Novità fiscali del 6 aprile 2011: compensazioni di crediti IVA sopra i dieci mila euro; telefoni cellulari e circuiti integrati, reverse charge su misura; leasing immobiliare: istituiti i codici tributo per il ravvedimento; titolari di prestazioni assistenziali: prorogato termine di trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità

compensazioni di crediti IVA sopra i dieci mila euro; telefoni cellulari e circuiti integrati, reverse charge su misura; leasing immobiliare: istituiti i codici tributo per il ravvedimento; titolari di prestazioni assistenziali: prorogato termine di trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità; studi di settore – commissione degli esperti: riunione del 31.03.2011; altre di fisco

 






 


Indice:


 


1) Compensazioni di crediti Iva sopra i dieci mila euro


 


2) Telefoni cellulari e circuiti integrati, reverse charge su misura


 


3) Leasing immobiliare: istituiti i codici tributo per il ravvedimento


 


4) Studi di settore – Commissione degli esperti: riunione del 31.03.2011


 


5) Titolari di prestazioni assistenziali: Prorogato termine di trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità


 


6) Altre di fisco


 


  


1) Compensazioni di crediti Iva sopra i dieci mila euro


Al Centro operativo di Venezia le attività di controllo e recupero. La macchina dei controlli sulle irregolarità nelle compensazioni Iva commesse a partire dal prossimo 1° aprile si è spostata a Venezia.


Con un provvedimento pubblicato il 30 marzo 2011, il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha attribuito al Centro operativo del capoluogo veneto le attività di verifica sui crediti Iva annuali e infrannuali di importo superiore ai dieci mila euro e compensati senza usare i servizi telematici dell’Agenzia.


Accanto a questa competenza, il Centro emetterà anche gli atti di recupero degli stessi crediti e gestirà i versamenti in sede di acquiescenza e l’iscrizione a ruolo delle somme dovute.


Il decreto anticrisi 2009 (D.L. n. 78/2009), infatti, ha previsto che dall’inizio del 2010 le compensazioni di crediti Iva sopra i dieci mila euro possono essere fatte solo a partire dal sedicesimo giorno del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione Iva annuale o dell’istanza trimestrale da cui scaturiscono i crediti stessi.


In particolare, il provvedimento affida alla struttura di Venezia il compito di controllare e recuperare i crediti Iva che superano il tetto dei dieci mila euro annui e sono portati in compensazione con F24 presentati attraverso canali diversi da Entratel e Fisconline (per esempio banche e Poste). In questo caso, infatti, le deleghe di pagamento non vengono scartate in automatico e il recupero avviene in una fase successiva, sulla base di liste ad hoc elaborate in via centralizzata.


Per svolgere le nuove attività, il Centro operativo di Venezia è stato riorganizzato in un’unità di direzione, con compiti di supervisione e supporto al direttore, e in tre aree operative: le prime due curano, per diverse categorie di contribuenti, il controllo automatizzato delle dichiarazioni dei redditi, mentre la terza si occupa, tra l’altro, di controllare le compensazioni “canalizzate” impropriamente.


(Agenzia delle Entrate, comunicato n. 70 del 2011)


 


 


2) Telefoni cellulari e circuiti integrati, reverse charge su misura


Fuori dal reverse charge le cessioni di cellulari e dispositivi a circuito integrato (microprocessori e unità centrali di elaborazione), se effettuate dai commercianti al minuto o se la cessione del cellulare è accessoria alla fornitura del traffico telefonico, mentre si applica l’inversione contabile anche alle cessioni di componenti destinati all’installazione in server aziendali.


Sono questi alcuni dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate per la corretta applicazione del meccanismo di inversione contabile alla cessione di telefoni cellulari e circuiti integrati, con particolare attenzione alle ipotesi di esclusione dall’obbligo.


La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 36/E del 31.03.2011, che scioglie alcuni dubbi sull’obbligo di applicare il reverse charge alla cessione di telefoni cellulari e microprocessori, in vigore dal 1° aprile 2011, completa il quadro interpretativo iniziato con la circolare 59/E del 2010.


In particolare, viene chiarito che il meccanismo del reverse charge, che comporta lo spostamento degli obblighi fiscali dal cedente al cessionario, si applica soltanto per le cessioni di beni effettuate nella fase distributiva che precede il commercio al dettaglio e, pertanto, sono escluse dall’obbligo di inversione contabile le cessioni effettuate dai commercianti al minuto che operano, per esempio, in locali aperti al pubblico, in spacci interni o per corrispondenza, in quanto rivolte al consumatore finale.


Sempre sul versante dei casi di esclusione, l’Agenzia chiarisce che non si applica il reverse charge se la cessione del telefono è accessoria alla fornitura del traffico telefonico, in quanto gli apparecchi non sono destinati alla successiva rivendita ma utilizzati direttamente dal cessionario.


Fuori dall’inversione contabile anche gli accessori e i componenti dei telefoni cellulari se questi sono venduti separatamente dall’apparecchio di telefonia mobile. Per quanto riguarda i dispositivi a circuito integrato, quali, ad esempio, microprocessori e unità centrali di elaborazione, la risoluzione precisa che il meccanismo dell’inversione contabile si applica a tutte le cessioni, comprese quelle relative a beni destinati a essere installati in apparecchi analoghi ai personal computer, come, per esempio, i server ziendali.


 


 


3) Leasing immobiliare: istituiti i codici tributo per il ravvedimento


Leasing immobiliare: istituiti i codici tributo che vanno utilizzati in caso di mancato pagamento dell’imposta sostitutiva nei regolari termini di scadenza.


Il codice 8930 identifica la sanzione amministrativa mentre il codice 1999 gli interessi da ravvedimento.


Ad istituire tali codici è stata l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 37/E del 31 marzo 2011.


L’imposta sostitutiva è stata introdotta dalla legge di stabilità per il 2011 (articolo 1, comma 16, legge 220/2010) che ha modificato le regole sulla tassazione dei leasing immobiliari, spostando in pratica, il momento del prelievo fiscale nella fase di acquisto del fabbricato da parte della società di leasing.


Per chi fa decorrere la data del 31 marzo e non versa il tributo straordinario secondo le modalità indicate nel provvedimento del direttore dell’Agenzia del 14 gennaio scorso, rimane la possibilità di ravvedersi pagando, con il modello F24, sanzioni e interessi nella misura prevista dall’articolo 13 del decreto legislativo 472/1997, insieme, naturalmente, all’imposta dovuta.


I codici tributo devono essere inseriti nella sezione “ Erario ” del modello di pagamento unificato, nella colonna “ importi a debito versati ” .


 


 


4) Studi di settore – Commissione degli esperti: riunione del 31.03.2011


Studi di settore: La Commissione  degli esperti (riunione del 31 marzo 2011) ha prima esaminato i risultati delle dichiarazioni presentate con Unico 2010, relativamente all’esercizio 2009 e ha potuto constatare la capacità dei correttivi predisposti per tale periodo di adeguare gli studi cogliendo in modo corretto e diversificato la situazione di crisi verificatasi nei diversi settori e territori.


Successivamente, la Commissione è chiamata ad esprimere il proprio parere in merito alla validità, sotto il profilo metodologico, degli interventi che sono stati individuati per adeguare, in modo selettivo, le risultanze derivanti dall’applicazione degli studi di settore al particolare e diversificato andamento che ha caratterizzato nei diversi settori l’esercizio 2010, dopo la pesante crisi economico-finanziaria iniziata nell’autunno 2008.


Tali interventi vanno realizzati per consentire di adeguare il modello di stima degli studi di settore costruiti su dati relativi ad annualità precedenti alla specifica situazione di crisi riscontrata nell’anno e quindi di cogliere correttamente la realtà economica di riferimento.


La Commissione sottolinea che, rispetto ai periodi precedenti, il 2010 si è caratterizzato per una diversa manifestazione, in termini di complessità e gravità, del fenomeno congiunturale.


In particolare, poi, anche nel 2010 è stata riscontrata una diffusa “turbolenza”, che ha caratterizzato l’andamento di alcuni significativi parametri economici all’interno di tutti i settori che impone un’attenta analisi del livello dei margini di produttività relativi ai soggetti appartenenti agli stessi, al fine di riscontrare, in modo selettivo e differenziato l’impatto della crisi.


In tale contesto, la Commissione ha perciò accolto la proposta del Presidente di valutare, oltre alla variazione dei margini di profitto e della diversa rigidità della struttura produttiva, anche la significatività, come misura dell’impatto della crisi sul singolo soggetto, della dinamica dei costi variabili relativi ai beni e servizi acquisiti e del costo del personale dipendente, chiedendo un riscontro sui casi consegnati per i test da parte delle Associazioni di categoria, da effettuarsi con le medesime Organizzazioni.


Nel contesto delineato, quindi, al fine di consentire a ciascun soggetto di valutare la propria posizione in termini di normalità e congruità e, ove ritenuto opportuno, adeguarsi ai risultati dello studio in sede di dichiarazione, la Commissione, seguendo la stessa procedura già sperimentata negli anni precedenti propone, anche per il 2010, l’introduzione di una serie di correttivi tesi ad adeguare alla particolare congiuntura economia gli studi di settore: tipicamente correttivi per adeguare gli indicatori di normalità, correttivi di settore e correttivi individuali.


Con specifico riferimento al settore delle professioni, per sopperire ad una rigidità del modello di stima, basato fondamentalmente sul numero di prestazioni rese nel corso dell’esercizio, è stato inoltre confermato un meccanismo di adattamento delle risultanze, derivanti dall’applicazione dello studio, al fine di cogliere il fenomeno dei ritardati o mancati pagamenti da parte dei clienti, più accentuato in periodo di crisi. Un’analisi aggiuntiva andrà predisposta per verificare eventuali riduzioni del livello delle tariffe applicate nel 2010.


La Commissione ribadisce altresì la necessità di monitorare l’effettiva efficacia degli stessi correttivi con riferimento a eventuali particolari situazioni individuali, nelle quali il contribuente potrà non riconoscersi nel risultato ottenuto con l’applicazione dello studio.


In tal senso, va considerata di fondamentale importanza la segnalazione nell’apposito riquadro delle annotazioni del modello studi, da parte dello stesso contribuente o dell’intermediario che lo assiste, delle motivazioni che possono giustificare un risultato inferiore rispetto a quello proposto dallo studio integrato con gli interventi correttivi.


A tale proposito, la Commissione precisa che soltanto l’acquisizione delle dichiarazioni per l’esercizio 2010 consentirà la verifica della capacità degli studi di settore, di rappresentare la realtà a cui si riferiscono, anche tenendo conto delle cause di non adeguamento segnalate dai contribuenti.


La Commissione, confidando nei risultati già raggiunti attraverso uno sperimentato ed efficace sistema di dialogo telematico, rinnova la raccomandazione ad associazioni e professionisti affinché, anche attraverso il coinvolgimento degli Osservatori Regionali, segnalino con tempestività ed in modo documentato situazioni particolari e frequenti in grado di alterare la corretta rappresentazione della realtà economica di riferimento degli studi e che si ritiene non essere state adeguatamente colte attraverso i proposti interventi correttivi.


A tale scopo, viene confermato il ruolo di Sose perché organizzi la raccolta telematica di tali segnalazioni adeguatamente documentate al fine di compiere una rapida ed approfondita analisi e, ove opportuno, comunichi la situazione riscontrata all’Agenzia delle Entrate perché la stessa valuti la possibilità di darne la più ampia diffusione.


La Commissione tenuto conto di quanto sopra rappresentato, conferma la necessità dei diversi livelli di intervento proposti e raccomanda un’attenta valutazione sulla concreta capacità che gli studi di settore adeguati avranno di rappresentare la realtà a cui si riferiscono.


 


 


5) Titolari di prestazioni assistenziali: Prorogato termine di trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità


Il termine del 31 marzo 2011 per la trasmissione delle dichiarazioni di responsabilità da parte dei titolari di prestazioni assistenziali rispettivamente per l’accertamento della permanenza del requisito relativo alla condizione di ricovero – titolari di indennità di accompagnamento, indennità di frequenza, Assegno sociale e AS sostitutivo d’invalidità civile -, di mancato svolgimento di attività lavorativa – titolari di assegno mensile agli invalidi civili parziali – e della residenza effettiva in Italia – assegno sociale/pensione sociale e AS/PS sostitutivi d’invalidità civile – è prorogato al 30 giugno 2011.


(Inps, messaggio n. 7991/2011 e nota del 05 aprile 2011)


 


 


 


6) Altre di fisco


 


 


– Approvato l’aggiornamento delle aree territoriali comunali  utilizzate ai fini degli studi di settore e dei FOC (Factory Outlet Center)


Aggiornati al 2010 i coefficienti per differenziare l’applicazione dello studio di settore “VM05U – Commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, pelletterie e accessori”.


Elaborato nel 2009, lo studio si caratterizza per contenere dei correttivi che tengono in considerazione, ai fini della stima dei ricavi presunti, la distanza dell’attività dal Factory outlet center (Foc) più vicino.


In particolare, è stata elaborata una sorta di mappa degli outlet dislocati sul territorio ed è stata studiata l’influenza che possono avere sui vicini esercizi commerciali.


L’iniziativa consente di valutare i possibili effetti distorsivi dovuti al crescente fenomeno della concorrenza degli outlet, che, negli ultimi anni, hanno fortemente attratto il commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature.


L’aggiornamento è arrivato con il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 22 marzo 2011 (pubblicato nella G.U. n. 74 del 31 marzo 2011), che ha anche provveduto ad adeguare le aree territoriali comunali utilizzate per gli studi di settore, a seguito dell’istituzione dei Comuni di Comano Terme e di Ledro (in provincia di Trento).


I due nuovi Enti hanno accorpato, il primo Bleggio Inferiore e Lomaso, il secondo Bezzecca, Concei, Molina di Ledro, Pieve di Ledro, Tiarno di sopra e Tiarno di sotto.


Le modifiche apportate ai gruppi e ai numeri indici precedentemente individuati, per aggiornarli alla nuova realtà territoriale, si applicano a decorrere dal periodo d’imposta 2010.


 


 


– Piani d’azione di reti d’imprese: è ufficiale chi può asseverarli


Sarà poi l’Agenzia delle Entrate a curare la “regia” dell’operazione con i propri servizi e attività di controllo.


In nome di una maggiore competitività, gli imprenditori che uniscono le forze attraverso contratti di rete sono premiati dal fisco.


I contratti, però, prima di essere ammessi al particolare regime agevolativo previsto dal D.L. n. 78/2010 (art. 42, comma 2-quater), vanno asseverati da organismi preposti che, a loro volta, devono possedere determinati requisiti. Questi ultimi sono stati individuati con il Decreto del 25 febbraio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 marzo 2011.


Intenti, premi e condizioni


Considerato che, una volta stipulato il contratto di rete, traducibile in varie forme di  collaborazione tra imprese per lo più di piccole dimensioni, i partecipanti accedono al bonus consistente in un regime di sospensione d’imposta, per la quota di utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinata alla realizzazione, entro l’esercizio successivo, di investimenti previsti dal programma comune dello stesso contratto, il legislatore ha comunque posto alcune condizioni per evitare l’uso distorto di tali coalizioni e per avvantaggiare coloro che intendono realmente far parte di un complesso più grande, in grado di contare nel contesto economico del mercato globale.


A questo proposito, i contratti devono rispecchiare le caratteristiche definite dall’art. 3, commi 4-ter e seguenti, del D.L. n. 5/2009, tra cui l’indicazione di un preciso programma d’azione da sottoporre preventivamente all’asseverazione di organismi espressione dell’associazionismo imprenditoriale muniti dei requisiti previsti dal decreto appena pubblicato.


In sostanza, il documento li individua negli organismi espressi dalle Confederazioni di rappresentanza datoriale rappresentative a livello nazionale presenti nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, espressioni di interessi generali di una pluralità di categorie e territori.


A questo punto entra in gioco l’Agenzia, presso la quale tali organismi dovranno accreditarsi, comunicando la propria idoneità a rilasciare la richiamata asseverazione.


Le Entrate, ricevuta la comunicazione, avranno poi tempo trenta giorni per valutare la bontà dei requisiti e darne notizia sul proprio sito istituzionale. Entrando nel merito del compito a loro assegnato, cioè asseverare il programma di rete, gli organismi in argomento dovranno controllare tutti gli elementi propri del contratto e, per far questo, potranno chiedere aiuto alle strutture che si occupano di verificare la qualità dei beni prodotti dalle aziende in relazione a standard conformi alle norme europee, rilasciando la certificazione Iso 9000.


Si tratta, generalmente, di organismi di Istituti universitari, di professionisti ed esperti di settore iscritti in appositi albi o elenchi.


Anche per il rilascio dell’asseverazione, il tempo concesso è trenta giorni dalla richiesta formulata dal mandatario, vale a dire il rappresentante designato dalle imprese coalizzate, che agisce per loro conto.


L’ok all’esecuzione del contratto di rete va annunciato contestualmente all’Agenzia delle Entrate, nei modi che saranno previsti attraverso un provvedimento direttoriale.


 


 


– In G.U. le proroghe al “Milleproroghe”


Le proroghe delle “Milleproroghe” sono approdate nella Gazzetta con 12 DPCM.


Slittano al 31 dicembre 2011 il 770 mensile, i termini in materia di lavoro accessorio, sostegno al reddito, assunzioni nella PA, rifiuti e altri in materia di infrastrutture.


Il Governo attua la disposizione contenuta nel testo del D.L. n. 225, (art. 1, comma 2) che prevede che “con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, può essere disposta l’ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2011 del termine del 31 marzo 2011 di cui al comma 1 ovvero la proroga fino al 31 dicembre 2011 degli ulteriori termini e regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata”.


Tra questi: Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 marzo 2011 recante ulteriore proroga di termini relativa al Ministero dell’economia e delle finanze (in G.U. n. 74 del 31.03.2011).


In particolare, sulla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo 2011, i 12 decreti del presidente del Consiglio dei ministri rinviano a fine anno (salvo determinate eccezioni) i termini di numerosi adempimenti, un provvedimento ad hoc, secondo la materia, per ogni dicastero interessato.


Anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha dunque il suo Dpcm pubblicato in Gazzetta, è datato 25 marzo e indica, nella tabella 1 allegata al documento, i termini prorogati, le nuove date e le motivazioni dello slittamento.


 


 


– Ok del Governo al Fisco regionale


Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 31 marzo 2011 in via definitiva l’ultima versione del quinto decreto attuativo del federalismo; in particolare dal 2013 partirà non solo lo sblocco delle addizionali IRPEF ma anche ogni altro margine di manovrabilità sull’imposta sui redditi.


Nemmeno il tempo per festeggiare il via libera al federalismo regionale che il governo pensa già a rimettere mano al decreto legislativo sul fisco comunale.


Il D.Lgs. n. 23/2011, pubblicato sulla G.U. n. 67 del 23 marzo 2011 sarà in vigore solo dal 6 aprile ma tutti già concordano sulla possibilità di modificarlo. Il Ministro Calderoli non ha chiuso le porte alle modifiche, purché siano migliorative e circostanziate.


L’Anci ha chiesto al premier 4 emendamenti: revisione dei tagli ai comuni, perequazione, restyling dell’Imu e introduzione della service tax.


 


 


– Associazioni, fondazioni e comitati


Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 31 marzo 2011 un disegno di legge delega di riforma della disciplina del Codice Civile delle fondazioni, delle associazioni e dei comitati.


In particolare, vengono individuati meccanismi di riconoscimento della personalità giuridica semplificati e un ampliamento dell’autonomia statutaria degli enti con un maggiore coinvolgimento degli associati nei procedimenti decisionali, trasparenza delle attività degli enti – soprattutto per chi si avvale di fondi e sottoscrizioni pubblici, possibilità di svolgere attività d’impresa in via strumentale, tutelando i terzi.


(Consiglio dei Ministri, seduta del 31 marzo 2011)


 


 


– I B&B pagano la TARSU come le utenze domestiche


I Bed and Breakfast sono locali funzionali e strutturati come abitazioni, pertanto la tariffa TARSU di riferimento, per capacità e produttività di rifiuto, non può che essere quella deliberata per le utenze domestiche.


(Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, sentenza n. 118/1/11 del 21 marzo 2011)


 


 


– ICI: Aggiornati i coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati


Il Ministro dell’Economia e Finanze con il Decreto 14 marzo 2011 (in G.U. n. 75 del 01.04.2011) ha aggiornato i coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’art. 5, comma 3, del D.Lgs. n. 504/1992, ai fini dell’ICI dovuta per l’anno 2011.


Riguarda, in particolare, i criteri  di  determinazione  del  valore ai fini ICI,  dei  fabbricati classificabili nel gruppo  catastale  D,  non  iscritti  in  catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati.


Tutto ciò alla luce dei dati risultanti all’ISTAT sull’andamento del costo di costruzione di un capannone.


(M.E.F., Decreto del 14.03.2011 in G.U. n. 75 del 01.04.2011)


 


 


– Accertamento fiscale dei comuni


Disposizioni, per l’anno 2011, relative ai comuni che abbiano contribuito all’accertamento fiscale e contributivo secondo le modalità di trasmissione delle segnalazioni qualificate previste dai provvedimenti attuativi dell’art. 1 del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, convertito dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.


(Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto 23 marzo 2011 in G.U. n. 75 del 01.04.2011)


 


 


– Crediti imposte estere “abusivi”: confermato il recupero fatto dall’Agenzia delle Entrate 


La C.T.P. di Genova ha confermato l’operato del recupero del Fisco: I pronti contro termine su titoli atipici finalizzati all’utilizzo distorto del credito per imposte pagate all’estero costituiscono un abuso del diritto.


La C.T.P. di Genova (sentenza n. 133/13/11 del 2 marzo 2011) ha così respinto il ricorso di banca Carige, condannata anche al pagamento delle sanzioni.


E’ la seconda volta nel giro di pochi mesi che l’Agenzia delle Entrate vede le proprie ragioni riconosciute dai giudici tributari in materia di ben congegnate operazioni di finanza strutturata realizzate da istituti di credito allo scopo di costruire artificiosi vantaggi tributari, non voluti dall’ordinamento. Operazioni, peraltro, contrastate anche dalle amministrazioni fiscali estere e considerate rappresentative di pianificazione fiscale aggressiva anche in recenti rapporti dell’Ocse.


A novembre del 2010, la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia aveva emesso una prima sentenza favorevole alle argomentazioni sostenute dall’Agenzia nei confronti di Credem holding per operazioni realizzate all’estero dal 2004 in poi, attraverso derivati e triangolazioni internazionali messi in atto con la finalità di alleggerire il proprio carico tributario.


 


 


– La proprietà di due case non legittima l’accertamento


Se un contribuente è proprietario di due case questo non è sufficiente a legittimare un accertamento fiscale.


Ciò in particolare quando uno dei due immobili è stato acquistato molti anni prima e l’altro è stato ereditato.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 7408 del 2011 che in tal modo ha respinto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria.


Nel caso di specie, due coniugi, che avevano ricevuto un accertamento Irpef basato sulla proprietà di un appartamento e di una villetta, risultavano anche intestatari di due auto.


 


 


– Indagini bancarie solo se autorizzate dalla DRE


Per effettuare indagini bancarie è necessaria l’apposita autorizzazione della direzione regionale delle Entrate.


Il documento deve essere allegato all’avviso di accertamento notificato al contribuente. La mancata allegazione determina l’illegittimità dell’intera verifica.


Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, la quale con la sentenza n. 16/10/2011 ha accolto in toto la tesi più garantista a favore del contribuente.


 


 


– Abuso di diritto: stop a talune operazioni commerciali


Alle aziende italiane non è consentito trasferire beni con sconti particolari alle collegate.


La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7343 del 01.04.2011, ha riconosciuto l’abuso di diritto stoppando l’operazione commerciale.


La vicenda ha riguardato il caso dell’azienda milanese cedente a consorziate estere beni a prezzi inferiori a quelli applicati a società terze indipendenti. L’operazione era stata classificata dalla Guardia di finanza come elusiva. E per questo era scattato il recupero a tassazione.


 


 


– In Gazzetta Ufficiale i Decreti sugli studi di settore


Nel Supplemento straordinario alla G.U. n. 76 del 2 aprile 2011 sono stati pubblicati i decreti del Ministero dell’Economia e delle finanze che approvano gli studi di settore relativi alle attività economiche nei settori del commercio, delle manifatture, dei servizi, nonché gli studi di settore relativi a talune attività professionali.


Introdotte nuove ipotesi di esclusione da accertamento per alcune categorie di contribuenti: Niente accertamento per le cooperative e i soggetti Ias.


 


 


– Consulenti del lavoro di Latina: la quota all’Ordine con il modello F24


Anche il Consiglio dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Latina ha scelto di riscuotere via web il contributo dovuto dai suoi iscritti.


Dal 14 marzo, infatti, ha aderito alla convenzione triennale firmata il 17 febbraio scorso dall’Agenzia delle Entrate e dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro.


L’intesa ha dato il via libera al pagamento on line delle somme dovute dai professionisti all’ente.


La possibilità di utilizzare la Rete, infatti, presenta numerosi vantaggi; tra i più rilevanti, la semplificazione della procedura di pagamento, la velocizzazione dei tempi di riscossione e, soprattutto, la possibilità di compensare i crediti tributari.


I consulenti della provincia pontina, per versare la loro quota, dovranno indicare nel modello F24 la causale “LT00”, istituita con la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 40/E del 4 aprile 2011.


 


 


– Fuoriescono dal meccanismo del pro rata i finanziamenti dei concessionari di auto


Le operazioni di finanziamento fornite dalle concessionarie automobilistiche ai propri clienti non concorrono alla determinazione della percentuale di detraibilità Iva (art. 19-bis, comma 2, del D.p.r. n. 633/1972) poiché sono accessorie all’ordinaria attività commerciale svolta dai rivenditori auto.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 41/E del 5 aprile 2011.


Le operazioni consistono in prestiti erogati dalla concessionaria sotto forma di leasing o di finanziamento diretto e il concessionario può svolgere sia una semplice attività di intermediazione sia direttamente la stipula del prestito.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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