Novità fiscali dell'8 marzo 2011: leasing immobiliare: da oggi l’imposta sostitutiva si versa con modalità telematica; marchi e avviamento: D.L. “Milleproroghe” ha allungato il periodo di ammortamento dei maggiori valori affrancati; verifica di solvibilità delle imprese di assicurazione; fiscalità indiretta degli immobili compresi in piani particolareggiati; concentrazione nella riscossione nell’accertamenti ai fini delle imposte dirette ed IVA: circolare del CNDCEC; disposizioni sui disegni e modelli nella riforma del codice della proprietà industriale; il socio può entrare nel regime dei minimi se la sua quota dà reddito agrario; azioni proprie come dividendi: è un aumento gratuito di capitale; Consob: nuove modalità di comunicazione su composizione degli organi di amministrazione e controllo

 








Indice:


 


1) Consob: nuove modalità di comunicazione su composizione degli organi di amministrazione e controllo


 


2) Leasing immobiliare: da oggi l’imposta sostitutiva si versa con modalità telematica


 


3) Marchi e avviamento: D.L. “Milleproroghe” ha allungato il periodo di ammortamento dei maggiori valori affrancati


 


4) Verifica di solvibilità delle imprese di assicurazione


 


5) Fiscalità indiretta degli immobili compresi in piani particolareggiati


 


6) Controlli negli enti non commerciali: guida del CNDCEC


 


7) Concentrazione nella riscossione nell’accertamenti ai fini delle imposte dirette ed Iva: circolare del CNDCEC


 


8) Professioni, riparte la campagna “I Commercialisti. Utili al Paese”


 


9) otto marzo: Commercialisti, non si affossi la legge sulle quote rosa nei cda


 


10) Disposizioni sui disegni e modelli nella riforma del codice della proprietà industriale


 


11) Il socio può entrare nel regime dei minimi se la sua quota dà reddito agrario


 


12) Azioni proprie come dividendi: è un aumento gratuito di capitale


 


 


1) Consob: nuove modalità di comunicazione su composizione degli organi di amministrazione e controllo


La Consob, con delibera n. 17679 del 1° marzo 2011, ha modificato l’art. 100 del Regolamento Emittenti (Regolamento n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modificazioni).


La delibera è stata emanata a conclusione di una procedura di consultazione avviata lo scorso luglio alla quale Assonime ha risposto (secondo quanto riporta la relativa nota del 03 marzo 2011).


Sul sito dell’Autorità è disponibile anche il documento di esito della consultazione.


La disposizione continua a prescrivere per gli emittenti un obbligo di comunicazione dei dati relativi alle variazioni nella composizione degli organi di amministrazione e controllo e, ove prevista, nella carica di direttore generale; la comunicazione deve avvenire entro cinque giorni di mercato aperto dal verificarsi dell’evento modificativo.


La delibera ha, invece, innovato sotto il profilo delle modalità di trasmissione. È stato infatti introdotto un nuovo sistema informatico (Sistema Automatico Integrato di Vigilanza Emittenti Quotati – SAIVEQ) che consentirà di trasmettere le informazioni alla Consob per via telematica.


In questo modo, l’emittente non dovrà più compilare e inviare l’apposito modello 3H ad ogni variazione oggetto di comunicazione, la delibera ha infatti abrogato il modello 3H cui rinviava l’art. 100 nella formulazione previgente.


Nello specifico, l’adempimento degli obblighi si perfeziona mediante l’accesso al SAIVEQ e l’inserimento dei dati richiesti, attraverso la compilazione di campi predeterminati.


Nelle prossime settimane verrà diffuso dalla Consob un apposito Manuale Tecnico, che contiene istruzioni per accedere al sistema e inserire le informazioni richieste.


Il nuovo sistema richiederà alcuni elementi informativi aggiuntivi rispetto all’attuale, riguardanti, in particolare:


– la sussistenza dei requisiti di indipendenza prescritti dal Testo Unico della Finanza per i componenti dell’organo di amministrazione;


– l’indicazione dei componenti degli organi di amministrazione e controllo espressi dalle liste di minoranza.


Sono state invece eliminati altri elementi informativi ipotizzati dalla Consob in sede di consultazione, in quanto già a disposizione del mercato attraverso la relazione di corporate governance quali, ad esempio, l’indipendenza degli amministratori ai sensi del Codice di autodisciplina o l’appartenenza a comitati.


La delibera entrerà in vigore il prossimo 1° luglio.


Tra il 21 marzo e il 22 aprile verranno rilasciate le credenziali per poter accedere al SAIVEQ.


(Assonime, nota del 03 marzo 2011)


 


 


2) Leasing immobiliare: da oggi l’imposta sostitutiva si versa con modalità telematica


Restaurati i modelli per registrare gli atti e comunicare i dati catastali. Spazio al nuovo canale telematico per versare l’imposta sostitutiva sui contratti di leasing immobiliare.


Da oggi (8 marzo 2011) il tributo può, infatti, essere pagato direttamente in rete, usando i servizi web messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.


Lo ha previsto il provvedimento del direttore pubblicato lo scorso 4 marzo, che ha dato il via alla procedura per il pagamento online dell’imposta sostitutiva delle imposte ipotecaria e catastale dovuta sui contratti di locazione finanziaria relativi a beni immobili.


Peraltro, l’imposta sostitutiva andrà versata, in un’unica soluzione, entro il 31 marzo 2011.


Con lo stesso atto, l’Agenzia ha cambiato la versione dei modelli 69 e Cdc, da compilare rispettivamente per chiedere la registrazione degli atti di locazione, affitto e comodato di immobili e per comunicare i dati catastali in caso di cessione, risoluzione e proroga degli stessi contratti.


La modifica dei modelli é in concomitanza con l’approvazione delle istruzioni e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica.


Queste ultime potranno essere utilizzate da oggi (08 marzo 2011), anche se il vecchio tracciato resterà comunque attivo per 60 giorni.


Un doppio binario a tutela dei rapporti tra cittadino e Amministrazione: Pronti i nuovi modelli 69 e Cdc


In particolare, il provvedimento del 04 marzo 2011 ha messo il sigillo su una serie di modifiche che tengono conto delle novità introdotte nella fase di conversione in Legge del D.L. n. 78/2010.


Infatti, l’art. 19, comma 16, di tale manovra economica prevede che nei territori in cui vige il sistema tavolare le regioni a statuto speciale e le province autonome adottino disposizioni volte ad assicurare il coordinamento con l’ordinamento tavolare.


A tal fine, l’Agenzia ha ritenuto opportuno ricordare che il sistema tavolare è un tipo di ordinamento catastale utilizzato nelle province di Trieste, Gorizia, Trento, Bolzano e in alcuni Comuni delle Province di Udine, Vicenza, Brescia e Belluno. Si differenzia dal catasto ordinario per la modalità di conservazione e per il diverso rilievo giuridico delle sue risultanze.


Novità anche per l’affitto di fondi rustici


Infine, con il provvedimento pubblicato il 04 marzo 2011 l’Agenzia ha approvato anche le nuove specifiche tecniche per inviare telematicamente le denunce cumulative dei contratti di affitto di fondi rustici e per versare le relative imposte.


(Agenzia delle Entrate, comunicato n. 50 del 04 marzo 2011)


 


 


3) Marchi e avviamento: D.L. “Milleproroghe” ha allungato il periodo di ammortamento dei maggiori valori affrancati


Marchi e avviamento: DL “Milleproroghe” porta da 9 a 10 anni il periodo di ammortamento dei maggiori valori affrancati con l’imposta sostitutiva del 16%.


Con la conversione in legge del D.L. “Milleproroghe” è stata modificata la disciplina delle operazioni straordinarie d’impresa.


L’art. 2-quinquies (“Disposizioni concernenti il sistema bancario”), inserito in sede di conversione, ha, infatti, cambiato l’art. 15 comma 10 del D.L. n. 185/2008 (convertito nella L. 2/2009) prevedendo che, in caso di “riallineamento speciale” dei beni immateriali, la deduzione dei maggiori valori dei marchi e dell’avviamento affrancati ai sensi della predetta disposizione possa avvenire in misura non superiore ad 1/10, anziché ad 1/9, per ciascun periodo d’imposta.


Come prontamente rilevato in Dottrina, si è trattato di una modifica che incide sulla disposizione che, derogando ai criteri previsti in via generale dall’art. 176, comma 2-ter del TUIR, consente il riconoscimento fiscale dei maggiori valori delle immobilizzazioni immateriali attraverso il versamento in un’unica soluzione di un’imposta sostitutiva del 16%.


Anche dopo tale novità rimane ferma sia l’aliquota dell’imposta sostitutiva, sia la tempistica prevista dal suddetto D.L. n. 185/2008 per il riconoscimento fiscale dei maggiori valori.


 


 


4) Verifica di solvibilità delle imprese di assicurazione


Svalutazione titoli, deroga reiterabile dal 2011. La Legge di conversione del “Milleproroghe” ha modificato l’estensione temporale del beneficio.


Il legislatore ha modificato la disposizione, in sede di conversione del D.L. n. 225/2010, introducendo la reiterabile operatività della stessa, da attuare mediante apposito decreto del Ministro dell’Economia.


Con l’effetto, a parere di Dottrina, che, in occasione della predisposizione del bilancio dell’esercizio 2011 o dei successivi, le imprese che non adottano i principi contabili internazionali potrebbero continuare ad avvalersi – previa emanazione del predetto provvedimento governativo – della deroga all’obbligo civilistico di valutazione dei titoli non immobilizzati in base al valore di mercato, mantenendo il valore dell’ultimo rendiconto annuale approvato.


Infatti, il comma 17-terdecies dell’art. 2 del D.L. n. 225/2010 (c.d. “Milleproroghe”), inserito, in sede di conversione, dalla Legge n. 10/2011, ha modificato l’art. 15, comma 13 del D.L. n. 185/2008, sulla possibilità di derogare, in occasione della redazione del bilancio d’esercizio e consolidato, all’obbligo civilistico di svalutazione – in base all’andamento del mercato – dei titoli iscritti nell’attivo circolante (art. 2426, comma 1, n. 9) c.c.), ad eccezione di quelli caratterizzati da perdite di natura durevole.


E’, infine, obbligatoria, secondo Dottrina, un’adeguata informativa nella Nota integrativa al bilancio d’esercizio, nella sezione riservata ai criteri di valutazione. Mentre, gli amministratori devono indicare nella relazione sulla gestione gli effetti della mancata svalutazione sui dati e sulle informazioni fornite in merito alla posizione finanziaria, ove rilevanti ai fini della valutazione della situazione patrimoniale-finanziaria e del risultato economico


 


 


5) Fiscalità indiretta degli immobili compresi in piani particolareggiati


Il “Milleproroghe” (articolo 2, comma 18-quinquies, Legge n. 10/2011) é intervenuto anche sulle agevolazioni per i trasferimenti di terreni siti in piani urbanistici particolareggiati, portando il termine a 8 anni.


Nel caso di trasferimenti di immobili (perlopiù terreni) ricadenti in piani urbanistici particolareggiati, l’acquirente ha tre anni di tempo in più per completare l’intervento previsto dal piano senza perdere le “agevolazioni” godute in relazione all’imposta di registro (con applicazione dell’aliquota dell’1%).


È stato modificato, infatti, portandolo da cinque a otto anni, il termine entro il quale deve essere ultimato l’intervento cui è finalizzato il trasferimento immobiliare, affinché possa trovare applicazione l’agevolazione per i piani urbanistici particolareggiati.


 


 


6) Controlli negli enti non commerciali: guida del CNDCEC


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato sul proprio sito (www.cndcec.it ), il 07 marzo 2011, un documento composto da 35 pagine, interamente dedicato al tema dei controlli contabili e fiscali sugli enti non commerciali (una sorta di guida ai controlli nel non profit).


Tale guida, rivolta in particolare a coloro che devono effettuare i controlli contabili e fiscali sugli enti non profit, si colloca in contesto non ben definito dal punto di vita normativo, tant’è che il citato documento si limita a consigliare la nomina degli organi di controllo, previsti in maniera rigida dal Legislatore per taluni settori (come nel caso delle società di capitali), al superamento di determinati parametri elencati nella guida.


Attività di vigilanza


L’attività di vigilanza si sostanzia nella costante e attività posta in essere dall’organo di controllo attraverso lo svolgimento delle seguenti tipologie di verifica:


– controlli legali e statutari (si intende la verifica del rispetto da parte dell’Enp delle previsioni normative del codice civile e della disciplina speciale, come nel caso della verifica dell’assenza di lucro soggettivo diretto ed indiretto);


– controlli sulle attività dell’ente (l’organo di controllo deve vigilare affinché le attività e le operazioni poste in essere dall’Enp siano conformi ai principi di corretta amministrazione);


– controlli fiscali (tutte le verifiche che devono essere poste in essere dall’organo di controllo per il rispetto della normativa fiscale, con particolare riferimento alle disposizioni sull’imposizione diretta e indiretta).


Dette verifiche non vanno considerate in un’ottica operativa come autonome e separate, poiché l’attività e le procedure da effettuare toccano spesso contestualmente più di un’area.


L’attività di vigilanza deve trovare rispondenza nella predisposizione di un’apposita relazione in cui sono evidenziati le principali attività di controllo, nonché le evidenze ottenute per mezzo di tale controllo.


Nel caso in cui, all’organo di controllo sia attribuita anche la revisione, viene suggerita di predisporre un’unica relazione (come da Allegato D al citato documento del CNDCEC).


Controllo fiscale


Tra i principali controlli in materia fiscale vengono annoverati quelli sui requisiti formali e sostanziali, sia per gli enti non commerciali, sia per le Onlus (come da appendice C al suddetto documento del CNDCEC).


Ad es., in caso di ente non commerciale, l’organo di controllo si occupa di verificare che:


– L’oggetto esclusivo o principale dell’ente sia di natura non commerciale;


– il reddito prodotto sia destinato ai fini istituzionali;


– i redditi non provengano da un’attività commerciale svolta in misura prevalente;


– sia rispettata la pertinente disciplina per gli enti non commerciali di tipo associativo.


Sempre a titolo esemplificativo, in caso di Onlus, l’organo di revisione verificherà:


– La natura giuridica dell’ente;


– i requisiti formali e sostanziali relativi alle attività istituzionali;


– i requisiti formali e sostanziali relativi alle attività connesse;


– il rispetto del divieto di lucro soggettivo anche in forma indiretta secondo quanto previsto dalla pertinente disciplina.


Per entrambe le figure, inoltre, sarà cura dell’organo di controllo accertare che siano state effettuati correttamente:


– la determinazione delle imposte dirette ed indirette;


– gli adempimenti in materia di scritture contabili e di rendicontazione (anche con riferimento alle raccolte fondi) e in materia di comunicazioni alla Agenzia delle Entrate (ad esempio, il modello EAS).


Revisore contabile


L’organo di revisione deve accertare:


– che i beni materiali ed immateriali di proprietà dell’Enp siano adeguatamente inventariati e che siano state adottate idonee misure atte a garantirne un’adeguata conservazione;


– la congruità dei criteri di valutazione ed esposizione adottati;


– e quindi verificare l’esistenza e la valorizzazione delle giacenze di magazzino;


– monitorare periodicamente l’esistenza, effettiva consistenza dei crediti dell’Enp e se questi siano esigibili;


– periodicamente quali siano le obbligazioni correnti ed implicite dell’Enp.


Nella propria relazione l’organo di revisione deve esprimere un parere, in base alle analisi effettuate e con i predetti limiti e modalità, sulla veridicità del bilancio ovvero del rendiconto, e dei documenti ad esso allegato.


La veridicità si esprime, oltre che con la trasparente rappresentazione delle attività dell’ente, mediante la esaustiva rendicontazione, non meramente quantitativa, delle diverse aree nelle quali l’ente esplica le sue attività.


A tale fine è opportuno esaminare anche le sezioni descrittive dell’ente nonché le modalità di esposizione (macro-classi, classi, voci e sottovoci) delle aree dei documenti del bilancio.


L’organo di revisione può avvalersi nella propria opera di ausiliari di propria fiducia a proprie spese.


Gli ausiliari non sostituiscono, ma coadiuvano, l’organo di revisione nella propria attività.


L’ente può limitare l’accesso agli ausiliari solo quando tale limitazione sia motivata da esigenze di riservatezza.


L’organo di revisione è tenuto a procedere alle verifiche di natura contabile con cadenza atta a garantire l’integrità patrimoniale dell’Enp per quanto in suo potere.


A tale fine, il CNDCEC suggerisce che sia necessario che l’organo di revisione effettui controlli periodici almeno ogni 90 giorni.


 


 


7) Concentrazione nella riscossione nell’accertamenti ai fini delle imposte dirette ed Iva: circolare del CNDCEC


E’ stata pubblicata nello stesso giorno di emissione, sul sito www.cndcec.it , la circolare n. 22/IR del 07 marzo 2011, del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, che verte sulla concentrazione nella riscossione nell’accertamenti ai fini delle imposte dirette ed Iva.


Il Legislatore con il D.L. n. 78/2010 ha imposto che gli avvisi di accertamento divengano esecutivi appena siano trascorsi 60 giorni dalla notifica.


Una volta passati altri 30 giorni, senza che il debitore abbia adempiuto, l’esattore è autorizzato ad effettuare l’esecuzione forzata.


Neppure la presentazione del ricorso blocca tale procedura forzata, come, invece, avveniva prima dell’avvento di tale norma “restrittiva” dei diritti dei contribuenti.


Tali avvisi di accertamento potranno essere notificati solo con raccomandata con ricevuta di ritorno, quindi, semplicemente tramite gli addetti delle poste.


Fuoriescono da ciò, avverte la citata circolare del CNDCEC, gli avvisi bonari, poiché non assolvono alla funzione di avvisi di accertamento.


In particolare, se si decide di presentare il ricorso contro l’avviso di accertamento, il 50% delle imposte accertate e degli interessi (quindi, niente sanzioni) deve essere versato entro 60 giorni dalla notifica di tale atto accertativo.


In caso contrario (il contribuente non ritiene opportuno presentare ricorso) va pagato l’intero importo entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento, al fine di evitare l’esecuzione della procedura forzata (fermo auto, pignoramento di beni immobili, ecc.) da parte dell’agente della riscossione.


Viene, inoltre, rilevato dal CNDCEC che per i nuovi accertamenti permane il dubbio sul termine finale di maturazione degli interessi, ciò poiché non si devono più iscrivere a ruolo le imposte accertate.


La circolare ritiene che tali interessi si debbano applicare fino alla data di notifica dell’avviso di accertamento al contribuente (quindi, niente sovrapposizione di detti interessi con quelli di mora).


Il contribuente non dovendo più attendere la notifica della cartella di pagamento sarà escluso dal pagamento dell’interesse di mora del 4,65% delle somme iscritte a ruolo, sempreché proceda a pagare il dovuto entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento.


Inoltre, non potrà più essere irrogata la sanzione legata al tardivo pagamento da cartella di pagamento (cartella che è ormai scomparsa).


L’Agenzia delle Entrate procederà (con tutta probabilità), quindi, ad istituire i codice tributo necessari per pagare quanto prima avveniva con la citata cartella esattoriale.


Pertanto, l’avviso di accertamento, che, peraltro, assume la particolare natura di titolo esecutivo, deve contenere in maniera espressa l’avviso, che decorsi 30 giorni dal  termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste, in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, viene affidata in carico agli agenti della riscossione anche ai fini dell’esecuzione forzata.


In presenza di avviso di accertamento con adesione, l’agente della riscossione potrà intraprendere l’attività esecutiva una volta che siano trascorsi 91 giorni dalla notifica dell’avviso accertativo.


In genere, l’esproprio forzato deve avvenire, a pena di decadenza, entro il dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.


Il CNDCEC, rileva, infine, il gravo danno che potrà arrecare a taluni contribuenti, il fatto che l’avviso di accertamento sia divenuto esecutivo.


Infatti, il contribuente che prima aveva la possibilità di presentare l’istanza di sospensione di quanto richiesto dal fisco in attesa della fissazione dell’udienza di merito, adesso, invece, anche presentando tale richiesta di sospensione al giudice tributario si vedrà, comunque, “aggredito” dall’agente della riscossione (basti solo pensare al fermo della propria autovettura).


Quindi, anche attivando il procedimento di urgenza (fissazione urgente della causa tributaria) il  patrimonio del contribuente non sfugge ad essere aggredito dall’esattore.


Si tratta, rileva la circolare, di una evidente sproporzione tra tutela del contribuente e quella dell’Erario.


Viene, quindi, auspicata una rapida modifica della novella normativa attua a ripristinare i diritti “spettanti” ai cittadini/contribuenti. Almeno per quanto concerne la presentazione dell’istanza di sospensione  del gravame tributario che possa sospendere la neo procedura esecutiva in attesa della decisione “nel merito” del giudice tributario. Oppure la richiesta di fissazione urgente della controversia tributaria, in maniera tale che fino a quando il giudice non abbia fissato al più presto l’udienza, almeno l’esattore non possa “aggredire” lo stesso contribuente, facendogli peraltro rinunciare a presentare il ricorso, magari preferendo pagare pur sapendo di avere ragione, almeno per non vedersi, tolto l’uso di un proprio diritto (come nel caso del fermo della propria autovettura).


Richiesta dilazione dei pagamenti


In merito alla richiesta della dilazione dei pagamenti, la circolare del CNDCEC evidenzia che sia iniquo che ai contribuenti siano ulteriormente applicati interessi di mora (peraltro molto elevati: 9 %) sulle rate successive alla prima, dovendo chiedere il differimento dei termini di pagamento allo stesso agente della riscossione.


 


 


8) Professioni, riparte la campagna “I Commercialisti. Utili al Paese”


“Vogliamo sederci al tavolo delle trattative, ma non ci interessa una poltrona”. Parte oggi con questa head line l’ultimo step della campagna triennale multi soggetto “I commercialisti. Utili al Paese”, che sarà on air per tutto il mese di marzo sui principali quotidiani e siti web nazionali e negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Linate.


Nuove immagini e nuovi testi, dopo quelli diffusi nel 2009 e nel 2010, per una campagna, voluta dal Consiglio nazionale della categoria, che interpreta con una creatività provocatoria, la volontà dei Commercialisti di rivendicare il proprio ruolo istituzionale nell’ambito delle trattative nazionali, tramite una partecipazione attiva, che li veda impegnati in prima linea per la ricostruzione del futuro.


“Siamo centodiecimila lavoratori dinamici – è scritto in uno dei testi della campagna – che rifiutano una posizione vellutata, consapevoli della necessità di agire perché l’unica crisi che realmente ci minaccia è quella di non voler lottare per superarla”.


(CNDCEC, nota del 07 marzo 2011)


 


 


9) otto marzo: Commercialisti, non si affossi la legge sulle quote rosa nei cda


“Quella appena iniziata sarà una settimana decisiva per conoscere il destino del disegno di legge con il quale si punta all’introduzione delle quote di genere nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali delle società quotate e delle società a controllo pubblico. Se si riuscisse a salvarne l’impianto, difendendolo da quanti vogliono invece ridurne la portata, sarebbe un modo per festeggiare l’8 marzo una volta tanto in maniera concreta, anziché con il ricorso ad un ormai purtroppo stanco e vuoto rituale”. E’ quanto afferma Giulia Pusterla, consigliere nazionale dei commercialisti. Secondo i commercialisti, il disegno di legge è “una grande opportunità per il ricambio della classe dirigente del Paese”. “Avevamo salutato con entusiasmo – prosegue Pusterla – l’approvazione bipartisan avvenuta alla Camera, prima cioè che il provvedimento venisse fatto oggetto di un fuoco di sbarramento che punta ad affossarlo al Senato. Ci auguriamo che esso possa comunque proseguire il suo iter e che le ipotesi ventilate di una maggiore gradualità nelle sanzioni per le società che non rispettino le “quote” non si traducano, di fatto, in un suo sostanziale depotenziamento”


(CNDCEC, nota del 07 marzo 2011)


 


 


10) Disposizioni sui disegni e modelli nella riforma del codice della proprietà industriale


Assonime, con la Circolare n. 6 del 2011 ha illustrato le disposizioni in materia di protezione dei disegni e modelli introdotte dal decreto legislativo n. 131 del 13 agosto 2010, che ha attuato un’importante riforma del codice della proprietà industriale.


Il decreto legislativo ha anzitutto modificato le norme sui requisiti per la protezione.


Nella precedente versione del codice, i requisiti per proteggere un disegno o un modello erano la novità e il carattere individuale: ora, a questi requisiti è stato aggiunto quello della liceità.


E’ inoltre cambiata la definizione di divulgazione ai fini della valutazione dei requisiti della novità e del carattere individuale.


Sono stati eliminati alcuni adempimenti a carico del Ministero per i beni e le attività culturali e dell’Ufficio italiano brevetti e marchi relativi alla la protezione dei disegni e modelli in base al diritto d’autore. Infine, è stato modificato in misura sostanziale il regime transitorio della tutela esperibile in base al diritto d’autore.
Su questo aspetto la Circolare analizza anche la sentenza del 27 gennaio 2011 con cui la Corte di Giustizia ha dichiarato incompatibile con il diritto dell’Unione europea il regime transitorio della tutela dei disegni e modelli in base al diritto d’autore previsto dalla precedente versione del codice.


(Assonime, circolare n. 6 del 07 marzo 2011)


 


 


11) Il socio con quota di reddito agrario può entrare nel regime dei minimi


L’esclusione dal regime non opera, nel rispetto di determinate condizioni, anche riguardo alle attività connesse.


La partecipazione in una società semplice agricola, che produce esclusivamente reddito agrario, non è motivo per escludere dall’accesso al regime dei contribuenti minimi il socio che si appresta a intraprendere un’ulteriore attività di lavoro autonomo.


Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 27 del 07 marzo 2011.


L’ipotesi di esclusione dal regime dei contribuenti minimi prevista dall’articolo 1, comma 99, lettera d) della legge 244/2007 – ovvero, la contestuale partecipazione in società di persone o associazioni (articolo 5 del Tuir) o a società a responsabilità limitata (articolo 116 del Tuir) – non opera qualora il reddito di partecipazione sia un reddito diverso da quello d’impresa o di lavoro autonomo.


L’Agenzia si è soffermata su un ulteriore aspetto del caso in questione, la società semplice, infatti, oltre alle attività agricole, svolge anche attività connesse, tra cui la cessione di energia fotovoltaica.


A tale proposito, ha rinviato al contenuto della circolare n. 32/2009.


In particolare, ha ricordato che, sebbene la Finanziaria per il 2006 abbia qualificato la produzione e la cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche, effettuate dagli imprenditori agricoli, come attività connesse (ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile) e produttive di reddito agrario, ai fini fiscali, affinché tali attività siano soggette alla tassazione su base catastale è necessario che si verifichino determinate condizioni:


– la prevalenza, ossia che le fonti di produzione dell’energia provengano prevalentemente dal fondo, nel caso in cui la produzione di energia derivi da fonti rinnovabili agroforestali


– la connessione con l’attività agricola, qualora la produzione di energia derivi da fonte fotovoltaica.


 


 


12) Azioni proprie come dividendi: è un aumento gratuito di capitale


L’effetto fiscale per i soci è lo stesso. L’operazione è irrilevante ai fini Irap per banche ed enti finanziari.


La distribuzione di azioni proprie da parte dell’emittente ai soci produce, sul piano fiscale, gli stessi effetti di un aumento gratuito di capitale mediante passaggio di riserve capitale, con conseguente riduzione del valore unitario di carico delle azioni a parità di valore fiscale della partecipazione.


L’assegnazione di azioni proprie non dà luogo a componenti riconducibili in voci di conto economico, rilevanti ai fini della determinazione della base imponibile Irap, come disciplinata dall’articolo 6 del decreto legislativo n. 446 del 1997 per le banche e gli altri enti e società finanziari.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 26/E del 07 marzo 2011)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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