La T.A.R.S.U. nelle camere d'albergo

vediamo come va correttamente applicata la T.A.R.S.U. nei confronti delle strutture alberghiere, con un congruo risparmio per i contribuenti che esercitano attività alberghiera

Segnaliamo una vittoria nella battaglia del Commercialista telematico e dall’avv. Maurizio Villani sulla corretta applicazione della TARSU.

 

La questione è quella dell’applicazione della TARSU alle camere di albergo (questione già tratta sulle pagine del Commercialista telematico da R. Pasquini, A Lecce accordo fatto con gli albergatori, ora toccherà ad altri comuni?, 8 marzo 2011).

 

La C.T.P. di Lecce si è recentemente pronunciata sul tema con 4 sentenze: le sentenze sono n. 293/02/11, 294/02/11, 295/02/11, 297/02/11 – tutte del 10/05/2011 dep. il 31/05/2011 – C.T.P- di Lecce sez. 2. La sent. n. 292/02/11 è leggibile nel pdf allegato.

 

L’assunto dei giudici salentini è il seguente: sull’applicazione della TARSU relativamente alle strutture alberghiere bisogna effettuare un distinguo fra le camere d’albergo e le parti dell’albergo destinate ad altri usi, in quanto la tariffa da applicare alle camere d’albergo (stante il loro uso) deve essere quella applicata alle civili abitazioni.

 

Ricordiamo che normalmente quella applicata alle civile abitazioni è una tariffa molto più economica di quella applicata alle attività produttive.

22 giugno 2011

Commercialista telematico

 

 

 

 

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