Novità fiscali del 28 giugno 2011

IVA: Termine di prescrizione dell’iscrizione a ruolo parificata; Entrate rispondono ai quesiti del Map 2011; tessera del tifoso: rinvio obbligo tracciabilità; attività di spedizioniere doganale: circolare Dogane; tariffa Commercialisti commentata dal Cndcec è online; tre aliquote per l’Irpef, sale l’Iva di un punto; ulteriore proroga del termine di trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità dei titolari di prestazioni assistenziali

 

 Indice:

 1) IVA: Termine di prescrizione dell’iscrizione a ruolo parificata

 2) Le Entrate rispondono ai quesiti del Map 2011

 3) Tessera del Tifoso: rinvio obbligo tracciabilità

 4) Attività di spedizioniere doganale: circolare Dogane

 5) Tariffa Commercialisti commentata dal Cndcec è online

 6) Tre aliquote per l’Irpef, sale l’Iva di un punto

 7) Ulteriore proroga del termine di trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità dei titolari di prestazioni assistenziali

 

1) IVA: Termine di prescrizione dell’iscrizione a ruolo parificata

L’iscrizione a ruolo dell’Iva deve avvenire entro quattro anni. Ciò al pari della disciplina ai fini delle imposte dirette.

La Corte di Cassazione ha, dunque, esteso tale principio all’Imposta sul Valore Aggiunto.

Tale nuovo orientamento deriva dall’interpretazione dell’art. 57, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972 combinata con quella dell’art. 17, comma 1, del D..R. n. 602/1973 (V. D’Andò).

 

 

 

2) Le Entrate rispondono ai quesiti del Map 2011

L’Agenzia delle Entrate ha risposto a nove quesiti posti dai Commercialisti e dai consulenti fiscali nell’ambito del Modulo di Aggiornamento Professionale 2011. In particolare, con la circolare n. 29/E del 27 giugno 2011 ha fornito chiarimenti in materia di interessi passivi, contabilità separata Iva e immobili all’estero.

Firma del rappresentante legale

Il rappresentate legale, di un ente o di una società che è tenuto ad adempiere agli obblighi fiscali, può trasferire a una terza persona il suo potere di rappresentanza, con una procura speciale o con un altro atto di delega.

Iva per progettazioni immobiliari all’estero

La progettazione di un complesso immobiliare, che dovrà sorgere in un Paese extra Ue, da parte di un professionista residente in Italia, è da considerarsi operazione fuori campo Iva, perché non territorialmente rilevante. Inoltre, anche il committente, se italiano, non ha obblighi ai fini Iva.

In particolare, la progettazione (effettuata da un ingegnere su commissione di una società stabilita in Italia) di un complesso immobiliare specificamente individuato e situato in un Paese extra Ue (non black list) rientra nella deroga prevista dall’art. 7-quater, comma 1, lettera a), del D.P.R. n. 633/1972 e, pertanto, è individuata come una prestazione di servizi non rilevante in Italia ai fini Iva. La società italiana committente, quindi, non è tenuta, sempre per quanto riguarda l’Iva, ad alcun adempimento fiscale.

Clausola penale deducibile per competenza

L’onere, di una clausola penale per inadempienza, può essere dedotto nell’esercizio di competenza, quando si è certi dell’inosservanza dei termini stabiliti dal contratto e il risarcimento è già determinato.

Ovvero, quando le parti hanno inserito nell’atto una postilla che disciplina il mancato rispetto di quanto pattuito.

Come è noto, ai fini Ires, la deducibilità è connessa al principio di competenza che presuppone, a sua volta, la contestuale esistenza di due requisiti: La certezza dell’elemento reddituale e la sua obiettiva determinabilità in termini di ammontare (art. 109 del Tuir).

Pertanto, laddove sussistano i requisiti descritti e siano rispettati i principi contabili generali relativi alla contabilizzazione del costo, quest’ultimo potrà essere dedotto nell’anno in cui gli stessi si sono verificati (ad es., il 2010, se tutti i presupposti si sono verificati entro il 31 dicembre dello stesso anno), anche se il pagamento effettivo avviene in un momento successivo (ad esempio, gennaio 2011, a seguito di formazione del titolo giuridico).

Ovviamente, in caso di restituzione della somma pagata a titolo di penale (per esempio, a seguito di provvedimento giurisdizionale favorevole all’impresa), il costo inizialmente dedotto si trasformerà in sopravvenienza attiva.

Deducibilità degli interessi passivi nel passaggio da società di capitali a società di persone

In questa ipotesi di trasformazione regressiva, la deducibilità degli interessi passivi segue la disciplina prevista dall’art. 61 e non quella contenuta nell’art. 96, comma 4, del Tuir.

Pertanto, gli interessi passivi generati dalla società in nome collettivo possono essere dedotti limitatamente alla “parte corrispondente al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito d’impresa e quelli che non vi concorrono in quanto esclusi e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi”.

Beni in locazione finanziaria e deducibilità spese di manutenzione

I beni materiali strumentali ammortizzabili acquisiti mediante contratto di leasing finanziario concorrono alla determinazione della base di computo della percentuale forfetaria del 5% prevista per la deducibilità delle spese di manutenzione (art. 102, comma 6, del Tuir) soltanto se gli stessi risultano iscritti nell’attivo del bilancio, in conformità ai principi contabili di riferimento e, conseguentemente, nel registro dei beni ammortizzabili all’inizio dell’esercizio.

Rimborso della maggiore imposta versata a seguito di rettifica dell’imputazione temporale dei componenti reddituali negativi

Le istruzioni relative al diritto al rimborso della maggiore imposta versata con riguardo a un periodo d’imposta antecedente o successivo a quello di accertamento (contenute nella circolare 23/2010) si riferiscono, in generale, alle ipotesi in cui viene negato, sulla base di un accertamento diventato definitivo, il costo riferibile alla competenza di un periodo d’imposta diverso da quello oggetto della contestazione. Pertanto, il recupero spetta in tutti i casi in cui la pretesa dell’Amministrazione diviene definitiva per qualsiasi ragione e, quindi, sia per mancata impugnazione nei termini sia a seguito di acquiescenza, come pure quando le parti raggiungono un accordo mediante gli istituti dell’accertamento con adesione o della conciliazione giudiziale.

Ammissibilità della contabilità separata Iva in corso d’anno

In linea generale, in tema di regimi contabili e di determinazione dell’imposta, fermo restando l’obbligo di comunicazione in sede di dichiarazione annuale o di inizio attività, la validità dell’opzione (e della relativa revoca) è subordinata unicamente alla sua concreta attuazione fin dall’inizio dell’anno o dell’attività (art. 1 del Dpr 442/1997).

La regola vale anche per l’opzione relativa all’applicazione separata dell’Iva (art. 36, comma 3, del Dpr 633/1972) che, pertanto, deve essere esercitata fin dall’inizio dell’anno, attraverso il comportamento concludente tenuto dal contribuente, corredato della relativa comunicazione.

Unici casi in cui è ammessa l’opzione durante d’anno sono: L’inizio di una nuova attività in corso d’anno e le operazioni di ristrutturazioni aziendali che comportano modifiche sostanziali soggettive.

Autofatturazione cumulativa mensile

Nel caso di più servizi forniti dallo stesso prestatore non residente nell’arco temporale di un mese, il soggetto passivo nazionale può emettere (in via opzionale) un’autofattura anticipata rispetto al momento di effettuazione dell’operazione, purché il documento riporti il totale delle prestazioni ricevute nel mese di riferimento, distinto per singola prestazione.

Registrazione autofatture

Riguardo alla registrazione delle autofatture emesse dai cessionari/committenti nazionali e relative alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate in Italia da soggetti non residenti, la stessa può essere effettuata annotando il documento (emesso in un unico esemplare) sul registro delle vendite e su quello degli acquisti, utilizzando dei registri sezionali, ovvero annotando i documenti sugli stessi registri delle fatture di vendita e di acquisto. In questa ipotesi, si dovranno usare distinte progressioni numeriche (rispettando l’ordine progressivo sequenziale di ciascuna sezione) e le serie numeriche adottate dovranno essere indicate sulla prima pagina (V. D’Andò).

 

 

 

3) Tessera del Tifoso: rinvio obbligo tracciabilità

Rinviato l’obbligo all’utilizzo delle procedure tracciabili per acquistare i titoli di accesso digitali. Biglietto digitale in contanti anche nella prossima stagione calcistica se associato alla “tessera del tifoso”.

Il provvedimento direttoriale (n. 2011/89683) del 24 giugno 2011 ha rimandato di un anno (dopo la deroga concessa con il provvedimento del 13 maggio 2010) l’applicazione della regola generale, secondo la quale l’acquisto dei titoli di accesso emessi on line, deve avvenire attraverso sistemi di pagamento tracciabili e, quindi, tramite carta di credito, bancomat, bollettino bancario o postale, bonifico.

Lo slittamento non crea conseguenze di carattere fiscale sui controlli previsti per i titoli di pagamento.

Dunque via libera al biglietto digitale anche per il 2011/2012.

Prorogato il programma della “Tessera del Tifoso”

Prorogata, in via transitoria, fino alla fine della stagione calcistica 2011/2012, l’emissione di titoli di accesso in forma digitale, con modalità di pagamento dei relativi corrispettivi anche in contante, ove associati a supporti di identificazione consistenti nella “Tessera del Tifoso” rilasciata in conformità all’omonimo programma varato dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministro dell’Interno.

A ciò ha provveduto il Provvedimento (n. 2011/89683) del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 24 giugno 2011, pubblicato sul sito delle Entrate il 27 giugno 2011, recante “Modalità di pagamento dei corrispettivi a fronte di titoli di accesso emessi in forma digitale e associati a supporti di identificazione consistenti nella Tessera del Tifoso”.

Il suddetto provvedimento ha, quindi, prorogato quanto disposto con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 2010/67039 del 13 maggio 2010 e disciplina le modalità di pagamento dei corrispettivi dei titoli di accesso emessi in forma digitale, prevedendo la modalità di pagamento in contante, nel caso in cui lo stesso titolo di accesso sia associato a un supporto di identificazione consistente nella “Tessera del Tifoso”, rilasciata in conformità alle vigenti disposizioni dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno.

Tale deroga transitoria viene adottata per un’ulteriore stagione calcistica per venire incontro alle esigenze di carattere di ordine pubblico tendenti alla diffusione del programma “Tessera del Tifoso”, finalizzato a creare condizioni di maggiore serenità negli stadi ed al contempo non limita le garanzie fiscali in quanto il titolo di accesso per le manifestazioni sportive riguardanti il gioco del calcio è nominativo ai sensi del decreto del 6 giugno 2005 del Ministro dell’Interno. Inoltre, all’allegato A del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 4 marzo 2008, nella Lista titoli di accesso, sono riportati i dati inerenti al titolo di accesso nominativo associato al supporto identificativo (V. D’Andò).

 

 

 

4) Attività di spedizioniere doganale: circolare Dogane

L’Agenzia delle Dogane ha fornito chiarimenti sull’art. 82 del D.Lgs. 59/2010, recante modifiche al D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, in materia di attività di spedizioniere doganale.

In particolare, l’Agenzia delle Dogane, si è occupata di tale disciplina, con la circolare n. 19/D del 24 giugno 2011 (pubblicata il 27 giugno 2011).

Il citato D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59, concernente la “Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2010, statuisce, all’art. 82, anche in materia di attività di spedizioniere doganale.

Difatti, con detta disposizione sono state apportate le modifiche agli artt. 46, 47 e 51 del D.P.R. n. 43/1973.

Registro degli ausiliari degli spedizionieri doganali

Riguardo le novità che hanno interessato il citato art. 46, l’Agenzia delle Dogane ha precisato che l’Ufficio delle dogane dovrà formare e tenere aggiornato il registro degli ausiliari che hanno la residenza, ovvero il domicilio professionale, inteso come il luogo in cui egli esercita in modo stabile e continuativo la propria attività alle dipendenze di uno spedizioniere doganale, nei comuni compresi nell’ambito territoriale di competenza dell’Ufficio stesso.

Poiché l’ambito operativo dello spedizioniere doganale è stato esteso all’intero territorio nazionale, é consequenziale la possibilità per un suo dipendente, qual è l’ausiliario, di potere operare nel medesimo ambito.

A tal fine è necessario che l’ausiliario sia conosciuto e quindi accreditato, oltre che presso l’Ufficio delle dogane dove è registrato, anche presso l’Ufficio delle dogane presso il quale viene temporaneamente incaricato di prestare la propria opera da parte e per conto dello spedizioniere doganale, su richiesta di quest’ultimo ed a condizione che per svolgere tale attività lo stesso spedizioniere doganale metta a disposizione dell’ausiliario un luogo  fisico operativo, ovvero una struttura organizzativa, nell’ambito territoriale di competenza di tale Ufficio.

Non occorre che si verifichi tale condizione qualora l’Ufficio di registrazione e l’Ufficio di accredito temporaneo siano ubicati nella stessa provincia, ovvero in province limitrofe o, comunque, in province tra loro facilmente raggiungibili.

Gli accrediti, diversi da quello di registrazione, devono essere effettuati, di volta in volta, a cura dello spedizioniere doganale, tramite formale comunicazione all’Ufficio delle dogane territorialmente competente, che ne dovrà fornire tempestiva notizia all’Ufficio delle dogane presso il quale l’ausiliario è registrato, al fine dell’annotazione nel prescritto registro.

La predetta comunicazione dovrà mettere in condizione l’Ufficio delle dogane di acquisire le essenziali informazioni utili ai fini del riconoscimento dell’ausiliario incaricato, dell’individuazione del luogo fisico operativo, ovvero della struttura organizzativa, a disposizione dell’ausiliario, dell’individuazione dell’arco temporale di durata dell’incarico e dell’indicazione delle mansioni affidategli. Tali informazioni saranno conformemente annotate e inviate all’Ufficio delle dogane presso il quale l’ausiliario è registrato, per i conseguenti opportuni aggiornamenti.

Patente di spedizioniere doganale

L’Agenzia delle Dogane è poi passata alla trattazione del nuovo art. 47, il quale specifica che adesso uno spedizioniere doganale può espletare il proprio mandato presso qualsiasi ufficio delle dogane del territorio nazionale, direttamente o, a norma dell’art. 42 del D.P.R. 43/1973, facendosi coadiuvare nell’esercizio della rappresentanza da altri spedizionieri doganali.

In tal senso viene intesa, quindi, la competenza attribuita dalle patenti finora rilasciate, senza la necessità di una restituzione delle stesse all’Ufficio per i servizi all’utente e per i traffici di confine di questa Direzione centrale per un’integrazione formale, trattandosi di un’estensione di competenza che opera “ipso iure”.

Pur tuttavia, precisa la circolare delle Dogane, è necessario che lo spedizioniere doganale mantenga l’accreditamento presso l’Ufficio doganale nel cui ambito ha la residenza, ovvero il domicilio professionale, sia per consentire l’esatta individuazione dell’Albo compartimentale di cui all’art. 4 della legge 22 dicembre 1960 n. 1612 presso cui lo stesso spedizioniere doganale deve essere

necessariamente iscritto per poter esercitare la professione, sia per permettere l’esatta individuazione dell’organo deputato all’eventuale adozione delle misure previste dall’art. 53 del citato D.P.R. n. 43/1973 ed alla formalizzazione della proposta alla Direzione centrale delle Dogane per l’adozione del provvedimento di revoca (di cui al successivo art. 54).

Da ciò ne consegue che nel caso di trasferimento della residenza o del domicilio professionale lo spedizioniere doganale ne darà comunicazione alle Direzioni interregionali, regionali o provinciali interessate, oltre che a questa Direzione centrale.

Viene per ultimo precisato che l’eventuale illecito compiuto da uno spedizioniere doganale presso un Ufficio doganale situato al di fuori della Direzione regionale, interregionale o provinciale su cui insiste l’Ufficio delle dogane presso cui è accreditato va prontamente segnalato a tale ultima Direzione per l’adozione dei relativi previsti provvedimenti.

Ammissione agli esami per il conseguimento della patente di spedizioniere doganale

Infine, riguardo l’interpretazione dell’art. 51 citato, l’Agenzia delle Dogane ha spiegato che la procedura d’esame viene curata direttamente dall’Ufficio per i servizi all’utente e per i traffici di confine dalla Direzione centrale.

Tuttavia, ai soli fini della partecipazione agli esami, l’anzianità di iscrizione nel registro del personale ausiliario, prevista per poter essere ammessi all’esame per il conseguimento della patente di spedizioniere doganale, decorre dalla data di presentazione dell’istanza di iscrizione.

Viene, infine, posta l’attenzione sull’opportunità di svolgere opera di sensibilizzazione nei riguardi di tutti gli spedizionieri doganali, che ancora non lo abbiano fatto, a dotarsi, successivamente all’iscrizione all’Albo compartimentale degli spedizionieri doganali, del codice EORI.

Dell’avvenuta iscrizione e della assegnazione del codice EORI, le Direzioni forniranno notizia all’Ufficio per i servizi all’utente e per i traffici di confine della Direzione centrale, onde consentire l’adozione degli ulteriori adempimenti di competenza (V. D’Andò).

 

 

 

5) Tariffa Commercialisti commentata dal Cndcec è online

La nuova Tariffa professionale dei Commercialisti è stata resa disponibile sul sito www.cndcec.it .

Come avverte lo stesso Comunicato del 27 giugno 2011 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, si tratta di uno strumento di ausilio per professionisti economici e Ordini territoriali dei Commercialisti nello svolgimento del proprio lavoro

È il “Commentario alla nuova tariffa dei commercialisti”, redatto dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti.

In oltre 80 pagine e 13 tabelle sono illustrate nel dettaglio norme generali, rimborsi spese, indennità, onorari.

In vigore da pochi mesi, la nuova tariffa professionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, giunge sedici anni dopo l’emanazione della precedente.

La nuova tariffa si adegua a tutte le novità intervenute in questo lungo lasso di tempo, disciplinando gli onorari spettanti per le nuove attività previste dall’ordinamento professionale dalla riforma del diritto societario, da quella del diritto fallimentare e dalle disposizioni tributarie che si sono succedute in questi anni.

Per il resto, la struttura della tariffa ricalca quella delle preesistenti tariffe dei dottori commercialisti e dei ragionieri, con un adeguamento del 50% degli onorari al tasso d’inflazione calcolato dal 1994 al 2010 e con la significativa reintroduzione del rimborso delle spese generali di studio nella misura del 12,5%, con il limite di 2.500 euro per ciascuna parcella.

Il tema dei compensi, soprattutto della loro inderogabilità, è stato negli ultimi anni al centro di dibattiti e di numerose riserve da parte dell’autorità garante della concorrenza e del mercato.

I compensi delle prestazioni dei professionisti iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili possono essere definiti liberamente dalle parti, tanto che l’eliminazione dei relativi divieti deontologici a suo tempo posti a tale regola, avvenuta diversi anni orsono, è stata confermata anche nel nuovo codice deontologico della categoria.

“Ciononostante – afferma il presidente dei commercialisti italiani, Claudio Siciliotti – la nuova tariffa dei commercialisti ha un’irrinunciabile funzione di orientamento, per i professionisti e ancor di più per i clienti che vengono posti in condizione di predeterminare il compenso per ciascuna prestazione richiesta. La tariffa è uno strumento di “garanzia” per “la qualità della prestazione, e può essere un punto di riferimento importante soprattutto per i giovani, che possono definire con più forza il valore delle loro prestazioni professionali al momento del loro ingresso nel mercato del lavoro” .

Il documento (PDF) è disponibile gratuitamente per due mesi, altrimenti può essere acquistato in Edicola, come avverte la nota informativa del Cndcec n 52 del 27 giugno 2011 (V. D’Andò).

 

 

 

6) Tre aliquote per l’Irpef, sale l’Iva di un punto

Tre aliquote Irpef – al 20, 30 e 40% – e innalzamento dell’Iva di un punto per le aliquote più alte (10 e 20%).

Sono queste alcune delle novità contenute nella bozza di riforma fiscale allo studio del governo, anticipate dall’Agenzia ANSA il 27 giugno 2011.

Nel documento di riforma – appena tre paginette – viene anche prevista l’abolizione dell’Irap a partire dal 2014 e la soppressione dell’Ice, l’Istituto per il commercio estero.

Una delle novità sulla riforma fiscale – secondo quanto risulta dalla bozza del disegno di legge delega – è, quindi, l’abolizione dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, dal 2014.

A questo punto sarà interessante vedere come sarà attuata dal momento che l’imposta vale quasi 40 miliardi di euro l’anno.

Il provvedimento si dovrebbe inserire inoltre nelle novità relative all’attuazione del federalismo. E’ di fatto una novità anche l’innalzamento delle aliquote Iva, dopo le assicurazioni di non aumento dell’imposta che erano state date dal ministro per lo Sviluppo economico all’assemblea di Confcommercio. Sarebbe una conferma, invece, la riduzione delle aliquote Irpef dalle attuali cinque a tre con un livello del 20%, 30%, 40%. In questo caso pesa, nel futuro decreto delegato di attuazione, il livello degli scaglioni che verranno affiancati a ciascuna delle tre nuove aliquote (V. D’Andò).

 

 

 

7) Ulteriore proroga del termine di trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità dei titolari di prestazioni assistenziali

Termine di trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità prorogato al 31 luglio 2011, più tempo, quindi, per i titolari di prestazioni assistenziali.

Lo ha reso noto l’Inps con il messaggio n. 13453 del 27 giugno 2011.

Tale Istituto previdenziale, facendo seguito al precedente messaggio n. 7991 del 4.4.2011, ha comunicato che il termine per la trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità da parte dei titolari dei titolari di prestazioni assistenziali rispettivamente per l’accertamento della permanenza del requisito relativo alla condizione di ricovero – titolari di indennità di accompagnamento, indennità di frequenza, Assegno sociale e AS sostitutivo di invalidità civile-, di mancato svolgimento di attività lavorativa – titolari di assegno mensile agli invalidi civili parziali – e della residenza effettiva in Italia – assegno sociale/pensione sociale e AS/PS sostitutivi di invalidità civile – è ulteriormente prorogato al 31 luglio 2011.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it