Novità fiscali del 18 marzo 2011: D.P.S. da presentare entro il 31 marzo 2011; per rateazione negata la competenza è del giudice tributario; le circolari del fisco non sono vincolanti; accertamenti fiscali per delega: sono nulli; notifiche in presenza di domicilio fiscale eletto presso il Commercialista nello stesso comune: obbligo di notifica presso lo studio; INPS: contributi volontari 2011 lavoratori dipendenti

D.P.S. da presentare entro il 31 marzo 2011; per rateazione negata la competenza è del giudice tributario; le circolari del fisco non sono vincolanti; accertamenti fiscali per delega: sono nulli; notifiche in presenza di domicilio fiscale eletto presso il Commercialista nello stesso comune: obbligo di notifica presso lo studio; INPS: contributi volontari 2011 lavoratori dipendenti; beni sequestrati alla mafia, protocollo d’intesa Commercialisti – Agenzia nazionale

 






Indice:


 


1) D.P.S. da presentare entro il 31 marzo 2011


 


2) Beni sequestrati alla mafia, protocollo d’intesa Commercialisti – Agenzia nazionale


 


3) Per la rateazione negata la competenza è del giudice tributario


 


4) Le circolari del fisco non sono vincolanti


 


5) Accertamenti fiscali per delega: sono nulli


 


6) Notifiche in presenza di domicilio fiscale eletto presso il Commercialista nello stesso comune: Obbligo di notifica presso lo studio


 


7) Inps: Contributi volontari 2011 lavoratori dipendenti


 


8) Novità dall’Inps


 


 


1) D.P.S. da presentare entro il 31 marzo 2011


Scadrà il prossimo 31 marzo il termine per redigere il D.P.S. (Documento programmatico della sicurezza), si tratta, come è noto, dell’annoso adempimento valevole ai fini del rispetto degli adempimenti della Legge sulla privacy.


In particolare, il Codice delle Privacy (D.Lgs. n. 196/03) impone a tutti coloro che trattano dati personali la predisposizione di adeguati controlli in materia di sicurezza, sulla base di uno specifico protocollo previsto dal c.d. Disciplinare Tecnico della norma (allegato B del citato D.Lgs. n. 196/03).


La norma obbliga alla realizzazione di diversi adempimenti, tra cui:


– La nomina del titolare del trattamento dei dati, che generalmente coincide con la società, nella persona del suo legale rappresentante;


– la nomina del/dei responsabile/i del trattamento dei dati;


– la nomina del/degli incaricato/i al trattamento dei dati;


– il rilascio di apposita informativa;


– la preventiva richiesta del consenso al trattamento dei dati;


– la notificazione al Garante della Privacy, quando ne ricorre l’obbligo;


– l’adozione di idonee misure di sicurezza, per garantire che i dati personali vengano custoditi e controllati in modo da ridurre ad un ragionevole margine, il rischio di sottrazione, alterazione, perdita degli stessi, accesso non autorizzato da parte di terzi, trattamento di dati non consentito e non conforme a quanto normativamente previsto.


Al fine di potere garantire le misure minime di sicurezza dei dati personali, il Legislatore ha previsto che il D.P.S. vada aggiornato e rivisto ogni anno entro il 31 marzo; periodicamente è necessario verificare il rispetto delle prescrizioni normative, e annualmente corre l’obbligo di effettuare un percorso formativo specifico da parte del titolare, dei responsabili e degli incaricati al trattamento dei dati.


In tale rigido conteso, negli ultimi anni si sono avute misure di semplificazione per gli utenti interessati.


In particolare, il Garante dei dati sulla privacy, con il provvedimento del 19/06/2008, ha introdotto talune semplificazioni per le piccole e medie imprese, professionisti e artigiani che, quindi, possono fruire di minori adempimenti rispetto a quanto previsto dal D.Lgs. n. 196/03, quali informativa, esonero dal consenso, incaricati del trattamento dei dati personali.


Il Legislatore, poi con il D.L. n. 112/08 (c.d. “Manovra estiva”) ha introdotto ulteriori semplificazioni in materia di D.P.S..


Secondo parere di taluna Dottrina “è possibile evitare di redigere il documento programmatico sulla sicurezza quando i soggetti trattano soltanto dati non sensibili, ovvero, in presenza di dati sensibili, questi siano costituiti unicamente dallo stato di salute o malattia dei propri dipendenti e collaboratori a progetto, senza indicazione della relativa diagnosi o dall’adesione a organizzazioni sindacali o a carattere sindacale”.


Autocertificazione


Riprendendo tale neo parere dottrinale “a seguito delle modifiche introdotte dalla manovra estiva del 2008, il Documento Programmatico sulla Sicurezza (D.P.S.) in molti casi è possibile che possa essere sostituito da una “autocertificazione”, ai sensi dell’art. 47 del T.U. di cui al D.P.R. n. 445/00, in cui il titolare del trattamento dei dati dichiari di trattare soltanto tali dati in osservanza delle altre misure di sicurezza prescritte.


E’ possibile redigere l’autocertificazione quando:


– si trattano soltanto dati non sensibili;


– in presenza di dati sensibili, questi siano costituiti unicamente:


a) dallo stato di salute o malattia dei propri dipendenti e collaboratori a progetto, senza indicazione della relativa diagnosi;


b) dall’adesione a organizzazioni sindacali o a carattere sindacale.


In questi casi si è anche esonerati dalla nomina di una figura professionale dedicata alla gestione e alla manutenzione di impianti di elaborazione con cui sono effettuati trattamenti di dati personali (c.d. amministratore di sistema)”.


Ecco l’esempio di redazione di autocertificazione che viene riportato in Dottrina:






AUTOCERTIFICAZIONE SOSTITUTIVA D.P.S.


Obbligo di cui alla lett. g) del co. 1 e al punto 19 dell’allegato B


Ai sensi degli artt. 34 co.1-bis D.Lgs. n. 196/03 e 47 DPR n. 445/00


 


Il sottoscritto ………………………., nato a …………….., in data ……………….., C.F. ………….…………,


in qualità di legale rappresentante società ………………. con sede in ……………………………….., C.F. ………………….. P. Iva …………………………,


consapevole che il rilascio di false dichiarazioni ad un pubblico ufficiale o la presentazione di false documentazioni sono punibili a termine degli artt. 495 e 496 del codice penale,


DICHIARA


Ai sensi dell’art. 34, co. 1-bis del D.Lgs. n. 196/03


– di effettuare il trattamento di dati personali non sensibili;


– che gli unici dati sensibili trattati sono quelli costituiti dallo stato di salute o malattia dei propri dipendenti e collaboratori anche a progetto, senza indicazione della relativa diagnosi, ovvero dall’adesione ad organizzazioni sindacali o a carattere sindacale;


– che i dati di cui sopra sono trattati in osservanza delle misure di sicurezza prescritte dal D.Lgs. n. 196/03 e dall’allegato B) allo stesso.


………………………, lì……………                       


Il Titolare del trattamento ……………………………….


Soggetti ammessi al DPS semplificato


Infine, medesime Dottrina ritiene che le imprese ed i professionisti ammessi al DPS semplificato:


– Possono impartire agli incaricati le istruzioni in materia di misure minime anche oralmente;


– possono utilizzare per l’accesso ai sistemi informatici un qualsiasi sistema di autenticazione basato su un username e una password; lo username deve essere disattivato quando viene meno il diritto di accesso ai dati (es. non si opera più all’interno dell’organizzazione);


– in caso di assenze prolungate o di impedimenti del dipendente possono mettere in atto procedure o modalità che consentano comunque l’operatività e la sicurezza del sistema (ad es. l’invio automatico delle mail ad un altro recapito accessibile);


– devono aggiornare i programmi di sicurezza (antivirus) almeno una volta l’anno;


– devono effettuare backup dei dati almeno una volta al mese.


 


 


2) Beni sequestrati alla mafia, protocollo d’intesa Commercialisti – Agenzia nazionale


Il principale obiettivo dell’accordo è elaborare linee d’indirizzo comuni e principi di comportamento per tutti gli amministratori dei beni sequestrati alle mafie.


Elaborare linee d’indirizzo comuni e principi di comportamento per tutti gli amministratori dei beni sequestrati alle mafie.


E’ il principale obiettivo del protocollo d’intesa siglato il 16 marzo 2011 a Roma dal presidente del Consiglio nazionale dei Commercialisti, Claudio Siciliotti e dal rappresentante dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Dario Caputo. L’accordo prevede anche che, in attesa che diventi pienamente operativo l’Albo degli amministratori giudiziari, istituito nel 2010, il Consiglio Nazionale dei Commercialisti si impegna a fornire all’Agenzia, attraverso i proprio Ordini territoriali, l’elenco degli iscritti agli Albi dei dottori commercialisti e degli esperti contabili disposti ad assumere questa funzione.


Per tutte le finalità del protocollo, tra le quali rientra anche la realizzazione di studi su norme e procedure utili a semplificare i rapporti tra le amministrazioni pubbliche e i soggetti interessati a realizzare progetti di recupero dei beni confiscati, è stato inoltre istituito un tavolo tecnico congiunto.


(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato del 16 marzo 2011)


 


 


3) Per la rateazione negata la competenza è del giudice tributario


“La controversia avente ad oggetto l’impugnazione del diniego di rateazione di un ruolo tributario è di competenza del giudice tributario.


Infatti, la giurisdizione di quest’ultimo si estende ormai a qualunque controversia in materia di imposte e tasse che non attenga al momento della esecuzione in senso stretto o alla restituzione di somme per le quali non residui più alcuna questione sull’an, il quantum o le modalità di esecuzione del rimborso”.


(Corte di Cassazione, ordinanza, Sez. SS.UU., 14/03/2011, n. 5928, in Ipsoa del 16/03/2011)


 


 


4) Le circolari del fisco non sono vincolanti


Le circolari emesse dalle Entrate non sono vincolanti per il contribuente. Difatti, le circolari dell’Amministrazione finanziaria non costituiscono fonte né di diritti né di obblighi per il contribuente, con la conseguenza che se quest’ultimo si sia conformato ad una interpretazione poi modificata è da escludere soltanto l’irrogazione delle sanzioni in base al principio di tutela dell’affidamento.


E’ quanto è stato ribadito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 6056 del 15/03/2011.


Nel caso in questione un contribuente, anche in virtù dei chiarimenti forniti in una circolare dall’amministrazione finanziaria, riteneva spettanti dei crediti di imposta per assunzione di un lavoratore.


In seguito la circolare, e quindi l’orientamento dell’amministrazione, veniva modificata.


I giudici di merito davano ragione al contribuente il cui comportamento veniva ritenuto corretto, essendosi egli uniformato alle previsioni di una circolare dell’Amministrazione.


Era stata poi la stessa Agenzia delle Entrate a “sminuire” la portata dei propri interventi interpretativi.


In particolare, nel ricorso per Cassazione, l’Amministrazione finanziaria ha contestato la circostanza che il giudice di appello abbis erroneamente ritenuto spettante al contribuente un beneficio in virtù di una circolare poi modificata. Una tesi che è stata confermata dal giudice di legittimità, che, infatti, ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che le circolari non costituiscono fonti né di diritti né di obblighi.


Pertanto, se il contribuente si sia conformato ad un’interpretazione poi modificata viene esclusa soltanto l’irrogazione delle sanzioni in base al principio di tutela dell’affidamento.


 


 


5) Accertamenti fiscali per delega: sono nulli


Secondo la Commissione Tributaria Provinciale di Bologna (sentenza n. 7/12/2011 del 04/01/2011), è nullo l’avviso di accertamento sottoscritto da un funzionario per delega del capufficio se il delegato non è in possesso della nona qualifica funzionale.


E’ stato, quindi, annullato un avviso di accertamento sulla base di un mero esame della legittimità della questione prescindendo dal merito.


Accolto così il ricorso del contribuente dopo che i giudici avevano ravvisato che non vi era cenno, nelle controdeduzioni dell’ufficio, circa i requisiti gerarchici del firmatario.


In altre sentenze erano stati annullati avvisi di accertamento sulla base della mancanza della delega (art. 42 del D.p.r. n. 600/1973).


(Commissione Tributaria Provinciale di Bologna, sentenza n. 7/12/2011)


 


 


6) Notifiche in presenza di domicilio fiscale eletto presso il Commercialista nello stesso comune: Obbligo di notifica presso lo studio


Notifiche valide solo presso lo studio del commercialista eletto domicilio fiscale dal contribuente. Occorre che il professionista sia ubicato nello stesso comune.


Nell’ipotesi di elezione del domicilio fiscale da parte del contribuente presso il proprio Commercialista ricorre l’obbligo di notifica degli atti fiscali presso lo studio del medesimo professionista.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 6114 del 16/03/2011)


 


 


7) Inps: Contributi volontari 2011 lavoratori dipendenti


In relazione alla variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati, calcolata dall’Istat nella misura dell’1,60% tra il periodo gennaio-dicembre 2009 ed il periodo gennaio-dicembre 2010, sono state aggiornate le aliquote dei contributi volontari dei lavoratori dipendenti non agricoli per l’anno 2011.


Nella circolare Inps n. 52 del 16 marzo 2011 sono riportate le tabelle con le aliquote da applicare ai lavoratori iscritti ai diversi Fondi e le tabelle storiche con gli importi dei minimali di retribuzione settimanale, quelli relativi alla prima fascia di retribuzione annuale pensionabile e ai massimali, e le aliquote contributive IVS per i lavoratori dipendenti non agricoli.





8) Novità dall’Inps


Due news dell’Inps (data pubblicazione: 16/03/2011) avvertono che:


Software di controllo UniEMens Individuale per le denunce retributive e contributive individuali mensili


E’ disponibile la versione 2.0 del software di controllo UniEMens Individuale che consente la verifica e la certificazione delle denunce retributive e contributive mensili.
Le modalità operative rimangono comunque inalterate.


La procedura può essere scaricata dalla sezione “Software” del sito.


Istituzione PIN dispositivo


Allo scopo di garantire maggiore sicurezza sull’autenticità delle richieste e sull’identità del richiedente, è stato introdotto un ulteriore livello di sicurezza del PIN, attraverso la creazione di un profilo cosiddetto “dispositivo”, da utilizzare per alcuni servizi telematici rivolti ai cittadini. Il nuovo tipo di PIN si differenzia da quello “online”, il cui rilascio avviene senza che l’utente sia riconosciuto “de visu” direttamente in sede o abbia inviato copia di un documento di riconoscimento.


Le modalità per l’ottenimento del PIN dispositivo sono descritte in dettaglio nella circolare Inps n. 50 del 15 marzo 2011.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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