Novità fiscali del 3 giugno 2011

 

 Indice:

 1) Controlli fiscali: Il saldo negativo del conto cassa comporta l’esistenza di ricavi in nero

 2) Inps: Nuovi modelli di domanda relativi ai permessi disabili e al congedo straordinario

 3) Irap sempre dovuta per lo studio associato

 4) Applicazione dell’imposta sostitutiva da parte delle società fiduciarie

 5) Cedolare secca sugli affitti: Tutte le regole per essere in regola

 6) Soggetti esclusi dalla cedolare secca sugli affitti

 7) Opzione cedolare secca affitti solo con raccomandata postale

 8) Influenza del reddito da cedolare secca sugli affitti

 9) Cedolare secca affitti: Versamento degli acconti

 10) Cedolare secca affitti: Comunicazione di rinuncia agli aggiornamenti Istat

 

1) Controlli fiscali: Il saldo negativo del conto cassa comporta l’esistenza di ricavi in nero

Confermata dalla Cassazione la tesi che il saldo di cassa negativo implica l’esistenza di ricavi non contabilizzati.

Nel caso di specie (Corte di Cassazione, sentenza n. 11988 del 31 maggio 2011), la Suprema Corte rimarca la circostanza che tali maggiori ricavi siano in misura pari almeno al disavanzo del conto cassa.

Pertanto, la Corte di Cassazione, ha rilevato, che in tema di accertamento induttivo del reddito d’impresa, la sussistenza di un saldo negativo di cassa, implicando che le voci di spesa sono di entità superiore a quella di introiti registrati, oltre a costituire un’anomalia contabile, fa presumere l’esistenza di ricavi non contabilizzati in misura pari almeno al disavanzo.

Viceversa, in presenza di una ordinata contabilità l’Amministrazione finanziaria non può procedere a rettificare il reddito in maniera induttiva, utilizzando percentuali di ricarico del settore di appartenenza, in particolare basando semplicemente l’atto impositivo sulle percentuali di ricarico delle medie di settore (Corte di Cassazione sentenza, n. 11985 del 31 maggio 2011).

Al contrario, se mancano le scritture contabili si può applicare l’accertamento induttivo a tutto spiano. Infatti, lo smarrimento dei libri contabili obbligatori, pur non rappresentando una delle cause di forza maggiore, inficia comunque l’attendibilità della contabilità e può far luogo alla ricostruzione induttiva (Corte di Cassazione, sentenza n. 9201 del 2011).

Dal canto suo, la Guardia di finanza ha proceduto ad emettere le prime direttive sui controlli nei riguardi delle imprese delineati nei recenti provvedimenti (in prima linea il cd. il Decreto sviluppo).

I verificatori dovranno attenersi ad effettuare visite meno invasive e non superiori a 15 giorni, tuttavia, ha precisato la Guardia di finanza, tale circostanza non vale per le verifiche in corso. In merito ai controlli nelle aziende con più di 250 addetti e un fatturato non inferiore a 50 milioni di euro, l’art. 7 del dl 70/2011 prevede che questi devono avvenire senza duplicazioni e non si devono ripetere prima di sei mesi.  A tal fine, viene atteso un decreto necessario per disciplinare la programmazione e il coordinamento degli accessi.

Fino ad allora tutto rimarrà immutato (quindi, si continueranno ad applicare le vecchie regole).

Proroga dei termini per l’esercizio della delega di cui alla legge 5  maggio 2009, n. 42, in materia di federalismo fiscale

Approvato definitivamente (nota del Senato del 01 giugno 2011): Sì definitivo alla proroga di sei mesi per la delega in materia di federalismo fiscale, proposta dal DDL n. 2729.

 

 

 

2) Inps: Nuovi modelli di domanda relativi ai permessi disabili e al congedo straordinario

Nuovi modelli di domanda relativi ai permessi ex lege 104/92 e al congedo straordinario ex art.42, comma 5, D.Lgs. 151/2001.

Su tale materia è incentrato il messaggio dell’INPS n. 12000 del 01 giugno 2011.

Tale Istituto previdenziale ha comunicato che sono stati pubblicati sul sito www.inps.it, sezione “moduli”, i nuovi modelli di domanda relativi ai permessi ex lege 104/92 ed al congedo straordinario ex art. 42, comma 5, D.Lgs 151/2001 che tengono conto delle novità normative intervenute in materia.

Ha poi fatto evidenziato, in particolare, che  i precedenti modelli SR07- Hand1 (Domanda di permessi per l’assistenza a figli o affidati minorenni in condizione di disabilità grave)  e SR08-Hand2 (Domanda di permessi per l’assistenza a familiari in condizione di disabilità grave) sono stati accorpati nell’unico modello SR08 Hand 2 (domanda di permessi per l’assistenza ai familiari disabili in situazione di gravità).

Hanno formato oggetto di revisione, inoltre,  i modelli:

SR09, Hand3, (Domanda di permessi per lavoratore disabile in situazione di gravità);

SR10, Hand 4 (Domanda di congedo straordinario per assistere figli o affidati disabili in situazione di gravità);

SR11, Hand 5 (Domanda di congedo straordinario per assistere il fratello o la sorella disabile in situazione di gravità);

SR64  Hand 6 (Domanda di congedo straordinario per assistere il coniuge disabile in situazione di gravità);

SR86. Hand 7(Domanda di congedo straordinario per assistere il genitore disabile in situazione di gravità).

(Inps, messaggio n. 12000 del 01 giugno 2011)

 

 

 

3) Irap sempre dovuta per lo studio associato

Nuova pronuncia della Suprema Corte in tema di Irap.

Con due nuove sentenze, la Corte di Cassazione si è nuovamente pronunciata in materia di Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).

L’argomento in questione stavolta ha riguardato l’intero panorama delle attività professionali.

Con l’ordinanza n. 11933 del 30 maggio 2011, infatti, la Suprema Corte nell’accogliere il ricorso del Fisco, ha chiarito che anche lo studio associato, che abbia dichiarato inesistenti in alcuni esercizi e modesti in altri i compensi per i collaboratori, è tenuto al pagamento dell’Irap, se “nessun dato concreto viene offerto per dare contezza dell’affermazione”.

L’imposta non è, invece, dovuta, dal professionista che abbia lo studio in casa e possieda solo un mezzo di trasporto (auto).

A sancirlo la sentenza n. 11935 del 30 maggio 2011. I Consulenti del Lavoro, quali soggetti abilitati alla difesa del contribuente dinnanzi alle commissioni tributarie, dovranno quindi esaminare “caso per caso” l’esercizio dell’attività professionale svolta, e verificare la sussistenza o meno del requisito dell’ autonoma organizzazione.

L’esercizio delle attività di lavoro autonomo è escluso dall’applicazione dell’Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) infatti,  solo qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata.

Gli elementi che, anche considerati singolarmente, sono sufficienti a fare rilevare la presenza di un’autonoma organizzazione sono: l’impiego, in modo non occasionale, di lavoratori dipendenti o collaboratori (non rileva l’eventuale prestazione fornita da terzi per attività estranee a quelle professionali o artistiche e la presenza di tirocinanti); l’utilizzo di beni strumentali che, per quantità o valore, eccedono le necessità minime per l’esercizio dell’attività.

Nella motivazione della sentenza, n. 11935/2011  la Suprema Corte ha ribadito che: “il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità, se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse e impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione”.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 01 giugno 2011)

 

 

 

4) Applicazione dell’imposta sostitutiva da parte delle società fiduciarie

La fiduciaria può applicare il regime del risparmio amministrato per le attività finanziarie affidatele dal cliente sulla base del mandato di amministrazione senza intestazione dei beni, purché vengano garantiti e specificati nel relativo contratto gli obblighi di comunicazione a carico del cliente, nonché di rendicontazione da parte della società fiduciaria.

Riguardo ai redditi di capitale derivanti dalle attività finanziarie oggetto del rapporto di amministrazione (poiché, per espressa previsione contrattuale, devono confluire sugli speciali conti correnti e deposito titoli intestati alla fiduciaria per conto del cliente), la fiduciaria deve esercitare le funzioni di sostituto di imposta anche in relazione ai redditi di capitale da assoggettare a ritenuta a titolo di imposta o di acconto, trattandosi di sostituto che interviene nella loro riscossione.

In merito alle comunicazioni all’Amministrazione finanziaria, il rapporto di amministrazione deve costituire oggetto di segnalazione all’Anagrafe tributaria ai sensi dell’art. 7, comma 6, del D.P.R. n. 605/73 e rientra nei rapporti oggetto di indagini finanziarie attivate dalla medesima Amministrazione ai sensi dell’art. 32 del D.P.R. n. 600/73, il quale richiama espressamente le fiduciarie tra i soggetti destinatari delle richieste istruttorie degli uffici.

Inoltre, la società fiduciaria è tenuta alle segnalazioni ai fini del monitoraggio fiscale e valutario, rispondendo dei relativi adempimenti nei confronti dell’Amministrazione finanziaria. In ogni caso, i rapporti di deposito titoli e/o conto corrente formalmente intestati al cliente, sotto il profilo fiscale e valutario, dovranno intendersi esistenti in Italia, anche nel caso in cui il rapporto sia sub-depositato presso un intermediario residente in un qualsiasi Stato estero.

Pertanto, l’esistenza dello stabile rapporto di amministrazione con la fiduciaria residente, nonché il conferimento a quest’ultima dell’incarico di riscossione dei proventi, esonerano l’intermediario dagli obblighi di monitoraggio relativamente a tutti i movimenti che avvengono all’interno del rapporto amministrato (incassi di cedole, compravendite di strumenti finanziari, ecc.), laddove i redditi siano assoggettati a tassazione a titolo definitivo ovvero siano oggetto di comunicazione nel modello 770.

Al riguardo, come precisato nella circolare n. 45/E del 2010, non sussiste in capo all’intermediario l’obbligo di compilazione del quadro SO del modello 770 per le operazioni effettuate nell’ambito del regime del risparmio amministrato o del risparmio gestito di cui agli articoli 6 e 7 del D.Lgs. n. 461 del 1997.

In questi ultimi casi, infatti, le operazioni sono state o saranno assoggettate ad imposta sostitutiva da parte degli intermediari.

Per contro, devono essere segnalate le operazioni suscettibili di produrre reddito poste in essere nell’ambito di rapporti che non fruiscono di alcuna opzione per l’applicazione dei predetti regimi sostitutivi, sia per scelta del contribuente sia perché è inibito dalle norme di riferimento l’esercizio delle opzioni.

E’ il caso, ad esempio, di rapporti riguardanti partecipazioni qualificate o per le quali non è applicabile l’imposta sostituiva del 12,50% ad opera dell’intermediario, operazioni di cessione o prelievo di valute estere da depositi la cui giacenza sia superiore a euro 51.645,69 per almeno sette giorni lavorativi consecutivi.

Inoltre, gli obblighi di comunicazione sussistono in ogni caso e, quindi, anche in caso di esercizio delle predette opzioni, per le operazioni che fuoriescono dal circuito degli intermediari residenti.

Si tratta, in particolare, dei prelievi materiali di titoli o attività dai rapporti oggetto di opzione, dei trasferimenti verso intermediari non residenti (codici I, J, K e L del quadro SO).

Infine, devono essere oggetto di rilevazione e segnalazione la revoca del mandato di amministrazione ed il prelievo materiale delle attività finanziarie (denaro e strumenti finanziari) ove tali operazioni comportino un trasferimento delle attività dall’Italia verso l’estero. Diversamente, laddove la revoca o il prelievo materiale comportino un trasferimento ad altro intermediario residente, la società fiduciaria, in qualità di sostituto, ne deve dare comunicazione nel quadro SO del modello 770.

In sostanza, l’esonero dagli obblighi di segnalazione sussiste limitatamente alle operazioni che avvengono all’interno del rapporto intrattenuto con l’intermediario, mentre non è applicabile anche agli eventuali apporti nonché ai prelievi definitivi i quali devono in ogni caso essere indicati nel quadro SO del modello 770 oppure ai sensi dell’art. 1 del D.L. n. 167 del 1990.

Gli obblighi di monitoraggio fiscale in capo all’investitore – da effettuarsi nell’ambito del modulo RW della dichiarazione dei redditi – sussistono, invece, qualora le attività oggetto del rapporto di amministrazione senza intestazione con la società fiduciaria siano originariamente depositate all’estero.

Inoltre, devono essere indicati nel medesimo modulo RW gli eventuali nuovi apporti di attività finanziarie o patrimoniali provenienti dall’estero.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 61/E del 31 maggio 2011)

 

 

 

5) Cedolare secca sugli affitti: Tutte le regole per essere in regola

Scegliere la cedolare secca è ancora più facile grazie alle istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate.

La circolare 26/E del 01 giugno 2011, ha, infatti, dissipato i dubbi sulla nuova modalità di tassazione delle locazioni di immobili a uso abitativo, concentrandosi in particolare sui destinatari e sulla scelta del regime, sulle modalità di pagamento e su quali sanzioni attendersi se non si rispettano le regole.

Chi può optare per la cedolare secca

Riguardo i contratti con durata inferiore ai 30 giorni, per gli immobili con più proprietari, ognuno dei quali può scegliere autonomamente la cedolare senza condizionare gli altri, e per l’esercizio dell’opzione anche in relazione a una o più porzioni dello stesso immobile da parte di un unico proprietario.

In quest’ultima ipotesi, che riguarda ad esempio la locazione di stanze a studenti universitari, la circolare chiarisce che una volta scelta la cedolare per una porzione (stanza) questa va applicata a tutte le altre locate contemporaneamente.

Non possono, invece, accedere al regime della cedolare secca le società di persone, le società di capitali, gli enti commerciali e non commerciali. Sono escluse, inoltre, le locazioni, anche se a uso abitativo, effettuate nell’esercizio dell’attività d’impresa o di arti e professioni, gli immobili locati all’estero e quelli subaffittati.

Quando bisogna scegliere

L’opzione per la cedolare secca deve essere esercitata quando si registra il contratto di locazione ossia entro trenta giorni dalla stipula. Stessa tempistica anche in caso di proroga e nel caso in cui si voglia optare alla scadenza di una delle annualità del contratto in corso.

Siria e modello 69

Per registrare un nuovo contratto di locazione ed esercitare contemporaneamente l’opzione per la cedolare, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione, online su www.agenziaentrate.gov.it, il programma Siria, che può essere utilizzato se i locatori non sono più di 3, i conduttori non sono più di 3, se si tratta di una sola unità abitativa con non più di 3 pertinenze e gli immobili sono censiti con attribuzione di rendita. Per optare in tutti gli altri casi, tra cui la proroga, la cessione, la

risoluzione, bisogna presentare il modello 69 all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

La cedolare blocca gli aggiornamenti del canone

Il locatore che opta per la cedolare non può richiedere agli inquilini variazioni del canone che derivano dalla applicazione di indici di aggiornamento.

Il conduttore viene avvisato con raccomandata che deve essere recapitata al destinatario prima della scelta del regime agevolato.

La raccomandata non può essere consegnata a mano.

Cosa succede se non si registra il contratto

Chi registra il contratto tardivamente deve corrispondere le relative sanzioni, ma non è tenuto al pagamento dell’imposta di registro per il periodo di durata dell’opzione.

Inoltre, in caso di contratti non registrati entro 30 giorni dalla stipula del contratto o dalla sua esecuzione, nonché in caso di contratti registrati per un importo inferiore a quello effettivo e di comodati fittizi, l’art. 3 del decreto sul federalismo municipale ha introdotto una specifica disciplina, secondo la quale:

– la durata del contratto viene fissata in quattro anni, a decorrere dalla data di

registrazione (volontaria o d’ufficio);

– il contratto è rinnovabile come un normale 4+4;

– il canone annuo di locazione è pari al triplo della rendita catastale, oltre l’adeguamento, dal secondo anno, in base al 75 per cento dell’aumento degli indici Istat.

Se il contratto viene registrato tardivamente, l’imposta di registro è dovuta sulla base del canone stabilito dalle parti fino all’annualità in corso alla data di registrazione del contratto.

Dopo la registrazione, l’imposta di registro viene calcolata sul canone come definito dalla nuova disciplina.

L’acconto Irpef 2011 ridotto dall’effetto cedolare

Per il primo anno di applicazione del nuovo regime, l’acconto Irpef è pari al 99% dell’Irpef relativa al 2010 che può essere “ripulita” dalla parte di reddito fondiario 2010 riferita agli immobili abitativi per i quali, nel 2011, il contribuente si avvale della cedolare secca per l’intero periodo di imposta.

Se, invece, nel 2011 il contribuente si avvale della cedolare secca solo per una parte del periodo di imposta, questa situazione dovrà essere riportata come un “calco” nel periodo d’imposta precedente.

A titolo di esempio se nel 2011 per determinati immobili abitativi il contribuente si avvale della cedolare secca solo per una parte del periodo di imposta (ad esempio per i mesi da settembre a dicembre 2011) non si dovrà considerare il reddito fondiario prodotto dagli stessi immobili nella corrispondente parte del periodo di imposta 2010 (nell’esempio nei mesi da settembre a dicembre 2010).

(Agenzia delle Entrate, comunicato n. 110 del 01 giugno 2011)

 

 

 

6) Soggetti esclusi dalla cedolare secca sugli affitti

Dalla cedolare secca sugli affitti sono esclusi gli immobili che, pur avendo i requisiti di fatto per essere destinati ad uso abitativo, sono iscritti in una categoria catastale diversa (ad esempio fabbricati accatastati come uffici o negozi).

Tenuto conto che la norma consente l’applicazione della cedolare secca solo per gli immobili abitativi locati con finalità abitative, escludendo quelle effettuate nell’esercizio di un’attività di impresa, o di arti e professioni, occorre porre rilievo, al fine di valutare i requisiti di accesso al regime, anche all’attività esercitata dal locatario ed all’utilizzo dell’immobile locato.

Esulano dal campo di applicazione della norma in commento, i contratti di locazione conclusi con conduttori che agiscono nell’esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo, indipendentemente dal successivo utilizzo dell’immobile per finalità abitative di collaboratori e dipendenti.

Sono altresì esclusi dall’applicazione della norma in commento anche i contratti di locazione di immobili accatastati come abitativi, ma locati per uso ufficio o promiscuo.

(Agenzia delle Entrate, circolare 26/E del 01 giugno 2011)

 

 

 

7) Opzione cedolare secca affitti solo con raccomandata postale

Il locatore, per beneficiare del regime della cedolare secca, deve comunicare preventivamente al conduttore, tramite lettera raccomandata, la scelta per il regime alternativo di tassazione e la conseguente rinuncia, per il corrispondente periodo di durata dell’opzione, “ad esercitare la facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone a qualsiasi titolo”.

Viene esclusa la validità ai fini in esame della raccomandata consegnata a mano, anche con ricevuta sottoscritta dal conduttore. In caso di più conduttori, l’opzione va comunicata a ciascuno di essi.

La comunicazione deve essere inviata al conduttore prima di esercitare l’opzione per la cedolare secca, e, pertanto, in linea generale, prima di procedere alla registrazione del contratto ovvero prima del termine di versamento dell’imposta di registro per le annualità successive.

Il conduttore che riceve tale comunicazione è così posto in condizione di sapere che, per il periodo di durata dell’opzione, non è tenuto al pagamento dell’imposta di registro.

Il legislatore stabilisce, altresì, che le disposizioni concernenti la sospensione della facoltà di chiedere gli aggiornamenti del canone e la relativa comunicazione non sono suscettibili di modifiche in via convenzionale tra le parti.

Attenzione: Per gli immobili posseduti in comproprietà, l’opzione esercitata da parte di un solo locatore, comporta la rinuncia agli aggiornamenti del canone a qualsiasi titolo, anche da parte dei comproprietari che non hanno optato per il regime della cedolare secca.

(Agenzia delle Entrate, circolare 26/E del 01 giugno 2011)

 

 

 

8) Influenza del reddito da cedolare secca sugli affitti

Il reddito fondiario assoggettato a cedolare secca deve essere computato nel reddito complessivo del locatore per determinare la condizione di familiare fiscalmente a carico, per calcolare le detrazioni per carichi di famiglia, le altre detrazioni d’imposta previste dall’articolo 13 del TUIR, le detrazioni per canoni di locazioni di cui all’articolo 16 del TUIR e, in generale, per stabilire la spettanza o la misura di benefici, fiscali e non, collegati al possesso di requisiti reddituali quali, in particolare, l’I.S.E.E.

Coerentemente, occorre tenere conto del reddito assoggettato a cedolare secca anche nelle ipotesi in cui al maggior reddito complessivo sia collegato un maggior beneficio come, ad esempio, nel caso di detrazioni per le erogazioni liberali in favore di associazioni senza scopo di lucro di cui all’art. 15, comma 1, lettera i), del TUIR, spettanti nel limite massimo del 2% del reddito complessivo.

(Agenzia delle Entrate, circolare 26/E del 01 giugno 2011)

 

 

 

9) Cedolare secca affitti: Versamento degli acconti

Con DPCM del 12 maggio 2011 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 maggio 2011, n. 111) sono stati differiti, per l’anno 2011, i termini di effettuazione dei versamenti dovuti dai contribuenti.

In particolare, per le persone fisiche il termine per l’effettuazione dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e del versamento in acconto della cedolare secca è differito dal 16 giugno al 6 luglio 2011.

I versamenti potranno essere effettuati dal 7 luglio al 5 agosto 2011 maggiorando le somme da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.

Per l’anno d’imposta 2011, l’acconto è stato previsto nella misura dell’85% dell’importo della cedolare secca che risulta dovuta per tale anno.

Trattandosi del primo anno di applicazione del nuovo sistema di tassazione, l’acconto deve essere determinato esclusivamente con il metodo previsionale, non potendo applicarsi il metodo storico che normalmente si applica in materia di acconti IRPEF.

Anche per il 2011, si applicano le regole ordinarie per quanto concerne l’obbligo di versamento dell’acconto che, pertanto, risulta dovuto in unica rata entro il 30 novembre 2011, se di importo inferiore ad euro 257,52 e in due rate, se di importo pari o superiore ad euro 257,52.

In tal caso, la prima rata, pari al 40% dell’acconto, deve essere versata entro il 6 luglio 2011, ovvero entro il 5 agosto 2011 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.

La prima rata dell’acconto della cedolare secca può essere versata ratealmente e sugli importi rateizzati sono dovuti gli interessi, secondo le disposizioni previste per la rateazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche; la seconda, pari al 60% dell’importo dovuto, entro il 30 novembre 2011.

L’acconto per il 2011 non è dovuto e la cedolare secca è versata interamente a saldo se l’importo su cui calcolare il relativo acconto non supera euro 51,65.

Per il 2011, i contribuenti che ricorrono all’assistenza fiscale, non potendo avvalersi di tale assistenza anche per il pagamento degli acconti della cedolare secca, devono effettuare il relativo versamento con il modello F24, entro i termini ordinari previsti per l’acconto IRPEF.

A parte ciò, il Provvedimento al punto 7.1 detta una disciplina particolare per il 2011 che tiene conto del mese di decorrenza dei contratti rispetto al mese in cui cade il termine di versamento dell’acconto.

In particolare, è previsto che l’acconto dell’85% è versato in due rate (6 luglio e 30 novembre 2011) per i contratti in corso al 31 maggio 2011, nonché per i contratti scaduti ovvero oggetto di risoluzione volontaria entro tale data.

In applicazione delle regole ordinarie, tuttavia, se l’85% della cedolare secca dovuta per il 2011, calcolata sommando l’importo della cedolare secca dovuta dal contribuente per ciascuno di detti contratti, è inferiore a 257,52 euro, l’acconto è versato in unica rata entro il 30 novembre 2011.

Coerentemente, se l’importo su cui calcolare l’acconto, calcolato come sopra indicato, non supera 51,65 euro l’acconto non è dovuto e la cedolare secca è versata interamente a saldo.

Per i contratti con decorrenza successiva al 31 maggio 2011 il versamento d’acconto è effettuato, in unica rata, entro il 30 novembre 2011.

In altre parole, per i contratti decorrenti tra il 1° giugno e il 31 ottobre 2011, l’acconto sarà versato in unica rata, pari all’85% della cedolare secca complessivamente dovuta per detti contratti entro il 30 novembre 2011.

Anche per i contratti in esame, se l’importo su cui calcolare l’acconto, definito come sopra indicato, non supera 51,65 euro l’acconto non è dovuto e la cedolare secca è versata interamente a saldo.

Per i contratti con decorrenza dal 1° novembre 2011, non è dovuto acconto e la cedolare secca sarà versata interamente in sede di saldo.

Nel caso in cui il contratto sia risolto anticipatamente, prima del versamento della seconda rata di acconto, quest’ultima potrà essere rideterminata al fine di commisurare l’acconto dovuto alla percentuale stabilita dalla norma.

Tabella n. 2 -Versamento in acconto dell’85% per il 2011

 

Entro il 6 luglio 2011:

> prima rata (40% dell’acconto),

– contratti in corso al 31 maggio 2011 (anche se conclusi prima del 7 aprile ),

se l’acconto dovuto è pari o superiore a 257,52 euro

– contratti scaduti ovvero oggetto di risoluzione volontaria entro il 31 maggio

2011, se l’acconto dovuto è pari o superiore a 257,52 euro.

 

Entro il 30 novembre 2011:

> seconda rata (60% dell’acconto),

– contratti in corso al 31 maggio 2011 (anche se conclusi prima del 7 aprile ),

se l’acconto dovuto è pari o superiore a 257,52 euro,

– contratti scaduti ovvero oggetto di risoluzione volontaria entro il 31 maggio

2011, se l’acconto dovuto è pari o superiore a 257,52 euro;

> unica rata (100% dell’acconto),

– contratti in corso al 31 maggio 2011 (anche se conclusi prima del 7 aprile ),

se l’acconto dovuto è inferiore a 257,52 euro,

– contratti scaduti ovvero oggetto di risoluzione volontaria entro il 31 maggio

2011, se l’acconto dovuto è inferiore a 257,52 euro,

– contratti con decorrenza tra il 1 giugno e il 30 ottobre 2011.

 

Acconto non dovuto e versamento della cedolare secca a saldo:

– per i contratti con decorrenza tra il 1° novembre e il 31 dicembre 2011;

– se l’importo su cui calcolare l’acconto è pari o inferiore a 51,65 euro.

(Agenzia delle Entrate, circolare 26/E del 01 giugno 2011)

 

 

 

10) Cedolare secca affitti: Comunicazione di rinuncia agli aggiornamenti Istat

Per la maggior parte dei casi la raccomandata postale (A/R) di opzione per la cedolare secca sugli affitti e per la rinuncia agli eventuali aggiornamenti Istat previsti nel contratto di locazione andrà spedita entro il 06 luglio 2011.

Anche per il 2011, l’applicazione del nuovo sistema di determinazione dell’imposta sostitutiva (da cedolare secca sugli affitti) è subordinata alla condizione che il locatore rinunci alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone Istat, pena l’inapplicabilità del regime in questione, e che ne dia preventiva comunicazione al conduttore.

La comunicazione per l’applicazione della cedolare secca in via generale deve essere inviata al conduttore prima dell’esercizio dell’opzione.

Per l’anno 2011, per quanto riguarda i contratti scaduti o risolti, già registrati, prorogati e con imposta di registro già versata alla data del 7 aprile 2011, l’Agenzia delle Entrate ritiene che la condizione richiesta dalla norma sia rispettata se la rinuncia venga comunicata al conduttore, con lettera raccomandata, nel termine stabilito per il versamento del primo acconto dovuto, che può essere il 6 luglio 2011 se l’acconto è dovuto in due rate, oppure il 30 novembre 2011 se l’acconto  è dovuto in unica rata, ovvero se non è dovuto acconto, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Per i contratti di locazione nei quali sia espressamente disposta la rinuncia agli aggiornamenti del canone Istat, secondo le Entrate non occorre inviare al conduttore la comunicazione in questione.

Sulla base della comunicazione di rinuncia, per il periodo contrattuale cui si riferisce l’acconto, il locatore non può percepire dal conduttore gli aggiornamenti dei canoni e questi, se già percepiti, devono essere restituiti.

In presenza di più locatori, l’opzione esercitata da uno di essi esplica effetti anche nei confronti degli altri locatori ai fini della rinuncia agli aggiornamenti del canone.

(Agenzia delle Entrate, circolare 26/E del 01 giugno 2011)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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