Novità fiscali del 10 maggio 2011

Novità fiscali del 10 maggio 2011

 

 

Indice:

 

1) Professionisti alle prese con l’antiriciclaggio: revisionato il sistema di raccolta e gestione delle segnalazioni di operazioni sospette

 

2) Semplificazioni per professionisti ed imprese che non si trovano in contabilità ordinaria

 

3) Riapertura per la rivalutazione di terreni e partecipazioni non quotate

 

4) Altre novità dal Decreto sviluppo per le imprese e professionisti

 

5) Altre novità dal Decreto sviluppo per i cittadini

 

6) Rimborsi Iva: la mancata garanzia non allunga i tempi dell’accertamento

 

7) Niente bollo sulla rateazione a seguito dei controlli fiscali

 

8) Fusione e riporto delle perdite: chiarita la locuzione “ultimo bilancio”

 

 

1) Professionisti alle prese con l’antiriciclaggio: revisionato il sistema di raccolta e gestione delle segnalazioni di operazioni sospette

Per i professionisti (alle prese con gli adempimenti antiriciclaggio (tra cui i Commercialisti) le novità sembrano non finire mai.

Infatti, il 4 maggio 2011 è stato emanato l’apposito provvedimento (oltre che interessare i noti intermediari finanziari) che disciplina il nuovo sistema di raccolta e gestione delle segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

Il provvedimento (che, quindi, riguarda tuttii soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio), i relativi allegati tecnici e la documentazione di supporto sono pubblicati nel sito della Banca d’Italia, sezione Unità di Informazione Finanziaria (http://www.bancaditalia.it/UIF/Com-pubblico/revisione-sistema-gestione-operazioni-sospette).

Per un più agevole accesso alla nuova procedura di segnalazione, che entrerà in vigore il 16 maggio 2011, il comunicato della Banca d’Italia ha richiamato i seguenti principali adempimenti per l’abilitazione all’effettuazione delle segnalazioni.

A partire dalla suddetta data, pertanto, le segnalazioni andranno trasmesse per via telematica mediante l’utilizzo del data entry disponibile sul portale INFOSTAT-UIF (https://infostat-uif.bancaditalia.it) ovvero mediante upload, da effettuarsi sempre dal predetto portale, di files predisposti con applicativi proprietari, rispettando gli standard prescritti negli allegati 3a e 3b del provvedimento.
Per accedere ai servizi disponibili sul portale, i segnalanti dovranno provvedere a registrarsi preventivamente nell’ANAGRAFE DEI SEGNALANTI UIF mediante l’invio del “Modulo di adesione” disponibile all’indirizzo
http://www.bancaditalia.it/UIF/Com-pubblico/revisione-sistema-gestione-operazioni-sospette.

Il suddetto modulo dovrà essere compilato e inoltrato secondo le modalità indicate nelle “Istruzioni per la compilazione del modulo di adesione”, contenuto nella richiamata documentazione di supporto.

A ciascun segnalante sarà assegnato un “codice segnalante” che lo identificherà in maniera univoca negli archivi della UIF e che dovrà essere usato in tutti gli scambi informativi con l’Unità.

Le abilitazioni per l’accesso al portale (“Istruzioni per l’accesso e le autorizzazioni” pure contenute nella ripetuta documentazione) saranno rilasciate, di regola, nelle 48 ore successive alla ricezione della richiesta.

Fino a nuova comunicazione dell’UIF, i segnalanti potranno continuare a inoltrare le segnalazioni già in corso di istruttoria al 16 maggio 2011 con il precedente sistema di trasmissione.

Per eventuali delucidazioni sulla procedura (in particolare per quanto attiene alla abilitazione e allanuova modalità di segnalazione) potrà essere contattato il servizio di help-desk all’uopo predisposto, mediante l’invio di e-mail all’indirizzo uif.helpsos@bancaditalia.it.

(Banca d’Italia, comunicato del 06 maggio 2011)

 

 

2) Semplificazioni per professionisti ed imprese che non si trovano in contabilità ordinaria

Dal Decreto sviluppo arrivano delle semplificazioni per i professionisti e per le imprese in contabilità semplificata, quindi, cioè per quelle imprese che non si trovano nel regime di contabilità ordinaria.

Infatti, l’art. 7 della Bozza di Decreto approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 maggio dispone che, per le imprese in contabilità semplificata e per i lavoratori autonomi, il termine di permanenza dei verificatori del fisco (e l’eventuale proroga) non può superare i 15 giorni lavorativi.

Adesso la differenza, rispetto alle imprese in contabilità ordinaria è notevole, poiché, come è noto, sono sottoposte al termine più lungo: Per esse, infatti, si dispone che la permanenza dei verificatori non può superare i 30 giorni lavorativi, prorogabili di ulteriori trenta per ragioni di effettiva necessità.

Inoltre, viene chiarito che il computo dei giorni va eseguito computando solo i giorni di permanenza effettiva (giorni effettivi) presso la sede del contribuente.

A seguito delle novità le verifiche da eseguire nei confronti delle imprese dovranno essere coordinate dalle diverse autorità amministrative.

Per potere incrementare il numero delle imprese che possono fruire del regime di contabilità semplificata, il governo con il medesimo art. 7 dispone l’innalzamento dei seguenti limiti in atto previsti dall’art. 18 del D.P.R. n. 600/1973 (occorre che i ricavi conseguiti nel periodo d’imposta non siano superiori a):

– 309.874,14 euro, per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi;

– 516.456,90 euro, per le imprese aventi per oggetto altre attività.

In tale ipotesi, il regime “semplificato” è applicabile dall’anno successivo.

Appena il citato Decreto sarà in vigore i suddetti limiti saranno elevati nel seguente modo (occorre che i ricavi conseguiti nel periodo d’imposta non siano superiori a):

– 400.000 euro, per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi;

– 700.000 euro, per le imprese aventi per oggetto altre attività.

Ovviamente tali nuovi limiti non rilevano per gli esercenti arti e professioni, poiché, come è noto, i professionisti, a differenza delle imprese, adottano “naturalmente” il regime di contabilità semplificata (eccettuato il caso dell’avvenuta opzione per il regime di contabilità ordinaria), a prescidenre dall’ammontare dei compensi percepiti.

Pertanto, le imprese potranno fruire delle ulteriori semplificazioni se svolgono attività di prestazioni di servizi fino a ricavi annuali che non superano i 400mila euro, mentre per chi svolge altre attività il limite è elevato a 700mila euro.

L’innalzamento dei limiti, tuttavia, riporta a dovere effettuare una riflessione riguardo la compatibilità delle nuove regole con quelle del codice civile per cui prima di scegliere la contabilità semplificata si deve attentamente valutare che ciò non comporti una violazione degli obblighi di cui all’artt. 2214 e seguenti del Codice civile.

A tal fine, sempre riguardo le imprese, occorre rammentare che il regime di contabilità semplificata è applicabile:

– alle imprese individuali;

– alle S.n.c., alle S.a.s. e ai soggetti equiparati ai sensi dell’art. 5 del TUIR;

– agli enti non commerciali (residenti e non) esercenti un’attività commerciale in via non prevalente.

Proprio il codice civile per questioni di fatto impone la tenuta della contabilità ordinaria.

Se ciò viene sistematicamente “sorvolato”, riguardo le imprese individuali, ciò non può dirsi altrettanto, ad es. per le società di persone.

Deduzione per cassa

Sempre in virtù del neo art. 7, i soggetti in contabilità semplificata, in deroga al principio generale di competenza, potranno dedurre nel periodo d’imposta in cui ricevono la fattura l’intero costo delle singole spese relative a due esercizi, se di importo non superiore a 1.000 euro.

 

 

3) Riapertura per la rivalutazione di terreni e partecipazioni non quotate

L’art. 7 del Decreto sviluppo approvato dal governo il 05 maggio 2011, introduce una nuova opportunità per rideterminare il valore di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola e delle partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati, attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva (4% per i terreni, 4% o 2% per le partecipazioni, a seconda che siano o non siano qualificate) applicata sul valore stabilito attraverso una perizia giurata.

I beni rivalutabili sono quelli posseduti alla data del 1° luglio 2011, redazione e giuramento della perizia devono essere effettuati entro il 30 giugno 2012, l’imposta sostitutiva può essere rateizzata in tre rate annuali di pari importo, a decorrere dal 30 giugno 2012 (sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3% annuo).

Diversamente da quanto previsto nelle precedenti “edizioni”, viene ora data la possibilità a chi effettua la rivalutazione di scalare dall’imposta sostitutiva dovuta quanto già versato in occasione di una eventuale precedente rideterminazione (prima era possibile recuperare l’imposta già pagata solo presentando istanza di rimborso).

Inoltre, per i contribuenti che non si avvalgono di tale possibilità, il termine di decadenza per richiedere la restituzione delle somme decorre dal pagamento dell’imposta relativa all’ultima rivalutazione effettuata, non dalla data in cui sono è stata versata l’imposta di cui si chiede il rimborso.

(Agenzia delle Entrate, notiziario del 06 maggio 2011)

 

 

4) Altre novità dal Decreto sviluppo per le imprese e professionisti

Il Decreto sviluppo approvato dal Consiglio dei Ministri il 05 maggio scorso contiene anche le seguenti novità che interessano la generalità delle imprese, oltre ai professionisti.

“Spesometro”: I pagamenti con carte non si comunicano

Viene eliminato l’obbligo di comunicare in via telematica le operazioni Iva con importo di almeno 3.000 euro se il pagamento avviene con modalità elettroniche (carte di credito, carte prepagate, bancomat emesse da istituti bancari e finanziari già tenuti a comunicare all’Anagrafe tributaria i rapporti e le operazioni con la clientela).

Per lo stesso motivo, viene eliminato anche l’obbligo di compilare la scheda carburante se il rifornimento viene pagato tramite i medesimi strumenti (carte di credito, di debito o prepagate).

Possibilità di mutare la richiesta di rimborso in compensazione solo entro 4 mesi

I contribuenti potranno modificare in richiesta di compensazione l’originale richiesta di rimborso dell’eccedenza d’imposta risultante dalla dichiarazione dei redditi o dell’Irap.

La nuova scelta andrà espressa con una dichiarazione integrativa, da presentare entro 120 giorni dalla scadenza del termine ordinario.

Qui, per i contribuenti, pare di capire, che i tempi si accorciano, poiché il termine per presentare la predetta dichiarazione integrativa scende da 1 anno a 4 mesi (120 giorni).

Scadenze di sabato proroga sempre automatica

Viene stabilito che i versamenti e gli altri adempimenti fiscali i cui termini scadono di sabato o di giorno festivo sono sempre prorogati al primo giorno lavorativo successivo, anche quando previsti esclusivamente in via telematica.

La proroga automatica dovrebbe riguardare i vari enti, quindi, non solo le scadenze dell’Agenzia delle Entrate.

Attenuazione del principio del “solve et repete”

Se il contribuente richiede la sospensione giudiziale degli atti esecutivi, nessun atto viene compiuto fino alla decisione del giudice, con un termine massimo di 120 giorni dalla presentazione dell’istanza.

Non si applica l’ulteriore sanzione in caso di omesso versamento delle somme dovute sulla base degli avvisi di accertamento esecutivi.

Le nuove disposizioni riguarderanno gli avvisi di accertamento emessi dall’1 luglio 2011.

Alla luce di ciò, un volta presentata l’istanza di sospensione (in presenza dei previsti requisiti), sarà necessario che la segreteria della commissione tributaria fissi l’udienza appunto entro i 120 giorni, e tale evento per i contribuenti non sarà di certo facile, poiché trascorsi tali giorni l’esattore procede con le procedure esecutive (fermo amministrativo auto, ecc.).

Distruzione beni obsoleti

Viene aumentata a 10mila euro la soglia di valore dei beni d’impresa per i quali è possibile ricorrere ad attestazione di distruzione mediante atto notorio.

Dovrebbe essere stata eliminato l’obbligo della preventiva comunicazione alla Guardia di Finanza.

Una sola fattura fino a 300 euro

Sale a 300 euro l’importo per poter riepilogare in un solo documento le fatture ricevute nel mese.

Scadenza unica per gli enti pubblici

Viene fissato al giorno 16 di ogni mese il termine di scadenza entro il quale gli enti pubblici dovranno effettuare i versamenti fiscali con il modello F24 EP.

(Agenzia delle Entrate, notiziario del 06 maggio 2011)

 

 

5) Altre novità dal Decreto sviluppo per i cittadini

Ecco le altre novità previste per i “comuni” cittadini:

Familiari a carico: abolita la comunicazione annuale

Lavoratori dipendenti e pensionati sono sollevati dall’obbligo di comunicare ogni anno al proprio sostituto d’imposta i dati relativi alle persone per le quali richiedono l’attribuzione delle detrazioni per carichi di famiglia.

L’adempimento va effettuato soltanto se si verificano circostanze che richiedono di segnalare variazioni.

Anche la detrazione per redditi da lavoro dipendente o da pensione non va più richiesta; è attribuita direttamente dal sostituto d’imposta sulla base dei dati in suo possesso.

Bonus 36%: stop alla comunicazione al Centro Operativo di Pescare

I contribuenti che effettuano interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio non dovranno più inviare al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate la comunicazione preventiva di inizio lavori.

Niente richieste duplicate

Le agenzie fiscali e gli enti di previdenza e assistenza obbligatoria non dovranno più chiedere ai contribuenti informazioni già disponibili presso i loro sistemi informativi, e potranno stipulare apposite convenzioni con le altre strutture della P.A. per acquisire dati che le stesse detengono per obblighi istituzionali, senza più richiederli ai cittadini e alle imprese.

Semplificazione per rateizzare gli importi minori

Viene abolita la richiesta per ottenere la rateizzazione delle somme dovute al Fisco in seguito al controllo delle dichiarazioni fiscali per importi inferiori a 2.000 euro (500 euro in caso di tassazione separata).

La fideiussione per il pagamento rateale delle somme derivanti dal controllo delle dichiarazioni è determinata al netto della prima rata.

(Agenzia delle Entrate, notiziario del 06 maggio 2011)

 

 

6) Rimborsi Iva: la mancata garanzia non allunga i tempi dell’accertamento

La mancata presentazione della garanzia, richiesta dall’Amministrazione finanziaria per poter erogare il rimborso Iva, non influisce sui tempi che il Fisco ha a disposizione per eseguire l’accertamento.

Con la circolare n. 17/E del 2011 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la garanzia non rientra tra i documenti necessari per verificare l’esistenza del credito e la spettanza del rimborso, la cui ritardata presentazione allunga il periodo per effettuare i controlli.

La garanzia, infatti, è richiesta solo per salvaguardare gli interessi dell’Erario in caso il contribuente abbia usufruito indebitamente del rimborso Iva.

Come funziona il rimborso

Dal 1 febbraio 2011 è possibile richiedere il rimborso dell’eccedenza del credito Iva annuale solo con la presentazione della dichiarazione, compilando l’apposito Quadro Vr.

Il rimborso viene poi erogato con procedura semplificata, dall’agente della riscossione, entro 60 giorni dall’invio della dichiarazione, oppure per gli importi superiori a euro 516.456,90 (ovvero nel caso di procedure concorsuali) dall’ufficio competente.

In entrambe le procedure l’Agenzia svolge una prima fase di controlli documentali, ai quali segue il riconoscimento del rimborso.

Per ottenere quest’ultimo è, comunque, necessario che il contribuente presti garanzia. La mancata prestazione della garanzia, prevista dall’art. 38-bis del Dpr n. 633 del 1972, non prolunga, tuttavia, il termine di decadenza del potere di accertamento dell’amministrazione finanziaria.

Il rimborso sarà, quindi, erogato una volta esercitati o decaduti i termini per il controllo.

E’, comunque, possibile per il contribuente rettificare la dichiarazione originariamente presentata al fine di modificare la scelta operata.

Perché la mancata garanzia non allunga i tempi – La garanzia ha il solo compito di salvaguardare gli interessi dell’Erario in caso sia poi accertata, la non spettanza della somma originariamente rimborsata.

Pertanto, a differenza dei documenti richiesti al contribuente per il controllo della regolarità formale, la sua mancanza non differisce i tempi dell’accertamento, ma soltanto quelli del rimborso. Inoltre, anche in assenza di

garanzia, il contribuente ha la possibilità, entro i termini di presentazione della successiva dichiarazione, di optare per l’utilizzo del credito in detrazione o compensazione, presentando una dichiarazione integrativa.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 6 maggio 2011)

 

 

7) Niente bollo sulla rateazione a seguito dei controlli fiscali

Non si applica l’imposta di Bollo sull’istanza per pagare a rate le somme non superiori a € 2.000,00, dovute a seguito dei controlli automatizzati o formali. Chiarito il trattamento applicabile alle richieste di dilazione, fino a sei rate trimestrali, che possono presentare i contribuenti in temporanea difficoltà.

La richiesta per rateizzare gli importi da controlli rientra tra gli atti che non scontano detta imposta.

L’istanza di rateazione delle somme non superiori a 2mila euro, dovute a seguito delle attività di controlli automatizzate (art. 36-bis del Dpr 600/1973 ed art. 54-bis del Dpr 633/1972) e formali (art. 36-ter del Dpr 600/1973), è esente dall’imposta di bollo.

La domanda volta a ottenere la rateazione delle somme da versare a seguito delle attività di controllo é ricompresa tra gli atti esenti dall’imposta di bollo, ai sensi della Tabella allegata al Dpr 642/1972.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 55/E del 9 maggio 2011)

 

 

8) Fusione e riporto delle perdite: chiarita la locuzione “ultimo bilancio”

Il patrimonio netto dell’ultimo bilancio, valore a cui il Tuir collega il limite al riporto delle perdite nelle fusioni, è quello relativo all’ultimo esercizio chiuso prima della data di efficacia giuridica dell’operazione, anche se non ancora approvato a quella data.

Secondo il pensiero dell’Agenzia delle Entrate, la locuzione “ultimo bilancio” contenuta nell’art. 172, comma 7, primo periodo, del Tuir, va intesa quale bilancio relativo all’ultimo esercizio chiuso prima della data di efficacia giuridica della fusione, ancorché non approvato a tale data.

Nel caso di specie (fusione con effetti fiscali e contabili retrodatati all’inizio dell’esercizio), l’ultimo bilancio, in tal senso inteso, per la società che detiene le perdite è il bilancio relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2009.

Sempre che, dalla situazione patrimoniale alla data del 31 agosto 2009, non risulti un patrimonio netto inferiore.

 

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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