Novità fiscali del 24 giugno 2011

 

 Indice:

 1) Fondi integrativi: Prelievo a due vie per i vecchi iscritti

 2) Rapporti con estero: Servizio di deposito merci

 3) Bonus fiscale del 36%: Limite di spesa autonomo per i posti auto

 4) Cessione contratto di leasing

 5) Aggiornato il software di compilazione GERICO 2011

 6) Fissata la misura degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo

 7) Maggiorazione Irap e addizionale Irpef: Comunicato delle Entrate

 8) Commissioni tributarie: Servizio di prenotazione on line del Dipartimento Finanze

 

 

1) Fondi integrativi: Prelievo a due vie per i vecchi iscritti

Doppia tassazione per le somme ricevute sotto forma di capitale dai vecchi iscritti ai fondi integrativi. Risolta una questione “annosa”.

La Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 13642 del 22 giugno 2011 ha, infatti, stabilito che, per gli importi maturati fino al 31 dicembre 200, sulla quota patrimoniale si applica  la tassazione separata con l’aliquota del TFR, mentre sui rendimenti dei fondi previdenziali integrativi si applica la ritenuta del 12,50%.

Viceversa, per gli importi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2001, vale, senza distinzioni, la tassazione separata con l’aliquota del TFR (V. D’Andò).

 

2) Rapporti con estero: Servizio di deposito merci

Un soggetto passivo di imposta stabilito in Italia deve assolvere l’Iva con inversione contabile anche se riceve una prestazione con addebito di imposta estera per il servizio di deposito merci reso in un altro Stato comunitario.

Il reverse charge è obbligatorio per evitare sanzioni così come è obbligatoria anche nel caso in cui un soggetto passivo stabilito riceva una fattura con addebito Iva da una società non stabile che sia stata identificata in Italia direttamente o abbia nominato un rappresentante fiscale.
Tra i casi proposti dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 28/E del 21 giugno 2011, quello di un contribuente italiano, soggetto passivo di imposta, che riceve fattura con Iva olandese per prestazione di deposito merci custodite in Olanda e quello di un contribuente italiano, soggetto passivo di imposta, che acquista un biglietto aereo da una compagnia non residente identificata ai fini Iva in Italia e che riceve fattura con addebito di Iva italiana.

Reverse charge per le prestazioni di servizi di trasporto effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non residenti

In particolare, per l’ipotesi dell’acquisto di un biglietto aereo per un trasporto interno da una compagnia aerea non residente, identificata ai fini Iva in Italia da parte di un soggetto passivo di imposta italiano (poiché l’art. l’art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633 del 1972, dispone che il committente italiano si deve autofatturare ed assolvere l’imposta con il meccanismo del reverse charge) è stato chiesto alle Entrate come su debba comportare il committente italiano che riceve una fattura con addebito di IVA da parte della compagnia estera.

Ebbene in tale caso, a parere dell’Agenzia delle Entrate, il committente italiano, al fine di non incorrere nell’applicazione della predetta sanzione deve appliare procedere il metodo del “reverse charge” e non deve tenere conto della fattura emessa dalla compagnia aerea. In particolare, il committente italiano dovrà avere cura di:

– Non annotare la fattura emessa dalla compagnia aerea nel registro degli acquisti di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 633 del 1972;

– non esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA erroneamente addebitata in fattura.

La compagnia aerea che ha emesso fattura irregolare, invece, potrà rettificare la erronea fatturazione tramite emissione di una nota di variazione ai sensi dell’art. 26, comma 3, del D.P.R. n. 633 del 1972.

Territorialità ai fini Iva per le prestazioni di deposito merci

Sull’altra ipotesi, quella in cui un soggetto passivo di imposta italiano che riceve una prestazione di deposito per delle merci custodite in Olanda, se debba applicare (o meno) la legislazione locale con prestazione relativa all’immobile e, quindi, assoggettata ad Iva in Olanda o comunque su come si debba comportare il committente italiano che riceve una fattura con addebito di IVA olandese da parte della società comunitaria, l’Agenzia delle Entrate ha risposto che in conformità alla normativa comunitaria, le prestazioni di deposito merci non possano ricondursi alla categoria delle prestazioni di servizi relative ai beni immobili.

Ai fini dell’individuazione del luogo di effettuazione delle operazioni torna applicabile, pertanto, la previsione generale di cui all’art. 44 della direttiva recepita dal legislatore nazionale all’art. 7-ter, comma 1 del D.P.R n. 633 del 1972 secondo cui le prestazioni di servizi si considerano effettuate nel territorio dello Stato “… quando sono rese a soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato”.

In particolare, nel caso di specie, la prestazione resa deve essere assoggettata al reverse charge ai sensi dell’art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633 del 1972 secondo cui “Gli obblighi relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non residenti nei confronti di soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato, compresi i soggetti indicati all’articolo 7-ter, comma 2, lettere b) e c), sono adempiuti dai cessionari o committenti”.

E’, pertanto, il committente italiano che assume la qualifica di debitore dell’imposta, da assolvere mediante l’emissione di un’autofattura riportante l’indicazione dell’IVA dovuta.

La violazione del predetto obbligo di reverse charge comporta l’applicazione della disciplina sanzionatoria di cui al comma 9-bis dell’art. 6 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471.

Per consenguenza, il committente italiano che riceve fattura emessa dalla società olandese con addebito della relativa IVA, al fine di non incorrere nell’applicazione della predetta sanzione, deve procedere all’applicazione del metodo dell’inversione contabile (V. D’Andò).
 

3) Bonus fiscale del 36%: Limite di spesa autonomo per i posti auto

Durante una risposta ad interrogazioni parlamentari, in materia di detrazione per le ristrutturazioni edilizie, dal Ministero dell’Economia è stato precisato che per la costruzione dei posti auto condominiali, il limite di spesa di 48mila euro per la fruizione della detrazione del 36% deve essere considerato autonomamente, rispetto ai lavori eseguiti sulle unità abitative e relative pertinenze (V. D’Andò).

 

4) Cessione contratto di leasing

In caso di cessione di un contratto di leasing avente ad oggetto un fabbricato la sopravvenienza attiva in capo al cedente è pari alla differenza tra il corrispettivo pagato e il relativo costo fiscalmente riconosciuto (costo che deve essere aumentato delle quote di ammortamento indeducibili relative al terreno).

E’ questa un ulteriore precisazione contenuta nella circolare dell’Agenzia delle Entrate, n. 28/E del 21 giugno 2011, dal momento che l’art. 36, commi 7 e seguenti, del D.L. n. 223 del 2006 ha previsto l’irrilevanza fiscale dell’ammortamento dei terreni.

Nel caso che è stato posto, l’Agenzia ha spiegato che l’art. 88, comma 5, del TUIR stabilisce che, in caso di cessione del contratto di locazione finanziaria, il valore normale del bene costituisce sopravvenienza attiva.

Ai fini della determinazione della predetta sopravvenienza, il valore normale deve essere assunto al netto dei canoni relativi alla residua durata del contratto e del prezzo stabilito per il riscatto (valore normale netto), che dovranno essere pagati dal cessionario in dipendenza della cessione, attualizzati alla data della cessione medesima.

In particolare, nel caso di cessione di un contratto di leasing avente ad oggetto un fabbricato industriale con area sottostante e di pertinenza, secondo le Entrate la predetta sopravvenienza attiva va determinata tenendo conto, in diminuzione, anche della quota capitale dei canoni, già pagati, indeducibile giacché riferibile al terreno.

Tale soluzione è apparsa coerente con il principio di sostanziale equivalenza tra l’acquisizione o la realizzazione del bene in proprio e quella effettuata tramite contratto di leasing.

Pertanto, ha concluso l’Amministrazione finanziaria, nel caso di cessione della proprietà di un’area comprensiva di fabbricato, tale cessione genera una sola plusvalenza pari alla differenza tra il corrispettivo pagato e il relativo costo fiscalmente riconosciuto, che va incrementato delle quote di ammortamento indeducibili relative al terreno (V. D’Andò).

 

5) Aggiornato il software di compilazione GERICO 2011

E’ stato aggiornato il software GERICO 2011 che consente il calcolo della Congruità per i 206 studi di settore in vigore per il periodo d’imposta 2010 e la cui trasmissione degli studi di settore in allegato ad UNICO sarà possibile solo dopo la pubblicazione delle relative procedure di controllo di cui sarà data notizia tramite le news del sito e in particolare in questa pagina.

Ecco di seguito tutti gli aggiornamenti (come elencati nella nota dell’Agenzia delle Entrate del 23 giugno 2011).

La versione 1.0.1 del 23 giugno 2011 prevede le seguenti modifiche rispetto a quella precedente:

– Adeguata la visualizzazione del quadro “Dati Complementari” per lo studio UG78U eliminata un’anomalia che inibiva il calcolo dello studio VM02U nel caso di unità locali nelle province di Agrigento, Benevento, Caserta, Caltanissetta, Enna, Ragusa;

–  eliminato il controllo bloccante di seguito riportato: In presenza di almeno un campo Ricavi (esclusi Aggi o ricavi fissi) nella sezione “Imprese multiattività” la somma di tali ricavi deve essere uguale a F00101+F00201–F00202+F00701–F00702–F00601+F00602, per gli studi UM80U e UM85U;

– adeguato il calcolo dell’indicatore di Normalità economica Durata delle scorte, in presenza di aggi, per gli studi evoluti nel periodo di imposta 2010;

– adeguata la visualizzazione in esito della “territorialità” in presenza di crisi, per gli studi UD21U e UD33U;

– adeguata la visualizzazione, nell’esito, dei “Risultati Congruità e Normalità” in presenza di cause giustificative del non adeguamento agli indicatori di normalità economica segnalate dal contribuente, per tutti gli studi  modificata l’interfaccia grafica per alcuni studi (V. D’Andò).

 

6) Fissata la misura degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo

A decorrere dal 1° ottobre 2011, gli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo sono determinati nella misura del 5,0243% in ragione annuale.

Lo ha disposto il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 giugno 2011, Prot. 2011/95314, pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate il 23 giugno 2011.

Ciò poiché l’art. 30 del DPR n. 602/1973 prevede l’applicazione degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo, a partire dalla notifica della cartella e fino alla data di pagamento, ad un tasso da determinarsi annualmente con decreto del Ministero delle Finanze, con riguardo alla media dei tassi bancari attivi.

Con il provvedimento del 7 settembre 2010, era stata fissata, con effetto dal 1°ottobre 2010, al 5,7567% in ragione annuale, la misura del tasso di interesse da applicare nelle ipotesi di ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo.

Tenuto conto della flessione registrata nell’anno 2010 dei tassi bancari attivi, è stato ritenuto congruo ridurre al 5,0243% l’attuale misura degli interessi di mora.

Il tasso è stato individuato applicando la maggiorazione di un punto percentuale alla media dei tassi bancari attivi, come individuata dalla Banca d’Italia.

Tale maggiorazione é necessaria per differenziare, in ragione della condotta del contribuente, le misure del tasso di interesse nelle diverse ipotesi di riscossione mediante ruolo.

Infatti, il decreto ministeriale 21 maggio 2009, di razionalizzazione della misura degli interessi per la riscossione e il rimborso dei tributi, prevede un tasso di interesse del 4,5% annuo per la rateazione e la sospensione della riscossione mediante ruolo.

Il presente provvedimento fissa, dunque, con effetto dal 1°ottobre 2011, al 5,0243% in ragione annuale, la misura del tasso di interesse da applicare nelle ipotesi di ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo (V. D’Andò).

 

7) Maggiorazione Irap e addizionale Irpef: Comunicato delle Entrate

In data 23 giugno 2011, con un comunicato stampa, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Dipartimento delle Finanze hanno reso noto che il Tavolo per la verifica degli adempimenti e il Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza hanno constatato, con riferimento alla verifica dei risultati d’esercizio 2010, per le regioni Calabria, Campania e Molise, il consolidamento delle condizioni per l’applicazione delle disposizioni contenute nell’articolo 2, comma 86, della legge 191/2009, secondo le procedure di cui all’articolo 1, comma 174, della legge 311/2004 e successive modifiche intervenute.

Pertanto, per l’anno d’imposta 2011, in queste regioni è confermata l’applicazione delle vigenti maggiorazioni dell’aliquota, dell’imposta regionale sulle attività produttive nella misura di 0,15 punti percentuali e dell’addizionale regionale all’Irpef nella misura di 0,30.

La maggiorazione ha effetto sugli acconti Irap (primo e secondo) che dovranno essere determinati:

– con il metodo storico, assumendo quale imposta del periodo precedente quella determinata applicando l’aliquota del 2010, già comprensiva della maggiorazione di 0,15 punti percentuali;

– con il metodo previsionale, assumendo come imposta di riferimento quella determinata applicando al volume della produzione previsto l’aliquota d’imposta maggiorata di 0,15 punti percentuali.

Per quanto riguarda l’incremento di 0,30 punti percentuali dell’addizionale regionale IRPEF, per l’anno d’imposta 2011, previsto per le regioni Calabria, Campania e Molise, viene precisato che lo stesso produce effetti nell’anno 2012.

Tuttavia, in relazione ai lavoratori dipendenti che cessano il rapporto di lavoro in corso d’anno, i datori di lavoro trattengono, in sede di conguaglio, l’importo dell’addizionale regionale 2011, oltre a quello delle rate residue dell’addizionale regionale 2010, applicando l’aliquota maggiorata dell’1,70.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 23 giugno 2011)

 

 

8) Commissioni tributarie: Servizio di prenotazione on line del Dipartimento Finanze

A partire dal 27 giugno 2011 sarà attivo su tutto il territorio nazionale il nuovo “Servizio di prenotazione on line” degli appuntamenti con gli uffici delle Commissioni tributarie.

La prenotazione, fruibile tramite internet, potrà essere effettuata, 24 ore su 24, collegandosi al sito www.finanze.gov.it – sezione Giustizia tributaria – Prenotazione appuntamenti Commissioni tributarie.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato del 23 giugno 2011)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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