Novità fiscali del 13 giugno 2011


 Indice:

 1) Società in grave crisi economica: responsabilità dell’amministratore unico e risarcimento dei danni a società e creditori

 2) Il ravvedimento operoso solo a regola d’arte

 3) Controlli fiscali su esercizi commerciali posti in località balneare

 4) Operazioni a titolo oneroso: Base imponibile Iva costituita dal corrispettivo pagato anche se inferiore a quello di “mercato”

 5) Le somme detassate non incidono sul Modello Isee

 6) Alcune recenti decisioni del Governo: disciplinati gli effetti fiscali del sequestro, l’amministratore diviene sostituto d’imposta

 7) Orientamenti del Notariato campano in materia societaria

 8) Anomalie da studi di settore: Pronto il software di compilazione e predisposizione per l’invio di osservazioni e segnalazioni

 9) Studi di settore: Online il software Gerico 2011

 10) Quattro codici tributo per le “start up”

 

 

1) Società in grave crisi economica: responsabilità dell’amministratore unico e risarcimento dei danni a società e creditori

In un momento di grave crisi economica della propria società l’amministratore non deve utilizzare la liquidità dell’azienda per altre operazioni facendo così aumentare gli oneri finanziari.

Se lo fa ne risponde pesantemente (per gli illeciti commessi nel corso del suo mandato di amministratore unico). Per cui il curatore del fallimento è autorizzato a chiamare l’ex amministratore unico a pagare i danni causati alla società e ai creditori sociali.

Gli illeciti contestati all’amministratore unico sono stati, l’acquisto di un immobile di proprietà dello stesso amministratore poi locato al proprio coniuge, l’acquisto di merci in misura sproporzionata rispetto al fabbisogno aziendale, la vendita incauta a soggetti non solvibili, infine, tra le altre anche la classica irregolare tenuta della contabilità.

In definitiva, è risultato chiaramente che l’amministratore abbia sottratto ingenti somme di denaro dalle casse aziendali.

Tutto ciò “ha procurato un evidente pregiudizio economico alla società……”, in particolare, l’immobile è risultato acquistato ad un prezzo superiore a quello di mercato.  (Vin. D’Andò).

(Corte di Cassazione, sentenza n. 12643 del 09 giugno 2011)

 

 

 

2) Il ravvedimento operoso solo a regola d’arte

Il ravvedimento deve essere fatto bene, altrimenti è meglio non farlo.

Lo dice la Cassazione con la sentenza n. 12661 del 09 giugno 2011.

Se il contribuente nel procedere ad effettuare quanto dovuto al fisco, commette errori utilizzando l’istituto del ravvedimento operoso, deve poi comunque pagare al fisco l’intera somma delle sanzioni risultanti a debito.

Insomma, bisogna rispettare alla lettera il contenuto dell’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997.

Peraltro, di recente é stata nuovamente modificata la misura delle sanzioni ridotte previste in caso di ricorso all’istituto del ravvedimento operoso.

Le nuove misure si applicano per la regolarizzazione delle violazioni commesse a partire dal 1° febbraio 2011.

Attenzione anche agli interessi legali che dal 1 gennaio 2011 si applicano nella misura annua del 1,5%.

Mancato pagamento di tributi

La sanzione ordinariamente prevista nella misura del 30% per l’omesso o insufficiente versamento delle imposte dovute a titolo di acconto o di saldo in base alla dichiarazione dei redditi e dell’Iva, e per l’omesso o insufficiente versamento delle ritenute alla fonte operate dal sostituto d’imposta, è così ridotta:

– 1/10 del 30%, cioè il 3%, se il versamento è effettuato entro 30 giorni dalla scadenza (ravvedimento breve);

– 1/8 del 30%, cioè il 3,75%, se il versamento è effettuato con ritardo superiore a 30 giorni, ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui la violazione è stata commessa (ravvedimento lungo).

Violazioni di natura sostanziale

Gli errori e le omissioni rilevabili in sede di liquidazione e di controllo formale della dichiarazione (artt. 36-bis e 36-ter del Dpr n. 600/1973), quali:

– errori materiali e di calcolo nella determinazione degli imponibili e delle imposte;

– indicazione in misura superiore a quella spettante di detrazioni di imposta, di oneri deducibili o detraibili, di ritenute d’acconto e di crediti d’imposta potranno essere regolarizzati mediante il pagamento della sanzione ridotta al 3,75% (pari a 1/8 del 30%) della maggiore imposta o della differenza del credito utilizzato.

Gli errori e le omissioni che configurerebbero la violazione di infedele dichiarazione (l’omessa o errata indicazione di redditi, l’errata determinazione di redditi, l’esposizione di indebite detrazioni o deduzioni) potranno essere regolarizzati mediante il pagamento della sanzione ridotta al 12,50% (pari a 1/8 della sanzione minima prevista del 100%) della maggiore imposta dovuta o della differenza di credito spettante.

Presentazione della dichiarazione con ritardo non superiore a 90 giorni

Se la dichiarazione viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni la violazione potrà essere regolarizzata mediante il pagamento di una sanzione di 25 euro (pari a 1/10 del minimo di 258 euro), ferma restando l’applicazione delle sanzioni relative alle eventuali violazioni riguardanti il pagamento dei tributi, qualora non regolarizzate (Vin. D’Andò).

 

 

 

3) Controlli fiscali su esercizi commerciali posti in località balneare

La Suprema Corte si è soffermata sui controlli effettuati dal fisco nei riguardi di una pescheria situata in una località balneare.

In particolare, la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 12586 del 9 giugno 2011, ha stabilito che l’Amministrazione finanziaria non può applicare una percentuale di ricarico rilevata in un solo giorno al contribuente la cui attività è soggetta a dei periodi in cui la vendita non è omogenea.

Il caso ha riguardato una pescheria ubicata in una località turistica a cui a seguito di un controllo fiscale é stata applicata una percentuale di ricarico determinata sulla base dei dati raccolti in un solo giorno.

I giudici di merito avevano confermato l’accertamento effettuato dai verificatori del fisco.

Il contribuente ha, quindi, presentato ricorso in Cassazione che lo ha accolto.

La Suprema Corte ha, infine, ricordato che, nel caso di specie, sia l’Agenzia delle Entrate sia i giudici di merito non hanno fatto appello al buon senso, che, invece, è sempre ben accetto. (V.D’An.).

(Corte di Cassazione, ordinanza n. 12586 del 9 giugno 2011)

 

4) Operazioni a titolo oneroso: Base imponibile Iva costituita dal corrispettivo pagato anche se inferiore a quello di “mercato”

La Corte di giustizia Ue, con la sentenza del 09 giugno 2011 pronunciata in relazione al procedimento C-C- 285/10, ha stabilito che gli Stati membri non possono derogare alla seguente regola:

Nelle operazioni a titolo oneroso la base imponibile dell’Iva è costituita dal corrispettivo versato o dovuto al fornitore (effettivamente pattuito tra le parti), anche se di importo inferiore al valore di mercato.

Tranne che gli stati membri abbiano chiesto ed ottenuto l’autorizzazione del consiglio europeo.

La norma nazionale che prevede un criterio diverso non è, quindi, conforme alla sesta direttiva IVA del 1977.

La possibilità per gli Stati membri di prevedere, senza necessaria autorizzazione, un criterio speciale per la base imponibile delle operazioni effettuate tra soggetti collegati, in caso di corrispettivo inferiore al prezzo del mercato, è infatti possibile solo a seguito dell’entrata in vigore della Direttiva n. 69/2006 (Vin. D’Andò).

(Corte di giustizia Ue, sentenza del 09 giugno 2011, procedimento C-C- 285/10)

 

 

 

5) Le somme detassate non incidono sul Modello Isee

La gestione dell’imposta sostitutiva sugli emolumenti collegati agli incrementi di produttività e efficienza organizzativa è stata interessata da recenti chiarimenti.

In particolare, sono intervenute nuove istruzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro che hanno modificato alcuni principi emanati in precedenza.

Per quanto riguarda il fronte dei lavoratori, le Entrate hanno chiarito che gli importi assoggettati alla detassazione non concorrono alla formazione del reddito da indicare nel modello Isee, nel limite di 6mila euro, costituendo una sorta di franchigia: Tale indicazione è molto importante se si pensa che questa dichiarazione è finalizzata all’ottenimento di particolari prestazioni previdenziali e assistenziali da parte dei lavoratori.

Infatti, il calcolo della situazione economia equivalente (Isee) è condizione essenziale per poter godere di servizi sociali quali le mense scolastiche e gli asili nido.

Viceversa, detti importi rientrano nel computo reddituale riguardo ad altre prestazioni, come l’assegno per il nucleo familiare, l’assegno o la pensione sociale, e così via.

Peraltro, i lavoratori, che, nel biennio 2008-2009, hanno versato maggiori imposte derivanti dalla mancata applicazione della detassazione sui salari incentivanti (ad es. per lavoro notturno e straordinario), potranno recuperare le differenze con la dichiarazione fiscale modello 730, se le stesse somme sono state esposte dal datore di lavoro sul modello Cud 2011.

Dal lato delle imprese poi, le ultime istruzioni emanate con la circolare congiunta Lavoro-Entrate n. 19, hanno illustrato come – per l’anno 2011 – gli accordi territoriali e aziendali che prevedono la detassazione non possano avere effetto retroattivo rispetto alla loro stipula e debbano essere redatti in forma scritta.

I sostituti d’imposta che hanno applicato l’imposta agevolata per i mesi di gennaio e febbraio 2011, in assenza degli accordi richiesti, dovranno procedere al versamento della differenza di imposta, maggiorata degli interessi, entro il prossimo 1° agosto (V. D’An.).

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 10 giugno 2011)

 

 

 

6) Alcune recenti decisioni del Governo: disciplinati gli effetti fiscali del sequestro, l’amministratore diviene sostituto d’imposta

Nel corso del recente Consiglio dei Ministri (n. 141 del 09 giugno 2011), il Ministro della giustizia ha illustrato due provvedimenti estremamente significativi per il Governo.

Il primo, è lo schema di Codice antimafia e delle misure di prevenzione, che aggiorna la normativa in materia, con l’obiettivo immediato di ottenere un punto di riferimento normativo completo e di semplificare l’attività dell’interprete, migliorando l’efficienza delle procedure di gestione, di destinazione ed assegnazione dei beni confiscati.

Tra le altre misure approvate:

– disciplina dei rapporti con le procedure concorsuali, volta a risolvere le numerose questioni interpretative causate dalla mancanza di una specifica normativa in materia; i beni sequestrati o confiscati nel procedimento di prevenzione sono sottratti dalla massa attiva del fallimento e sono gestiti e destinati secondo le norme stabilite per il procedimento di prevenzione;

– disciplina degli effetti fiscali del sequestro, volta a risolvere le numerose questioni interpretative che la mancanza di una specifica normativa in materia ha determinato. L’amministratore assume la qualità di sostituto d’imposta: Paga provvisoriamente le imposte relative ai beni sequestrati secondo le aliquote vigenti per i diversi redditi e all’esito della procedura, se i beni vengono restituiti, recupera nei confronti del proprietario;

– in materia di certificazione antimafia, il provvedimento semplifica ed omogeneizza una normativa resa particolarmente complessa dalla stratificazione delle norme nel tempo.

Un secondo provvedimento proposto dal Ministro della giustizia è stato approvato in attuazione della delega conferita al Governo per la riduzione e semplificazione dei procedimenti civili, (legge 18 giugno 2009, n. 69). Il provvedimento realizza la riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione che rientrano nell’ambito della giurisdizione ordinaria, regolati dalla legislazione speciale, riconducendoli ai tre modelli previsti dal codice di procedura civile, individuati, rispettivamente, nel rito che disciplina le controversie in materia di rapporti di lavoro, nel rito sommario di cognizione (introdotto dalla medesima legge n. 69 del 2009) e nel rito ordinario di cognizione. Nell’esercizio della delega il Governo razionalizza e semplifica la normativa processuale presente nella legislazione speciale, raccoglie in un unico testo normativo tutte le disposizioni che disciplinano i procedimenti giudiziari previsti dalle leggi speciali, dando così luogo ad un testo complementare al codice di procedura civile, in sostanziale prosecuzione del libro IV.

Sono stati poi approvati i seguenti provvedimenti:

– un decreto legislativo che armonizza i sistemi contabili e i bilanci delle Regioni, delle Province e degli enti locali; si tratta di un ulteriore, significativo tassello dell’attuazione del federalismo fiscale (legge n. 42 del 2009) è prevista una realizzazione graduale, sperimentale per due esercizi finanziari prima di andare a regime e sono delineati anche particolari aspetti legati alla contabilità sanitaria, finalizzati alla trasparenza dei conti del settore ed alla responsabilizzazione degli enti preposti. Il provvedimento ha ricevuto il parere della Conferenza unificata, della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale e delle altre Commissioni parlamentari di merito;

– un decreto legislativo per il riordino delle possibilità di fruizione di permessi, congedi e aspettative nel settore pubblico e privato, a fini di razionalizzazione, semplificazione e risparmio di spesa (V. D’An.).

(Consiglio dei Ministri n. 141 del 09 giugno 2011)

 

 

 

7) Orientamenti del Notariato campano in materia societaria

Gli orientamenti del Notariato campano in materia societaria.

Pronte le massime elaborate dalla Commissione Studi societari del Comitato Notarile della Regione Campania.

Sono disponibili dal 10 giugno 2011 sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato (www.notariato.it ).

La Commissione Studi societari del Comitato Notarile della Regione Campania ha elaborato 18 massime notarili in materia societaria, che sono state presentate a Napoli il giorno 27 maggio 2011, durante una giornata di studio presieduta dal Presidente del Consiglio Notarile di Napoli e Coordinatore della Commissione. La prefazione delle massime è stata realizzata del Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato (V. D’An.).

(Consiglio Nazionale del Notariato, nota del 10 giugno 2011)

 

 

 

8) Anomalie da studi di settore: Pronto il software di compilazione e predisposizione per l’invio di osservazioni e segnalazioni

Software di compilazione e predisposizione per l’invio di osservazioni e segnalazioni a fronte delle comunicazioni di anomalie da studi di settore (triennio 2007-09), pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione software: 1.0.0 del 10/06/2011.

Il software è destinato ai soggetti che hanno ricevuto nel 2011 una comunicazione relativa ad anomalie riscontrate sulla base dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore dichiarati per le annualità 2007, 2008 e 2009.

Il software consente di predisporre, per il successivo invio telematico, una comunicazione finalizzata a:

– segnalare imprecisioni ed errori riscontrati nei dati riportati nella comunicazione di anomalia;

– indicare le motivazioni che hanno determinato l’anomalia riscontrata e quanto altro si ritiene rilevante rappresentare all’Amministrazione finanziaria.

Per l’invio telematico della comunicazione (possibile dal 15 giugno 2011) è sufficiente possedere il Pincode (codice personale), indispensabile per utilizzare i servizi Internet dell’Agenzia delle Entrate, oppure aver ottenuto l’autorizzazione per accedere al servizio Entratel.

(Agenzia delle Entrate, nota del 10 giugno 2011)

 

 

 

9) Studi di settore: Online il software Gerico 2011

È online Gerico 2011, la nuova versione del software che consente il calcolo della congruità, tenuto conto della normalità, e della coerenza per i 206 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2010. Il programma è disponibile dal 10 giugno 2011 sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate – www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione Studi di settore.

Gerico 2011 è utilizzabile da imprese e lavoratori autonomi per calcolare i loro

ricavi/compensi, comprensivi della normalità, e della coerenza, ai fini della presentazione della dichiarazione dei redditi 2010.

Come lo scorso anno, l’applicazione tiene conto degli eventuali correttivi crisi da applicare alle risultanze degli studi di settore.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 10 giugno 2011)

 

 

 

10) Quattro codici tributo per le “start up”

Quartetto di codici a debutto per le imprese in fase di start up. Con la risoluzione 63/E diffusa il 10 giugno 2011, l’Agenzia delle Entrate ha istituito quattro nuovi codici tributo per versare con F24 l’imposta rideterminata ai fini dell’Irpef, delle relative addizionali e dell’Ires, sulle plusvalenze non reinvestite in seguito alla cessione di partecipazioni qualificate.

A partire dall’anno d’imposta 2010, infatti, termina il regime speciale di esenzione introdotto dalla manovra d’estate 2008 per le plusvalenze che derivano dalla cessione di partecipazioni qualificate e non, nel caso non risultino rispettate le condizioni stabilite dalla norma.

In particolare, sono riprese a tassazione le plusvalenze realizzate nell’anno d’imposta 2008 non reinvestite entro due anni, da riportare in Unico 2011 per Persone fisiche ed Enti non commerciali.

 

I nuovi codici istituiti sono i seguenti :

 

Codice  Denominazione

 

1128       Imposta rideterminata ai fini Irpef a seguito della plusvalenza non reinvestita derivante dalla cessione di partecipazione qualificata – Art. 68, c. 6-bis, del Tuir

 

1132       Imposta rideterminata ai fini Ires a seguito della plusvalenza non reinvestita derivante dalla cessione di partecipazione qualificata – Art. 68, c. 6-bis, del Tuir

 

3872       Addizionale comunale all’Irpef rideterminata a seguito della plusvalenza non reinvestita derivante dalla cessione di partecipazione qualificata – Art. 68, c. 6-bis, del Tuir

 

3880       Addizionale regionale all’Irpef rideterminata a seguito della plusvalenza non reinvestita derivante dalla cessione di partecipazione qualificata – Art. 68, c. 6-bis, del Tuir

 

I versamenti eseguiti con questi codici devono essere effettuati in un’unica soluzione.

Infine, viene ricordato che per le partecipazioni non qualificate il versamento è eseguito utilizzando il codice tributo “1100”.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 10 giugno 2011)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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