Il bonus assunzioni per il Mezzogiorno dopo il "Decreto sviluppo"

L’art. 2 del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni dalla legge 2 luglio 2011, n.106, entrato in vigore il 13 luglio 2011, ha istituto un credito d’imposta per un nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno d’Italia.

In funzione e nella prospettiva di una Sistematica definizione a livello europeo della fiscalità di vantaggio per le regioni del Mezzogiorno, fiscalità che deve essere relativa a lavoro, ricerca ed imprese, coerentemente con la decisione assunta nel “Patto Euro plus” del 24-25 marzo 2011, dove si prevedono strumenti specifici ai fini della promozione della produttività nelle regioni in ritardo di sviluppo, viene, per cominciare, introdotto un credito d’imposta per ogni lavoratore assunto nel Mezzogiorno a tempo indeterminato.

L’assunzione deve essere operata nei dodici mesi successivi alla data di entrata in vigore del decreto.

In attesa di una estensione coerente con il citato “Patto Euro plus”, il funzionamento del credito di imposta si basa sui requisiti oggi previsti dalla Commissione Europea.

Il credito viene introdotto, nel rispetto delle disposizioni di cui al Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE, ai sensi dell’articolo 40 del predetto Regolamento, e riguarda i datori di lavoro che, nei dodici mesi successivi alla data di entrata in vigore del decreto, aumentano il numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato assumendo lavoratori definiti dalla Commissione Europea “svantaggiati” ai sensi del numero 18 dell’articolo 2 del predetto Regolamento, nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia).

Viene, quindi, concesso per ogni nuovo lavoratore assunto un credito d’imposta nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei dodici mesi successivi all’assunzione. Quando l’aumento del numero dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato riguardi lavoratori definiti dalla Commissione Europea “molto svantaggiati” ai sensi del numero 19 dell’articolo 2 del predetto Regolamento, il credito d’imposta è concesso nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei ventiquattro mesi successivi all’assunzione.

 

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