Novità fiscali del 20 giugno 2011

l’indebita compensazione IVA contestata al cliente la paga il consulente se la ideata; Consulenti del Lavoro: in scadenza la dichiarazione all’ENPACL; per i professionisti sale al 5% il contributo integrativo; per le locazioni “ordinarie” di immobili è rimasto l’obbligo della comunicazione alle autorità di P.S.; indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie; nuove regole per mediatori e formatori; INPS e colf: servizio emissione massiva MAV; rapporto tra congedo straordinario e TFR: effetti sul Fondo di Tesoreria; aziende agricole: addizionale INAIL per la copertura del danno biologico per l’anno 2009; versamenti volontari del settore agricolo anno 2011

 

 Indice:

 1) Consulenti del Lavoro: in scadenza la dichiarazione all’ENPACL

 2) Per i professionisti sale al 5% il contributo integrativo

 3) Per le locazioni “ordinarie” di immobili è rimasto l’obbligo della comunicazione alle autorità di P.S.

 4) Indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie

 5) Nuove regole per Mediatori e formatori

 6) L’indebita compensazione Iva contestata al cliente la paga il consulente se la ideata

 7) Inps e colf: Servizio emissione massiva MAV

 8) Rapporto tra congedo straordinario e TFR: Effetti sul Fondo di Tesoreria

 9) Aziende agricole: Addizionale Inail per la copertura del danno biologico per l’anno 2009

 10) Versamenti volontari del settore agricolo – Anno 2011

 

1) Consulenti del Lavoro: in scadenza la dichiarazione all’ENPACL

Per i consulenti del Lavoro è imminente la scadenza dichiarativa all’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza.

Difatti, entro il prossimo 30 giugno, i Consulenti del Lavoro iscritti all’ENPACL devono trasmettere al proprio ente di previdenza la dichiarazione obbligatoria dei compensi relativi al periodo d’imposta 2010.

Mentre, il pagamento del contributo integrativo dovrà essere effettuato entro il prossimo 30 settembre utilizzando i bollettini inviati dall’ente di previdenza. Tale dichiarazione, che deve essere trasmessa tramite “Enpacl on line”, andrà trasmessa anche in caso di mancanza di partita Iva o di volume d’affari (V. D’Andò).

 

 

 

2) Per i professionisti sale al 5% il contributo integrativo

Gli enti di previdenza privati che applicano il sistema di calcolo contributivo potranno elevare fino al 5% (da un minimo del 2%) il contributo integrativo a carico del cliente del professionista.

Lo prevede la proposta di legge approvata dalla Camera dei Deputati nella seduta del 15 giugno 2001 con 522 voti favorevoli, 1 voto contrario e 3 astenuti.

In particolare, il provvedimento tende a modificare il comma 3 dell’art. 8 del D.Lgs. n. 103 del 10 febbraio 1996.

Rientrano nella nuova previsione normativa le seguenti categorie:

– Agrotecnici;

– Biologi;

– Commercialisti;

– Infermieri;

– Periti industriali;

– Psicologi.

L’aumento inciderà anche sull’Iva esposta nella parcella, in particolare, per i clienti “privati” che, notoriamente, non possono detrarre l’Iva pagata al proprio professionista, viceversa, per i clienti soggetti ad Iva (imprese, enti ed autonomi) l’aumento di tale imposta non inciderà, poiché detraggono l’Iva subita da quella dovuta all’Erario.

(V. D’Andò).

 

 

 

3) Per le locazioni “ordinarie” di immobili è rimasto l’obbligo della comunicazione alle autorità di P.S.

Gli affitti degli immobili devono essere comunicati alle autorità di pubblica sicurezza, ciò poiché il recente Decreto Sviluppo, nell’ambito delle locazioni immobiliari, ha esonerato da tale obbligo soltanto gli affitti da cd. cedolare secca (opzione per tale sistema), e non, quindi, gli altri (“ordinari”).

Da ricordare, che il citato Decreto ha, invece, tolto l’obbligo, in generale, per le cessioni e gli acquisti di immobili.

In particolare, con l’avvento del D.L. n. 70 del 13.05.2011 (in corso di conversione in Legge) è cessato l’obbligo di presentazione all’autorità locale di pubblica sicurezza la comunicazione, prevista ai sensi dell’art. 12 del D.L. n. 59/1978 convertito in L. n. 191/1978 (cd. comunicazione “antiterrorismo”), per le cessioni di fabbricato (limitatamente alle compravendite di immobili o altri diritti reali).

Come premesso l’obbligo di comunicazione viene meno per i soli contratti di locazione di unità immobiliari ad uso abitativo per i quali si opti per il suddetto regime (art. 3, comma 3) della cedolare secca (previa comunicazione al conduttore e indicazione di tale opzione nel modello di registrazione del contratto).

Pertanto, l’obbligo di presentare la comunicazione di cessione di fabbricato, entro le 48 ore dalla consegna dell’immobile, rimane invariato per i contratti di

locazione per i quali non si sia optato o non sia possibile optare per il regime della cedolare secca, oltre che per i contratti di affitto o di comodato relativi a beni immobili (V. D’Andò).

 

 

 

4) Indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie

L’Istat ha pubblicato l’indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie (periodo di riferimento: maggio 2011) aggiornato il 16 giugno 2011.

Indice dei prezzi al consumo FOI al netto dei tabacchi

 

Indice generale

 

102,5

 

Variazione percentuale rispetto al mese precedente

 

+0,1

 

Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente

 

+2,6

 

Variazione percentuale rispetto allo stesso mese di due anni precedenti

 

+4,2

 

 

 

5) Nuove regole per Mediatori e formatori

Per esercitare l’attività di mediatore è necessario possedere un titolo di studio non inferiore alla laurea triennale, o, in alternativa, essere iscritti ad un ordine o collegio professionale.

Lo ha reso noto il Ministero della Giustizia, con la circolare del 13.06.2011 riguardante l’Attività di tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco degli enti di formazione.

Tale documento ha, inoltre, evidenziato che, invece, per l’accesso alla professione di formatore, i requisiti sono ancora più rigidi.

Difatti, occorre:

– attestare di avere pubblicato almeno 3 contributi scientifici in materia di mediazione, conciliazione o risoluzione alternativa delle controversie (formatori teorici);

– avere operato, come mediatore, in almeno 3 procedure (formatori pratici);

– lo svolgimento di attività di docenza in corsi o seminari in materia di conciliazione o risoluzione alternativa delle controversie.

Infine, è stato precisato che se nel termine di 30 giorni non viene adottato il provvedimento formale di autorizzazione, si applica la disciplina del silenzio assenso, con la conseguenza che, ad es., l’organismo può operare nelle ulteriori sedi, può applicare il nuovo regolamento, può utilizzare i nuovi mediatori o formatori di cui ha chiesto l’inserimento negli elenchi e così via (V. D’Andò).

Sistema conciliazione ad Alfano, modifiche a mediazione solo dopo periodo di prova

Sempre in tema di mediazione, adesso si riporta di seguito il comunicato del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili pubblicato sul proprio sito il 17.06.2011:

<<Si crei un osservatorio interprofessionale per verificare sul campo eventuali difficoltà operative generate dalla riforma.

Dopo la lettera dei giorni scorsi inviata al Ministro della Giustizia Angelino Alfano da molti ordini professionali, dalle Camere di commercio e dalle associazioni imprenditoriali, è ora la volta di Sistema Conciliazione, l’associazione tra gli enti promotori di attività di soluzioni alternative delle controversie, che si rivolge anch’essa con una missiva al Guardasigilli per chiedere di non stravolgere la riforma della mediazione. L’Associazione (cui aderiscono Adr notariato, i consigli nazionali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, degli ingegneri e dei geometri, Conciliatore bancario finanziario, Unioncamere e Consiglio nazionale forense, che però non ha sottoscritto la lettera) teme che alla normativa sulla mediazione possano essere apportate modifiche sostanziali, che produrrebbero “un notevole ridimensionamento della sua portata deflattiva”. Modifiche che, secondo Sistema conciliazione, riguarderebbero proprio gli aspetti della riforma che più avevano indotto la maggior parte delle categorie economiche a sostenerne l’introduzione. L’associazione è però consapevole del fatto che la normativa è comunque destinata a ricevere dei correttivi e chiede pertanto ad Alfano che essi “siano individuati solo dopo un periodo congruo di applicazione della norma ed elaborati con l’intento di accrescere l’efficienza dello strumento più che tutelare le istanze di questa o quella categoria professionale, in coerenza con quella volontà di cambiamento in più contesti da ella sottolineata”. Un auspicio al quale si accompagna anche la disponibilità a creare un osservatorio interprofessionale che recepisca le differenti esperienze e competenze e verifichi sul campo le reali difficoltà operative che potranno generarsi con la riforma.

Nello specifico, l’associazione esprime riserve sia sull’introduzione di un limite di valore per l’obbligatorietà della mediazione sia sull’obbligatorietà dell’assistenza.

“E’ importante ribadire – scrive Sistema Conciliazione – che l’aver introdotto la condizione di procedibilità individuando come parametro gli ambiti di applicazione della norma invece che il valore della lite, sia stata una decisione strategica per il conseguimento di un riduzione strutturale del contenzioso, poiché è solo grazie ad essa che è possibile far conoscere in modo accelerato ai cittadini e agli operatori economici la validità della mediazione come strumento di efficienza reale nella gestione della controversia, senza sminuirla agli occhi della collettività ad alternativa interessante solo nelle liti “bagatellari””. Sempre in relazione alle logiche stragiudiziali, infine, l’associazione scrive che “appare più che coerente la scelta di lasciare alle parti la libertà di decidere se essere assistiti o meno da un consulente. Una diversa previsione, oltre a gravare di costi uno strumento nato con i criteri di economicità, può risultare controproducente perché può indurre chi si avvicina alla mediazione a considerare questo percorso come una forma di giudizio e creare delle barriere o delle riserve di utilizzo”. Senza contare che, come dimostrato dalla esperienza sul territorio, sono le parti stesse “a scegliere volontariamente di farsi assistere dalle professionalità che ritengono più idonee, come avviene anche nelle procedure arbitrali”.>>.

 

 

 

6) L’indebita compensazione Iva contestata al cliente la paga il consulente se la ideata

Sono soggetti a confisca per equivalente gli immobili e l’auto del Commercialista che ha ideato l’indebita compensazione Iva per conto dell’impresa della quale è consulente fiscale (Corte di Cassazione, sentenza n. 24166 del 16.06.2011).

La Suprema Corte ha dovuto confermare la confisca per equivalente nei confronti di un Commercialista che aveva partecipato nell’illecito (associazione per delinquere) finalizzato ad ottenere l’indebita detrazione Iva per un ammontare pari al milione di euro.

Peraltro, nell’ambito della stessa inchiesta al proprio cliente (società) erano stati sequestrati tutti i beni e l’intero capitale sociale (Corte di Cassazione, sentenza n. 24165 del 16.06.2011).

Dal canto suo, il consulente fiscale aveva impugnato il provvedimento sostenendo di essere un soggetto terzo rispetto alla maxi evasione e truffa ai danni dello stato.

Ma questa giustificazione non ha convinto né il tribunale né la Corte di Cassazione che hanno commutato in definitivo il sequestro preventivo degli immobili e di due auto.

Difatti, tale consulente, non si é limitato a svolgere la sua attività professionale, ma è poi risultato essere stato, addirittura, l’ideatore dell’utilizzo illecito dei meccanismi di cui al modello F24, concorrendo consapevolmente alla realizzazione delle indebite compensazioni.

Il reato di indebita compensazione, introdotto nel nostro ordinamento con il D.L. n. 223/2006, scatta per somme superiori a 50.000 euro in presenza dell’utilizzo di crediti inesistenti o non spettanti (V. D’Andò).

 

 

 

7) Inps e colf: Servizio emissione massiva MAV

I consulenti e professionisti abilitati possono richiedere il nuovo servizio disponibile sul portale Inps in vista della prossima scadenza per il pagamento dei contributi del lavoro domestico.

Tra le modalità di pagamento dei contributi dei lavoratori domestici l’Inps ha istituito con circolare n. 49/2011 anche la possibilità di avvalersi del MAV – Pagamento Mediante Avviso.

Questa modalità di pagamento mediante avvisi emessi dalla Banca Popolare di Sondrio – aggiudicataria della specifica gara di appalto indetta dall’INPS – si avvale della procedura interbancaria standardizzata di incasso attraverso il bollettino MAV, identificato da uno specifico codice.

Con la circolare n. 85 del 15 giugno l’Inps ha esteso la possibilità di emissione dei MAV per il pagamento dei contributi dei lavoratori domestici anche ai soggetti indicati al comma 1, art.1, L. 12/79, ovvero agli iscritti nell’albo dei consulenti del lavoro, negli albi degli avvocati e procuratori legali, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali.

Attraverso questo servizio, i soggetti accreditati potranno inviare all’Inps i dati necessari alla determinazione dell’importo dei contributi dovuti per ciascun datore di lavoro e, dopo l’interazione dell’Inps con la banca, ricevere dall’Istituto il MAV generato in relazione ai dati forniti.

Per aderire al servizio di emissione massiva di MAV il soggetto abilitato deve compilare e sottoscrivere il modulo di adesione e inviarlo unitamente al documento di identità del sottoscrittore all’indirizzo

RichiestaServizioEmissioneMAV@inps.it.

La documentazione ufficiale, l’allegato tecnico descrittivo del servizio e i tracciati xsd necessari per lo scambio dati con Inps sono disponibili nella pagina dedicata del Menu informazioni>Aziende, consulenti e professionisti>Emissione massiva di MAV per contributi lavoro domestico.

(Inps, nota del 15.06.2011)

 

 

 

8) Rapporto tra congedo straordinario e TFR: Effetti sul Fondo di Tesoreria

Durante il periodo di congedo straordinario il lavoratore non ha retribuzione utile ai fini del Trattamento di Fine Rapporto. Per cui non sussistono i presupposti per il versamento al Fondo.

L’Istituto di Previdenza Sociale ha fornito chiarimenti sul rapporto tra il congedo straordinario (ex art. 42, c. 5 del D.lgs. n. 151/2001) e il TFR e, in particolare, ai possibili effetti sugli obblighi nei confronti del Fondo di Tesoreria ex lege n. 296/2006.

In particolare, l’Inps, con il messaggio n. 13013 del 17 giugno 2011, ha precisato che:

L’art. 42, c. 5 del D.Lgs. n. 151/2001 prevede che la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre o, dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità e che abbiano titolo a fruire dei benefici per l’assistenza del figlio, hanno diritto a fruire di un periodo di congedo straordinario durante il quale il richiedente ha titolo a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione.

Il periodo medesimo è, inoltre, coperto da contribuzione figurativa; l’indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo rivalutato annualmente, sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Per il 2011, il limite massimo per l’indennità per congedo straordinario è stabilito in € 44.276,33 di cui € 34.331,00 a titolo di indennità economica annua e € 9.945,33 per la copertura della contribuzione figurativa.

Durante il suddetto periodo il rapporto di lavoro è sospeso e – in forza del rinvio operato dal legislatore alle disposizioni contenute nell’art. 4, c. 2 della legge n. 53/2000 – il dipendente conserva il posto di lavoro, senza diritto alla retribuzione e senza la possibilità di svolgere alcun tipo di attività lavorativa.

Il congedo, inoltre, non è computato nell’anzianità di servizio né ai fini previdenziali.

In materia di trattamento di fine rapporto, l’art. 2120 del c.c. – con riguardo ai casi di sospensione del rapporto di lavoro durante i quali deve essere computato l’equivalente della retribuzione alla quale il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di svolgimento dell’attività lavorativa – fa espresso riferimento alle cause ex art. 2110 del c.c. (si tratta dei casi di infortunio, malattia, gravidanza e puerperio) nonché a quelle per le quali sia prevista l’integrazione salariale.

Conclusione

Dall’insieme di tali disposizioni l’Inps è pervenuto alla conclusione che, fatte salve eventuali diverse previsioni ad opera della contrattazione collettiva o di pattuizioni individuali, il lavoratore – durante il periodo di congedo straordinario – non ha retribuzione utile ai fini del TFR.

Pertanto, non si realizzano le condizioni per il versamento al Fondo istituito ai sensi di quanto stabilito dall’art. 1, commi 755 e successivi della legge n. 296/2006 (V. D’Andò).

 

 

 

9) Aziende agricole: Addizionale Inail per la copertura del danno biologico per l’anno 2009

L’Inps, quale ente preposto alla riscossione, provvederà al recupero contributo Inail dovuto dalle aziende agricole assuntrici di manodopera

Quindi, tale Istituto previdenziale procederà a riscuotere i contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali dovuti da tali aziende.

Lo ha reso noto la circolare dell’Inps n. 87 del 17 giugno 2011.

Il D.Lgs. n. 38 del 23.02.2000 ha previsto un contributo addizionale sui premi assicurativi, finalizzato all’indennizzo del danno biologico, nelle misure e con le modalità stabilite con Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Tale Decreto del 21.10.2010, che è stato pubblicato nella G.U. n. 12 del 17.01.2011, ai fini della copertura degli oneri relativi al “danno biologico”, ha determinato l’addizionale sui contributi assicurativi agricoli, dovuti per i lavoratori agricoli a tempo determinato e indeterminato, nelle seguenti misure:

– Aumento del 1,60 % dell’aliquota vigente per l’anno 2009.

Modalità di recupero

Il recupero sarà riscosso in occasione dell’imposizione contributiva relativa alla competenza del 1° trimestre 2011, tramite modello F24, come da tabella seguente:

2009

Addizionale oneri danno biologico sul contributivo Assistenza Infortuni sul lavoro

10,125 X 1,60% = 0,1620%

Addizionale oneri danno biologico sul contributo Addizionale Assistenza Infortuni sul lavoro

3,1185 X 1,60% = 0,0499%

Sul recupero non saranno applicate somme aggiuntive (V. D’Andò).

 

 

 

10) Versamenti volontari del settore agricolo – Anno 2011

L’Inps, con la circolare n. 86 del 17 giugno 2011, ha illustrato le modalità di calcolo, per l’anno 2011, dei contributi volontari relativi alle varie categorie di lavoratori agricoli, diversificate in relazione alla tipologia e alla gestione di appartenenza dei prosecutori volontari.

Lavoratori agricoli dipendenti

Nei confronti sia dei soggetti autorizzati alla prosecuzione volontaria dell’assicurazione entro il 30.12.1995, sia dei lavoratori agricoli dipendenti autorizzati dal 31.12.1995, per i quali nell’anno 2006 è stata raggiunta l’aliquota dovuta dalla generalità delle aziende agricole, l’aliquota applicata per il F.P.L.D. è pari al 27,50%.

Per conseguenza, a partire dal 1 gennaio 2011, per i lavoratori agricoli autorizzati entro il 30.12.1995 e per quelli autorizzati dal 31.12.1995 l’aliquota è pari al 27,50%.

Coltivatori diretti, mezzadri, coloni e imprenditori agricoli professionali

I coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali pagano i contributi volontari secondo quattro classi di reddito medio giornaliero, stabilite ogni anno da un apposito decreto ministeriale.

Le quattro classi di reddito sono state adeguate mediante l’applicazione della percentuale di variazione annua dell’ 1,6% verificatasi negli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Segue, all’interno della neo circolare, la tabella con le “Classi di reddito settimanale e contributi ai fini della prosecuzione volontaria”.

La circolare poi passa alla trattazione dei contributi integrativi volontari di:

– Operai agricoli a tempo determinato;

– piccoli coloni e compartecipanti familiari.

Infine, il documento di prassi dell’Inps conclude con l’esposizione sui coloni e mezzadri reinseriti nell’Assicurazione Generale Obbligatoria. PROCEDURA UNIEMENS/DM10: Aggiornamento fasi elaborative di controllo, calcolo, ripartizione e trasmissione delle denunce contributive DM10 virtuale con periodo marzo e aprile 2011.

L’Inps, con il messaggio n. 13018 del 17 giugno 2011, ha comunicato di avere messo a disposizione delle Sedi i programmi che permettono l’elaborazione delle denunce contributive di marzo e aprile 2011.

Con l’aggiornamento, i programmi di gestione sono stati aggiornati sia ai fini della applicabilità delle disposizioni contenute nei messaggi di seguito elencati, sia per recepire le segnalazioni inoltrate dagli operatori delle Sedi.

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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