Compilazione del quadro relativo agli incentivi fiscali

Modello Unico SC 2011: Quadro da compilare per l’incentivo fiscale per reti di imprese, tremonti, bonus capitalizzazione e adeguamento studi di settore

 

Modello Unico società di capitali: Quadro RS (relativo a prospetti vari)

Il quadro RS del Modello Unico SC 2011 si compone dei seguenti prospetti:

– “Dati di bilancio”;

– “Perdite di impresa non compensate”;

– “Crediti”;

– “Agevolazioni territoriali e settoriali”;

– “Azioni assegnate ai dipendenti”;

– “Garanzie prestate da soggetti non residenti”;

– “Utili distribuiti da imprese estere partecipate e crediti d’imposta per le imposte pagate all’estero;

– “Ammortamento dei terreni”;

– “Rideterminazione dell’acconto dovuto”.

– “Spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente”;

– “Spese per l’acquisto e l’installazione di motori e di variatori di velocità”;

– “Valori fiscali di bilancio delle società agricole”;

– “Perdite attribuite da società in nome collettivo e in accomandita semplice”;

– “Spese di rappresentanza per le imprese di nuova costituzione”;

– “Incentivo fiscale (Tremonti-ter)”;

– “Crediti d’imposta per immobili colpiti dal sisma in Abruzzo”;

– “Bonus capitalizzazione (D.L. n. 78 del 1 luglio 2009, art. 5, comma 3-ter)”;

– “Perdite istanza rimborso da IRAP”.

– “Adeguamento agli studi di settore ai fini IVA”;

– “Incentivo fiscale c.d. Tremonti-tessile”;

– “Incentivo fiscale c.d. Reti d’impresa;

– “Prezzi di trasferimento”;

– “Ricavi”;

– “Consorzi di imprese.

Tra di essi, in evidenza:

Incentivo fiscale per reti di imprese

La particolare sezione (1) deve essere compilata al fine di determinare la quota di utili destinata alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete da portare in deduzione dal reddito d’impresa.

A tal fine nel rigo RS108, colonna 1, va indicata la quota di utili destinati al fondo patrimoniale o al patrimonio destinato all’affare relativi al periodo d’imposta di cui alla presente dichiarazione.

Nella colonna 2 va indicata la quota di utili agevolabili di cui a colonna 1 che deve essere riportata nell’apposito rigo del quadro RF di determinazione del reddito di impresa.

Rideterminazione dell’acconto al fine di tenere conto delle novità che hanno interessato la determinazione del reddito d’impresa

Ai fini della determinazione dell’acconto (2) con il metodo storico, si assume quale imposta del periodo precedente quella rideterminata in base alle disposizioni citate.

In particolare nel rigo RS79, va indicato:

– in colonna 1, il reddito relativo al periodo d’imposta precedente rideterminato;

– in colonna 2, l’imposta del periodo d’imposta precedente rideterminata;

– in colonna 3, l’importo dell’acconto relativo al presente periodo d’imposta, calcolato con il metodo storico, sulla base dell’imposta indicata in colonna 2, senza tenere conto della predetta agevolazione.

Incentivo fiscale da cd. Tremonti tessile

La sezione (3) va compilata al fine di determinare l’importo dell’investimento agevolabile da portare in deduzione dal reddito d’impresa.

A tal fine nel rigo RS107, colonna 1, va indicato l’ammontare degli investimenti da cd. Tremonti-tessile.

Nella colonna 2 va indicata la quota degli investimenti agevolabili di cui a colonna 1 che deve essere riportata nell’apposito rigo del quadro RF di determinazione del reddito di impresa.

Incentivo fiscale c.d. Tremonti-ter

L’apposita sezione va compilata al fine di evidenziare la quota dell’incentivo fiscale (4) da portare in deduzione dal reddito d’impresa.

A tal fine nella colonna 1 del rigo RS102 deve essere indicato l’ammontare complessivo degli investimenti in nuovi macchinari e in nuove apparecchiature effettuati dall’inizio del periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione e, comunque, fino al 30 giugno 2010.

Mentre nella colonna 2 va indicato il 50% dell’ammontare di cui a colonna 1.

L’ammontare di cui a colonna 2 deve essere riportato nell’apposito rigo dei quadri di determinazione del reddito d’impresa riguardante la detassazione del reddito d’impresa quadro RF e/o RT).

Bonus capitalizzazione

Nel rigo RS104, colonna 1, va indicato l’ammontare agevolabile pari all’aumento di capitale perfezionato nel periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione e, comunque, non oltre il 5 febbraio 2010), che costituisce un permanente incremento di patrimonio netto rispetto all’ammontare esistente al 4  agosto 2009 giorno antecedente alla data di entrata in vigore della particolare norma (5).

Sono, pertanto, esclusi gli utili di cui è stata già deliberata la distribuzione ai soci alla suddetta data e i versamenti in conto aumento capitale sociale per aumenti di capitale deliberati in precedenza e perfezionati dal5 agosto 2009.

Nella colonna 2, va indicato l’importo deducibile dal reddito d’impresa pari al 3% di quanto indicato in colonna 1 del presente rigo, da riportare nell’apposito rigo del quadro RF o RT.

Adeguamento agli studi di settore ai fini IVA

Infine, i contribuenti che si adeguano alle risultanze degli studi di settore per l’anno d’imposta 2010 ai fini IVA, versando la maggiore imposta dovuta entro il termine del versamento a saldo dell’imposta sul reddito utilizzando il modello F24, codice tributo 6494, nella colonna 1 del rigo RS106 devono indicare i maggiori corrispettivi ai fini IVA e nella colonna 2 la relativa imposta versata.

I dati relativi all’adeguamento agli studi di settore ai fini delle imposte dirette devono, invece, essere riportati negli appositi campi contenuti nel quadro RF.

 

Vincenzo D’Andò

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Note

 

(1) Reti di imprese

L’art. 42 del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010 prevede un regime di sospensione d’imposta, ai fini delle imposte sui redditi, relativamente ad una quota degli utili dell’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati alla realizzazione, entro l’esercizio successivo, di investimenti previsti dal programma comune di un contratto di rete.

In particolare il comma 2-quater del citato articolo stabilisce che, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, una quota degli utili dell’esercizio destinati dalle imprese che sottoscrivono o aderiscono a un contratto di rete, ai sensi dell’art. 3, commi 4-ter e seguenti, del D.L. 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare per realizzare entro l’esercizio successivo gli investimenti previsti dal programma comune di rete, preventivamente asseverato da organismi espressione dell’associazionismo imprenditoriale muniti dei requisiti previsti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, ovvero, in via sussidiaria, da organismi pubblici individuati con il medesimo decreto, se accantonati ad apposita riserva, concorrono alla formazione del reddito nell’esercizio in cui la riserva è utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio ovvero in cui viene meno l’adesione al contratto di rete.

Ai sensi del successivo comma 2-quinquies l’agevolazione, di cui al comma 2-quater, può essere fruita esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta relativo all’esercizio cui si riferiscono gli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare.

 

(2) Rideterminazione acconto

Infatti, nell’apposita sezione va indicato l’ammontare dell’acconto rideterminato relativo al periodo d’imposta 2010, utilizzando il metodo storico tenendo conto dell’art. 5, comma 1, del D.L. 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 che prevede, all’ultimo periodo, che l’agevolazione denominata “Detassazione degli investimenti in macchinari” cd. Tremonti-ter può essere fruita esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta di effettuazione degli investimenti.

Inoltre, ai sensi del comma 13-ter dell’art. 38 del D.L. n. 78 del 2010 è previsto che le disposizioni contenute nel comma 1-bis dell’articolo 111 del TUIR (relativamente alle riserve tecniche obbligatorie relative al ramo vita) hanno effetto, nella misura ridotta del 50%, anche sul versamento del secondo acconto dell’IRES dovuto per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del citato decreto.

 

(3) Agevolazione Tremonti-tessile

L’art. 4 del D.L. n. 40 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, prevede un’agevolazione riservata ai soggetti titolari di reddito di impresa diretta ad incentivare lo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla realizzazione di campionari, collezioni e prototipi fatti dalle imprese che svolgono attività nel settore tessile.

In particolare, il comma 2 del citato articolo prevede l’esclusione dall’imposizione sul reddito di impresa, nel limite complessivo di settanta milioni di euro, del valore degli investimenti in attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo finalizzate alla realizzazione di campionari fatti nell’Unione europea dalle imprese che svolgono le attività di cui alle divisioni 13, 14, 15 o 32.99.20 in relazione all’attività di fabbricazione di bottoni della tabella ATECO 2007, effettuati a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2009 e fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2010.

L’agevolazione consiste in una deduzione dal reddito di impresa del periodo di imposta di effettuazione degli investimenti agevolabili e può essere fruita esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il medesimo periodo di imposta.

I soggetti interessati devono aver presentato all’Agenzia delle Entrate, in via telematica, la comunicazione (mod. CRT), approvata con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 settembre 2010 modificato dal successivo Provvedimento del 9 dicembre 2010), contenente i dati degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo effettuati ed il risparmio d’imposta.

Attenzione

La deduzione dal reddito d’impresa dell’importo corrispondente agli investimenti agevolabili di cui a colonna 2 non dovrà comportare un risparmio d’imposta effettivo complessivo, comprese le addizionali (ove applicabili), in capo alla società ovvero in capo ai soci in caso di tassazione per trasparenza, superiore all’importo pari al prodotto tra la percentuale comunicata con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate ed il risparmio d’imposta, ricondotto nel limite di euro 500.000, indicato nella comunicazione (mod. CRT) validamente presentata all’Agenzia delle Entrate.

In ogni caso l’agevolazione è fruibile nei previsti (comma 3, dell’art. 4 del D.L.. n. 40 del 2010).

Ciò vale anche nel caso in cui la deduzione, concorrendo a determinare una perdita riportabile secondo le regole ordinarie previste dal TUIR, comporti un risparmio di imposta in un esercizio successivo.

Per ulteriori chiarimenti, si veda nelle circolari n. 22/E del 29 aprile 2010 e n. 7/E del 14 dicembre 2010.

 

(4) Tremonti-ter

L’art. 5, comma 1, del decreto legge n. 78 del 10 luglio 2009 ripropone l’agevolazione, per i titolari di reddito d’impresa, riguardante la detassazione degli investimenti effettuati.

In particolare, il comma 1, del citato articolo prevede che è escluso dall’imposizione sul reddito di impresa il 50% del valore degli investimenti in nuovi macchinari e in nuove apparecchiature compresi nella divisione 28 della tabella ATECO, di cui al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 16 novembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 296 del 21 dicembre 2007, fatti a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 30 giugno 2010.

Il costo del bene agevolabile è assunto al netto di eventuali contributi in conto impianti, indipendentemente dalle modalità di contabilizzazione, con l’eccezione di quelli non rilevanti ai fini delle imposte sui redditi.

Detta agevolazione può essere fruita esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta di effettuazione degli investimenti.

I soggetti titolari di attività industriali a rischio di incidenti sul lavoro possono usufruire degli incentivi solo se viene documentato l’adempimento dei relativi obblighi e prescrizioni.

L’incentivo fiscale viene revocato se il contribuente cede a terzi o destina i beni oggetto degli investimenti a finalità estranee all’esercizio di impresa prima del secondo periodo di imposta successivo all’acquisto.

L’incentivo fiscale viene revocato se i beni oggetto degli investimenti sono ceduti a soggetti aventi stabile organizzazione in Paesi non aderenti allo Spazio economico europeo, entro il quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’investimento agevolato.

 

 

(5) Bonus capitalizzazione

Il presente prospetto deve essere compilato dalle società di capitali (comprese le società cooperative) che intendo avvalersi dell’agevolazione introdotta dall’art. 5, comma 3-ter, del D.L. n. 78 del 10 luglio 2009, convertito con modificazioni dalla legge n. 102 del 3 agosto 2009.

In particolare, la predetta disposizione prevede una deduzione dal reddito d’impresa pari al 3% degli aumenti di capitale fino a 500.000 euro perfezionati, mediante conferimenti, da persone fisiche entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della predetta legge di conversione.

La deduzione è fruibile per il periodo di imposta in corso alla data di perfezionamento dell’aumento di capitale e per i quattro periodi di imposta successivi.

Rilevano, inoltre, i versamenti in denaro a fondo perduto che non comportano obblighi di restituzione da parte della società e la rinuncia incondizionata dei soci persone fisiche al diritto alla restituzione di crediti verso la società.

Ai predetti fini assumono rilevanza sia le costituzioni di capitale sociale di nuove società, sia gli aumenti di capitale sociale di società già costituite, sia più in generale gli aumenti di capitale proprio di società derivanti da conferimenti e apporti di nuove risorse.

Non sono, comunque, agevolabili gli aumenti di capitale sociale cd. “nominali” (ossia diversi da quelli c.d. “reali)”, realizzati mediante conversione di riserve disponibili (circ. n. 53 del 21 dicembre 2009).

Per la determinazione del momento in cui gli aumenti di capitale si considerano perfezionati e dell’ammontare agevolabile si veda il paragrafo 2.2 della predetta circolare n. 3.

20 maggio 2011

Vincenzo D’Andò

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