Novità fiscali del 4 marzo 2011: Federalismo fiscale: chi guadagna e chi perde; ai nastri di partenza il 5 per mille 2011: iscrizioni on line dal 15 marzo; i codici e le addizionali comunali traslocano sul web; ex professionisti: deducibili i contributi integrativi volontari; commercio e somministrazione, quali sono i requisiti professionali validi per svolgere l’attività: chiarimenti ministeriali

 








Indice:


 


1) Federalismo fiscale: chi guadagna e chi perde


 


2) Ai nastri di partenza il 5 per mille 2011: iscrizioni on line dal 15 marzo


 


3) I codici e le addizionali comunali traslocano sul web


 


4) Ex professionisti: sono deducibili i contributi integrativi volontari


 


5) Modello F24: versamento delle quote di iscrizione all’Ordine dei Consulenti del Lavoro utilizzando una delle nuove causali di neo istituzione


 


6) Commercio e somministrazione, quali sono i requisiti professionali validi per svolgere l’attività: chiarimenti ministeriali


 


 


1) Federalismo fiscale: chi guadagna e chi perde


Con 314 voti a favore e 291 contro, la Camera dei Deputati ha approvato la risoluzione presentata a seguito delle comunicazioni del Governo in relazione allo schema di Decreto Legislativo in materia di federalismo fiscale municipale, sulla quale era stata posta la questione di fiducia.


Da una parte l’arrivo della cedolare secca sugli immobili, che rappresenta un risparmio d’imposta per i proprietari sopra un certo reddito, dall’altra lo sblocco dell’addizionale comunale, che potrebbe rappresentare un aggravio per i cittadini.


E poi la tassa sul soggiorno che, per i comuni che l’applicheranno, potrebbe rappresentare un contributo fino a 5 euro al giorno da parte dei turisti per la gestione della città che stanno visitando.


Le norme del decreto legislativo potrebbero non avere un impatto neutro sulle tasche dei cittadini.


Il saldo complessivo – ha certificato la Ragioneria dello Stato – fatti tutti i conti, sarà uguale a zero.


Ma, come sempre accade in campo fiscale, sui singoli contribuenti saranno possibili risparmi ed anche aggravi.


Ecco un mini guida per valutare chi ci guadagna e chi ci potrebbe perdere.


Cedolare secca


Nessuno ci rimette, molti potrebbero risparmiare. E’ questo l’impatto dell’arrivo di una tassazione (dal 2011) che, l’ultima versione del decreto, prevede al 21% sulla pigione pagata per tutti i contratti (canone libero) e del 19% su quelli “agevolati” (canone concordato).


In atto, invece, i guadagni vanno tassati con la progressività dell’Irpef e con l’imposta annuale di registro del 2%.


Secondo i calcoli di Confedilizia il guadagno si materializza sopra i 15.000 euro di reddito per tutti i contratti e sopra i 28.000 euro per quelli agevolati. Nessuno comunque ci potrà perdere, perché rimane la possibilità di applicare la vecchia normativa.


Gli inquilini, poi, se il proprietario sceglie la cedolare, non avranno rincari d’affitto, nemmeno gli adeguamenti annuali all’Istat.


Sblocco addizionale irpef


E’ questa la voce che può comportare un aggravio per i cittadini.


La scelta – e la responsabilità – sarà dei singoli Comuni e comunque dovrà rispettare dei paletti di crescita annuale.


Il testo prevede ora la possibilità anche di un rincaro retroattivo sul 2010.


Dopo le strette ai bilanci delle ultime due legislature, non é difficile immaginare che lo sblocco di questa leva fiscale sarà utilizzato realmente dagli enti locali.


Compravendite


Sconto fiscale dell’1% in arrivo sui trasferimenti immobiliari dal 2014. E’ prevista una profonda riforma che semplifica le attuali imposte di registro, catastali e ipotecarie.


Arriva una sola imposta del 9% sui beni in genere, del 2% sulle prime case.


Il tributo minimo da pagare é di 1.000 euro.


IMU sostituisce ICI


L’Imu, che arriva nel 2014, si applicherà sulle seconde case ed assorbirà sia l’Ici sia l’Irpef che si paga sulle seconde case. Previsto il dimezzamento per le case in affitto.


I calcoli del governo hanno stimato un impatto neutro: l’Imu avrà un’aliquota del 7,6% che sarà di equilibrio per sostituire il gettito attuale dell’Ici e dell’Irpef seconda casa.


Tassa turismo e di scopo


La tassa di soggiorno verrà pagata dai turisti per il pernottamento nelle città turistiche e d’arte e sarà al massimo di 5 euro.


Compartecipazione al gettito IVA


Attribuita ai Comuni, dovrà essere determinata con apposito D.P.C.M. in misura finanziariamente equivalente alla compartecipazione del 2% al gettito dell’IRPEF.


Sempre con D.P.C.M. verranno definiti i criteri di attribuzione del gettito ai singoli Comuni.


Contrasto all’evasione


Inasprite le sanzioni amministrative per l’inadempimento degli obblighi di dichiarazione concernenti gli immobili (comprese quelle in materia di canone di locazione nell’ambito della nuova disciplina sulla cedolare secca); viene ampliato anche l’ interscambio informativo sui dati catastali.


Incentivato anche il ruolo dei Comuni, a cui viene assegnata una quota pari al 50% del gettito derivante dalla loro attività di accertamento; la quota è assegnata, anche in via provvisoria, sulle somme riscosse a titolo non definitivo.


 


 


2) Ai nastri di partenza il 5 per mille 2011: iscrizioni on line dal 15 marzo


Enti per il volontariato e associazioni sportive dilettantistiche possono presentare la domanda fino al 7 maggio. E’ tuutto pronto per l’avvio della campagna cinque per mille 2011.


Le categorie dei soggetti destinatari, la tempistica, le modalità di ammissione negli appositi elenchi e quelle di riparto delle somme destinate dai contribuenti sono state illustrate dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 9/E del 3 marzo 2011.


Il decreto “mille proroghe” ha ribadito per l’esercizio finanziario 2011 la possibilità di destinare una quota, pari al 5 per mille dell’Irpef dei contribuenti, a finalità di interesse sociale con le medesime modalità di riparto e gli stessi termini previsti per l’anno 2010.


Soggetti ammessi al 5 per mille 2011


Come lo scorso anno, anche nel 2011 la quota del 5 per mille può essere destinata a una delle seguenti finalità:


– sostegno del volontariato, delle Onlus, delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali, e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori indicati dall’art. 10, comma 1, lettera a), del Dlgs 460/1997;


– finanziamento della ricerca scientifica e dell’università;


– finanziamento della ricerca sanitaria;


– sostegno delle attività sociali svolte dal proprio Comune di residenza;


– sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.


Quando presentare le domande


Le iscrizioni saranno possibili a partire dal 15 marzo 2011.


Gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche devono presentare la domanda di iscrizione all’Agenzia delle Entrate, esclusivamente per via telematica, attraverso i servizi Entratel o Fisconline oppure tramite gli intermediari autorizzati.


Il termine ultimo, a pena di decadenza, è il prossimo 7 maggio, data entro la quale dovranno riproporre l’iscrizione anche gli enti presenti negli elenchi dello scorso anno.


Gli enti della ricerca scientifica e dell’Università e gli enti della ricerca sanitaria devono inviare le loro richieste, entro il 30 aprile, rispettivamente al Miur, che provvede alla pubblicazione sul proprio sito dei modelli di iscrizione e per la dichiarazione sostitutiva, e al ministero della Salute, che predispone l’elenco degli enti che possono partecipare al riparto della quota del 5 per mille. Effettuate eventuali correzioni di errori di iscrizione nei rispettivi elenchi, entro il 5 maggio, i due ministeri provvederanno all’invio degli elenchi all’Agenzia delle Entrate entro il 7 maggio.


Per i Comuni non è previsto un elenco apposito, dal momento che i cittadini che vogliono destinare la loro quota all’ente locale potranno farlo, nella dichiarazione dei redditi, esclusivamente a favore del proprio comune di residenza.


Online gli elenchi provvisori il 14 maggio 2011


L’Agenzia delle Entrate curerà anche quest’anno la pubblicazione degli iscritti al beneficio, suddivisi per categorie: la data per gli elenchi provvisori è fissata al 14 maggio.


Gli elenchi gestiti dall’Agenzia


La circolare ha poi fornito specifiche indicazioni per gli adempimenti degli enti del volontariato e delle associazioni sportive, di cui segue direttamente la predisposizione degli elenchi.


Tali soggetti avranno tempo fino al 20 maggio per segnalare, tramite il rappresentante legale, eventuali errori di iscrizione alla direzione regionale delle Entrate nel cui ambito si trova la sede legale dell’ente.


Il 25 maggio sarà pubblicata la versione aggiornata degli elenchi. L’Agenzia trasmetterà una copia di quello relativo alle associazioni sportive dilettantistiche al Coni, ente competente ad acquisire le dichiarazioni sostitutive e a effettuare i controlli su quei soggetti.


Verificata la presenza dell’associazione nell’elenco di appartenenza, i legali rappresentanti degli enti (compresi quelli di competenza del Miur, che li gestirà direttamente) dovranno sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva attestante il perdurare dei requisiti per l’ammissione al beneficio, che andrà inviata, a pena di decadenza, entro il 30 giugno.


Per facilitare la stesura della dichiarazione, l’Agenzia metterà a disposizione un modulo ad hoc parzialmente precompilato con le informazioni indicate al momento dell’iscrizione.


Qui il percorso delle due categorie, i cui elenchi sono gestiti dalle Entrate, si divide.


I legali rappresentanti degli enti del volontariato dovranno inviare, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, il modulo (scaricabile dal sito delle Entrate), corredato dalla copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore, alla direzione regionale dell’Agenzia territorialmente competente.


Stessa procedura per le associazioni dilettantesche sportive, che però invieranno le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà all’ufficio del Coni nel cui ambito territoriale si trova la sede legale dell’associazione.


Effettuati i dovuti controlli entro il 31 dicembre, il Coni predisporrà l’elenco delle associazioni ammesse al beneficio e quello delle associazioni escluse dal riparto, che trasmetterà, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 15 marzo 2012.


Sul web elenchi dei percettori e degli esclusi il 31 marzo 2012


E’ fissato al 31 marzo 2012 il termine ultimo per “scoprire” chi ha ottenuto il beneficio del 5 per mille.


L’agenzia delle Entrate pubblicherà sul proprio sito gli elenchi, distinti per categoria (volontariato, associazioni sportive dilettantistiche, ricerca scientifica e dell’università, ricerca sanitaria), degli enti ammessi e degli esclusi dal beneficio, con l’indicazione delle scelte attribuite e dei relativi importi.


Per tutti l’obbligo della rendicontazione


Anche per il 2011, i beneficiari del 5 per mille sono chiamati a redigere, entro un anno dall’incasso del contributo, e a trasmettere, entro 30 giorni dalla data ultima per la compilazione, uno specifico rendiconto con l’indicazione precisa di come sono state impiegate le somme percepite. Gli enti che hanno ricevuto importi inferiori ai 20mila euro non devono trasmettere il rendiconto, ma soltanto redigerlo e conservarlo per dieci anni.


(Agenzia delle Entrate, comunicato del 03 marzo 2011)


 


 


3) I codici e le addizionali comunali traslocano sul web: Dati sempre aggiornati e modello Unico più leggero


L’elenco dei codici catastali dei comuni e le aliquote delle loro addizionali all’Irpef sarà disponibile da quest’anno solo su Internet. Il modello Unico PF 2011 viene così alleggerito di 32 pagine e diventa più ecologico. Inoltre, il contribuente avrà a disposizione informazioni più aggiornate che tengono conto delle aliquote approvate dagli enti locali.


Istruzioni per l’uso


La tabella, che negli anni scorsi era collocata alla fine delle istruzioni del modello Unico persone fisiche, fascicolo 1, sarà consultabile sul sito Internet dell’Agenzia, alla pagina Home – Cosa devi fare – Dichiarare – Dichiarazioni dei redditi delle Persone Fisiche – Unico PF/2011


L’elenco sarà disponibile in formato pdf, con la possibilità di ingrandire a proprio piacimento e rendere così più leggibili il codice catastale del comune, le aliquote delle relative addizionali comunali e, laddove previsto, il limite per godere dell’esenzione.


La tabella riporta, per ciascun Comune:


l’aliquota dell’addizionale comunale relativa all’anno 2010, per il saldo, e quella relativa all’anno 2011, per l’acconto;


l’eventuale soglia di esenzione deliberata, con riferimento agli anni 2010 e/o 2011, in base al possesso di specifici requisiti reddituali.


Le informazioni contenute nella tabella sono state fornite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze, Direzione federalismo fiscale, sul cui sito Internet www.finanze.gov.it, nell’Area tematica Fiscalità locale, alla pagina


http://www.finanze.gov.it/dipartimentopolitichefiscali/fiscalitalocale/addirpef/download/tabella.htm


è disponibile l’elenco unico ed integrale di tutte le aliquote applicabili in ciascun comune (comprese esenzioni ed aliquote agevolate stabilite per soglie di reddito o in virtù del possesso di specifici requisiti reddituali).


I vantaggi


Con il trasloco sul web si potranno avere informazioni più aggiornate rispetto al


momento in cui il modello viene approvato.


Rispetto al vecchio elenco cartaceo, i cui dati restavano fissati al momento di approvazione del modello UNICO Persone Fisiche, la nuova tabella pubblicata sul sito risulta più dinamica e consente di effettuare aggiornamenti periodici per accogliere le modifiche che potranno derivare da provvedimenti normativi o amministrativi in materia di federalismo fiscale.


In questo modo i contribuenti, al momento della compilazione del Modello Unico Persone Fisiche 2011, potranno avere a disposizione i dati aggiornati relativi alle aliquote dell’addizionale comunale e alle eventuali esenzioni deliberate dai Comuni.


(Agenzia delle Entrate, comunicato del 03 marzo 2011)


 


 


4) Ex professionisti: sono deducibili i contributi integrativi volontari


I versamenti degli ex professionisti sono pur sempre finalizzati a conseguire il


diritto alla pensione.


Coloro che interrompono o cessano l’attività lavorativa autonoma possono portare in deduzione i contributi integrativi versati volontariamente alla propria cassa di previdenza che, in passato, costituiva la forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, trattandosi comunque di versamenti rivolti a ottenere il diritto alla pensione.


Il chiarimento è arrivato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 25/E del 3 marzo 2011, in risposta a un quesito formulato dall’Ente nazionale di previdenza e assistenza a favore dei biologi (Enpab).


In relazione ai contributi integrativi versati volontariamente, l’art. 10 del Tuir stabilisce  che dal reddito complessivo si deducono “i contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi”.


Da ciò ne consegue la possibilità di portare in deduzione dal proprio reddito i contributi versati facoltativamente all’ente previdenziale di appartenenza, a qualsiasi titolo (riscatto degli anni di laurea, prosecuzione volontaria di versamenti contributivi, ricongiunzione di diversi periodi assicurativi maturati presso altre gestioni previdenziali obbligatorie).


Nel caso di specie, si è trattato di biologi, inizialmente iscritti alla Cassa previdenziale come liberi professionisti, che poi, pur avendo cessato l’attività lavorativa autonoma, continuano a essere iscritti all’ordine e all’Enpab.


In tale ipotesi, l’Agenzia ritiene che possano fruire dello “sconto” fiscale.


La norma del Tuir, infatti, prevede la deducibilità dei contributi versati facoltativamente all’ente pensionistico obbligatorio di appartenenza e, di conseguenza, ne possono beneficiare anche coloro che continuano a effettuare volontariamente versamenti alla cassa che, in passato, rappresentava la forma pensionistica obbligatoria, poiché si tratta, in ogni caso, di versamenti finalizzati al conseguimento del diritto alla pensione.


Sempre che, come già precisato per i contributi integrativi minimi obbligatori, i contributi volontari siano effettivamente rimasti a carico del contribuente.


 


 


5) Modello F24: versamento delle quote di iscrizione all’Ordine dei Consulenti del Lavoro utilizzando una delle nuove causali di neo istituzione


Istituiti i codici per le causali da inserire nel modello F24.


Dal 2011, come è noto, anche l’Ordine dei Consulenti del lavoro potrà riscuotere i contributi pagati dai propri iscritti attraverso il modello F24.


La nuova procedura è, infatti, una conseguenza dell’accordo stipulato a febbraio scorso con l’Agenzia delle Entrate, valido per il triennio 2011/2014.


Molti i vantaggi connessi all’adozione del canale telematico, tra i più evidenti la


semplificazione della procedura di pagamento, la velocizzazione dei tempi di riscossione e, soprattutto, la possibilità di compensare con eventuali crediti tributari.


Per tale motivo, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 24/E del 3 marzo 2011, ha istituito i nuovi codici che saranno operativi dal prossimo 10 marzo, e dovranno essere utilizzati per versare le quote dovute dai professionisti al Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro e ai consigli provinciali dello stesso organismo che hanno aderito all’accordo.


Le causali (esclusa la prima riservata al Consiglio nazionale), contengono la sigla della provincia seguita dai numeri 00 e devono essere inserite nella sezione “Altri enti previdenziali e assicurativi” in corrispondenza degli “importi a debito versati”. La risoluzione spiega nel dettaglio come compilare il modello.


 


 


6) Commercio e somministrazione, quali sono i requisiti professionali validi per svolgere l’attività: chiarimenti ministeriali


Il Ministero delle Sviluppo Economico nei giorni scorsi ha pubblicato sul proprio sito alcuni pareri in merito ai requisiti professionali previsti per svolgere le attività commerciali e di somministrazione.


In particolare, con il parere n. 5891 del 14 gennaio 2011, la Direzione generale del Ministero dello Sviluppo Economico ha precisato che tra le materie oggetto dei corsi di studio di diploma di laurea in economia e commercio e diploma di scuola media superiore per periti aziendali e corrispondenti in lingua estere, non c’è alcuna materia riferibile direttamente agli alimenti, né alla preparazione e manipolazione dei medesimi e pertanto non possono essere ritenuti titoli validi per l’esercizio dell’attività.


(Ministero Sviluppo Economico, risoluzione n. 5891 del 14/01/2011, in IPSOA del 03/03/2011)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


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