Novità fiscali del 4 maggio 2011

le spese di ristoro degli amministratori in trasferta non subiscono limiti; adeguamento agli studi di settore: è vantaggioso? Partiti i controlli sui redditi d’affitto del 2006; istituiti codici per pagare le imposte sostitutive da controllo formale; reintegro fondi pensione: istituito il codice tributo per utilizzare il credito d’imposta;
uffici delle Commissioni tributarie: prenotazione degli appuntamenti tramite internet; tassazione dei titoli di debito emessi da Spv non residenti

Novità fiscali del 04 maggio 2011

 

 

Indice:

 

1) Le spese di ristoro degli amministratori in trasferta non subiscono limiti

 

2) Adeguamento agli studi di settore: è vantaggioso ?

 

3) Aggiornamento Inail 2011 completato

 

4) Fisco: partiti i controlli sui redditi d’affitto del 2006

 

5) Istituiti codici per pagare le imposte sostitutive da controllo formale

 

6) Reintegro fondi pensione: istituito il codice tributo per utilizzare il credito d’imposta

 

7) Uffici delle Commissioni tributarie: prenotazione degli appuntamenti tramite internet

 

8) Tassazione dei titoli di debito emessi da Spv non residenti

 

 

1) Le spese di ristoro degli amministratori in trasferta non subiscono limiti

Le spese per alberghi e ristoranti sostenute dagli amministratori in trasferta fuori dal comune non subiscono la limitazione di cui all’art. 109 del TUIR.

Ciò poiché l’art. 95, co. 3, del TUIR definisce gli importi massimi che possono essere portati in deduzione dal datore di lavoro per le spese di vitto e alloggio sostenute in occasione di trasferte fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e dai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Essendo gli amministratori, in generale, inquadrabili nella categoria dei collaboratori (fatta eccezione per quei soggetti per i quali tale carica configura esercizio della propria professione abituale), allora i costi dei servizi a questi resi nel corso di missioni extra comunali vanno considerati non soggetti al limite del 75%.

(Da “I focus fiscali”, sistema Frizzera Il Sole 24 Ore, n. 4 di aprile 2011)

 

 

2) Adeguamento agli studi di settore: è vantaggioso ?

E’ vantaggioso l’adeguamento agli studi di settore. Ai fini degli studi di settore, a parere di dottrina, il mancato adeguamento nella dichiarazione tende a determinare l’automatica notifica al contribuente di un invito al contraddittorio per poi attivare una più approfondita analisi della posizione dello stesso.

Per decidere se adeguarsi o meno, ovviamente il contribuente deve in primo luogo valutare il costo della scelta, peraltro, rapportato alle possibilità di contestare efficacemente, nel successivo contraddittorio con l’Ufficio, la pretesa accertativa.

Secondo citata dottrina, gli elementi da valutare nella possibile scelta di convenienza dell’adeguamento non sono soltanto di tipo economico, infatti, occorre valutare anche altri aspetti quali:

– La possibilità di crearsi una sorta di “ombrello protettivo” nei confronti di futuri accertamenti di tipo presuntivo.

Sul punto, viene, infatti, ricordato che la Finanziaria 2007 ha previsto che le rettifiche sulla base di presunzioni semplici di cui all’art. 39, co. 1, lett. d), D.P.R. n. 600/1973 e art. 54, co. 2, ultimo periodo, D.P.R. n. 633/1982 non possono essere effettuate nei confronti dei contribuenti che dichiarano, anche per l’effetto dell’adeguamento, ricavi o compensi pari a o superiori al livello di congruità ai fini dell’applicazione degli studi di settore tenuto conto anche degli indicatori di coerenza.

In particolare, tale disposizione prevede che l’accertamento non sia effettuabile, nei confronti dei soggetti in questione, qualora le attività non dichiarate siano pari o inferiori al 40% dei ricavi dichiarati con un massimo di 50.000.

Sul punto, la C.M. 16 febbraio 2007, n. 11/E ha chiarito che il limite previsto dalla norma dei 50.000 e del 40% dei ricavi non costituisce in alcun modo una franchigia. Qualora, pertanto, l’ammontare dei ricavi accertabili sulla base di presunzioni semplici qualificate sia superiore ai predetti limiti, la rettifica sarà operata sull’intero ammontare dei ricavi;

Deve essere valutata anche la possibilità di fare valere una specifica causa di esclusione dalla disciplina delle società di comodo.

Sono, infatti, esclusi dalla disciplina delle società di comodo i soggetti congrui e

coerenti agli studi di settore.

Sul punto, la C.M. 14 febbraio 2008, n. 9/E ha chiarito che la congruità è rilevante anche se conseguita per il tramite dell’adeguamento dei ricavi dichiarati e deve essere comunque accompagnata dalla coerenza a tutti gli indicatori previsti dallo studio di settore.

Ai fini dell’esclusione dall’applicazione dello speciale regime previsto per le società non operative viene anche affermato che è sufficiente la congruità sull’anno.

Pertanto, secondo tale pensiero dottrinale, l’attività di accertamento sulla base degli studi di settore deve essere prioritariamente rivolta nei confronti di quei contribuenti “non congrui” che, sulla base delle risultanze della contabilità, hanno dichiarato un ammontare di ricavi o compensi inferiori al ricavo o compenso minimo di riferimento derivante dall’applicazione delle risultanze degli studi di settore.

Modalità operative

Riguardo alle modalità operative di indicazione dell’adeguamento in dichiarazione, viene evidenziato che nel Modello Unico é scomparsa dal Quadro VA del Modello Iva la Sezione nella quale andavano indicati i ricavi o i compensi da adeguamento e la relativa Iva dovuta.

Ciò è dovuto alla circostanza che è stata introdotta la possibilità di presentare separatamente il modello Iva, rispetto al Mod. Unico.

Per tale motivo è stata prevista nel Quadro di reddito (impresa o lavoro autonomo) del Mod. Unico 2010 un’apposita colonna nella quale indicare anche l’Iva dovuta a seguito di adeguamento.

(Da “I focus fiscali”, sistema Frizzera Il Sole 24 Ore, n. 4 di aprile 2011)

 

 

3) Aggiornamento Inail 2011 completato

L’INAIL il 24.03.2011 ha aggiornato anche i limiti minimi di retribuzione imponibile giornaliera per il calcolo dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e malattie professionali valevoli per l’anno 2011.

La rivalutazione è stata dell’1,6%. Il 5 gennaio invece l’Istituto aveva proceduto con la rivalutazione annuale delle prestazioni economiche a valere dall’1.7.2010 e il 25 gennaio erano state aggiornate le retribuzioni convenzionali per i lavoratori italiani operanti in Paesi extracomunitari e relative alle assicurazioni obbligatorie non previste da accordi di sicurezza sociale.

La circolare n. 21 riporta una esaustiva elencazione dei nuovi imponibili anche convenzionali ripartiti per ogni tipologia di lavoratore.

Base di calcolo per il premio, per la generalità dei lavoratori, è l’ammontare del reddito di lavoro dipendente da ragguagliare, se inferiore, agli importi giornalieri, non inferiori a quelli stabiliti dalla legge.

Le retribuzioni effettive escluse dall’adeguamento al minimale giornaliero sono quelle relative agli operai agricoli e alle erogazioni speciali relative ai trattamenti integrativi di prestazioni mutualistiche e previdenziali, indennità corrisposte ai disoccupati avviati ai cantieri scuola lavoro, rimboschimento e sistemazione montana la cui base imponibile viene stabilita con legge regionale.

La circolare INAIL fornisce, altresì, un’elencazione delle particolari categorie di lavoratori ai quali applicare l’imponibile convenzionale appositamente stabilito con decreti ministeriali aventi valenza nazionale o regionale e adeguato anch’esso in base all’indice Istat.

Nei casi in cui la natura della lavorazione svolta, le modalità di esecuzione della stessa ed altre circostanze rendano difficile l’individuazione degli elementi necessari ai fini del calcolo del premio ordinario, sono previsti premi speciali unitari in sostituzione del tasso di premio da applicare all’importo delle retribuzioni erogate (artigiani, familiari coadiuvanti, facchini, pescatori).

Non sono dimenticati gli insegnanti delle scuole o istituti di istruzione.

È stabilito un premio annuale a persona. Il periodo assicurativo in questo caso inizia il 1° novembre e cessa il 31 ottobre dell’anno successivo.

Per gli insegnanti delle scuole materne e primarie si prescinde dalla retribuzione effettiva e si applica esclusivamente il premio minimo dovuto.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 02.05.2011)

 

 

4) Fisco: partiti i controlli sui redditi d’affitto del 2006

Al via i controlli sui redditi di locazioni fabbricati 2006 da parte del Centro operativo di Pescara. Sono state inviate, infatti, le prime notifiche degli avvisi di accertamento parziale che raggiungeranno le cassette postali dei proprietari di immobili in affitto per i quali il sistema automatizzato ha rilevato un’incongruità rispetto ai redditi dichiarati per il 2006.

Per l’occasione, l’Agenzia delle Entrate ha inoltre istituito un apposito numero di assistenza telefonica mirata: 848.448.833.

Redditi d’affitto sotto controllo incrociato

Gli atti d’accertamento parziale automatizzati (art. 41 bis del Dpr 600/73) sono quelli che scaturiscono dal controllo incrociato tra dati contenuti nei contratti di locazione registrati e quelli esposti in dichiarazione dei redditi dai proprietari di immobili.

Se il sistema rileva delle incongruità, scatta la notifica al contribuente.

Attività delocalizzata tra Pescara e Reggio Calabria

Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28 gennaio 2011 ha attribuito al Centro operativo di Pescara, che risponde alla Direzione centrale Accertamento, il compito, tra l’altro, di eseguire gli accertamenti parziali “centralizzati”.

Un’attività di controllo che riguarda, nello specifico, tutto l’iter degli atti di accertamento parziale, dalla redazione dell’atto fino all’iscrizione a ruolo delle somme dovute, e che viene svolta, oltre che dal Centro di Pescara, anche dalla sua struttura delocalizzata con sede a Reggio Calabria.

La competenza si estende a tutto il territorio nazionale, a eccezione delle posizioni accertabili dalla Direzione provinciale di Bolzano, che emette atti bilingui.

Un numero di assistenza ad hoc

Per favorire il rapporto di collaborazione con i contribuenti, l’Agenzia ha anche istituito un numero dedicato – 848.448.833 – che permetterà di entrare direttamente in contatto con i funzionari del Centro operativo per ricevere assistenza e informazioni e inviare eventuale documentazione via fax o e-mail.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 02 maggio 2011)

 

 

5) Istituiti codici per pagare le imposte sostitutive da controllo formale

I nuovi codici vanno utilizzati per i versamenti dovuti dai contribuenti minimi e per i premi di produttività agevolati.

Sono stati istituiti sei nuovi codici tributo destinati ai contribuenti che, a seguito del controllo formale delle dichiarazioni dei redditi (art. 36-ter del D.p.r. n. 600/1973), devono provvedere al versamento delle somme tramite F24.

A ciò ha pensato l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 51/E del 2 maggio 2011.

Questi i nuovi codici tributo da inserire, nel modello di pagamento unificato F24, nella sezione “Erario” in corrispondenza della colonna “Importi a debito versati”, riportando il codice atto e l’anno di riferimento indicati nella comunicazione:

– 9008 Imposta sostitutiva per lavoro straordinario e premi di produttività (imposta);

– 9009 Imposta sostitutiva per lavoro straordinario e premi di produttività (interessi);

– 9015 Imposta sostitutiva per lavoro straordinario e premi di produttività (sanzioni);

– 9019 Imposta sostitutiva per i contribuenti minimi (imposta);

– 9025 Imposta sostitutiva per i contribuenti minimi (interessi);

– 9029 Imposta sostitutiva per i contribuenti minimi (sanzioni.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 51/E del 2 maggio 2011)

 

 

6) Reintegro fondi pensione: istituito il codice tributo per utilizzare il credito d’imposta

Istituito il codice tributo necessario per utilizzare in compensazione il credito d’imposta formatosi a seguito del reintegro dei fondi pensione.

Il credito può essere utilizzato, tramite modello F24, in compensazione di imposte e contributi indicando a tal fine, nella dichiarazione dei redditi, i dati necessari per evidenziare il diritto al credito e la sua entità.

Nella delega di pagamento va indicato il nuovo codice tributo 6833 da riportare nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a credito compensati” o, nei casi in cui il contribuente debba restituire il credito, nella colonna “Importi a debito versati”. Nel campo “Anno di riferimento” va indicato quello in cui avviene il reintegro delle anticipazioni.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione 52/E del 2 maggio 2011)

 

 

7) Uffici delle Commissioni tributarie: prenotazione degli appuntamenti tramite internet

Dal 2 maggio 2011 il nuovo Servizio di prenotazione on line degli appuntamenti con gli uffici delle Commissioni tributarie, già attivo per tutte le Commissioni tributarie regionali, comprese le loro Sezioni Staccate, e per le Commissioni tributarie provinciali che hanno partecipato alla precedente fase di sperimentazione, è utilizzabile anche per le Commissioni tributarie provinciali delle seguenti regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto.

Il Servizio di prenotazione on line, reso disponibile dalla Direzione della Giustizia Tributaria, consente ai contribuenti, ai professionisti, agli uffici o enti impositori di prenotare un appuntamento con il personale delle Commissioni tributarie, evitando attese presso gli sportelli.

La prenotazione può essere effettuata, 24 ore su 24, via web e permette di scegliere l’appuntamento desiderato all’interno delle fasce orarie già previste per il ricevimento del pubblico.

Gli appuntamenti possono riguardare le seguenti tematiche: richiesta di informazioni, richiesta di copie di sentenze, ricezione atti e così via.

Le prenotazioni-on line presso le CTR consentono di fruire anche dei servizi relativi al contenzioso presso i collegi delocalizzati della CTC.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, nota del 03 maggio 2011)

 

 

8) Tassazione dei titoli di debito emessi da Spv non residenti

Sui titoli di debito emessi da società veicolo (Spv) di cartolarizzazione non residenti si applica il meccanismo dell’imposta sostitutiva con aliquote differenziate, ciò al pari delle obbligazioni di S.p.A. estere con azioni quotate sui mercati regolamentati nazionali.

Ovviamente occorre che l’operazione abbia “similitudine” con le procedure di cartolarizzazione realizzate secondo la normativa italiana.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 53/E del 3 maggio 2011, emessa in risposta ad un quesito posto da una società costituita in base alla legge sulle cartolarizzazioni lussemburghese.

Il parere delle Entrate verte sull’interpretazione dell’art. 6 della legge 130/1999, che ha assimilato i titoli in questione a quelli obbligazionari emessi da Società per Azioni con azioni negoziate in mercati regolamentati italiani e titoli similari, ai fini della tassazione “sostitutiva” prevista dal decreto 239/1996.

Un’imposta con aliquote diverse a seconda della tempistica dei titoli: 12,50% se la scadenza è pari o superiore a 18 mesi, 27% se inferiore.

A chiedere spiegazioni è stata una emittente costituita, secondo il diritto lussemburghese, come special purpose vehicle (si tratta delle cd. “società veicolo”, create ad hoc per conseguire la cartolarizzazione di crediti).

Emettono titoli per finanziare l’acquisto di crediti ceduti da originator, per poi recuperarli e rimborsarli.

Una delle caratteristiche principali che queste società, per la legge italiana, devono possedere è la dotazione di un patrimonio separato e destinato esclusivamente allo svolgimento della procedura obbligazionaria, completamente autonomo rispetto a quello della Spv.

A differenza di quella nostrana, la norma lussemburghese ammette, tra l’altro, la possibilità di realizzare la cartolarizzazione attraverso una procedura sintetica che consente alla Spv di accollarsi solo il rischio senza, cioè, acquistare effettivamente i crediti sottostanti l’emissione degli strumenti finanziari in argomento.

Un particolare, questo, irrilevante ai fini dell’individuazione della corretta tassazione dei proventi relativi ai titoli emessi dalla società veicolo del Lussemburgo, anche perché la stessa Spv ammette di voler procedere a una operazione di cartolarizzazione secondo modalità equivalenti a quelle italiane.

Pertanto, agli interessi derivanti dai titoli obbligazionari ceduti a contribuenti residenti verrà applicata l’imposta sostitutiva a due aliquote.

Se, invece, l’operazione divergesse sostanzialmente dalle regole del diritto interno, gli stessi proventi subirebbero la disciplina dei titoli atipici, che prevede l’applicazione, da parte degli intermediari pagatori, della ritenuta del 27%.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione 53/E del 3 maggio 2011)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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