 04 luglio 2011, che ha ulteriormente precisato:

Dalla prossima legislatura riduzione complessiva del 30% del finanziamento ai partiti. Stangata Irap per banche e assicurazioni: al 4,65% per le prime e al 5,90% per le seconde; l’importo del bollo sui titoli può arrivare a 380 euro per depositi superiori ai 50mila euro.

E’ ancora giallo sulla presenza o meno in manovra del taglio agli incentivi per le energie rinnovabili che dovrebbe far calare le bollette.

Testo finale di 39 articoli e due allegati

Dal primo articolo sugli stipendi dei politici all’ultimo sul riordino dei giudici tributari: E’ composto da 39 articoli e da due allegati il testo finale del decreto contenente “disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria” che è stato inviato al Quirinale ieri.

Torna taglio 30% incentivi e benefici energia

Il taglio del 30% di tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni presenti in bolletta torna nel testo della manovra inviato al Quirinale.

In base all’art. 35 della manovra, a decorrere dal primo gennaio 2012 tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e gas naturale, previste da norme di legge o da regolamenti sono ridotti del 30% rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010.

L’entità degli incentivi, dei benefici e delle agevolazioni sarà rideterminata dal ministero dello Sviluppo su proposta dell’Autorità per l’energia entro 90 giorni.
Confermato blocco rivalutazione pensioni

Confermato per il biennio 2012-2013 il blocco della rivalutazione delle pensioni dei trattamenti pensionistici superiore a cinque volte il trattamento minimo di pensione Inps.

Per le fasce di importo dei trattamenti pensionistici comprese tra tre e cinque volte il predetto trattamento minimo Inps l’indice di rivalutazione automatica delle pensioni è applicato nella misura del 45%.

Pensioni, confermato aumento età donne da 2020

Confermato l’intervento “soft” per l’aumento dell’età pensionabile delle donne nel settore privato. Si parte dal 2020 con un mese in più oltre i 60 anni per arrivare al 2032 con l’ultimo scaglione (art. 18 del testo della manovra inviato al Quirinale).

Superbollo per auto potenti, 10 euro a kw

A partire dal 2011, per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose è dovuta una addizionale erariale della tassa automobilistica, pari ad euro 10 per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a 225 chilowatt, da versare alle entrate del bilancio dello Stato.

Irap banche al 4,65, al 5,90 per assicurazioni

Stangata Irap per banche e assicurazioni. Per gli istituti di credito e per le altre società finanziarie l’Irap sale al 4,65% mentre per le assicurazioni passa al 5,90%.

Stangata su deposito titoli, fino a 380 euro

 Stangata sui depositi titoli. Il bollo che si applica alle comunicazioni relative al deposito di titoli può salire fino a 380 euro se ha un ammontare complessivo a cinquantamila euro ed è gestito da una banca.

L’importo varierà infatti in base al valore del “conto”: dai 120 euro annuali per le comunicazioni di intermediari finanziari ai 150 per i conti inferiori ai 50 mila euro relativi a comunicazioni di depositi titoli presso banche, fino ai 380 euro annuali se si supera questa soglia.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

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