Novità fiscali del 28 marzo 2011: professionisti: parcella “gonfiata” dall’aumento del contributo integrativo; sempre documentabili i costi di manodopera; fabbricati rurali esclusi da ICI: non influisce la categoria catastale; decreto ingiuntivo per tutti i soci; avviamento: accertamento utilizzato dal fisco è illegittimo; professionisti: niente IRAP anche se è stata dichiarata nel relativo modello; società e fisco: deduzione compenso amministratore a maglie strette; alberghi, IVA dovuta nel paese del cliente o dove viene effettuato il servizio alberghiero; caso di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi: chiarimento dalle Entrate; studi di settore: nuovi modelli in bozza da allegare al Modello Unico 2011; bonus tessile per gli investimenti in prototipi e campionari: fissata la percentuale del risparmio d’imposta

 






 


Indice:


 


1) Professionisti: parcella “gonfia” con l’aumento del contributo integrativo


 


2) Sempre documentabili i costi di manodopera


 


3) Fabbricati rurali esclusi da ICI: non influisce la categoria catastale


 


4) Decreto ingiuntivo per tutti i soci


 


5) Avviamento: accertamento utilizzato dal fisco è illegittimo


 


6) Professionisti: niente Irap anche se è stata dichiarata


 


7) Società e fisco: Deduzione compenso amministratore a maglie strette


 


8) Alberghi, l’Iva dovuta nel paese del cliente o dove viene effettuato il servizio alberghiero


 


9) Parere favorevole della Bicamerale al federalismo


 


10) Assegni dei Comuni per il nucleo familiare e per la maternità: i nuovi importi


 


11) Caso di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi: chiarimento dalle Entrate


 


12) Studi di settore: nuovi modelli in bozza da allegare al Modello Unico 2011


 


13) Bonus tessile per gli investimenti in prototipi e campionari: fissata la percentuale del risparmio d’imposta


 


 


1) Professionisti: parcella “gonfia” con l’aumento del contributo integrativo


Ricadrà sui clienti dei vari professionisti l’aumento che verrà deciso dalle Casse di previdenza dei professionisti, infatti, il contributivo integrativo, da esporre per obbligo in fattura, salirebbe perfino al 5%.


In realtà per il singolo professionista non si tratterà di aumento del compenso, ma soltanto di una partita di giro, infatti, gli importi introitati a titolo di contributivo integrativo devono essere poi girati alla propria Cassa di previdenza, e neppure ai fini pensionistici, infatti, per tale finalità valgono solo i contributi soggettivi versati, sui quali si prevede, parimenti, un notevole aumento (l’aliquota minima passerebbe dal 10% al 19%), almeno per quanto concerne la categoria dei Commercialisti.


Se, dunque, il disegno di legge “Lo Presti” che consente il raggiungimento fino ad un massimo del 5% dell’aliquota di contributo integrativo per gli enti previdenziali professionali andrà in porto, non sarà a carico dei clienti dei professionisti solo la maggiorazione del contributo dovuto in parcella, ma anche l’Iva aumentata per la crescita conseguente della base imponibile su cui calcolarla.


 


 


2) Sempre documentabili i costi di manodopera


Il socio amministratore può sempre provare i costi di manodopera sostenuti in assenza di una contabilità di cantiere. Poiché spetta ai giudici di merito la valutazione.


Lo ha stabilito la Corte di  Cassazione, con  l’ordinanza n. 6778 del 24.03.2011, con la quale ha accolto il ricorso di una società la quale si era vista rettificare i redditi perché, secondo l’Ufficio accertatore, la manodopera impiegata era eccessiva per il numero di ore.


In particolare, la produzione di documentazione dopo il controllo dell’Amministrazione, da parte dell’impresa, per provare i costi di manodopera sostenuti, deve essere valutata dal giudice di merito anche se il contribuente non aveva costituito la contabilità per ciascun cantiere.


L’ufficio accertatore aveva presunto l’impiego dei lavoratori per effettuare operazioni in evasione di imposta a favore di terzi.


Il tutto, peraltro, era stato avvalorato per i verificatori dalla mancanza di un idonea contabilità di cantiere per riscontrare l’effettiva manodopera utilizzata in ciascun sito produttivo.


La tesi dell’Amministrazione finanziaria era poi stata sostanzialmente condivisa dalla Commissione Tributaria Regionale.


La Suprema Corte, invece, ha censurato la sentenza di secondo grado poiché ritenuta mancante di adeguate motivazioni.





3) Fabbricati rurali esclusi da ICI: non influisce la categoria catastale


I fabbricati rurali sono esclusi da ICI indipendentemente dalla categoria catastale, con la sola condizione del rispetto dei requisiti della ruralità di cui al D.Lgs. n. 557/93.


Lo ha precisato la risoluzione della VI Commissione parlamentare n. 7-00505 del 16.03.2011, che è, così, pervenuta ad una conclusione opposta a quanto affermato, oltre che dalla Cassazione, dal Ministero dell’Economia nel question time del 19.01.2011, tesi che vuole che l’esenzione ICI scatti solo se il fabbricato rurale sia accatastato nelle categorie A/6 (immobili abitativi) e D/10 (fabbricati strumentali).


Nel testo del citato documento 7-00505, si invita, pertanto, l’Esecutivo ad adottare, in attesa che sia approvato il DDL sulla montagna (attualmente all’esame del Senato) tutte le misure necessarie a che i Comuni rinuncino ai contenziosi in essere e a non emettere accertamenti sui fabbricati rurali non accatastati nelle suddette categorie A/6 e D/10.


 


 


4) Decreto ingiuntivo per tutti i soci


In mancanza dell’impugnazione da parte dell’azienda il decreto ingiuntivo diventa definitivo nei confronti di tutti i soci.


Chi non si oppone non potrà rivendicare, per sottrarsi al pagamento del debito, la prescrizione precedentemente maturata.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6734 del 24.03.2011, che ha respinto il ricorso di un socio di una snc.


 


 


5) Avviamento: accertamento utilizzato dal fisco è illegittimo


Cessione aziendale: La procedura di accertamento utilizzata dall’Amministrazione finanziaria è illegittima.


Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale del Lazio, con la sentenza n. 11/04/2011 del 20.01.2011, con la quale ha censurato la metodologia utilizzata dal fisco nell’ambito delle cessioni di azienda.


In particolare, secondo quanto affermato da detti giudici tributari, la metodologia di rideterminazione dell’avviamento basata sull’applicazione di una percentuale di redditività sui ricavi degli ultimi 3 esercizi è illegittima.


Invero, la stima dell’avviamento deve essere effettuata secondo specifici criteri di redditività che tengano in considerazione la potenza produttiva dell’apparato organizzativo ed i costi di produzione.


 


 


6) Professionisti: niente Irap anche se è stata dichiarata


Avere presentato la dichiarazione ai fini Irap (usualmente a livello prudenziale da taluni professionisti che, così facendo, preferiscono evitare di ometterne totalmente la presentazione, pur avendone i requisiti di esenzione ed esclusione dall’Imposta regionale) non significa che questa sia dovuta.


La Commissione Tributaria Regionale Lazio, con due pronunce depositate lo scorso 20 gennaio, la n. 36/04/2011 e la n. 36/35/2011, ha, infatti, stabilito che se non ricorrono i presupposti sostanziali (presenza dell’autonoma organizzazione) il professionista non è tenuto a pagare l’Irap.


Ciò anche se la dichiarazione sia stata presentata o sia stato compilato il quadro IQ.


Ne consegue, quindi, che le eventuali cartelle esattoriale emesse e notificate ai contribuenti devono essere annullate.


 


 


7) Società e fisco: Deduzione compenso amministratore a maglie strette


Una società può dedurre i costi sostenuti per la remunerazione dell’amministratore se questa carica è stata ricompensata in misura maggiore rispetto a quella di socio.


Ciò, a patto che l’attività sociale sia prevalente rispetto a quella di vertice aziendale.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 6806 del 2011)


 


 


8) Alberghi, l’Iva dovuta nel paese del cliente o dove viene effettuato il servizio alberghiero


Sulle prestazioni di intermediazione di camere d’albergo, l’Iva è dovuta nel paese del committente se questi è un soggetto passivo.


Se il committente è un soggetto privato, l’imposta è dovuta nel paese in cui è effettuato il servizio alberghiero, ossia nel luogo in cui si trova l’immobile.


La fornitura di pasti e bevande non si considera prestazione di ristorazione o di catering se non è accompagnata dal servizio di supporto per il consumo immediato.


Sono queste alcune soluzioni interpretative contenute nel neo Regolamento n. 282/2011 del Consiglio Ue.


 


 


9) Parere favorevole della Bicamerale al federalismo


Via libera al secondo grosso tassello del federalismo fiscale. La commissione bicamerale ha, infatti, approvato il decreto che, dal 2013, rivoluzionerà il fisco regionale e provinciale e modificherà gli standard di costi e prestazioni della sanità regionale.


Il provvedimento ha ottenuto anche il parere favorevole delle Regioni che si vedono ripristinati 425 milioni per il trasporto pubblico locale nel 2011 e posticipato lo sblocco delle addizionali Irpef in un primo tempo previsto già da quest’anno.


 


 


10) Assegni dei Comuni per il nucleo familiare e per la maternità: i nuovi importi


Sono stati rivalutati gli importi dell’assegno familiare e di quello di maternità concessi dai Comuni e pagati dall’Inps.


Per il 2011 l’importo mensile di tali prestazioni sarà di:


– 131,87 euro per l’assegno per il nucleo familiare. Il nuovo limite dell’indicatore della situazione economica (I.S.E.) per i nuclei familiari composti da cinque componenti, di cui almeno tre figli minori, è pari a 23.736,50 euro;


– 316,25 euro (per complessivi 1.581,25 euro) per l’assegno di maternità per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento avvenuti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2011.


In questo caso, il nuovo valore dell’indicatore della situazione economica (I.S.E.) per i nuclei familiari composti da tre componenti è pari a 32.967,39 euro.


(Inps, circolare n. 56 del 23 marzo 2011)


 


 


11) Caso di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi: chiarimento dalle Entrate


Ai fini della verifica del rispetto del limite reddituale, previsto per una delle ipotesi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, il reddito derivante dall’abitazione principale e dalle sue pertinenze deve essere sempre incluso nei redditi dei fabbricati, poiché costituisce a tutti gli effetti un reddito di natura fondiaria.


La precisazione è contenuta nella risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 35/E del 25.03.2011.


Agenzia delle Entrate che (per evitare ai soggetti tenuti all’adempimento dichiarativo di interpretare erroneamente il contenuto delle tabelle delle istruzioni per la compilazione del modello 730/2011 – contenenti i casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione reddituale – e di ritenersi, conseguentemente, in possesso dei requisiti per l’esonero dalla presentazione della dichiarazione) ha fornito alcune precisazioni in merito alla tabella relativa ai “Casi di esonero con limite di reddito.


In particolare, è stato chiesto se l’avvertenza contenuta nell’intestazione della medesima tabella, laddove viene precisato che “il reddito complessivo deve essere calcolato senza tener conto del reddito derivante dall’abitazione principale e dalle sue pertinenze”, debba considerarsi riferita anche alla prima ipotesi di esonero in essa indicata, riguardante il caso in cui il reddito complessivo non superi 500 euro e risulti formato esclusivamente da redditi derivanti da terreni e/o fabbricati.


L’Agenzia ha risposto che ai fini della verifica del rispetto del limite reddituale, previsto per una delle ipotesi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, il reddito derivante dall’abitazione principale e dalle sue pertinenze deve essere sempre incluso nei redditi dei fabbricati, poiché costituisce a tutti gli effetti un reddito di natura fondiaria.


Esempio delle Entrate


Es.: Caso di un soggetto che possiede un terreno con reddito imponibile di 450 euro ed un immobile adibito ad abitazione principale con reddito imponibile pari a 800 euro.


In tale ipotesi il reddito complessivo, pur risultando formato esclusivamente da redditi fondiari, ammonta a 1.250 euro (valore superiore al limite di 500 euro) e pertanto, non ricorrendo i presupposti dell’esonero, il contribuente è tenuto alla presentazione della dichiarazione.


Ovviamente, l’imposta dovuta sarà calcolata soltanto sul reddito del terreno, pari a 450 euro, in quanto per l’abitazione principale e sue pertinenze spetta una deduzione corrispondente all’ammontare del relativo reddito (pari a 800 euro).


Viene, infine, fatto presente che i criteri predisposti dall’Agenzia delle Entrate per il controllo e la liquidazione dell’imposta del modello 730/2011 sono conformi alle suddette regole.


 


 


12) Studi di settore: nuovi modelli in bozza da allegare al Modello Unico 2011


Studi di settore: Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, in data 25.03.2011, sono stati pubblicati i nuovi modelli in bozza da allegare a Unico 2011 (Professionisti, Commercio e Servizi).


Modelli e istruzioni Studi di settore


Sono stati pubblicati, in formato “bozza” non definitiva, 68 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.


Si tratta dei modelli relativi agli studi di settore che dovrebbero essere approvati a partire dal periodo d’imposta 2010.


(Agenzia delle Entrate, nota del 25.03.2011)


 


 


13) Bonus tessile per gli investimenti in prototipi e campionari: fissata la percentuale del risparmio d’imposta


E’ del 25% circa la quota di risparmio di imposta ottenibile con il bonus tessile.


In particolare, ogni azienda potrà beneficiare nel modello Unico 2011 di un risparmio di imposta pari al 25,1903” dell’importo richiesto nell’istanza Crt.


Con un provvedimento pubblicato il 25.03.2011, l’Agenzia delle Entrate ha disposto la percentuale ammessa per l’incentivo riservato dalla Tremonti-quater (D.L. n. 40/2010) alle imprese del settore tessile e dell’abbigliamento che investono in attività di ricerca e sviluppo per la realizzazione di prototipi e campionari.


Uno sconto calcolato facendo il rapporto tra il totale delle risorse stanziate dalla


Citata Tremonti-quater, pari a settanta milioni di euro, e l’importo del risparmio d’imposta complessivamente richiesto al Fisco con le comunicazioni Crt, che al 31 dicembre scorso ha toccato quota 277.884.229 euro.


Il provvedimento ha, inoltre, precisato che nel calcolo della percentuale non si è tenuto conto delle somme che superano il tetto massimo di 500 mila euro di risparmio fiscale per ogni impresa.


(Agenzia delle Entrate, comunicato del 25.03.2011)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it