Novità fiscali del 28 aprile 2011: non tassabile la cessione di licenza dal padre al figlio; in scadenza la comunicazione dei compensi riscossi per i medici o paramedici; nuova disciplina degli intermediari finanziari; modello 730/2011: intervento di Assonime; OPA: entrata in vigore delle nuove regole Consob e disciplina transitoria

 






 


Indice:


 


1) Non tassabile la cessione di licenza dal padre al figlio


 


2) In scadenza la comunicazione dei compensi riscossi per i medici o paramedici


 


3) Nuova disciplina degli intermediari finanziari


 


4) Modello 730/2011: intervento di Assonime


 


5) OPA: entrata in vigore delle nuove regole Consob e disciplina transitoria


 


6) Altre di fisco


 


 


1) Non tassabile la cessione di licenza dal padre al figlio


Niente plusvalenza sulla cessione di licenza commerciale a seguito di trasferimento da padre in figlio.


In particolare, la cessione della licenza del servizio taxi configura una cessione d’azienda; tuttavia, quando avviene da padre a figlio, il trasferimento si presume a titolo gratuito, senza corrispettivo.


Sono queste le considerazioni espresse dalla Commissione Tributaria Regionale del Lazio, con la sentenza n. 24/6/11 del 02.02.2011, la quale, peraltro, ha annullato l’avviso di accertamento emesso dall’Ufficio del fisco per il recupero a tassazione della plusvalenza derivante dalla cessione della licenza.


La motivazione della sentenza


La cessione di licenza (per il servizio taxi configura una cessione di azienda che, peraltro, non richiede la forma scritta) presuppone la realizzazione di una plusvalenza da assoggettare a imposizione; tuttavia, nel caso di specie, il trasferimento della c.d. azienda è avvenuto tra padre e figlio, e ciò comporta (in base al connesso rapporto di parentela) una presunzione di gratuità dell’atto.


A parere dei giudici si presume, infatti, che il trasferimento tra due soggetti legati da un così stretto vincolo di parentela sia avvenuto senza corrispettivo.


In definitiva, è stata, pertanto, confermata la sentenza precedentemente emessa dal giudice subalterno (Commissione Tributaria Provinciale), che aveva accolto il ricorso del contribuente contro l’avviso di accertamento con cui l’Ufficio recuperava a tassazione la plusvalenza derivante dalla cessione della licenza.


 


 


2) In scadenza la comunicazione dei compensi riscossi per i medici o paramedici


Le strutture private si apprestano a comunicare i compensi riscossi per i sanitari: Si tratta delle parcelle incassate, nel 2010, per conto di chi ha svolto attività di lavoro autonomo medico o paramedico.


Il termine per le strutture sanitarie private scadrà il prossimo 2 maggio, poiché la naturale scadenza (30 aprile) arriva di sabato e, quindi, slitta al primo giorno lavorativo successivo. Entro tale data le suddette strutture devono inviare in via telematica all’Agenzia delle Entrate la comunicazione dei compensi complessivamente riscossi, nel corso dell’anno 2010, in nome e per conto di ciascun operatore sanitario che ha effettuato una prestazione in loco.


Riscossione in nome e per conto


L’obbligo della riscossione accentrata è stata introdotta dalla Finanziaria del 2007 (art. 1, commi da 38 a 42, Legge n. 296/2006) per tutte le strutture sanitarie private che ospitano, mettono a disposizione o concedono in affitto locali della struttura a operatori sanitari (siano essi medici o paramedici) per l’esercizio di lavoro autonomo.


Si tratta, perciò, della riscossione obbligatoria da parte delle strutture ospitanti delle parcelle corrisposte in seguito alle prestazioni sanitarie rese dal professionista nei confronti diretti di un paziente.


Per strutture sanitarie private si intendono le società, gli istituti, le associazioni, i centri medici e diagnostici e ogni altro ente o soggetto privato, in qualsiasi forma organizzati, che operano nel settore dei servizi sanitari e veterinari.


Non rientrano, invece, nell’obbligo di comunicazione le prestazioni eseguite intramoenia, dal momento che l’attività svolta dall’operatore sanitario rientra nel quadro di un rapporto assimilato a quello di lavoro dipendente e, formalmente, la prestazione è resa al paziente dall’ente di cui il professionista è dipendente.


Ovviamente, la struttura sanitaria, che cura la riscossione della fattura emessa dal professionista, funge da tramite tra questi e il paziente.


Il pagamento della parcella deve essere eseguito “nelle mani” della struttura sanitaria che agisce in nome e per conto dell’operatore sanitario.


La somma riscossa va, poi, riversata al professionista interessato, mentre, all’atto del pagamento, è la struttura che rilascia al paziente la ricevuta.


La stessa norma precisa l’obbligo di procedere alla registrazione “nelle scritture contabili obbligatorie o in apposito registro” in cui si devono annotare, distintamente per ciascuna operazione:


– Data del pagamento e estremi della fattura emessa dal professionista;


– generalità e codice fiscale del professionista destinatario del compenso;


– ammontare del corrispettivo riscosso;


– modalità di pagamento.


Naturalmente, l’obbligo della registrazione delle somme incassate dalla struttura sanitaria non esime il professionista dal dover annotare nelle proprie scritture contabili il compenso percepito.


Comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate


Le strutture sanitarie private hanno l’obbligo di inviare in via telematica la comunicazione riguardante “l’ammontare dei compensi complessivamente riscossi per ciascun percipiente” entro il 30 aprile di ogni anno, relativamente alle somme incassate dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno precedente.


La Comunicazione dei compensi riscossi da parte delle strutture sanitarie private (modello SSP), è scaricabile, con le relative istruzioni, dal sito dell’Agenzia delle Entrate.


Nel modello vanno riportati l’anno di riferimento e il tipo di comunicazione, i dati identificativi della struttura e di chi sottoscrive la comunicazione, i dati di ciascun percipiente e l’importo dei compensi.


Il modello va inviato direttamente dal soggetto obbligato, utilizzando i servizi telematici Entratel o Fisconline; la prova della presentazione è data dalla comunicazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento.


In alternativa, la struttura si può rivolgere a un intermediario abilitato, che consegnerà una copia cartacea del modello inviato e copia della comunicazione dell’Agenzia attestante la ricezione del modello.


 


 


3) Nuova disciplina degli intermediari finanziari


Assonime, con la circolare n. 11 del 2011, esaminato la nuova disciplina sugli intermediari finanziari introdotta con il Decreto Legislativo n. 141 del 13 agosto 2010, che ha modificato profondamente  le norme contenute nel titolo V del testo unico bancario.


La disciplina previgente presentava dei profili critici significativi sia per il numero e la varietà dei soggetti interessati, sia per un’architettura dei controlli che non era efficace e proporzionata rispetto ai rischi connessi con le attività prese in considerazione.


La linea di tendenza del nuovo impianto normativo è, invece, quella di restringere l’ambito di applicazione della disciplina, concentrandolo su quei soggetti la cui attività pone in evidenza esigenze di tutela dei consumatori e di tutela della stabilità del mercato finanziario.


Le regole previste per questi intermediari vengono sostanzialmente allineate a quelle previste per gli altri intermediari regolamentati del mercato bancario e finanziario.


In particolare, la nuova disciplina riserva agli intermediari finanziari l’attività di concessione di finanziamenti nei confronti del pubblico.


L’esercizio dell’attività di concessione di finanziamenti verso il pubblico è soggetto a un regime di autorizzazione ed è riservato agli iscritti in un apposito albo unico.


Viene eliminata, quindi, la distinzione tra elenco generale, elenco speciale e sezione speciale dell’elenco generale e viene istituito un unico albo tenuto dalla Banca d’Italia.


Sono previste forme di vigilanza sugli intermediari relative all’adeguatezza patrimoniale, al contenimento del rischio, alle partecipazioni detenibili, all’organizzazione amministrativa e contabile e ai controlli interni.


Inoltre, si introduce il potere di esercitare la vigilanza a livello consolidato.


Una disciplina attenuata è prevista per quelle attività (microcredito e confidi) caratterizzate da un particolare rilievo sociale e da un minor rischio sistemico.
Rispetto alla disciplina previgente non vengono più prese in considerazione le attività di assunzione di partecipazioni e di intermediazione in cambi.


Inoltre non è più considerata attività finanziaria rilevante neppure il finanziamento esercitato in via prevalente ma non nei confronti del pubblico. Vengono meno, quindi, tanto l’elenco speciale dell’articolo 107 del TUB quanto la sezione dell’elenco generale dell’art. 113 del TUB.


(Assonime, circolare n. 11 del 2011)


 


 


4) Modello 730/2011: intervento di Assonime


Assonime, con la Circolare n. 12 del 2011, è intervenuta in tema di Modello 730/2011 che dovrà essere presentato dai lavoratori dipendenti entro il 02.05.2011 (il termine naturale sarebbe stato il 30 aprile, ma quest’anno cade di sabato) ai propri sostituti d’imposta che abbiano comunicato di voler prestare assistenza fiscale, oppure entro il 31.05.2011 ad un Caf dipendenti o ad un professionista abilitato.


Assistenza facoltativa ma conguaglio obbligatorio


In materia, l’Agenzia delle Entrate, all’interno del proprio notiziario fiscale del 27.04.2011, ha precisato che non tutti i sostituti d’imposta (datori di lavoro o enti pensionistici) prestano assistenza fiscale. Questi, a prescindere dal numero dei contribuenti a cui erogano redditi di lavoro dipendente, non sono obbligati all’adempimento.


Quindi, i sostituti d’imposta che intendono offrire l’assistenza fiscale sono tenuti a comunicare la decisione ai propri assistiti.


In ogni caso, il sostituto d’imposta, anche se non svolge questo tipo di attività, deve comunque operare i conguagli emersi dai risultati contabili delle dichiarazioni elaborate dai Caf e dai professionisti abilitati (730-4/2011), resi disponibili, in Rete, dall’Agenzia delle Entrate.


In sostanza, i datori di lavoro (sostituti), una volta ricevuti i 730 dei propri sostituiti, devono effettuare il rimborso delle somme a credito e trattenere quelle a debito sulle retribuzioni di competenza del mese di luglio, mentre, gli enti pensionistici devono eseguire le stesse operazioni sulle pensioni erogate ad agosto o settembre.


I contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale del sostituto non devono produrre alcuna documentazione aggiuntiva, oltre naturalmente al modello 730/2011, compilato in tutte le sue parti e sottoscritto, e alla scheda 730-1 per


la scelta della destinazione dell’8 e del 5 per mille dell’Irpef.


Quindi, non devono consegnare le i documenti a sostegno di oneri portati in detrazione o deduzione nella dichiarazione, giustificativi che, però, vanno comunque conservati fino al 31.12.2015.


Questo perché, nell’ipotesi di un controllo da parte degli uffici delle Entrate, potrebbero essere richiesti e, quindi, andrebbero esibiti.


Altri adempimenti di sostituto e sostituito


Il contribuente consegna la dichiarazione 730/2011 al suo datore di lavoro, questi in cambio gli rilascia una ricevuta (730-2).


Il sostituto, a questo punto procede, con le operazioni di liquidazione. Se riscontra anomalie che compromettono la prosecuzione dell’assistenza fiscale, informa l’interessato, il quale, in tale ipotesi, sarà costretto a presentare il modello Unico. Quando, invece, tutto va per il verso giusto, rilascia una copia della dichiarazione elaborata e il relativo prospetto di liquidazione (730-3).


Al sostituito non resta che verificare l’operato del sostituto e, in presenza di eventuali errori, far apportare le opportune modifiche.


I dati definitivi dei 730/2011 andranno trasmessi in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno.


Assonime, nella suddetta circolare n. 12 del 2011, ha poi segnalato le principali modifiche e integrazioni apportate al Modello 730 rispetto a quello dello scorso anno.


Nel Modello 730/2011 emergono (nel quadro E) alcune delle detrazioni più conosciute, che hanno avuto ricevuto la proroga, come il 36 e il 55% concessi rispettivamente per le ristrutturazioni edilizie e per gli interventi finalizzati al risparmio energetico.


Nel quadro C, l’agevolazione per le somme legate a incrementi di produttività (imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali pari al 10%, nel limite di 6mila euro lordi) e la detrazione sul trattamento economico accessorio per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso, per un importo massimo di 149,50 euro.


Tra le novità emerge la possibilità per i lavoratori dipendenti di recuperare, nel rigo F13 del quadro F, le maggiori imposte pagate sui compensi erogati per gli incrementi di produttività o per lavoro straordinario negli anni 2008 e 2009, redditi che, in quegli anni, potevano essere assoggettati ad imposta sostitutiva. Pertanto, il soggetto che presta l’assistenza deve rifare i calcoli e rideterminare l’imposta dovuta e le relative addizionali, tenendo conto delle somme sulle quali era stata applicata la tassazione ordinaria.


Infine, ulterore novità, riguarda l’opzione per applicare la cedolare secca sugli affitti degli immobili situati nella provincia dell’Aquila (quadro B).


 


 


5) OPA: entrata in vigore delle nuove regole Consob e disciplina transitoria


La delibera Consob n. 17731 del 5 aprile 2011, che modifica il regolamento emittenti in materia di offerte pubbliche di acquisto e di scambio è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 81 del 08.04.2011.


L’entrata in vigore della delibera è così articolata (come da nota Assonime del 22.04.2011):


– in via generale, le nuove disposizioni si applicheranno a partire dal 02.05.2011; quindi le nuove regole saranno applicabili a tutte le offerte per le quali la comunicazione alla Consob e al mercato, effettuata ai sensi dell’art. 102, comma 1, Tuf, oppure l’acquisto determinante il superamento della soglia rilevante ai fini del sorgere dell’obbligo di offerta, saranno effettuati successivamente a tale data;


– alcune disposizioni sono entrate in vigore dal 09.04.2011, e cioè il giorno successivo alla pubblicazione della delibera in Gazzetta Ufficiale; queste disposizioni sono:


– Gli artt. 35, 35-bis, 35-ter e 49, in materia di definizioni, ambito di applicazione delle nuove disposizioni regolamentari, disciplina relativa alle offerte pubbliche di scambio finalizzate all’acquisizione di titoli di debito e disciplina delle esenzioni dall’obbligo di promozione di un’offerta pubblica di acquisto;
– le disposizioni dell’art- 49, comma 1, lettera g), in materia di esenzione dall’obbligo di opa in caso di operazioni di fusioni, che si applicano alle operazioni per le quali la data della riunione dell’organo di amministrazione che deliberi o abbia deliberato la convocazione dell’assemblea per l’approvazione delle operazioni stesse è successiva al 09.04.2011;


– è previsto un regime transitorio speciale in materia di strumenti finanziari derivati, con particolare riferimento all’applicazione dell’art. 44-ter; in particolare:
– Gli strumenti finanziari derivati detenuti prima del 02.05.2011 sono computati ai fini del superamento delle soglie previste per l’obbligo di opa a seguito di acquisti, di strumenti finanziari, anche derivati, non esecutivi di impegni assunti precedentemente, compiuti dopo l’entrata in vigore della delibera (dopo il 02.05.2011);


– non è tenuto all’obbligo di opa chi si trovi, alla data del 02.05.2011, al di sopra delle soglie opa a causa degli strumenti finanziari derivati detenuti; in tal caso, l’obbligo di opa non scatta neppure nel caso di incremento della sola partecipazione in titoli successivamente al 02.05.2011, purché la partecipazione (in titoli) resti al di sotto della soglia opa; l’obbligo di opa scatta solo quando la partecipazione superi le soglie opa, per effetto di acquisti di titoli o di conversione di strumenti derivati già detenuti, dopo al 02.05.2011;


– ferma restando quanto sopra, chiunque superi una soglia rilevante per effetto dell’acquisto, non esecutivo di impegni assunti precedentemente, di strumenti finanziari derivati compiuto nel periodo compreso tra il 09.04.2011 ed il 01.05.2011 è tenuto a promuovere un’offerta, a meno che non riduca la propria partecipazione al di sotto di tale soglia entro il 02.05.2013; scopo della previsione, come chiarito nel Documento sull’esito della consultazione pubblicato dalla Consob il 05.04.2011, è quello di evitare possibili fenomeni elusivi attraverso la conclusione di nuovi contratti derivati nel periodo compreso tra la pubblicazione del regolamento e la data di entrata in vigore delle disposizioni in materia di derivati, lasciando però un termine sufficientemente ampio per ridurre la partecipazione;


– i soggetti indicati nell’art. 114, comma 5, del Testo unico, e cioè gli emittenti quotati, i soggetti che li controllano, i componenti degli organi di amministrazione e di controllo e i dirigenti, i soggetti che detengono una partecipazione rilevante o che partecipano a un patto, che, si trovino, al 02.05.2011, sopra le soglie previste dall’art. 106, commi 1 e 3, lettera b) del Testo unico (30% e acquisti superiori al 5% da parte di soggetti che già detengono il 30%), a causa degli strumenti finanziari derivati detenuti, devono diffondere, con le modalità indicate nell’art. 36, entro il 09.05.2011 (“entro cinque giorni di negoziazione dalla medesima data di entrata in vigore della presente delibera”) un comunicato contenente il dettaglio delle componenti della partecipazione detenuta.


Nel Documento sull’esito della consultazione, la Consob ha spiegato che, visto l’attuale disallineamento della disciplina in materia di trasparenza proprietaria (ai sensi della quale rilevano, al momento, solo gli strumenti derivati con regolamento fisico), la disposizione intende garantire che sia conosciuta la posizione dei soggetti che si trovino, computando gli strumenti finanziari derivati, al di sopra di soglie rilevanti ai fini dell’insorgere dell’obbligo di OPA.


Il superamento della soglia a seguito di acquisti (di titoli o di derivati) dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento sarebbe noto al mercato perché scatta l’obbligo di opa; diversamente, chi si venga a trovare in tale posizione per effetto di acquisti effettuati precedentemente, non essendo al momento obbligato a promuovere l’offerta, non sarà tenuto a dichiararlo.


Con riferimento alle azioni proprie (art. 44-bis), non è stato previsto un regime transitorio.


Dal 02.05.2011 si applicano le regole generali e quindi:


– le azioni proprie detenute dall’emittente, anche indirettamente, sono escluse dal capitale sociale sui cui si calcola la partecipazione rilevante ai fini dell’obbligo di opa (art. 44-bis, comma 1).


La norma generalizza l’interpretazione già data dalla Consob (Comunicazioni nn. 1059750 e 1059755 del 2001 e n. DEM/DCL/4073976 del 2004) nel caso di superamento della soglia da parte di un soggetto (o di una pluralità di soggetti riuniti in un patto) che si trovava in posizione di controllo rispetto all’emittente. Per effetto di tale norma le soglie “opa” effettive di società che detengano azioni proprie sono proporzionalmente “inferiori”, non solo ai fini del socio di controllo (di diritto o di fatto) ma rispetto agli acquisti effettuati da chiunque;


– nel caso di acquisto di azioni proprie da parte dell’emittente, in esecuzione di una delibera approvata con il meccanismo del cd. whitewash (anche con il voto favorevole della maggioranza dei soci presenti in assemblea, diversi dal socio o dai soci che detengono, anche congiuntamente, la partecipazione di maggioranza, anche relativa, purché superiore al 10%), le azioni proprie restano, invece, incluse nel capitale sociale su cui si calcola la partecipazione rilevante (art. 44-bis, comma 2).


Per effetto di tale norma, dunque, non scatta l’obbligo di opa quando il superamento della soglia rilevante da parte di un socio deriva da un acquisto di azioni proprie da parte dell’emittente e l’operazione è stata approvata con delibera adottata con il meccanismo del whitewash.


Gli acquisti di azioni proprie compiuti dall’emittente dopo il 02.05.2011 ma in esecuzione di una delibera approvata prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina sembrano restare fuori dall’ambito di applicazione della norma (art. 44-bis, comma 2).


La Consob dovrebbe valutare caso per caso se l’eventuale superamento della soglia opa da parte di un socio determini l’obbligo di offerta; al riguardo, Assonime ritiene che, in applicazione delle comunicazioni interpretative della Consob sopra citate, lo scomputo delle azioni proprie dal capitale sociale riguardi solo la posizione del socio di controllo, di diritto o di fatto, il quale con i diritti di voto a sua disposizione sia stato in grado di determinare le decisioni dell’emittente in merito all’acquisto e alla vendita di azioni proprie.


 


 


6) Altre di fisco:


 


– La consulenza fiscale è libera: non occorre l’iscrizione ad un apposito Albo


E’ libera la consulenza fiscale poiché non è riservata per legge agli iscritti all’Ordine, quindi, può essere esercitata da un tributarista non appartenente ad un Albo.


Per conseguenza è pure legittima la parcella emessa dal tributarista che faccia riferimento ad un tariffario predisposto dall’associazione cui appartiene.


Ribadita la libertà di prestazione per materie non coperte da riserva di legge a seguito di ricorso presentato da un tributarista iscritto alla Lapet cui non era stata pagata la parcella da parte del cliente, giacché non iscritto ad un Ordine professionale.


(Tribunale di Belluno, sentenza n. 124 del 15.03.2011)


 


 


– Cassazione: Sanzioni antritrust non deducibili


Non sono deducibili le sanzioni antitrust: Le sanzioni irrogate dall’antitrust hanno natura amministrativa e funzione “afflittiva e deflativa”. Tali sanzioni servono come “deterrente di futuri analoghi illeciti”.


A parere dell’antitrust consentire la loro deducibilità “significa neutralizzare la ratio punitiva della penalità, trasformandola in un premio”.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 8135 del 2011)


 


 


– Novità nel modello 770/2011


Il modello 770 contiene il nuovo quadro SY relativo ai dati sui pignoramenti avvenuti nel corso del 2010 (sia del terzo erogatore, che ha effettuato i pagamenti in favore del creditore pignoratizio, sia del debitore principale che li ha subiti).


Il nuovo quadro è composto di due sezioni: La prima è dedicata al terzo erogatore che deve compilarla in ogni caso indipendentemente dalla ritenuta del 20%.


I sostituiti di imposta che andranno a compilare tale sezione saranno quelli che nel 2010 hanno effettuato pagamenti di somme pignorate e che su questi hanno pagato la ritenuta.


La seconda sezione è riservata al debitore principale che se deve presentare il 770 semplificato è obbligato a fornire tutta una serie di dati identificativi.


 


 


– Sistri: Contributo annuale da versare entro il 30 aprile


Nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 26.04.2011 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale n. 52/2011 che raccoglie tutte le norme in materia di “Sistri” e che contiene la proroga dei termini per il pagamento del tributo annuale (dal 31 gennaio al 30.04.2011).


Le imprese interessate (tra quelle che producono, gestiscono e trasportano rifiuti) sono ora chiamate al pagamento del 30.04.2011 e poche avevano già provveduto al versamento dal momento che il ritardo nella pubblicazione del decreto aveva contribuito a aumentare il clima di incertezza che aveva spinto molte imprese ancora a non pagare.


 


 


– Case fantasma: Iscrizione volontaria al Catasto entro il 30 aprile: poi controlli per accertare chi non ha regolarizzato


Rimangono ormai pochi giorni per iscrivere spontaneamente al Catasto i fabbricati non denunciati e comunicare gli interventi che hanno modificato gli appartamenti o ne hanno cambiato la destinazione.


Scade, infatti, il 30.04.2011 il termine per potere regolarizzare le case cd “fantasma”.


Ciò consentirà di evitare l’accertamento dell’Agenzia del Territorio con oneri e sanzioni.


Il decreto “milleproroghe” ha, infatti, rinviato di un mese la scadenza che la legge di stabilità 2011 (legge 122/2010) aveva fissato per il 31 marzo.


A tal fine, l’Agenzia del Territorio ed il Consiglio nazionale geometri hanno firmato, il 13 aprile, un’intesa che vuole i professionisti a fianco dei dipendenti del Territorio per l’attribuzione della rendita catastale alle “case fantasma”.


 


 


– Studi di settore: Bozza modello parte generale


E’ stata pubblicata il 26.04.2011 sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione in bozza della parte generale delle istruzioni al Modello Studi di Settore da allegare al Modello Unico 2011.


Tra le novità, l’ampliamento dei soggetti esclusi da studi di settore:


– Società cooperative a mutualità prevalente di cui all’art. 2512 c.c.;


– soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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