Novità fiscali del 30 maggio 2011

 

 Indice:

1) CFC: Manca ancora un mese alla scadenza del termine per presentare l’interpello disapplicativo

2) Circolare IRDCEC sul divieto di compensazione

3) Come tutelarsi dagli avvisi di accertamento esecutivi: Una guida dagli Ordini dei Commercialisti

4) Sistri: L’ennesima proroga

5) Decreto sul federalismo fiscale: La Sicilia ricorre alla Consulta

6) Iscrizione Gestione separata: dal 1° giugno solo online

7) Nuove modalità di presentazione della domanda di Riscatto di Laurea: Utilizzo del canale telematico

8) Ferie da fruire entro fine giugno

9) Disponibile il software Unico 2011 Società di persone e modello Cnm 2011

 

1) CFC: Manca ancora un mese alla scadenza del termine per presentare l’interpello disapplicativo

Nuovi chiarimenti dalle Entrate sull’interpello per le Controlled Foreign Companies.

Rimane tempo fino al 30 giugno 2011 per presentare l’interpello disapplicativo dal regime delle società controllate estere (Cfc) i cui termini di prestazione scadono tra il 1° e il 30 dello stesso mese di giugno.

E’ quanto ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 23/E del 2011, la quale ha colto l’occasione per ricordare che questa proroga viene concessa in virtù del fatto che i quesiti proposti sono complessi e possono creare difficoltà applicative.

Tale documento di prassi, che, quindi, contiene numerosi chiarimenti in materia di CFC rule, segue uno schema basato su domande e risposte,

Chi deve presentare l’interpello

Per le catene societarie con più società intermedie residenti, l’interpello disapplicativo della CFC rule deve essere presentato, in linea di principio, dalla controllante residente “di ultimo livello”.

Ove ciò sia difficoltoso, in alternativa, l’istanza può essere presentata dalla controllante italiana di primo livello, quella in realtà più vicina alla CFC, la quale è in grado di accedere più facilmente a dati e notizie riguardanti la società estera.

Ciò a condizione che nella richiesta venga dato conto della struttura del gruppo fino alla controllante di ultimo livello.

L’obbligo dichiarativo spetta comunque al socio residente di ultimo livello.

Per i fondi armonizzati la CFC rule non si applica

In linea generale la disciplina per le controllate estere non si applica ai fondi o agli Oicr, organismi di investimento collettivo del risparmio, che sono partecipati da una pluralità di investitori non collegati tra loro, che seguono politiche d’investimenti sottoposte al controllo delle autorità di vigilanza, e sono gestite in autonomia dai partecipanti stessi.

Queste condizioni possono ritenersi esistenti in capo ai fondi “armonizzati” e agli organismi d’investimento collettivo del risparmio (OICR), stabiliti in Stati Ue o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, dove sono assoggettati a forme di vigilanza.

Le stesse regole valgono in riferimento agli OICR localizzati in Paesi indicati nel Dm 4 settembre 1996 (c.d. white list).

Le Sgr alla prova del passive income test

Un soggetto residente in Italia che controlla una società estera non black list, i cui proventi derivano per più della metà dalla gestione individuale o collettiva di patrimoni per conto terzi, non rientra nell’ambito di applicazione della CFC rule e non deve presentare interpello.

Questo a condizione che il soggetto sia qualificato come intermediario finanziario ai sensi della legislazione vigente nello Stato di insediamento.

Detta condizione si presume esistente per le Sgr localizzate in Paesi dell’Unione Europea o in Stati con i quali è attuabile un adeguato scambio di informazioni. Per le società localizzate in Stati o territori diversi, occorre invece presentare l’interpello CFC.

Come determinare il tax rate

In caso di controllata estera “non black list” il tax rate domestico si calcola con le regole ordinarie del reddito d’impresa previste in Italia, senza tenere conto, in questa fase, delle disposizioni che sono al di fuori del Tuir, come quelle che riguardano le società di comodo.

Solo in caso di tassazione per trasparenza bisogna tenere in considerazione, ai fini della determinazione del reddito della partecipata, delle disposizioni extra Tuir, come quelle sulle società di comodo e quelle relative all’indeducibilità degli interessi passivi.

Tax rate e principi contabili

Il tax rate virtuale domestico deve essere determinato secondo queste regole:

– se il bilancio della controllata estera è Ias/Ifrs compliant, si applicano le disposizioni del Tuir previste per i soggetti Ias/Ifrs adopter;

– se il bilancio della controllata estera è redatto secondo diversi principi contabili, si applicano le disposizioni del Tuir previste per i soggetti non Ias/Ifrs adopter.

In entrambi i casi non è rilevante se il socio residente sia un soggetto Ias adopter oppure no.

(Agenzia delle Entrate, comunicato n. 107 del 26 maggio 2011)

 

2) Circolare IRDCEC sul divieto di compensazione

E’ nuovamente intervenuto l’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (IRDCEC) sull’annosa questione dei nuovi limiti alla compensazione fiscale introdotti dal D.L. 78/2010, nonché sul fallimento.

In particolare, l’IRDCEC ha pubblicato, sul proprio sito web il 26 maggio 2011, la circolare n. 23/IR del 10 maggio 2011.

Tale documento (di dottrina) non manca di sollevare critiche nei riguardi delle interpretazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con i propri documenti di prassi.

Il riferimento al 50% di quanto indebitamente compensato viene visto dalla stessa Agenzia delle Entrate come un appesantimento del regime sanzionatorio per chi viola il divieto di compensazione.

Invece, a parere dell’ IRDCEC è irragionevole interpretare la norma che applica la stessa sanzione in presenza di indebite compensazioni per importi sempre più crescenti.

In alcuni casi la sanzione potrebbe arrivare al 100% anche per il contribuente che compensa un credito sicuramente esistente (anche in presenza di ruoli scaduti) al pari di quello che ne utilizza uno totalmente inesistente.

Ciò appunto appare all’Istituto dei Commercialisti una errata interpretazione della norma da parte dell’Amministrazione finanziaria.

 

3) Come tutelarsi dagli avvisi di accertamento esecutivi: Una guida dagli Ordini dei Commercialisti

Dal prossimo 1° luglio gli avvisi di accertamento in materia di IVA e di imposte dirette, notificati e relativi a periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2007 e successivi, diverranno esecutivi decorsi 60 giorni dalla notifica.

E’ stata, quindi, eliminata la fase dell’iscrizione a ruolo, per cui l’agente della riscossione, sulla base del titolo esecutivo così formato e senza la preventiva notifica della cartella di pagamento, potrà a breve (dal 1 luglio 2011) procedere ad espropriazione forzata con i poteri, le facoltà e le modalità previste dalle disposizioni che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo.

Su come porre rimedio a tale gravoso problema è intervenuta una guida di taluni Ordini dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (di Milano, Torino, Roma, Napoli), che oltre a chiedere una nuova norma atta a modificare tale sistema opprimente per i contribuenti, offre comunque alcuni rimedi almeno per tentare di contrastare le conseguenze negative (fermi amministrativi auto, ecc.).

A seguito del recente cd. Decreto sviluppo (D.L. n. 70/2011), il neo art. 29 del D.L. n. 78/2010, ora prevede che la notifica della richiesta di sospensione giudiziale ai sensi dell’art. 47 del DLgs. 546/92 comporta la sospensione dell’esecuzione fino al momento in cui la Commissione tributaria non emani l’ordinanza sulla sospensiva stessa, e che, comunque, la sospensione viene meno decorsi 120 giorni dalla data di notifica della domanda di sospensiva.

Ovviamente non potrà essere garantito che la Commissione Tributaria riesca a pronunciarsi entro 120 giorni dalla notifica della domanda di sospensiva, considerato che i contribuenti in massa chiederanno la sospensione, ciò comporterà l’aumento e la velocizzazione del carico di lavoro delle Commissioni.

Anche per tale motivo, viene, inoltre, consigliato di presentare l’istanza di sospensione urgente, a parte del ricorso, “in un momento successivo, la domanda di sospensione: in tal modo, i 120 gg. decorrerebbero non dalla notifica del ricorso ma dalla notifica della domanda di sospensiva……”.

Fac simile di ricorso contenuto nella suddetta guida:

RICORSO CON ISTANZA DI SOSPENSIONE D’URGENZA

 

                                                                            Commissione Tributaria

                                                                            Provinciale di…………

 

Il Sig. …………nato a ………… il ………… residente a ………… via ………… n. ………… codice

fiscale ………… (oppure)

La società ………… (denominazione, sede legale, codice fiscale) in persona del proprio legale

rappresentante Sig. ………… (codice fiscale …………), nato a ………… e residente a ………… in via

…………

Rappresentato/a e difeso/a – giusta procura alle liti rilasciata a margine o in calce al ricorso – dal Dott./Rag. ………… (codice fiscale), iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di …………, con studio in …………, via ………… presso il quale il ricorrente è elettivamente domiciliato ai fini del giudizio.

                                                          RICORRE

avverso ………… l’avviso di accertamento n. ………… relativo a IRPEF (o IRES), IVA e notificato in

data ………… dalla Direzione Provinciale di ……

Si chiede, per i motivi che verranno illustrati, che venga disposta la sospensione dell’effetto esecutivo dell’atto ai sensi dell’art. 47 co. 3 del DLgs. 546/92, in via d’urgenza.

                                                           FATTO

Con avviso notificato il ………… (descrivere sinteticamente i fatti su cui è fondato l’accertamento)

                                                          DIRITTO

L’atto impugnato è illegittimo per i seguenti motivi:

1) Vizio di notifica dell’atto

2) Altri vizi di legittimità (es. mancato rispetto dei sessanta giorni dalla consegna del PVC, insufficienza della motivazione)

3) Censure di merito

4) Imminenza del danno grave e irreparabile (richiesta di rientro immediato da fidi in precedenza concessi)

…………………………………………………………………………………………………………………

Per i suesposti motivi, il ricorrente, come sopra rappresentato,

                                                         CHIEDE

chela Commissionetributaria adita, in accoglimento della domanda di merito e dell’istanza cautelare, voglia preliminarmente sospendere l’effetto esecutivo del provvedimento unitamente al decreto di fissazione dell’udienza cautelare e, nel merito, dichiarare illegittime o infondate le pretese della Direzione Provinciale.

Con rifusione di spese ed onorari di causa e con condanna delle somme provvisoriamente versate nel corso del giudizio.

Si chiede, infine, che la presente controversia venga discussa in pubblica udienza, ai sensi dell’art. 33 del DLgs. 546/92.

Il sottoscritto indica sin d’ora l’elenco degli atti e dei documenti (in fotocopia) che saranno depositati nel fascicolo di parte in sede di costituzione in giudizio del ricorrente (art. 22 D.Lgs. 546/1992):

…………………………………………………………………………………………………………………

………………………………………………………

 

Luogo e data  ___________

 

                                                                 Firma del difensore _____________

 

Originale (destinato al resistente) del ricorso in bollo da € 14,62 ogni 4 pagine e copia (destinata alla Commissione) del ricorso in carta semplice. Ulteriore marca da € 14,62 per la procura.

 

DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ DELLA COPIA DEL RICORSO ALL’ORIGINALE

Il sottoscritto Dott./Rag. …………, in qualità di difensore abilitato del Sig. ………… nella presente

controversia, attesta, ai sensi dell’art. 22, co. 3, del D.Lgs. 546/1992, che questo ricorso è conforme all’originale consegnato (o spedito per posta) all’ufficio ………… in data …………

 

Firma del difensore ___________________

 

 

(Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano/Roma/Torino/Napoli, documento su “Accertamenti esecutivi e tutela del contribuente, maggio 2011)

Possibile modifiche in Parlamento

Sull’argomento, secondo quanto riportato in Italia Oggi del 27 maggio 2011, Il Presidente del Consiglio ha annunciato la modifica al Decreto sviluppo: Per gli accertamenti esecutivi, il termine dei 120 giorni per presentare l’istanza che sospenda automaticamente gli effetti esecutivi dell’atto impugnato (troppo breve) verrebbe allungato come minimo di un anno.

Inoltre, sulla base di quanto affermato ne Il Sole 24 Ore del 27 maggio 2011, sempre tra le modifiche al Decreto Sviluppo (in corso di conversione in Legge), verrebbero a cessare le ipoteche o gli espropri per importi inferiori a 20mila euro. Un’altra modifica da introdurre sarebbe lo stop al fermo amministrativo dell’auto per debiti inferiori a 2mila euro.

 

4) Sistri: L’ennesima proroga

Rifiuti, intesa raggiunta per l’avvio del Sistri. Si comincia il 1° settembre con le grandi imprese. Una intesa per rimodulare l’entrata in funzione del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi è stato raggiunto tra il Ministero dell’Ambiente e le principali organizzazioni imprenditoriali Confindustria e Rete Imprese.

L’accordo recepisce le esigenze evidenziate nelle ultime settimane dagli operatori del settore ribadendo il valore del Sistri quale importante strumento di legalità e trasparenza nel delicato campo dei rifiuti.

Il Sistri entrerà in vigore:

– il 1° settembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano più di 500 dipendenti, per gli impianti di smaltimento, incenerimento, ecc. (circa 5.000) e per i trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui superiori alle 3.000 tonnellate (circa 10.000);

– il 1° ottobre 2011 produttori di rifiuti che abbiano da 250 a 500 dipendenti e “Comuni, Enti ed Imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania”;
– il 1° novembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 50 a 249 dipendenti;
– il 1° dicembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 10 a 49 dipendenti e i trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui fino a 3.000 tonnellate (circa 10.000);

– il 1° gennaio 2012 per produttori di rifiuti pericolosi che abbiano fino a 10 dipendenti.

Sono, inoltre, previste procedure di salvaguardia in caso di rallentamenti del sistema ed una attenuazione delle sanzioni nella prima fase dell’operatività del sistema.

(Ministero dell’Ambiente, comunicato del 26 maggio 2011)

 

5) Decreto sul federalismo fiscale: La Sicilia ricorre alla Consulta

Gli articoli 2 e 14 sarebbero “lesivi delle prerogative statutarie e dell’autonomia finanziaria della regione. L’applicazione di queste norme provocherebbe la sottrazione di risorse pari a 700 milioni di euro”.

La Regione siciliana ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale per impugnare il decreto sul federalismo fiscale municipale ritenendo “gli articoli 2 e 14 lesivi delle prerogative statutarie regionali e in particolare dell’autonomia finanziaria sancita dagli articoli 36 e 37 dello statuto autonomistico siciliano”.

L’articolo 2 riscrive la distribuzione dei tributi (in larga parte immobiliari) tra Stato ed enti territoriali; l’art. 14 precisa l’ambito di applicazione del nuovo fisco dei sindaci e le modalità per introdurlo anche nelle Regioni a Statuto speciale.

Sul medesimo decreto la Regione siciliana aveva già negato l’intesa in sede di conferenza Stato-Regioni.

Il contenzioso era stato aperto già da tempo dalla Regione siciliana, ma era stato mantenuto sul piano esclusivamente politico, dice una nota della Regione Sicilia.

Il ricorso fa riferimento innanzitutto alla sentenza della Corte Costituzionale del 2010 che si è già espressa sulla questione di legittimità di alcuni articoli della stessa legge 42 proprio su istanza della Regione Siciliana.

Nella circostanza la Suprema Corte aveva stabilito che “gli unici principi della delega sul federalismo fiscale applicabili alle Regioni a statuto speciale ed alle Province autonome sono quelli contenuti negli artt. 15, 22 e 27”.

Nel merito delle questioni il ricorso evidenzia che “in forza del decreto sul federalismo municipale e in particolare delle norme impugnate viene in buona sostanza importato in ambito siciliano il nuovo sistema di finanziamento stabilito per gli enti locali che si trovano nelle regioni a statuto ordinario. In tal modo – dice la Regione – si ledono le prerogative statutariamente riconosciute alla Regione siciliana dalle norme sia in materia finanziaria sia sotto il profilo costituzionale”.

“L’applicazione di queste norme anche alla Sicilia provocherebbe la sottrazione di risorse proprie della Regione, (quantificabili in circa 700 milioni di euro) e un notevole squilibrio finanziario che potrebbero pregiudicare la possibilità di esercitare le funzioni per carenza di risorse finanziarie. Il ricorso si conclude evidenziando che anche un eventuale maggior introito per le finanze regionali derivante dalle nuove norme sul federalismo municipale non sono ad oggi stimabili nel loro complesso anche perchè la scelta di optare per i nuovi tipi di tassazione previsti è riservata al contribuente”.

(Da LaSiciliaweb del 26 maggio 2011)

 

6) Iscrizione Gestione separata: dal 1° giugno solo online

A partire dal 1° giugno 2011 la presentazione delle domande d’iscrizione alla Gestione separata dovrà avvenire esclusivamente attraverso uno dei seguenti canali:

– WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN o senza PIN attraverso il portale dell’Istituto;

– contact center multicanale – numero verde 803164, tramite PIN o senza PIN;

– intermediari dell’Istituto – attraverso i consueti servizi telematici.

Nella circolare dell’Inps n. 72 del 4 maggio 2011 vengono descritte in dettaglio le varie modalità di presentazione delle domande.

 

7) Nuove modalità di presentazione della domanda di Riscatto di Laurea: Utilizzo del canale telematico

L’Inps, con la circolare n. 77 del 27 maggio 2011 ha fornito le istruzioni sui servizi telematizzati al cittadino in materia di presentazione della domanda di riscatto del corso legale di laurea.

E’ possibile presentare le domande di riscatto del corso legale di laurea anche attraverso la seguente modalità con accesso telematico:

– in via diretta dal cittadino, dotato di PIN, tramite accesso al sito internet dell’Istituto (www.inps.it) e successivamente ai “servizi online”.

Si tratta di un ulteriore passo verso la completa telematizzazione delle domande di prestazione/servizio, nell’ambito di un processo ormai avviato di crescita di efficienza amministrativa e di aumento della qualità delle prestazioni nei confronti dei cittadini e delle imprese.

Il processo di digitalizzazione delle domande in oggetto avviene con gradualità, dopo un periodo transitorio durante il quale le consuete modalità di presentazione continuano comunque ad essere garantite.

Per facilitare l’utente nella predisposizione della comunicazione telematica sono stati previsti nella fase di acquisizione un insieme di controlli sulla correttezza e coerenza dei dati inseriti con l’obiettivo di assicurarne la qualità.

(Inps, circolare n. 77 del 27 maggio 2011)

 

8) Ferie da fruire entro fine giugno

E’ passibile di sanzioni il datore di lavoro che non consente ai propri lavoratori di fruire il residuo ferie dell’anno 2009 entro giugno 2011.

Per ogni anno di attività il lavoratore ha diritto ad un periodo di ferie stabilito dalla contrattazione collettiva, in genere si tratta di 4 settimane.

I contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali possono prevedere un aumento del periodo minimo attualmente stabilito.

Vige il principio dell’irrinunciabilità delle ferie (art. 36 c. 3 della Costituzione) che consiste nell’obbligo di far fruire le stesse e quindi permettere al lavoratore di reintegrare le energie psicofisiche spese per la prestazione lavorativa.

Il periodo di ferie va concordato con il datore di lavoro, in caso di disaccordo, prevalgono le esigenze aziendali.

Non è ammessa la corresponsione di indennità sostitutiva per ferie non godute ad eccezione del caso di cessazione del rapporto di lavoro per dimissioni o licenziamento.

In questa ipotesi il periodo residuo verrà corrisposto nell’ultima busta paga.

È nullo ogni diverso accordo che non rispetti i termini di legge.

I datori di lavoro saranno puniti con una sanzione amministrativa, che va da € 100,00 a € 600,00 per ogni lavoratore, se non permettono ai lavoratori il godimento delle ferie maturate nel 2009, entro il 30 giugno 2011 (con aumenti a seconda del numero dei lavoratori).

La previsione riguarda le ultime due settimane di ferie maturate nell’anno di riferimento, poiché le prime due vanno godute entro il 31 dicembre di ogni anno.

Al 30 giugno il residuo ferie del 2009 dovrà essere azzerato, resta invece un altro anno di tempo per la fruizione delle due settimane residue del 2010, mentre delle 4 settimane del 2011 le prime due dovranno essere godute entro il 31 dicembre.

Il datore di lavoro, inoltre, ha un termine per pagare i contributi sulle ferie, anche se non sono state godute.

La scadenza dell’obbligo contributivo è fissata di norma al 18° mese dal termine dell’anno solare di maturazione delle ferie.

Sul periodo maturato per il 2009 e non ancora goduto, vanno in ogni caso pagati i contributi entro il 22 agosto 2011, cumulando la somma che corrisponde alla retribuzione per ferie con la paga del mese di luglio. Regolamenti aziendali e/o pattuizioni individuali possono spostare il termine di fruizione con conseguente spostamento anche dell’obbligo contributivo.

L’Inps non pone limiti all’individuazione del termine entro cui differire il godimento.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 27 maggio 2011)

 

9) Disponibile il software Unico 2011 Società di persone e modello Cnm 2011

Terminata e controllata la compilazione, la procedura genera il file informatico da trasmettere telematicamente.

Dal 27 maggio 2011, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, i programmi per Unico 2011 società di persone e per il modello Consolidato nazionale e mondiale.

I pacchetti informatici, che consentono la compilazione e il successivo controllo delle due dichiarazioni, utilizzano una tecnologia di distribuzione che permette di attivare le applicazioni direttamente dal web, avendo la certezza di utilizzare sempre la versione più aggiornata evitando complesse procedure.
In pratica, al momento dell’avvio, l’applicazione si connette al server web per verificare l’esistenza di una versione più recente del software precedentemente installato e, in caso positivo, procede all’eventuale aggiornamento.

Una volta predisposto il modello, la procedura genera il file informatico da trasmettere telematicamente

(Agenzia delle Entrate, nota del 27 maggio 2011)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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