Novità fiscali del 16 marzo 2011: libri sociali: scade oggi il termine per il versamento della T.C.G.; lavoro accessorio ancora in via sperimentale fino al 31 marzo 2011; agevolazioni prima casa: nel caso di falsa dichiarazione niente beneficio fiscale anche per eredi e donatari; impianti di captazione del biogas: aliquota IVA agevolata; cessione azienda ricevuta in eredità: trattamento fiscale

libri sociali: scade oggi il termine per il versamento della T.C.G.; lavoro accessorio ancora in via sperimentale fino al 31 marzo 2011; agevolazioni prima casa: nel caso di falsa dichiarazione niente beneficio fiscale anche per eredi e donatari; impianti di captazione del biogas: aliquota IVA agevolata; cessione azienda ricevuta in eredità: trattamento fiscale; inaugurata la nuova stagione per il 5 per mille 2011

 






 


Indice:


 


1) Libri sociali: scade oggi il termine per il versamento della TCG


 


2) Lavoro accessorio ancora in via sperimentale fino al 31 marzo 2011


 


3) Agevolazioni prima casa: nel caso di falsa dichiarazione niente beneficio fiscale anche per eredi e donatari


 


4) Impianti di captazione del biogas: aliquota IVA agevolata


 


5) Inaugurata la nuova stagione per il 5 per mille 2011


 



6) Cessione azienda ricevuta in eredità: trattamento fiscale


 


 


1) Libri sociali: scade oggi il termine per il versamento della TCG


Libri sociali: Scade oggi (16 marzo 2011) il termine per il versamento della TCG.


L’importo della tassa annuale è forfetario, prescinde dal numero dei registri tenuti e dalle relative pagine.


Tutte le società di capitali, comprese quelle in liquidazione, e gli enti che svolgono attività commerciali devono effettuare entro oggi il versamento della tassa forfetaria annuale per la “vidimazione” dei libri sociali.


Soggetti interessati


Il pagamento della tassa annuale sulle concessioni governative per la numerazione e la “bollatura” dei libri e registri contabili è dovuto da Spa, Srl, Sapa, società consortili a responsabilità limitata, aziende speciali e consorzi tra enti territoriali.


Si tratta, quindi, di soggetti dotati di capitale o di un fondo di dotazione che hanno per oggetto, esclusivo o principale, l’esercizio di attività commerciali.


Vi rientrano, pertanto, anche gli enti che svolgono attività commerciali. L’obbligo riguarda anche le società in liquidazione ordinaria e quelle sottoposte a procedure concorsuali, mentre restano escluse le società di capitali dichiarate fallite e le società cooperative e di mutua assicurazione.


Libri che devono essere vidimati


I libri sottoposti all’obbligo di bollatura e numerazione sono quelli indicati dall’articolo 2421 del codice civile.


In particolare, si tratta di:


– Libro dei soci;


– libro delle obbligazioni;


– libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee dei soci;


– libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione;


– libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale;


– libro delle adunanze e delle deliberazioni del comitato esecutivo;


– libro delle adunanze e delle deliberazioni degli obbligazionisti;


– ogni altro libro o registro per i quali l’obbligo della bollatura è previsto da norme speciali.


Tutti i libri sociali possono essere composti sia da pagine rilegate che da fogli mobili; in ogni caso, devono essere numerati progressivamente in ciascuna pagina e bollati in ogni foglio presso il Registro imprese della Camera di commercio o presso un notaio.


Gli altri libri contabili prescritti dal codice civile (libro giornale e libro degli inventari) e quelli previsti da norme fiscali (registri Iva, registro dei beni ammortizzabili, ecc.) non vanno vidimati, ma va effettuata una numerazione progressiva delle pagine direttamente da parte di chi è obbligato alla tenuta delle scritture.


Modalità e scadenza del pagamento


Le società di capitali e gli enti che svolgono attività commerciali sono obbligati, quindi, al pagamento della tassa forfetaria annuale sulle concessioni governative per la vidimazione dei libri sociali.


L’importo da pagare, che prescinde dal numero dei libri e dei registri tenuti e dalle relative pagine, è pari a:


– 309,87 euro, se l’ammontare del capitale o del fondo di dotazione non supera l’importo di 516.456,90 euro


– 516,46 euro, se il capitale sociale o il fondo di dotazione supera tale importo.


Per la quantificazione del capitale sociale o del fondo di dotazione si fa riferimento alla data del 1° gennaio dell’anno per il quale viene effettuato il versamento (in questo caso si tratta del 1° gennaio 2011).


Se si tratta dell’anno di inizio di attività, il versamento va eseguito tramite il bollettino di conto corrente postale n. 6007 intestato all’Agenzia delle Entrate, Centro operativo di Pescara, prima della presentazione della dichiarazione di inizio attività su cui vanno riportati gli estremi di pagamento.


Per gli anni successivi, il versamento va effettuato entro il 16 marzo di ciascun anno, tramite il modello F24, esclusivamente per via telematica, indicando nella sezione Erario il codice tributo 7085 – Tassa annuale vidimazione libri sociali, l’importo e l’anno per il quale viene eseguito il pagamento (2011).


Sanzioni


Per il mancato pagamento viene è prevista una sanzione amministrativa dal 100% al 200% della tassa.


E, comunque, possibile effettuare il ravvedimento operoso ove la violazione non sia già stata constatata.


 


 


2) Lavoro accessorio ancora in via sperimentale fino al 31 marzo 2011


Possibile con part-time, cassaintegrati e percettori di prestazioni integrative salario o sostegno al reddito.


Per il 2010 è stato ampliato il campo di utilizzo del lavoro con i voucher ai lavoratori con l’introduzione dei lavoratori part-time ed esteso il periodo sperimentale di utilizzo dei buoni lavoro per i percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito.


Le misure sperimentali introdotte dalla Finanziaria 2010 sono state prorogate al 31.3.2011 dal cd ”Milleproroghe” legge 10/2011.


Con successivi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri potrebbe essere disposta l‘ulteriore proroga al 31.12 2011.


Esteso al 31 marzo 2011 il lavoro con i voucher per part-time, cassaintegrati e percettori di indennità di disoccupazione.


Il 31 dicembre 2010 scadeva il periodo sperimentale previsto dalla Finanziaria 2010 (legge n.191/09 art. 2 comma 148) per l’attivazione del lavoro occasionale accessorio con i lavoratori part-time. La stessa norma aveva anche esteso al 2010 il periodo sperimentale di utilizzo dei buoni lavoro con i percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito precedentemente stabilito solo per il 2009.


In via sperimentale fino al 31 marzo 2011 sarà possibile attivare il lavoro occasionale accessorio nell’ambito di qualsiasi settore produttivo con prestatori di lavoro titolari di contratti di lavoro a tempo parziale, con l’unica esclusione della possibilità di utilizzare i buoni lavoro presso il datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale.


Ovvia l’esclusione imposta dalla norma che altrimenti avrebbe vanificato la previsione dell’art. 3 del DLgs n. 61/00, consentendo di fatto il superamento dell’orario di lavoro senza il rispetto né delle clausole di elasticità, peraltro in gran parte recepite dai ccnl, né dell’applicazione delle percentuali di maggiorazione previste per il lavoro supplementare.


Viene riteneutp inoltre, che tale attività di lavoro accessorio possa essere svolta solo al di fuori dell’orario previsto nel suddetto contratto in essere.


Sempre in via sperimentale, fino al 31 marzo 2011, prestazioni di lavoro occasionale ed accessorio possono essere rese, in tutti i settori produttivi compresi gli enti locali, con il limite massimo di 3.000 euro per anno solare, dai percettori di prestazioni economiche integrative del salario o di sostegno al reddito.


Questo solo compatibilmente con quanto stabilito dall’art. 19, comma 10, della Legge n. 2/09: Il diritto è subordinato alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o a un percorso di riqualificazione professionale.


L’INPS, per questi lavoratori, sottrarrà dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito corrisposte, gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio.


La norma consente il cumulo delle prestazioni integrative del salario e delle altre prestazioni di sostegno del reddito con i compensi per lavoro accessorio entro il limite di 3.000 euro a prescindere dal numero dei committenti.


Data l’occasionalità della prestazione accessoria, le remunerazioni con voucher sono compatibili con le diverse forme di integrazioni salariali e di tutela del reddito, sono esenti da imposizione fiscale e non incidono sullo stato di disoccupato o inoccupato.


Gli inoccupati non titolari di trattamento di disoccupazione e i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità che non percepiscono prestazioni a sostegno del reddito possono svolgere lavoro con i voucher, al pari di qualsiasi altro soggetto, solo nelle attività espressamente elencate dal D.Lgs.n. 276/03 alle lettere a), b), c), d), f) e h) del comma 1 art. 70.


 













Committente


Prestatori di lavoro occasionale accessorio


Tutti i settori


(compresi enti locali)


Tutti i percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito


 


Fino a € 3.000 (importo netto per anno solare con riferimento al medesimo committente – lordo euro 4.000)


 


Tutti i settori


(esclusi i datori di lavoro titolari del rapporto a part – time)


 


Tutti i lavoratori part-time


per la parte del tempo non occupata


 


Fino a €. 5.000 (importo netto per anno solare con riferimento al medesimo committente – lordo euro 6.660)


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 14 marzo 2011)


 


 


3) Agevolazioni prima casa: nel caso di falsa dichiarazione niente beneficio fiscale anche per eredi e donatari


In caso di falsa dichiarazione decade dal beneficio fiscale per la prima casa non solo il dichiarante ma tutti i soggetti coinvolti nella successione o nella donazione.


Le sanzioni, invece, si applicano solo al soggetto che ha falsamente dichiarato il possesso dei requisiti.


Negli altri casi di decadenza, cioè quando la residenza non viene trasferita entro 18 mesi oppure quando la casa viene venduta nei 5 anni senza riacquisto di un altro immobile nei 12 mesi successivi, la maggiore imposta viene richiesta solo al dichiarante che allo stesso modo deve versare le relative sanzioni.


L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 33/E del 15 marzo 2011, ha spiegato i casi in cui si decade dal beneficio previsto dalla Legge 342 del 2000, che prevede, per il trasferimento di un immobile oggetto di successione o donazione, l’applicazione in misura fissa delle imposte ipotecaria e catastale a favore di tutti gli eredi o donatari, a patto che almeno uno di loro possieda i requisiti per usufruirne.


In sostanza, è sufficiente che la dichiarazione di possesso dei requisiti per l’applicazione dell’agevolazione “prima casa” sia resa da almeno uno dei beneficiari: Il regime di favore verrà esteso automaticamente agli altri senza necessità di ulteriori dichiarazioni (circolare 44/2001).


La normativa vigente, quindi, prevede l’estensione del beneficio, in caso di successione o donazione, anche ai coeredi o donatari che non abbiano i requisiti, essendo sufficiente che siano posseduti dall’erede (o donatario) dichiarante.


Nel caso di falsa dichiarazione, perdono il beneficio sia il dichiarante sia gli altri beneficiari, per inefficacia dell’atto stesso, ma sconta la sanzione solo il primo, colpevole di dichiarazione mendace.


La decadenza dall’imposizione agevolata si estende alla totalità dei beneficiari anche nel caso in cui non avvenga il trasferimento di residenza richiesto dalla norma (entro 18 mesi dall’acquisizione del bene).


In questa ipotesi, il recupero dell’imposta, ma anche la relativa sanzione, interesserà per intero e solamente il dichiarante.


Dichiarazione mendace


In caso di falsa dichiarazione da parte del contribuente che ha effettuato la dichiarazione necessaria per ottenere l’agevolazione prima casa, il beneficio decade, quindi, per tutti i soggetti coinvolti.


Ciò poiché se la dichiarazione è mendace non sussistono all’origine i requisiti per ottenere l’agevolazione e, quindi, non spettando al dichiarante, non compete neanche agli altri eredi o ai donatari.


Le sanzioni, invece, sono applicabili soltanto al beneficiario che si è reso colpevole di falsa dichiarazione.


Mancato trasferimento di residenza


Parimenti si perdono le agevolazioni nel caso in cui il dichiarante non trasferisca la residenza entro 18 mesi dall’acquisizione dell’immobile.


In questo caso però è interessato dal recupero dell’imposta e dal pagamento delle sanzioni soltanto il beneficiario dichiarante, poiché è il suo inadempimento la causa della decadenza del beneficio.


Ipotedi di rivendita dell’immobile senza riacquisto


Salvi i coeredi e gli altri donatari anche nel caso in cui si rivenda l’immobile entro cinque anni dall’acquisizione e non si riacquisti un nuovo immobile entro un anno. Anche in questo caso il recupero dell’imposta e il pagamento delle sanzioni soni in capo soltanto al dichiarante.


In particolare, nel caso di rivendita dell’immobile infraquinquennale senza “riacquisto” entro l’anno di un altro immobile da adibire a prima casa, bisogna distinguere a seconda che il bene sia ceduto dal dichiarante o dal coerede.


Nel primo caso, la decadenza dal beneficio è totale, ma a pagare imposta e sanzioni è solo il dichiarante.


Se a vendere è invece un coerede (o donatario), l’agevolazione non si perde, poiché il coerede (o donatario) non è vincolato dai limiti di tempo – imposti al solo dichiarante – e, quindi, ha agito nell’ambito di un suo diritto.


In sostanza, il comportamento dei coeredi non rileva sul piano fiscale, ciò poiché i benefici “prima casa” sono legati alla figura del dichiarante.


 


 


4) Impianti di captazione del biogas: aliquota IVA agevolata


Gli impianti di captazione del biogas rientrano tra gli impianti di smaltimento dei rifiuti, dei quali costituiscono parte integrante e conclusiva del processo.


Pertanto, a tali impianti si deve applicare l’aliquota IVA agevolata del 10% prevista dal n. 127-quinquies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 34/E del 15 marzo 2011.


 


 


5) Inaugurata la nuova stagione per il 5 per mille 2011


Scendono in pista e scaldano i mouse i partecipanti alla nuova stagione del cinque per mille.


Ieri (15.03.2011), infatti, è stato il primo giorno utile per iscriversi negli elenchi dei possibili destinatari.


Decine di migliaia tra enti e associazioni possono quindi scaricare l’apposito software disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, e trasmettere online le rispettive domande che i due canali telematici di Entratel e di Fisconline, gestiti dalle Entrate, provvederanno a ricevere .


Il calendario di fine corsa


L’Agenzia delle Entrate con il comunicato del 15 marzo 2011 ha ricordato che il calendario per l’invio delle domande degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche, i cui elenchi sono gestiti dalle Entrate, si chiuderà il 7 maggio prossimo.


 


 



6) Cessione azienda ricevuta in eredità: trattamento fiscale


Colui che riceve in eredità un impresa individuale (nel caso di specie un negozio di abbigliamento), ma non intende proseguire l’attività del proprio genitore che deve fare?.


A questa dilemma ha posto fine il parere del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro n. 6 del 15 marzo 2011.


In tale documento viene prima rilevato che poiché non vi sono i presupposti per continuare, neanche per un periodo di tempo limitato, la gestione dell’attività, occorre che i beni che compongono l’azienda vengano venduti, anche in blocco ma sotto forma di singoli beni materiali che non costituiscono di per se giuridicamente una azienda, poiché non facenti capo ad un soggetto imprenditore, bensì ad una comunione di persone fisiche che non esercita attività d’impresa.


Viene poi specificato che il trasferimento mortis causa di una azienda agli eredi (che questi la gestiscano o meno) non determina di per sé alcun realizzo della plusvalenza connessa all’azienda: tale circostanza avverrà, invece, unicamente al momento della successiva cessione dell’azienda ovvero, come nel caso di specie, della successiva cessione dei beni che la componevano, da parte degli eredi.


Ovviamente si rinvia alla lettura integrale di tale documento (peraltro, composto da ben tre pagine), disponibile sul sito consulentidellavoro.it

 


Vincenzo D’Andò


 


 

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