Manovra estiva 2011: le ultime modifiche al provvedimento già convertito in Legge


 

Manovra estiva 2011: Le modifiche apportate dal Senato il 14 luglio 2011.

Il D.L. n. 98/2011 (manovra estiva 2011) è stato convertito in Legge il 15 luglio 2011 (é avvenuta l’approvazione anche alla camera con 314 voti) e, quindi, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Rispetto al testo approvato in precedenza, nel corso dell’esame al Senato (seduta del 14 luglio 2011) sono state apportate alcune modifiche al citato D.L. di seguito evidenziate (1):

Livellamento remunerativo Italia-Europa

Nell’art. 1 è stato specificato il trattamento economico di titolari di cariche elettive e i vertici di enti e istituzioni non può superare la media, ponderata rispetto al PIL, degli analoghi trattamenti economici percepiti dai titolari di omologhe cariche negli altri sei principali Stati dell’area euro.

Nella formulazione originaria il riferimento è alla media tra tutti gli Stati dell’area euro e senza alcun richiamo a criteri di ponderazione.

Benefits

L’art. 4 pone il divieto di attribuire una serie di benefici ai titolari di incarichi o cariche pubbliche, elettive o conseguite per nomina, dopo la cessazione dall’ufficio.

In base alla modifica introdotta dal Senato, la limitazione dei benefici per i Presidenti delle Camere e della Corte costituzionale riguarda non i benefici riconosciuti, ma quelli che vengono riconosciuti.

Norma di interpretazione autentica

Il comma 2-bis dell’art. 5, inserito durante l’esame al Senato, reca una norma di interpretazione autentica che esclude la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale – VIA e VAS e la Commissione istruttoria per l’autorizzazione integrata ambientale – IPPC dall’ambito di applicazione di alcune disposizioni di carattere generale riguardanti gli organi collegali introdotte dal D.L. 112/2008 e dal D.L. 223/2006, quali i limiti alla proroga, la valutazione di perdurante utilità, il limite della durata biennale con proroga legata ad obiettivi di risparmio.

Trattamento malattia personale del comparto sicurezza e difesa

Nel comma 1 dell’art. 16, ove si prevede, tra le ulteriori possibili misure di risparmio e razionalizzazione della spesa delle pubbliche amministrazioni, l’estensione al personale del comparto sicurezza e difesa (con eccezione di quello impegnato in attività operative o missioni), delle disposizioni di cui all’art. 71 del D.L. 112/2008, che hanno introdotto forme di penalizzazione economica per le assenze per malattia nella P.A., è stato precisato che resta comunque ferma la norma (art. 71, comma 1-bis) che per tali categorie di personale ha stabilito che con non viene comunque mai meno il trattamento accessorio.

Razionalizzazione spesa sanitaria

Le modifiche apportate all’art. 17, comma 6, riducono a 105 milioni di euro – dai 486, inizialmente previsti – l’incremento del livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale per il 2011 a cui concorre ordinariamente lo Stato. Viene anticipata alla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Legge, la ripresa dell’efficacia delle disposizioni che prevedono la quota di partecipazione di 10 euro, a carico dei cittadini non esenti, per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale.

Interventi in materia previdenziale

L’art. 18 è stato ampiamente modificato e integrato al Senato.

Per quanto concerne la rivalutazione dei trattamenti pensionistici, è stato previsto che essa operi, per il biennio 2001-2013, esclusivamente con riferimento ai trattamenti di importo superiore a 5 volte il trattamento minimo INPS.

Per tali trattamenti la rivalutazione opera nella misura del 70% per la sola fascia di importo inferiore a 3 volte il trattamento minimo.

Nel testo originario del D.L. era previsto che, per il medesimo biennio, l’indice di rivalutazione dei trattamenti pensionistici non si applicasse in alcuna misura per la fascia di importo dei trattamenti superiore a cinque volte il trattamento minimo INPS e si applicasse nella misura del 45% per la fascia di importo dei trattamenti compresa tra tre e cinque volte il predetto trattamento minimo.

Per quanto riguarda l’adeguamento dei requisiti pensionistici all’incremento della speranza di vita rilevata dall’ISTAT, è stato disposto l’anticipo del primo adeguamento al 1° gennaio 2013.

Nel testo originario del D.L. l’anticipo era fissato al 1° gennaio 2014, mentre nella normativa previgente il primo adeguamento era previsto per 1° gennaio 2015.

Il nuovo comma 22-bis ha introdotto un contributo di perequazione, applicabile dal 1° agosto 2011 e fino al 31 dicembre 2014, sui trattamenti pensionistici più elevati corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie, pari al 5% per gli importi che superino i 90.000 euro lordi annui e fino a 150.000 euro, e del 10% per la parte eccedente i 150.000 euro.

I nuovi commi 22-ter, 22-quater e 22-quinquies prevedono un posticipo delle decorrenze del pensionamento di anzianità, pari a 1 mese per coloro che maturano i requisiti nel 2012, a 2 mesi per coloro che maturano i requisiti nel 2013 e a 3 mesi per coloro che maturano i requisiti a decorrere dal 2014; le decorrenze previgenti continuano tuttavia ad applicarsi a un contingente di 5.000 lavoratori che si trovino in particolari condizioni.

Patto di stabilità

Le modifiche apportate dal Senato all’art. 20, recante disposizioni in materia di patto di stabilità, riguardano principalmente i parametri di virtuosità da applicare a regioni ed enti locali ai fini della redistribuzione degli obiettivi del patto fra le singole amministrazioni e il taglio – per gli enti locali – dei rimborsi e delle compensazioni relativi alle imposte.

Sovraprezzo canone trasporto alta velocità

L’art. 21, comma 4, lett. a), introduce un sovrapprezzo al canone per il trasporto di passeggeri sulle linee ad alta velocità.

La determinazione del sovrapprezzo dovrà essere effettuata in conformità al diritto comunitario.

Nel corso dell’esame da parte del Senato è stato specificato che si dovrà tenere conto in particolare della direttiva 2007/58/CE, finalizzata a favorire l’apertura del mercato dei servizi ferroviari passeggeri all’interno della Comunità.

Disposizioni in materia di IRAP

I commi 5 e 6 dell’art. 23, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 6 luglio 2011 incrementano l’aliquota IRAP applicata nei confronti di alcuni soggetti passivi:

– per le banche e gli altri enti e società finanziari, l’aliquota è aumentata al 4,65 % (+ 0,75% rispetto a quella ordinaria);

– per i soggetti operanti nel settore assicurativo l’aliquota viene portata al 5,90 % (+ 2% rispetto a quella ordinaria);

– con le modifiche operate durante l’esame al Senato, l’aliquota è aumentata al 4,20% (+ 0,30% rispetto all’aliquota ordinaria, pari al 3,9%) anche nei confronti delle società esercenti attività in concessione, purché diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori.

Imposta di bollo deposito titoli

Il comma 7 dell’art. 23 incrementa l’ammontare dell’imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai depositi di titoli inviati dagli intermediari finanziari.

Nella formulazione originaria della norma, tale imposta era portata a 120 euro l’anno fino al 2012; dal 2013 era incrementata a 150 euro l’anno per i depositi inferiori a 50 mila euro e a 380 euro per i depositi con valore superiore a 50 mila euro.

Adesso, la lettera b) del comma 7, sottopone le comunicazioni relative ai depositi di titoli a imposta di bollo secondo le seguenti modalità:

– Per i depositi di titoli il cui complessivo valore nominale o di rimborso presso ciascuna banca sia inferiore a cinquantamila euro, dal 2011 per ogni esemplare di comunicazione inviato con periodicità annuale l’imposta è aumentata ammonterà a 34,20 euro (ossia 17,1 euro per quelle con periodicità semestrale, 8,55 euro con periodicità trimestrale e 2,85 euro con periodicità mensile); rispetto alla formulazione previgente della norma, per i depositi di tali entità non è previsto un ulteriore incremento dell’imposta nel tempo;

– per le comunicazioni relative a depositi di ammontare pari o superiore alla predetta soglia di 50.000 euro, le norme dispongono un graduale aumento dell’imposta nel tempo, variabile secondo l’entità dei depositi.

Deducibilità accantonamenti imprese concessionarie

I commi 10 e 11 dell’art. 23, limitano all’1%, in luogo del 5 per cento previgente, la deducibilità degli accantonamenti per spese di ripristino o di sostituzione dei beni gratuitamente devolvibili e per spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione, nei confronti delle imprese concessionarie di costruzione e gestione di autostrade e trafori.

Gestione crediti Equitalia Giustizia

Il comma 35 dell’art. 23 attribuisce a Equitalia Giustizia S.p.A. anche la gestione dei crediti relativi alle spese di giustizia riguardanti provvedimenti divenuti definitivi prima del 1° gennaio 2008 o il mantenimento in carcere per condanne per cui sia cessata l’espiazione in istituto prima del 1° gennaio 2008. Sono poi definite le modalità di gestione, da parte dell’ente stesso, dell’attività di recupero dei crediti di giustizia, prevedendo in particolare che i dipendenti della predetta società possano essere delegati a firmare i ruoli da questa formati.

Il comma 36 abroga conseguentemente le disposizioni della legge finanziaria 2010, che disciplinano la gestione dei predetti crediti e fanno salve le disposizioni del testo unico sulle spese di giustizia relative alla natura del credito.

A seguito di una modifica apportata al Senato:

– Viene mantenuta la destinazione delle entrate – prevista dalla medesima legge finanziaria 2010 – ad un piano straordinario per lo smaltimento dei processi civili e al potenziamento dei servizi istituzionali dell’amministrazione giudiziaria, con particolare riferimento all’assunzione di personale del Corpo di polizia penitenziaria, previa verifica della compatibilità finanziaria;

– viene specificato che la predetta assunzione avviene nei limiti delle risorse derivanti da alcune disposizioni in materia di spese di giustizia.

Regime fiscale stock options e bonus

I commi 50-bis e 50-ter dell’art. 23, modificano la disciplina fiscale delle cd. stock options e dei bonus corrisposti a dirigenti e collaboratori di imprese operanti nel settore finanziario, mediante l’aumento della quota di reddito imponibile colpita dall’addizionale nella misura del 10%:

Per i compensi percepiti dall’entrata in vigore della legge di conversione del Decreto in esame, essa si applicherà sull’ammontare che eccede la parte fissa della retribuzione (in luogo dell’ammontare che eccede il triplo della parte fissa della retribuzione).

Aliquote di accisa sui carburanti

Il comma 50-quater dell’art. 23, conferma dal 1° gennaio 2012 gli aumenti delle aliquote di accisa sui carburanti disposte dalla determinazione del Direttore dell’Agenzia delle Dogane n. 77579 del2011: Nel dettaglio tale determinazione fissa dal 1° luglio 2011 l’aliquota di accisa sulla benzina a 613, 20 euro per mille litri e quella sul gasolio a 472,20 euro per mille litri.

Regime fiscale contribuenti minimi

L’art. 27 prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2012, il regime fiscale semplificato per i cosiddetti contribuenti minimi si applica, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche che intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione o che l’abbiano intrapresa dopo il 31 dicembre 2007.

Pertanto la platea dei beneficiari del c.d. “forfettone” (una tassazione forfettaria del 20% per i titolari di partite Iva e i lavoratori autonomi che a fine anno incassano meno di 30 mila euro) è ridotta a coloro i quali hanno iniziato l’attività negli ultimi tre anni e mezzo o vorranno iniziarla adesso.

Contestualmente l’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali viene ridotta al 5% a decorrere dal 1° gennaio 2012.

Con una norma introdotta nel corso dell’esame al Senato è previsto che il suddetto regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile si applica anche oltre il quarto periodo d’imposta successivo a quello di inizio dell’attività, ma non oltre il periodo d’imposta di compimento del 35° anno d’età.

Pertanto, con l’emendamento il limite temporale dei 5 anni di fruizione del regime speciale non vale per i contribuenti più giovani, che potranno avvalersene fino al periodo d’imposta nel quale compiono 35 anni.

Per il resto viene confermato il contenuto dell’art. 27 del citato D.L. per il quale, dal 2012, il regime dei minimi subirà “rivoluzionari” cambiamenti.

Liberalizzazione servizi e attività economiche

Il comma 1-bis dell’art. 29, introdotto dal Senato, prevede che il Governo, sentita l’Alta Commissione di cui al comma 2, elaborerà proposte di riforma in materia di liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle categorie interessate.

In ogni caso, decorso il termine di 8 mesi dalla conversione del D.L. in esame, tali servizi e attività economiche si intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente regolamentato con apposite norme.

Questa liberalizzazione non si applica alle categorie implicitamente menzionate dall’art. 33, comma 5, della Costituzione, che fa riferimento alle professioni per le quali è prescritto un esame di Stato abilitante all’esercizio professionale.

Dismissioni partecipazioni azionarie

Il nuovo comma 1-ter dell’art. 29 prevede l’approvazione, entro il 31 dicembre 2013, da parte del Ministro dell’Economia e Finanze, previo parere del Comitato di consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni, su conforme deliberazione del Consiglio del Ministri, di uno o più programmi di dismissione di partecipazioni azionarie dello Stato e di enti pubblici non territoriali.

Concessioni autostradali

Al comma 2, lettera b), numero 3 dell’art. 36 si prevede che l’Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali, nell’esercizio delle funzioni in qualità di amministrazione concedente di autostrade, possa procedere alla selezione dei concessionari autostradali e alla relativa aggiudicazione, o in alternativa all’affidamento diretto ad Anas S.p.A. delle concessioni, in scadenza o revocate, per la gestione di autostrade, nonché delle concessioni per la costruzione e gestione di nuove autostrade.

Sanzioni amministrative pubblicità stradali

Il nuovo comma 10-bis dell’art. 36 aumenta la sanzione amministrativa pecuniaria per la mancata osservanza delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione alla collocazione di mezzi pubblicitari lungo le strade.

Si prevede inoltre la responsabilità solidale del soggetto pubblicizzato con il contravventore.

Soglia esenzione contributo unificato controversie di lavoro

Con una modifica al comma 6, lettera b), numero 2, dell’art. 37, è stata ampliata l’area dell’esenzione dal contributo unificato per le controversie in materia di lavoro: Il pagamento del contributo è dovuto dalle parti titolari di un reddito IRPEF pari a tre volte il reddito massimo richiesto per l’accesso al gratuito patrocinio, ovvero almeno 31.884,48 euro (il testo del D.L. richiedeva invece un reddito di almeno 21.256,32 euro).

Disposizioni in materia di contenzioso previdenziale e assistenziale

Con una modifica al comma 1, lett. b), numero 1), dell’art. 38 è stato individuato nel tribunale del circondario di residenza dell’attore (rispetto all’atecnica definizione “tribunale del capoluogo di provincia…”, del testo vigente), il giudice competente a ricevere il ricorso per richiedere l’accertamento tecnico preventivo volto alla verifica delle condizioni sanitarie legittimanti la pretesa giudiziale.

Una seconda modifica ha soppresso il comma 8 (comma 7 nel testo originario dell’art. 38, anteriore alla rinumerazione ad opera del maxiemendamento) che interveniva sull’art. 10, comma 6-bis, del D.L. 203/2005 in materia di assistenza del medico legale dell’INPS.

Disposizioni in materia di giustizia tributaria

Nel corso dell’esame al Senato, l’art. 39 è stato modificato nel senso di prevedere, ai fini della determinazione delle cause di incompatibilità dei giudici tributari, che i per coniugi, conviventi o parenti fino al terzo grado o gli affini in primo grado sussistano contemporaneamente le due condizioni – prima alternative – di iscrizione in albi professionali ed esercizio delle attività individuate nella lettera i) nella regione e nelle province confinanti con la predetta regione dove ha sede la commissione tributaria provinciale ovvero nella regione dove ha sede la commissione tributaria regionale o nelle regioni con essa confinanti.

E’, inoltre, stabilito che all’accertamento della sussistenza delle cause di incompatibilità provvede il Consiglio di Presidenza.

Disposizioni finanziarie

L’art. 40, recante disposizioni finanziarie, è stato modificato, prevedendo, al comma 1, l’incremento della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica sia pari, per l’anno 2012, a 2.850 milioni di euro (in luogo dei 5850 milioni originariamente previsti).

Il nuovo comma 1-bis, prevede che gli accantonamenti disposti, prima della data di entrata in vigore del decreto, ai sensi del terzo periodo dall’art. 1, comma 13, terzo periodo, della legge di stabilità per il 2011, in relazione all’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze radioelettriche, siano resi definitivi con le modalità previste nella medesima disposizione.

Le entrate derivanti dall’assegnazione delle frequenze, stimate dalla legge di stabilità in misura non inferiore a 2.400 milioni di euro, sono conseguentemente destinate al miglioramento dei saldi di finanza pubblica.

Il nuovo comma 1-ter dispone la riduzione del 5% per l’anno 2013 e del 20% a decorrere dall’anno 2014 dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale (si veda l’allegato C-bis al provvedimento).

Per i casi nei quali tale riduzione non sia suscettibile di diretta ed immediata applicazione, con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le modalità tecniche per l’attuazione con riferimento ai singoli regimi interessati.

Il nuovo comma 1-quater prevede che tale disposizione non si applichi qualora entro il 30 settembre 2013 siano adottati provvedimenti legislativi in materia di riordino della spesa fiscale e assistenziale, tali da determinare effetti positivi, ai fini dell’indebitamento netto, non inferiori a 4.000 milioni di euro per l’anno 2013 ed a 20.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2014.

Le modifiche apportate al comma 2 rimodulano taluni importi riferiti all’anno 2012 relativi alla copertura delle minori entrate e delle maggiori spese derivanti da specifici articoli del D.L. n. 98/2011.

 

18 luglio 2011

Vincenzo D’Andò

 

Nota:

 

(1) Con l’ausilio della rassegna del Dossier del Servizio Studi della Camera dei Deputati del 14 luglio 2011 (redatta lo stesso giorno dell’avvenuta approvazione definitiva della manovra).

 

 


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