Novità fiscali del 23 maggio 2011

Indice:

1) Basta con l’applicazione del fermo amministrativo “facile”

2) UNGDCEC: Aumento aliquota minima contributo soggettivo

3) Disapplicazioni di sanzioni Irap solo le incertezze interpretative riguardino il tributo e non le norme procedimentali

4) Lavoratore in nero: non si esime dal pagare le imposte sulle retribuzioni percepite

5) Semplificazioni sulle schede carburanti in attesa di chiarimenti ufficiali

6) Semplificazione del riepilogo delle piccole fatture da registrare destinata per pochi

7) SIRIA, versione web, in 3 click: Cedolare secca ancora più facile

8) L’Agenzia delle Entrate a bordo della Nave della Legalità: Un viaggio per parlare di Fisco a migliaia di studenti

 

 

 

 

 

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1) Basta con l’applicazione del fermo amministrativo “facile”

Occorre porre “un limite” all’applicazione delle ganasce fiscali perché in atto permane un eccesso.

Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti durante il suo intervento per il decennale delle Agenzie fiscali.

Secondo il ministro servono alcune correzioni che non dipendono dall’Amministrazione fiscale ma dal nostro Legislatore.

Per le ganasce vi deve essere un limite. L’idea in sé non viene messa in discussione ma esiste un eccesso di applicazione.

Il ministro tra le modifiche ha parlato anche della forma di calcolo delle sanzioni fiscali: non si capisce se si tratti di veri interessi o di ulteriori sanzioni. In ogni caso il Parlamento in questi giorni può modificare alcuni di questi aspetti, in occasione della conversione in Legge del Decreto Legge cd. sviluppo all’esame della Camera, per arrivare poi ad una riforma complessiva. Basta quindi con i meccanismi vessatori come quelli delle ganasce fiscali.

(Agenzia Ansa, nota del 19 maggio 2011) 

2) UNGDCEC: Aumento aliquota minima contributo soggettivo

L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili condivide la proposta di aumento dell’aliquota minima del contributo soggettivo al 12% purché siano avvantaggiati i giovani.

Lo rendo noto il comunicato dell’UNGDCEC del 19 maggio 2011, il quale ha ulteriormente precisato:

Occorre che l’aumento dell’aliquota minima del contributo soggettivo sia subordinato all’autorizzazione, da parte dei Ministeri vigilanti, del mantenimento dell’aliquota del contributo integrativo al 4% e della possibilità di sua imputazione nei montanti pensionistici individuali degli iscritti o ad incremento della loro aliquota di computo.

(Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato del 19 maggio 2011)

3) Disapplicazioni di sanzioni Irap solo le incertezze interpretative riguardino il tributo e non le norme procedimentali

La disapplicazione di sanzioni in materia Irap è possibile solo nel caso in cui la norma “incerta” (nella sua applicazione) riguardi il tributo e non il “procedimento”.

In particolare, nel caso di specie, l’incertezza interpretativa ha riguardato solo delle norme procedimentali alla cui osservanza è tenuta l’Amministrazione finanziaria.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11096 del 19 maggio 2011.

Il fatto

Il caso, oggetto della sentenza, ha riguardato un contribuente di Milano che, a seguito di una ispezione fiscale, aveva ricevuto degli avvisi di accertamento Iva ed Irap.

In sede di ricorso il giudice tributario di primo grado ha accolto le richieste avanzate dal contribuente, poi confermate, in secondo grado, dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia.

In particolare, tale Commissione Regionale che nella circostanza ci fossero i presupposti per annullare le sanzioni a causa di obiettiva incertezza interpretativa per la violazione dell’art. 12 dello statuto del contribuente, che impone la notifica dell’avviso di accertamento non prima che siano trascorsi 60 giorni dal termine della verifica fiscale.

Ma sul punto la Cassazione si è espressa in maniera contraria.

La decisione

Infatti, per il caso di specie, la Suprema Corte ha negato la disapplicazione delle sanzioni (quindi, vanno applicate anche le sanzioni) nel momento in cui l’incertezza interpretativa abbia riguardato delle “norme procedimentali alla cui osservanza è tenuta l’Amministrazione”.

La Corte di Cassazione ha ricordato, riguardo la violazione dell’art. 8 del D.Lgs. n. 546 del 1992, che il giudice di merito deve dichiarare non applicabili le sanzioni previste dalle leggi tributarie quando la violazione è giustificata da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione delle disposizioni alle quali si riferisce.

Pertanto, ha ulteriormente rilevato la Cassazione, “il potere del giudice tributario di disapplicare le sanzioni amministrative sussiste esclusivamente nel caso in cui l’obiettiva incertezza concerna le norme tributarie la cui violazione da parte del contribuente ha dato luogo alla emissione dell’avviso di accertamento (con irrogazione delle conseguenti sanzioni), configurandosi un errore giustificabile riguardo all’interpretazione della norma tributaria violata, e non nelle ipotesi, come quella di specie, in cui l’incertezza interpretativa attenga a norme procedimentali alla cui osservanza è tenuta l’Amministrazione”.

4) Lavoratore in nero: non si esime dal pagare le imposte sulle retribuzioni percepite

Il lavoratore che percepisce compensi “al nero” è obbligato a dichiarare tali imponibili ed a versare le relative imposte.

Conseguenze negative anche per i lavoratori, non soltanto per i datori di lavoro: Il lavoratore in nero deve pagare le imposte sulle retribuzioni percepite.

Il lavoratore che percepisce compensi “al nero” è obbligato a dichiarare tali imponibili ed a versare le relative imposte.

E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 9867/2011.

Nel caso di specie, la dipendente non aveva presentato la dichiarazione dei redditi poiché non era a conoscenza del fatto di avere un rapporto di lavoro “al nero” e non aveva ulteriori rapporti di lavoro.

Essendo in buona fede circa la genuinità del rapporto di lavoro, la stessa non poteva sapere che il datore di lavoro non aveva provveduto a trattenere le imposte dovute ed a versarle all’erario.

Dal punto di vista della lavoratrice risultava, quindi, corretto impugnare l’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate giacché non era sua responsabilità il mancato versamento delle ritenute sul rapporto di lavoro.

Inoltre, sarebbero state le uniche imposte dovute per l’anno e non avrebbero fatto sorgere alcun obbligo di presentazione della dichiarazione visto che il datore di lavoro effettua il conguaglio a fine anno.

L’assurdità del caso consiste nel fatto che, per inadempienze del sostituto d’imposta, sorgono obblighi e oneri maggiori in capo al lavoratore il quale non ha omesso nessuna dichiarazione.

La stessa, anzi, nel caso in esame ha anche firmato le ricevute a quietanza di quanto percepito, come se il rapporto in essere fosse stato gestito nel modo corretto.
Avverso le due pronunce di primo e secondo grado favorevoli alla lavoratrice, l’Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione.

Tale ricorso viene accolto dalla Corte giacché l’obbligo del sostituto di versare le imposte non esonera il sostituito, il quale resta l’obbligato principale al pagamento dei tributi.

In linea generale il lavoratore deve dichiarare anche i redditi assoggettati a ritenuta, sui quali, secondo il criterio di progressività, sarà calcolata l’imposta, detraendo quanto ritenuto e versato dal sostituto.

Nel caso di specie, la lavoratrice, nel dichiarare quanto percepito non avrebbe potuto scomputare dalle imposte dovute quanto ritenuto dal sostituto e avrebbe quindi versato l’importo totale.

Infine, secondo una nota dei Consulenti del Lavoro, un indice per accertare la genuinità del rapporto di lavoro è la consegna del modello Cud, dal quale si evince sia l’imponibile da assoggettare ad imposte che le imposte ritenute dal sostituto e che quindi potranno essere portate a scomputo di quanto dovuto all’erario.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 20 maggio 2011) 

5) Semplificazioni sulle schede carburanti in attesa di chiarimenti ufficiali

Il Decreto cd. sviluppo (D.L. n. 70/2011) è già in vigore (è stato pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 110 del 13 maggio 2011, la sua entrata in vigore, in linea di massima, è stata fissata al giorno successivo alla pubblicazione), tuttavia, in alcuni suoi contenuti suscita perplessità tra i contribuenti, in particolare per la mancanza dei necessari chiarimenti ministeriali.

Un esempio di questi è dato dalla semplificazione per le schede carburanti, le quali possono non essere utilizzate se i pagamenti avvengono con utilizzo ad es. di bancomat o carta di credito.

Tuttavia, con le schede carburanti, taluni operatori, possono detrarre anche l’Iva sui rifornimenti effettuati (è il caso ad es. delle autovetture degli agenti di commercio), per cui una prima considerazione che viene fatta è quella di dovere necessariamente scomputare l’Iva sul totale pagato al distributore con carta di credito.

Si potrebbe pensare di effettuare l’annotazione nel retro del tagliando rilasciato dall’apposita apparecchiatura elettronica, ma a parte che tale operazione potrebbe non essere possibile poiché su questo tipo di carta non è semplice apporre annotazioni con la penna, il problema non si esaurisce soltanto qui.

Occorre ricordare degli obblighi vigenti in materia di compilazione delle schede carburanti, ove per le imprese, oltre all’obbligo di annotare la targa, il codice fiscale/partita Iva, sussiste particolarmente l’ulteriore obbligo (ne sono esclusi solo i professionisti) di inserire nella scheda carburante i km iniziali e quelli finali della vettura fatti nel periodo interessato.

Paradossalmente, una possibile soluzione (che, ovviamente, contrasta con la semplificazione, presumibilmente voluta dal Legislatore), potrebbe essere quella di allegare al tagliando rilasciato dal distributore di carburante un foglio descrittivo dove riportare tali dati.

Se la soluzione venisse confermata nelle prossime istruzioni delle Entrate, è ovvio che molti contribuenti potrebbero decidere di continuare a compilare le schede carburanti, magari non facendo più apporre la firma ed il timbro dell’esercente, il tipo di carburante, il prezzo e cosi via, cioè omettendo i dati meno importanti e, quindi, inserendo solo quelli sostanziali (numero targa, km, ecc.) ma allegando i documenti comprovanti l’avvenuto pagamento ad es. con carta di credito.

In particolare, il Decreto Sviluppo ha modificato l’art. 1 del D.P.R. n. 444/1997.

La nuova disposizione prevede che le aziende, gli enti (per l’eventuale attività commerciale esercitata), i professionisti, ecc. che effettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 7, sesto comma, del D.P.R. n. 605/1973 (tra di essi: Le banche, la società Poste italiane S.p.A.), non sono soggetti all’obbligo di tenuta della scheda carburante.

Pertanto, gli acquisti di carburante effettuati esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito (bancomat) e carte prepagate consentono ai soggetti Iva, ordinariamente tenuti alla compilazione della scheda carburante, di liberarsi da quest’obbligo.

Peraltro, il pagamento mediante carte di credito o bancomat consente di adempiere all’onere della prova ai fini del diritto alla detrazione dell’Iva (art. 19 del D.P.R. n. 633/72) e della deduzione del costo di acquisto ai fini delle imposte dirette (art. 164 del Tuir).

Le finalità del Legislatore sono anche quelle di rafforzare il monitoraggio sulle spese (con la tracciabilità degli acquisti di carburante effettuati mediante carte elettroniche. 

6) Semplificazione del riepilogo delle piccole fatture da registrare destinata per pochi

Con il Decreto cd. sviluppo il Legislatore ha anche previsto l’aumento dell’importo (da € 154,94 a € 300) per potere riepilogare (in un solo documento) le fatture ricevute nel mese.

Di norma, l’art. 23 del D.P.R. n. 633/1972 dispone l’obbligo di registrare le fatture singolarmente, fattura per fattura.

La possibilità di effettuare il riepilogo dei documenti, adesso, non superiori ad € 300,00 (prima era € 154,94) è stata introdotta dal “mitico” D.P.R. n. 695 del 1996 (mitico, poiché primo “regolamento per la semplificazione delle scritture contabili” di un certo rilievo).

Tale disposizione prevede, infatti, che per le fatture relative ai beni e servizi acquistati di importo inferiore a € 300,00 (prima era € 154,94), può essere annotato, in luogo delle singole fatture, un documento riepilogativo nel quale devono essere indicati gli estremi delle fatture riepilogate (numero, ammontare complessivo delle operazioni, ammontare dell’Iva distinta per aliquota).

Tuttavia, tale semplificazione (solo di tipo fiscale) è destinata per pochi, infatti, per le imprese che devono tenere ed aggiornare per obbligo il libro giornale, gli obblighi civilistici impongono la registrazione di fattura per fattura.

Difatti il codice civile dispone che le annotazioni sul libro giornale devono essere fatte giorno per giorno e non, quindi, in maniera cumulativa.

Potrebbe, quindi, andare bene ad es. per i professionisti (che come è noto non hanno l’obbligo di tenere il libro giornale).

Infine, tale “possibile” semplificazione ha adesso delle ripercussioni dal lato fiscale, poiché con l’introduzione del cd. spesometro, adesso le aziende hanno la necessita di registrare fattura per fattura anche al fine di monitorare il limite di € 3.000.00 superato il quale occorre inserire il fornitore nell’elenco da comunicare annualmente all’Agenzia delle Entrate in via telematica (art. 21, D.L. n. 78/2010).

7) SIRIA, versione web, in 3 click: Cedolare secca ancora più facile

Adesso, per scegliere la cedolare secca sugli affitti bastano tre semplici passi guidati, tutti online, che richiedono solo pochi minuti.

Con la nuova versione di SIRIA non è nemmeno necessario scaricare il software, si fa tutto su Internet.

È sufficiente:

1. autenticarsi ai Servizi telematici;

2. compilare la dichiarazione con i dati richiesti (scelta dell’ufficio, codice fiscale e dati anagrafici del locatore e del conduttore, dati dell’immobile, dati del contratto);

3. inviare SIRIA, versione web, è il modello per registrare il contratto di locazione e per esercitare l’opzione per la cedolare secca, ulteriormente semplificato nelle procedure di compilazione e di invio.

È pubblicato direttamente su una pagina Internet del sito www.agenziaentrate.it e non occorre più utilizzare altri programmi (Java), come avviene con SIRIA, software scaricabile, già disponibile da qualche tempo sul sito dell’Agenzia e sempre utilizzabile dagli utenti che lo preferiscono.

Occorre ricordare che SIRIA e SIRIA versione web, possono essere usate a condizione che i locatori e gli inquilini non siano più di tre, che si tratti di una sola unità abitativa con non più di tre pertinenze e che il contratto disciplini soltanto il rapporto di locazione.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 20 maggio 2011)

8) L’Agenzia delle Entrate a bordo della Nave della Legalità: Un viaggio per parlare di Fisco a migliaia di studenti

Legalità vuol dire anche rispetto delle regole fiscali. Per questo l’Agenzia delle Entrate sarà uno dei passeggeri delle due “Navi della Legalità” che salperanno il 22 maggio dai porti di Civitavecchia e Napoli con a bordo più di 2mila studenti. L’iniziativa, promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dalla “Fondazione Giovanni e Francesca Falcone”, nasce con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani di tutte le scuole d’Italia al rispetto delle leggi e all’importanza della giustizia. Quest’anno l’evento si inserisce nelle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Durante il viaggio si terrà una tavola rotonda sulla legalità a cui prenderà parte Piero Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia. Per l’Agenzia delle Entrate parteciperà Marco Di Capua, Direttore vicario, che si confronterà con i ragazzi sull’importanza di un comportamento fiscalmente corretto.

Interverranno, inoltre, Giovanni Biondi, Capo Dipartimento per la Programmazione del Miur, Maria Grazia Giammarinaro, rappresentante speciale per la lotta al traffico di esseri umani dell’Osce, Vincenzo Conticello, imprenditore siciliano, e, come moderatore, Giovanni Pepi, condirettore de “Il Giornale di Sicilia”.

Rotta verso Palermo

La mattina del 23 le navi arriveranno a Palermo dove i naviganti saranno accolti da migliaia di studenti siciliani, insieme ai quali verrà celebrato l’anniversario della strage di Capaci. Nella stessa giornata i ragazzi saranno accompagnati nelle piazze del capoluogo siciliano che ospiteranno i Villaggi della legalità, coordinati dalle scuole palermitane. L’Agenzia sarà presente con un proprio stand nel Parco della Favorita. Con l’aiuto di “Pag e Tax” (cartoni animati per i bambini e due attori per i più grandi), i funzionari della Direzione regionale della Sicilia spiegheranno agli studenti come “chi paga le tasse ha tutto da guadagnare”.

“Pag & Tax” in viaggio con gli studenti

L’iniziativa è collegata al progetto “Fisco e Scuola”, con cui Agenzia e istituti scolastici si impegnano ogni anno nel realizzare visite guidate presso gli uffici delle Entrate, incontri con i funzionari, mostre, rappresentazioni teatrali e percorsi formativi che favoriscano lo sviluppo di un rapporto consapevole e non conflittuale con il Fisco nelle giovani generazioni. Prima di salpare a bordo della “Nave della Legalità”, gli studenti riceveranno opuscoli e depliant contenuti nel kit “Insieme per la legalità fiscale”, realizzati dall’Agenzia per spiegare ai più giovani cosa sono le tasse e perché è importante il contributo di tutti.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 20 maggio 2011)

Vincenzo D’Andò


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