Modello Unico Società di Capitali 2011

Modello Unico SC 2011: le novità

 

Premessa

Gli anni 2009 e 2010 sono stati interessati da numerosi provvedimenti relativi al reddito d’impresa.

Ciò, ovviamente, ha inciso anche sulla redazione delle dichiarazioni dei redditi delle società di capitali.

In tale contesto, il quadro del Modello Unico SC 2011 che presenta le maggiori modifiche normative è stato quello denominato “ quadro RF” (relativo alla determinazione del reddito di impresa).

Rispetto al precedente modello (Modello Unico SC 2010) è stato soppresso sia il quadro RG (relativo all’imposta sostitutiva dei fondi comuni di investimento immobiliari chiusi), i cui dati sono collocati nella sezione 16 del quadro RQ, sia la sezione del quadro RS relativo ai dati dei bilanci redatti secondo le norme del codice civile e non in base ai principi contabili internazionali.

Novità e conferme

Queste di seguito sono le novità e le conferme che hanno interessato tale modello:

– L’esclusione dalle imposte sul reddito di impresa del 50% degli investimenti in nuovi macchinari ed attrezzature inclusi nella Divisione 28 della Tabella Ateco di cui al Provv. Agenzia Entrate 16.11.2007, effettuati dall’1.7.2009 al 30.6.2010, ex Tremonti-ter (quadro RS);

– l’esclusione dal reddito di impresa soggetto ad imposizione, entro la soglia di  € 70.000.000, del valore degli investimenti in attività di ricerca industriale o di sviluppo precompetititivo per la realizzazione di campionari effettuati nella Ue dalle imprese che esplicano le attività di cui alle Divisioni 13, 14, 15 o 32.99.20 per l’attività di fabbricazione di bottoni della Tabella Ateco dal periodo di imposta successivo al 31.12.2009 e fino alla chiusura del periodo di imposta in corso al 31.12.2010, come si desume dal quadro RS (cd. Tremonti tessile);

– il rinvio al 31.12.2010, nei Comuni indicati dal Legislatore, dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio per finita locazione degli immobili concessi in locazione ad uso abitativo, per ridurre il disagio abitativo ed agevolare il passaggio da casa a casa delle specifiche categorie sociali di cui all’art. 1, co. 1, L. 8.2.2007, n. 9;

– la partecipazione, fino al periodo di imposta in corso al 31.12.2012, di una quota degli utili dell’esercizio destinati dalle imprese aderenti ad un contratto di rete (L. 9.4.2009, n. 33).

– la detrazione in 10 quote annuali costanti delle spese di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica degli edifici, in relazione alle spese sostenute entro il 31.12.2011, come indicato nel quadro RS;

– la modifica, a partire dal periodo di imposta 2010, delle regole di deducibilità degli interessi passivi (quadro RF).

Quadro RF  determinazione del reddito

Come è noto, il reddito d’impresa deriva dalla somma algebrica tra l’utile o la perdita risultanti dal conto economico (bilancio d’esercizio), da indicare nel rigo RF4 (utile) o RF5 (perdita), e le variazioni in aumento e in diminuzione di cui alle norme del TUIR o di altre disposizioni.

Inoltre, nel rigo RF6 (componenti positivi), occorre indicare gli ammortamenti, le maggiori plusvalenze o le minori minusvalenze e le sopravvenienze che contribuiscono al reddito.

Nella colonna 4 si scrive l’importo complessivo di tali componenti (cd. decremento dell’eccedenza pregressa), che equivale a quello indicato nel rigo EC20, colonna 2, e, alle colonne 1, 2 e 3, la parte di tale importo riferibile nell’ordine ai beni materiali e immateriali ammortizzabili (rigo EC7, colonna 2), agli altri beni (rigo EC12, colonna 2) e agli accantonamenti (rigo EC19, colonna 2).

Quadro RF – variazioni in aumento

Tra le variazioni in aumento, nel rigo RF19 va indicato l’ammontare indeducibile delle spese e degli altri componenti negativi relativi ai mezzi di trasporto a motore utilizzati (art. 164 del TUIR).

Mentre nel rigo RF32 (altre variazioni in diminuzione) vanno indicate le variazioni in aumento diverse da quelle espressamente elencate, quali la quota deducibile pari al 5% dei dividendi imputati per competenza negli esercizi precedenti ed incassati nel periodo d’imposta oggetto della dichiarazione (codice 1), nonché l’ammontare dell’incentivo fiscale derivante dall’applicazione dei co. 3 e 3-bis dell’art. 5, D.L. 78/2009, pari al corrispettivo o al valore normale dei beni oggetto dell’agevolazione, fino a concorrenza della variazione in diminuzione effettuata nel periodo in cui è stato realizzato l’investimento (codice 2) e, per finire, con il codice 16, l’80% delle spese di pubblicità dei medicinali sostenute dalle società farmaceutiche in occasione di convegni e congressi e il 100% degli oneri sostenuti per l’acquisto di beni o servizi destinati, anche in modo indiretto, a medici, veterinari o farmacisti, per favorire la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto ad uso farmaceutico.

Quadro RF – variazioni in diminuzione

Viceversa, in relazione alle variazioni in diminuzione, nel rigo RF38 (dividendi di utili formati da regime di trasparenza) si deve indicare l’intero ammontare dei dividendi ricevuti, imputati al conto economico, formati con utili prodotti nei periodi di applicazione del regime di trasparenza di cui all’art. 115 del TUIR.

Il rigo RF48 è riservato all’indicazione degli utili distribuiti da soggetti residenti in Stati o territori con regime fiscale privilegiato fino all’importo limite dei redditi assoggettati a  tassazione separata nel quadro RM.

Inoltre, nel rigo RF50 (reddito esente e detassato), colonna 6, occorre riportare il reddito esente ai fini Ires, per il quale si compila il prospetto delle agevolazioni territoriali e settoriali (cooperative agricole, della piccola pesca e di produzione e lavoro) di cui al quadro RS.

Quadro RF – prospetto per la determinazione degli interessi passivi indeducibili

Infine, coloro che devono portare in deduzione gli interessi passivi ai sensi dell’art. 96 del  TUIR devono compilare l’apposito prospetto degli interessi passivi.

Gli interessi passivi e gli oneri assimilati diversi da quelli già inclusi nel costo dei beni – ai sensi del co. 1, lett. b), dell’art. 110 del TUIR – sono deducibili in ciascun periodo d’imposta fino all’ammontare degli interessi attivi e dei proventi assimilati.

L’eccedenza è deducibile nel limite del 30% del risultato operativo lordo della gestione caratteristica (ROL).

Nel rigo RF119 va indicato in colonna 1 l’importo corrispondente al ROL.

Le istruzioni ministeriali al Modello Unico SC 2011 precisano che per tale importo si intende la differenza tra il valore e i costi della produzione di cui alle lettere A) e B) dell’articolo 2425 c.c., con esclusione delle voci di cui al numero 10), lettere a) e b), e dei canoni di locazione finanziaria di beni strumentali, così come risultanti dal conto economico dell’esercizio; per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali si assumono le voci di conto economico corrispondenti.

Se il ROL è negativo non va indicato alcun importo in colonna 1.

Mentre nella colonna 2 va indicata la quota degli interessi passivi deducibili nel limite del 30% del risultato operativo lordo della gestione caratteristica di cui alla colonna 1.

A tal fine, qualora sia stata compilata la colonna 5 del rigo RF118, occorre riportare il minore tra l’importo indicato nella predetta colonna 5 ed il 30% dell’importo di cui a colonna 1 del suddetto rigo che, per il presente periodo d’imposta costituisce il limite di deducibilità degli interessi passivi.

L’importo relativo agli interessi passivi indeducibili pregressi che trova capienza nel limite dell’importo del 30% del ROL può essere dedotto indicando l’ammontare nel rigo RF54 col codice 13.

Nel rigo RF120, colonna 2 va indicato l’ammontare relativo al ROL eccedente l’importo che è stato utilizzato pari alla differenza, se positiva, tra il 30% dell’importo di colonna 1 del rigo RF119 e l’importo di colonna 5 del rigo RF118.

Viene, quindi, precisato che il mancato utilizzo dell’eccedenza di ROL nel caso siano presenti interessi passivi netti indeducibili comporta l’impossibilità di utilizzare il ROL eccedente negli anni successivi.

Non possono essere riportate in avanti con riferimento al medesimo periodo d’imposta sia le eccedenze di ROL inutilizzato che le eccedenze di interessi passivi netti indeducibili.

Nella colonna 3 va indicato l’ammontare del ROL eccedente riportabile che il soggetto in regime di tassazione da c.d. “Robin Tax” (D.L. n. 112 del 2008, art. 81) può utilizzare nei periodi d’imposta successivi ancorché abbia trasferito alla consolidante (ex art. 117 e seguenti del TUIR) il suddetto ammontare di ROL. Precisazione: Tale importo costituisce il limite massimo di deducibilità degli interessi passivi imputati per periodi d’imposta successivi.

Nel rigo RF121, colonna 3, va indicato l’importo delle eccedenze di interessi passivi non deducibili rispetto al 30% del ROL, pari alla differenza, se positiva, tra gli importi indicati in colonna 5 del rigo RF118 e in colonna 2 del rigo RF119.

L’ammontare degli interessi passivi di periodo indeducibili è pari alla differenza, se positiva, tra l’importo indicato nella presente colonna 3, e l’importo indicato in colonna 2 del rigo RF118.

Il suddetto importo va poi riportato nel rigo RF16 (variazione in aumento).

Qualora il dichiarante abbia aderito al regime del consolidato nazionale, ai sensi dell’art. 96, comma 7, del Tuir, l’eventuale eccedenza di interessi passivi ed oneri assimilati indeducibili generatasi in capo a un soggetto può essere portata in abbattimento del reddito complessivo di gruppo se e nei limiti in cui altri soggetti partecipanti al consolidato presentino, per lo stesso periodo d’imposta, un ROL capiente non integralmente sfruttato per la deduzione.

Le eccedenze di interessi passivi netti indeducibili riportate in avanti da esercizi precedenti ai sensi del comma 4 dell’art. 96 del Tuir, che si sono generate anteriormente all’ingresso nel regime di consolidato nazionale, non possono essere portate in abbattimento del reddito complessivo di gruppo.

A tal fine l’importo di ROL eccedente trasferito al consolidato, va indicato anche nel rigo RF120, colonna 1, e l’importo di interessi passivi riportabili, indicati in colonna 3, che sono trasferiti al consolidato va indicato nel rigo RF121, colonna 2.

Infine, le eccedenze di interessi passivi indeducibili non trasferibili al consolidato, giacché generati in periodi d’imposta antecedenti alla tassazione di gruppo, devono essere indicate in colonna 1 del predetto rigo RF121.

Gli importi trasferiti al consolidato devono essere indicati nel quadro GN (o GC).

Spese di rappresentanza

In relazione alle cd. spese di rappresentanza, tra le variazioni in aumento:

Nel rigo RF24, va indicato l’ammontare:

– in colonna 1, delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande, diverse da quelle di cui al comma 3 dell’art. 95 del TUIR; tale importo va indicato anche in colonna 3;

– in colonna 2, delle spese di rappresentanza imputate a conto economico, di cui all’art. 108, comma 2, secondo periodo, del TUIR, diverse dalle precedenti; tale importo va indicato anche in colonna 3.

Ai sensi dell’art. 1, comma 3, del Decreto ministeriale del 19.11.2008, per le imprese di nuova costituzione, le spese di rappresentanza (compreso il 75% delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e

bevande che si qualificano come spese di rappresentanza) sostenute nei periodi d’imposta anteriori a quello in cui sono conseguiti i primi ricavi, possono essere portate in deduzione dal reddito dello stesso periodo e di quello successivo; in tal caso occorre riportare l’importo delle suddette spese non deducibili nel presente periodo d’imposta nel quadro RS, rigo RS101.

Nella colonna 3, oltre agli importi indicati in colonna 1 e 2, vanno indicate le spese di competenza di altri esercizi ai sensi dell’art. 109, comma 4, del TUIR nonché le spese non capitalizzabili per effetto dei principi contabili internazionali, deducibili in quote costanti nell’esercizio in cui sono state sostenute e nei quattro successivi ai sensi dell’art. 108, comma 3, secondo periodo, del TUIR.

Le quote delle suddette spese deducibili nell’esercizio vanno

indicate nel rigo RF43.

Tra le variazioni in diminuzione:

Nel rigo RF43, va indicato:

– in colonna 1, il 75% delle spese di rappresentanza relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande di cui al comma 5 dell’art. 109 del TUIR diverse da quelle di cui al comma 3 dell’art. 95 del TUIR;

– nella colonna 2, le spese di rappresentanza di cui all’art. 108, comma 2, secondo periodo, del TUIR, comprensivo delle spese indicate in colonna 1, per l’ammontare deducibile ai sensi dell’art. 1, comma 2, del citato Decreto del 19.11.2008.

Peraltro, dette spese (che vanno indicate anche in colonna 4) sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento se hanno i requisiti di inerenza e congruità stabiliti con il citato decreto ministeriale.

Per le imprese di nuova costituzione, le spese di rappresentanza sostenute nei periodi d’imposta anteriori a quello in cui sono conseguiti i primi ricavi, possono essere portate in deduzione dal reddito dello stesso periodo (di conseguimento dei primi ricavi) e di quello successivo; in tal caso occorre riportare nella presente colonna anche le spese di rappresentanza sostenute nei periodi d’imposta precedenti, non dedotte nei predetti periodi (evidenziate nel rigo RS101 del modello UNICO SC 2010), qualora deducibili nel presente periodo d’imposta nei limiti stabiliti dall’art. 1, comma 3, del citato decreto ministeriale;

– in colonna 3, le quote deducibili nell’esercizio delle spese di rappresentanza sostenute in periodi d’imposta precedenti alle modifiche all’art 108, comma 2, del TUIR, apportate dal comma 33 dell’art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, da indicare anche in colonna 4;

Nella colonna 4, oltre agli importi di colonna 2 e 3, va indicato l’importo delle quote delle spese contabilizzate in precedenti esercizi e rinviate ai successivi periodi di imposta, nonché le spese e gli oneri specificamente afferenti ricavi e altri proventi, che pur non risultando imputati al conto economico concorrono a formare il reddito dell’esercizio, se dette spese e oneri risultino da elementi certi e precisi (art. 109, comma 4, del TUIR) e l’importo delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande non qualificabili quali spese di rappresentanza, diverse da quelle di cui al comma 3 dell’art. 95 del Tuir, per la quota deducibile ai sensi del comma 5 dell’art. 109 del TUIR.

Termini di presentazione

Il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, compresa quella unificata (redditi, IVA), scade l’ultimo giorno del 9° mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.

Ai fini dell’adempimento della presentazione, non assume quindi rilevanza la data di approvazione del bilancio o del rendiconto, ma solo la data di chiusura del periodo d’imposta.

Ad esempio, una società di cui all’art. 73, comma 1, lett. a), del TUIR, con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, dovrà presentare la dichiarazione in via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato o società del gruppo, entro il 30 settembre 2011.

Una società invece con periodo d’imposta 1/7/ 2010 – 30/6/2011, dovrà presentare la dichiarazione dei redditi (Mod. UNICO 2011) per via telematica entro il 31 marzo 2012.

Inoltre, le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza dei suddetti termini sono valide, salva l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.

Quelle presentate, invece, con ritardo superiore a 90 giorni si considerano omesse, ma costituiscono titolo per la riscossione dell’imposta che ne risulti dovuta.

Versamenti

I versamenti a saldo risultanti dalla dichiarazione, compresi quelli relativi al primo acconto IRES, devono essere eseguiti entro il giorno 16 del 6° mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.

Inoltre, i soggetti che in base a disposizioni di legge approvano il bilancio o il rendiconto oltre il termine di 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, versano il saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all’IRES, compresa quella unificata, entro il giorno 16 del mese successivo a quello di approvazione del bilancio o rendiconto.

Se il bilancio o il rendiconto non è stato approvato entro il 6° mese dalla chiusura dell’esercizio, il versamento deve, comunque, essere effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello sopra indicato (ad esempio: in caso di approvazione del bilancio in data 30 giugno 2011, la società deve effettuare i versamenti entro il 18 luglio 2011, in quanto il 16 luglio 2011 è sabato. Parimenti, in caso di mancata approvazione del bilancio entro il 30 giugno 2011, la società deve effettuare i versamenti entro il 18 luglio 2011, in quanto il 16 luglio 2011 è sabato).

I predetti versamenti possono, altresì, essere effettuati entro il 30° giorno successivo ai termini sopra indicati, maggiorando le somme da versare (saldo e prima rata di acconto) dello 0,40% a titolo di interesse.

Acconti

I versamenti di acconto dell’IRES vanno effettuati in due rate salvo che il versamento da effettuare alla scadenza della prima rata non superi euro 103. La percentuale dell’acconto dell’IRES, è ormai fissata nella misura del 100%.

Il 40% dell’acconto dovuto va versato alla scadenza della prima rata e il residuo importo alla scadenza della seconda.

Il versamento è effettuato, rispettivamente:

a) per la prima rata, nel termine previsto per il versamento del saldo dovuto in base alla presente dichiarazione. Tale prima rata può essere versata entro il 30° giorno successivo ai termini ordinari di scadenza, maggiorando le somme da versare dello 0,40% a titolo di interesse;

b) per la seconda rata, entro l’ultimo giorno dell’11° mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta cui si riferisce la presente dichiarazione.

Ai fini del computo dell’acconto, non si può tenere conto, nella misura del 70%, delle ritenute sugli interessi, premi e altri frutti dei titoli di cui all’art. 1 del D.Lgs. 1° aprile 1996, n. 239, scomputate per il periodo d’imposta precedente (art. 13, comma 1, del D.Lgs. n. 239 del 1996).

In caso di adesione al regime di tassazione per trasparenza, gli obblighi d’acconto permangono, nel primo periodo d’imposta di efficacia dell’opzione, anche in capo alla società partecipata.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

21 aprile 2011

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