Novità fiscali del 18 aprile 2011: operazioni Iva sopra i 3.600 euro: é slittata al 1° luglio la rilevazione dei dati per la comunicazione al Fisco; reti d’impresa: gli sgravi fiscali da maggio prossimo; sindaci di società e tariffa professionale: prevale l’accordo tra le parti; la fattura non registrata in contabilità non legittima l’applicazione induttiva; sfratto difficile: il fisco ammetta la diminuzione del valore dell’immobile; credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo: disposte le modalità di utilizzo degli stanziamenti previsti; iscrizione mobilità anche a lavoratori studi professionali; note informative del CNDCEC: approvato uno schema di relazione del collegio sindacale

 






 


Indice:


 


1) Operazioni Iva sopra i 3.600 euro: é slittata al 1° luglio la rilevazione dei dati per la comunicazione al Fisco


 


2) Reti d’impresa: gli sgravi fiscali da maggio prossimo


 


3) Sindaci di società e tariffa professionale: prevale l’accordo tra le parti


 


4) La fattura non registrata in contabilità non legittima l’applicazione induttiva


 


5) Sfratto difficile: il fisco ammetta la diminuzione del valore dell’immobile


 


6) Credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo: disposte le modalità di utilizzo degli stanziamenti previsti


 


7) Aumentano entrate fiscali +3,8%: nei primi due mesi del 2011 si attestano a quota 58,674 miliardi


 


8) Iscrizione mobilità anche a lavoratori studi professionali


 


9) Note informative del CNDCEC: approvato uno schema di relazione del collegio sindacale


 


 


1) Operazioni Iva sopra i 3.600 euro: é slittata al 1° luglio la rilevazione dei dati per la comunicazione al Fisco


E’ stato disposto lo slittamento al 1° luglio 2011 dell’obbligo di acquisire i dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva che riguardano i consumatori finali (art. 21 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010 n. 122).


A ciò ha pensato, infatti, il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14.04.2011.


In vista, infatti, dei necessari adeguamenti, anche di tipo tecnologico, connessi


all’adempimento, gli esercenti avranno due mesi di tempo in più per rilevare i dati relativi agli acquisti di beni e servizi che oltrepassano la soglia dei 3.600 euro, Iva inclusa, per i quali non è prevista l’emissione di fattura.


Le finalità di tale provvedimento


Con il Provvedimento prot. n. 184182 del 22 dicembre 2010 è stata data attuazione all’obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell’Iva di importo non inferiore a euro tremila, introdotto dall’art. 21 del Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010 n. 122 e sono stati individuati i soggetti obbligati alla comunicazione, l’oggetto della comunicazione, i relativi elementi ed i termini di trasmissione, oltre che le relative modalità.


Nel provvedimento viene previsto che l’obbligo si estende a tutti i soggetti passivi relativamente alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi rese e ricevute, per le quali, nel corso del periodo d’imposta, i corrispettivi dovuti dal cessionario o committente, o al cedente o prestatore, secondo le condizioni contrattuali, superano la soglia dei 3.000 euro, al netto dell’imposta applicata e, per le operazioni non soggette all’obbligo di fatturazione, la soglia di 3.600 euro, comprensiva dell’Iva.


Adesso, al fine di consentire i necessari adeguamenti, anche di tipo tecnologico, connessi all’adempimento del nuovo obbligo di comunicazione delle operazioni per le quali non ricorre l’obbligo di emissione della fattura, viene modificato il punto 2.5 del citato Provvedimento del 22 dicembre 2010 che prevede, in fase di prima applicazione, l’esclusione dall’obbligo di rilevazione delle operazioni per le quali non ricorre l’obbligo di emissione della fattura effettuate fino al 30 aprile 2011, stabilendo che l’esclusione operi anche per tutte le operazioni effettuate dal 1° maggio 2011 al 30 giugno 2011.


 


 


2) Reti d’impresa: gli sgravi fiscali da maggio prossimo


Dal prossimo mese di maggio parte il contratto di rete con l’invio, da parte delle imprese che intendono accedere all’agevolazione, introdotta con l’art. 42 del D.L. 78/2010, della comunicazione dei dati richiesti per fruire dei vantaggi fiscali.


I modelli da compilare, con relativi tempi e modalità, sono stati approvati con due provvedimenti firmati dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, che ufficializzano l’invito rivolto alle imprese a fare sistema.


Il terzo provvedimento ha regolato, invece, i termini, modi e contenuto della trasmissione telematica dei dati relativi alle imprese per le quali è stata rilasciata l’asseverazione del programma comune di rete da parte degli appositi organismi.


Il tutto è stato completato dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 15/E del 14.04.2011, che ha forniti i primi chiarimenti su come le imprese possono accedere all’agevolazione collegata ai contratti di rete.


Termini e criteri


In particolare, sono previste tre comunicazioni. La prima, per la comunicazione dei dati necessari alla fruizione dei vantaggi fiscali – mod. RETI – dovrà essere inviata dalle imprese appartenenti alle reti d’impresa, dal 2 al 23 maggio 2011, 2012 e 2013 relativamente ai periodi d’imposta in corso, rispettivamente, al 31 dicembre 2010, 2011 e 2012.


La trasmissione telematica deve essere effettuata utilizzando il software “AGEVOLAZIONERETI” (disponibile dal prossimo 20 aprile).


Mentre la seconda, con la quale è comunicata l’idoneità dell’organismo ad asseverare, cioè validare, un determinato programma di rete, sarà inviata all’Agenzia delle Entrate dalle rispettive Confederazioni di rappresentanza datoriale, rappresentative a livello nazionale.


Infine, è prevista una terza comunicazione, concernente i dati delle imprese nei cui confronti è rilasciata l’asseverazione del programma comune di rete, che deve essere inviata telematicamente, via Entratel o Fisconline, entro il mese di aprile dell’anno successivo all’avvenuta asseverazione, utilizzando anche i software di controllo messi a disposizione dall’Agenzia. Occhio alle dimensioni degli archivi, che non devono superare i 3 megabyte.


Le finalità


L’obiettivo dei contratti di rete è di sostenere le attività imprenditoriali mediante il potenziamento e l’incentivazione di specifiche forme di collaborazione reciproca tra le imprese in ambiti diversi e in vista della realizzazione di progetti comuni.


A questo fine, la norma ha previsto un’agevolazione ad hoc, che prevede la sospensione dell’imposta sulla quota degli utili dell’esercizio che le imprese, che sottoscrivono un contratto di rete, scelgono di destinare a un’apposita riserva, destinandoli al fondo patrimoniale comune (o a patrimonio destinato all’affare).


Plafond


Il plafond in favore delle reti è di 48milioni di euro. In particolare, 20milioni per l’anno 2011, annualità d’esordio dell’incentivo, e 14milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013. Comunque, in relazione ad ogni singola impresa, l’importo di utili che non concorre alla formazione del reddito non può superare il limite di 1milione di euro.


Quando l’impresa decade dall’agevolazione e quando trova il suo termine naturale


Due i casi in cui la quota degli utili accantonati, in apposita riserva, fuoriesce dallo stato transitorio di sospensione dell’imposta per fare ritorno nei confini del reddito imponibile. Innanzitutto, se l’impresa utilizza gli utili accantonati per scopi diversi dalla copertura delle perdite d’esercizio e, nella seconda ipotesi, qualora venga meno l’adesione al contratto di rete.


Il testo dei provvedimenti e della circolare è disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it.


 


 


3) Sindaci di società e tariffa professionale: prevale l’accordo tra le parti


Secondo il parere di Assonime (contenuto nella circolare n. 9 del 14.04.2011, incentrata sulle competenze spettanti ai Dottori Commercialisti ed agli Esperti Contabili), il compenso dei sindaci può essere preconcordato in via autonoma anche per importi inferiori rispetto a quanto espresso dalle tariffe professionali senza che ciò violi la legge o il codice deontologico.


Le vecchie tariffe sopravvivono laddove le delibere assembleari abbiano richiamato espressamente il D.P.R. n. 645/1994.


Le nuove tariffe, entrate in vigore il 30.10.2010, non prevedono un tetto massimo ai compensi, come avveniva in passato, pertanto, la determinazione degli stessi mediante il richiamo alle tariffe dei Dottori Commercialisti può comportare un significativo incremento degli esborsi per le società.


 


 


4) La fattura non registrata in contabilità non legittima l’applicazione induttiva


Anche se nel corso di una verifica fiscale i verificatori scoprono l’esistenza di una fattura non registrata non possono, comunque, applicare l’accertamento fiscale con il metodo induttivo.


Tale circostanza non è, infatti, sufficiente a delegittimare la tenuta della contabilità da parte del contribuente.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8563 del 14.04.2011 che ha, così, respinto il ricorso presentato dell’Agenzia delle Entrate.


Nel caso di specie, il rinvenimento da parte della Guardia di finanza di una fattura non registrata presso un cliente dell’azienda ha reso, comunque, nullo l’accertamento dell’Iva.


Durante un controllo presso un cliente di una S.r.l., la GdF aveva trovato una fattura risultata poi non registrata.


A questo punto l’Amministrazione finanziaria aveva proceduto ad emettere l’accertamento Iva che la contribuente ha tempestivamente impugnato.


Su tale vicenda sono poi seguite le decisioni delle Commissioni tributarie (di primo e secondo grado) che hanno dato ragione alla S.r.l..


Nella fase conclusiva del contenzioso tributario, l’Amministrazione finanziaria si è, quindi, dovuta rivolgere presso la Suprema Corte di Cassazione che, tuttavia, si è limitata a confermare quanto già stabilito dai giudici sottostanti, bocciando, in tal modo, le pretese erariali.


 


 


5) Sfratto difficile: il fisco ammetta la diminuzione del valore dell’immobile


La presenza di un inquilino moroso, difficilmente sfrattabile, giustifica una riduzione del valore dell’immobile accertato ai fini dell’Imposta di registro.


Con queste motivazioni la Commissione Tributaria Regionale del Lazio (sentenza 62/22/11 del 28.02.2011) ha accolto parzialmente l’appello presentato dal contribuente.


La vicenda ha riguardato la compravendita di un appartamento ad uso ufficio occupato da una persona anziana difficilmente sfrattabile nonostante la validità dello sfratto.


 


 


6) Credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo: disposte le modalità di utilizzo degli stanziamenti previsti


Può essere fruito subito con il modello F24 nella misura massima del 47,53% il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo.


Il Decreto interministeriale 04.03.2011 (emanato in base all’art. 2, comma 236, della Legge 23.12.2009, n. 191), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18.04.2011, ha disposto le modalità di utilizzo degli stanziamenti previsti (dal citato comma 236) in relazione al credito d’imposta inerente alle attività di ricerca e sviluppo di cui all’art. 1, commi da 280 a 283, della Legge 27.12.2006, n. 296.


In particolare, tale neo Decreto ha stabilito che le risorse sono utilizzate dai soggetti che hanno avviato gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo prima del 29.11.2008 (data di entrata in vigore del D.L. n. 185 del 2008 che ha disposto la procedura di monitoraggio su detto credito d’imposta) e che non hanno ricevuto il nulla-osta per la fruizione del credito d’imposta, per esaurimento delle risorse disponibili, all’esito del “click-day” del 06.05.2009.


Il comma 3 dell’art. 1 ha disposto che l’utilizzo delle risorse è consentito nella misura massima del 20,37% dell’importo complessivamente richiesto per tutti e tre gli anni 2007, 2008 e 2009 a decorrere dalla data di pubblicazione del presente decreto e dell’ulteriore 27,16% del predetto importo a decorrere dall’anno 2011.


Poiché la pubblicazione del decreto è avvenuta durante l’anno 2011, è possibile utilizzare il credito d’imposta immediatamente – ed esclusivamente tramite il mod. F24 – nella misura massima complessiva del 47,53%.


(Ministero dell’Economia e Finanze, comunicato stampa del 15.04.2011)


 


 


7) Aumentano entrate fiscali +3,8%: nei primi due mesi del 2011 si attestano a quota 58,674 miliardi


Nei primi due mesi del 2011 le entrate fiscali si sono attestate a quota 58,674 miliardi di euro, in crescita del 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2010.


E’ quanto ha comunicato il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia in data 15.04.2011.


E’, infatti, disponibile sul sito del dipartimento delle Finanze, il Rapporto delle entrate tributarie di febbraio 2011, pubblicato insieme al Bollettino, alle Appendici statistiche e guida normativa e alla Nota tecnica per il periodo gennaio-febbraio.


On line anche il Report delle entrate tributarie internazionali di febbraio 2011.


 


 


8) Iscrizione mobilità anche a lavoratori studi professionali


Riconosciuto ai dipendenti degli studi professionali il diritto a iscriversi nelle liste di mobilità, con conseguente assunzione agevolata in caso di nuova occupazione. L’interpello ministeriale n. 10/11 ha cancellato la sperequazione tra lavoratori (Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 14.04.2011).


Lavoro autonomo e co.co.co. compatibili con la percezione dell’indennità di mobilità


Dal canto suo l’Inps con la circolare numero 67 del 14.04.2011 ha sostenuto che l’attività di lavoro autonomo è compatibile con la percezione dell’indennità di mobilità quando i redditi che ne derivino siano tali da non comportare la perdita dello stato di disoccupazione; tali redditi, in vigenza dell’attuale normativa in materia di imposte sui redditi, sono quantificati in 4.800 euro nell’anno solare per l’attività di lavoro autonomo e 8.000 euro per le collaborazioni coordinate e continuative.


 


 


9) Note informative del CNDCEC: approvato uno schema di relazione del collegio sindacale


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato, sul proprio sito (www.commercialisti.it o www.cndcec.it ), una serie di documenti, in particolare con la nota informativa n. 29 del 15.04.2011 un documento contenente la relazione del collegio sindacale all’assemblea dei soci ai sensi dell’art. 2429, comma 2, del c.c..


Con la nota informativa n. 30 del 15.04.2011 ha pubblicato il testo di una dichiarazione solenne, ispirata ai principi ed alle norme deontologiche della professione di Commercialista, da proporre ai propri iscritti nel momento in cui viene accolta la domanda di iscrizione all’Ordine professionale.


La precedente nota informativa (n. 28 del 15.04.2011) ha reso noto l’avvenuta pubblicazione della proposta motivata per il conferimento dell’incarico di revisione legale dei conti ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 39/2010.


Infine, la nota informativa n. 31 sempre del 15.04.2011 si occupa degli adempimenti periodici degli ordini territoriali (entrata in vigore del nuovo sistema PERLA PA).


Viene precisato che le comunicazioni in scadenza il 31.05.2011 relative ai distacchi, aspettative e permessi sindacali fruiti dai dipendenti nell’anno 2010, dovranno essere inoltrate con il sistema tradizionale.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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